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Sesto Tempo, I Parte. Nulla è cambiato, ma ogni cosa è diversa.
Thursday 02 July 2009
 
Scritto da Lord Caedric Allen Aston,

Salve miei cari lettori, il sipario si leva sul sesto tempo della nostra storia. Sono accadute molte cose da che ha avuto inizio il cammino della Coterie e molte altre ne accadranno; quale viso della sorte arrida loro, tuttavia, non è dato sapere se non attraverso il proseguimento della narrazione.

Erano trascorsi quattro giorni da quando Henry East aveva salvato Harle dalla vendetta dei licantropi, quattro giorni da quando di lui non si era saputo più nulla. Morto in combattimento, ucciso dal licantropo Marco.

I nostri infanti non ebbero modo (ne, forse, particolare desiderio) di avere contatti tra loro. In particolare Cӓedric aveva trascorso le sue nottate in quasi completa solitudine, assistito soltanto dal fedele Igor: diviso tra il dolore per il passato e l'ansia per il futuro, il giovane aveva preferito isolarsi per tentare di riannodare i fili del suo spirito.

Samael invece si trovò suo malgrado inghiottito da una inusuale (almeno per lui) mole di lavoro alla galleria: gli sembrava che tutte le nuove e brillanti promesse della pittura contemporanea si fossero accordate per tentare di sfondare il martedì ed il mercoledì di quella settimana.

Cassandra, da parte sua, si prese qualche giorno di tempo per riflettere sull'inaspettata svolta presa dal suo incarico: tutto si sarebbe aspettata, tranne lo scoprire tante novità sulla personalità di Cӓedric Aston (a partire dal suo avere effettivamente una personalità). Una vera sorpresa, e lei detestava le sorprese.

Harle si era resa irreperibile non appena Cӓedric l'aveva lasciata andare. Dovergli ripetere per filo e per segno tutto l'accaduto era stato terribilmente stressante, quasi come se le fosse imposto di rivivere l'angosciante esperienza. Nonostante il Ventrue non avesse detto nulla, la ragazza non poteva fare a meno di sentirsi sotto qualche sorta di giudizio, un esame che non aveva superato e che era costato la vita a Henry.

"Perché non ci hai chiamati prima?", Harle resse lo sguardo del compagno per pochi secondi appena, prima di articolare qualcosa di poco comprensibile circa il volersela cavare da sola. Non era la verità, ma non sarebbe riuscita ad essere del tutto sincera con Cӓedric; lui tuttavia sembrò comprendere, non le domandò altro.

Poco dopo il tramonto, giovedì notte, Cassandra si destò nel suo loft a pochi isolati dal centro di San Francisco, gli incubi quel giorno erano stati leggermente meno feroci, permettendole di alzarsi in discreta forma. Dopo essersi adeguatamente preparata, sentendone il bisogno decise di recarsi in centro per nutrirsi.

Come terreno di caccia, quella sera optò per il Blood & Gold (vi ricorda nulla cari lettori?): uno tra i locali più in della città, di cui aveva molto sentito parlare anche per quanto riguardava il suo proprietario. Lei non sapeva chi fosse, ma le voci ne parlavano come di un tipo decisamente interessante. Chissà, magari quella sera ne avrebbe saggiata la fama...

Ad ogni modo, non impiegò molto a raggiungere il locale e ancor meno ad esservi ammessa, i canoni estetici dopotutto erano praticamente ricalcati su di lei...

Il locale era gremito e Cassandra non ebbe alcuna difficoltà a trovare di chi dissetarsi, non dovette fare altro che avvicinarsi al bancone ed attendere qualche secondo: "Posso offrirti qualcosa da bere?", tutti così prevedibili gli uomini, "Se proprio insisti...".

La cosa che più le recava disturbo era disfarsi delle vene una volta che esse avevano assolto la loro funzione, quei ragazzotti beoni che continuavano a seguirla come cuccioli smarriti erano davvero irritanti!

Lasciamo per un istante la giovane Tremere a disporre del suo ultimo flirt e passiamo al nostro Ventrue.

Nelle notti precedenti, Cäedric aveva manifestato l'intenzione di organizzare in tempi brevi la Messa di Requiem in memoria di Henry, senza badare a spese. Igor era rimasto fortemente colpito dall'attaccamento del padrone per il giovane Lasombra, il Duca infatti non aveva mai legato con alcuno tranne che con Mademoiselle...

Il maggiordomo si era quindi adoperato per realizzare quanto prima il desiderio del giovane padrone, sperando di alleggerire in minima parte il suo spirito: "Sua Signoria sarà lieta di sapere che ogni cosa è stata predisposta secondo i suoi desideri. La Messa è fissata per domani alle ore Ventiquattro alla Saint Mary Cathedral. Al fine di ottemperare alle vostre richieste ho quindi provveduto a prenotare un'esecuzione completa della London Philarmonic Orchestra ad accompagnare il Coro dell'Opera di Vienna, entrambi attualmente negli Stati Uniti per una serie di concerti. Spero... spero davvero che questo abbia soddisfatto Vostra Grazia".

Cӓedric sollevò lo sguardo dalle fiamme del camino, la preoccupata sollecitudine del fedele Igor non mancava mai di colpirlo. Avrebbe davvero voluto essere in grado di esprimergli appieno la propria gratitudine, avrebbe voluto sapere come fare... ma non ci riusciva, non ci era mai riuscito con nessuno a parte Rochelle.

"Ti ringrazio Igor..."

La notte immediatamente successiva alla tragedia, Cӓedric aveva chiamato il proprio Sire onde informarlo della tragica perdita del Lasombra.

Sir Richard aveva accolto la notizia tutto sommato meglio di quanto l'Infante non si aspettasse: "E così egli è caduto per proteggere l'Infante di Raven... e tu ragazzo, nonostante il mio esplicito divieto in proposito, hai ugualmente tentato di salvarli...", "...Così è stato. Dopotutto Harle è un membro della Coterie di cui sono responsabile, abbandonandola al suo destino avrei infranto il senso stesso del mio compito Maestro... tuttavia ho disobbedito a Voi ed accetterò l'ammenda, quale essa sia...".

Un sospiro era giunto dall'altro capo del telefono, Sir Richard di certo si aspettava quella risposta: "Lascia perdere Cäedric, mi auguro soltanto che tu abbia imparato la lezione: persino Henry, che pure aveva visto trascorrere secoli, non è stato in grado di fronteggiare un mannaro... Per quanto ti senta legato da vincoli di affetto o amicizia Cӓedric, tieniti lontano dalle battaglie ininfluenti, in particolare da quelle che non puoi vincere".

Il Sire si soffermò, come a riflettere, "Il tuo non è un destino che possa essere dismesso o demandato Cӓedric, sei responsabile verso di esso, ricordalo sempre". Di comunicare l'incresciosa notizia, nonché l'invito alla Messa, se ne sarebbe occupato lo stesso Sir Richard.

Giovedì notte, Cäedric si era destato insolitamente teso, come l'avesse fatto da un sonno lungo ben più di un giorno. Non faticò a riconoscerne la ragione: quella sera avrebbe agito, avrebbe compiuto il primo passo verso la liberazione di Rochelle. La mano sinistra si chiuse sul ciondolo d'argento, un gesto lento, consapevole. Non aveva potuto salvare Henry, ma nulla gli avrebbe impedito di salvare lei.

Dopo essersi preparato, si fece portare da Reginald al Blood & Gold prima di recarsi al Museo d'Arte Moderna, luogo in cui lo attendeva il misterioso contatto lasciatogli da Henry.

Contrariamente al solito, il Ventrue decise di entrare dalle porte principali invece che da quelle sul retro. Come potete ben immaginare, l'effetto fu simile all'apertura delle acque del Mar Rosso: la folla si aprì immediatamente per lasciare libero il passo, esclamazioni concitate e sguardi adoranti seguirono l'entrata del giovane nel locale.

Cäedric non era mai stato un tipo da crogiolarsi dell'adorazione generale, proprio per questo infatti solitamente evitava quel genere di entrate, ma quando scorse Cassandra Pemberley al bancone vide con un barlume di soddisfazione il modo di ripagarla del pessimo tiro giocatogli l'ultima volta che si erano visti, quando la Tremere era incredibilmente riuscita a dominarlo, impedendogli di scendere nelle fogne a cercare Henry.

Cassandra non credeva ai propri occhi, il tanto famoso padrone del Blood & Gold non era altri che Cӓedric Allen Aston, "Non ci credo! Questa è una persecuzione..!".

"Come scusa?", l'ultima vena da cui intendeva servirsi la guardò con aria interrogativa, "No! Niente! Sono solo... sorpresa, già", la ragazza fece un gesto vago in direzione di Cӓedric. L'uomo accanto a lei (come diavolo si chiamava poi?) sembrò preoccuparsi, "Conosci il proprietario?", Cassandra non lo stava nemmeno più a sentire, l'unica cosa che voleva era pagare il conto e uscire, qualcun altro tuttavia sembrava avere altri piani.

Ben sapendo quale sarebbe stato l'effetto delle sue azioni, il Ventrue tornò appositamente sui propri passi per avvicinarsi alla ragazza, quando fu ad un passo da lei gettò un'occhiata gelida all'uomo che le sedeva vicino (che prontamente sgombrò il campo), quindi si rivolse a Cassandra: "Più tardi devo parlarti, raggiungimi nel privè quando ti farò chiamare".

Ciò detto, girò sui tacchi dirigendosi verso il privè in questione, dove già lo attendeva Charles con il menù della serata. Scorrendolo, Cäedric non fu sorpreso di vedere la fotografia della stessa Cassandra in primissima pagina: "In futuro Charles, qualora Miss Pemberly dovesse ripresentarsi non inserirla nel fascicolo, ma provvedi ad introdurla nel privè, se così desidera".

Lasciando il direttore alle sue ipotesi circa l'inconsuetudine dell'ordine (probabilmente pensava all'esistenza di una tresca tra il suo padrone e la ragazza in questione), Cäedric si prese un istante per inviare un messaggio al cellulare di Cassandra...

La nostra Tremere nel frattempo era oggetto dell'assoluta attenzione di tutto il locale: sguardi colmi d'ostilità le giungevano da ogni donna presente in sala, mentre dalla controparte maschile si levavano espressioni di disappunto per avere un ‘rivale' totalmente imbattibile come Cäedric.

Mentre giocherellava nervosamente con il suo drink, Cassandra si rese conto dell'arrivo di un messaggio, nientemeno che dallo stesso Cäedric: "Piaciuto?".

Quel dannato Ventrue l'aveva fatto apposta! E solo per vendicarsi di un misero Comando riuscito ai suoi danni!

"Quel dannato, infantile, immaturo, indisponente pallone gonfiato! Guarda in che situazione assurda mi ha messa... aspetta solo che lo prenda... ehm, barista? Vorrei offrire da bere a tutti, qual è il drink della casa?".

Samael intanto era stato destato da una telefonata dello stesso Cäedric, con cui il Ventrue l'aveva informato del programma circa la Messa di commemorazione: un evento mondano che non poteva assolutamente permettersi di perdere!

Il nostro Toreador si era poi appena immerso nella schiuma del suo bagno, con tutta l'intenzione di godersi una notte di relax dopo il superlavoro degli ultimi giorni, ma il telefono squillò nuovamente, minacciando i suoi piani: "Wendy cara, a cosa devo l'udire la tua soave voce?", "Dacci un taglio capo nullafacente. Qui in ufficio c'è l'artista con cui volevi parlare ieri, la Katchoo, ha anche portato il suo book. E' incagabile come pochi, ma devo ammettere che ha talento. Sarà meglio che tu non te la perda, potrebbe essere un ottimo affare".

Oh! Le gioie del lavoro di gallerista, con buona pace del suo programma relax... "Molto bene Wendy, mi preparo e vi raggiungo. A presto cara". Wendy sospirò rassegnata, "Molto bene Miss Katchoo, il signor Blackwood sarà qui tra un paio d'ore, se vuole accomodarsi le offro un caffè...".

Ma vediamo ora dove il tramonto colse la nostra cucciola Gangrel.

Harle si destò trovandosi a fianco uno sconosciuto pennuto: un piccione che le intimò senza mezzi termini (per quanto gli fosse consentito dalla forma paffuta e ben poco minacciosa) di recarsi ad un incontro urgente con Raven: una questione importante l'avrebbe tenuta occupata per un certo periodo di tempo e doveva conferire con Harle a questo riguardo.

Purtroppo, prima di recarsi al luogo dell'incontro (una stanza prenotata a nome John Doe in uno squallido motel nella zona del Golden Gate) Harle fu costretta a fermarsi da una delle sue inquietanti conoscenze: un macellaio di dubbia fama che aveva bottega poco distante dal suo nascondiglio. In caso di necessità, per pochi dollari era dispostissimo a passarle qualche tanica di sangue di maiale.

Occorse più di un'ora per saziare in modo accettabile la sete; se avesse tardato ancora Raven l'avrebbe uccisa, quindi doveva assolutamente trovare un modo veloce per raggiungere il luogo dell'incontro.

Chiedere assistenza al Ventrue sarebbe stato come invocare il divino aiuto affinché lei venisse magicamente teletrasportata in loco, mentre il Toreador non aveva ben chiaro il significato della parola ‘veloce', non le restava perciò che saggiare la disponibilità della nuova compagna.

Probabilmente perché troppo impegnata ad ammansire la folla ostile (ricordate la sua precaria situazione), Cassandra concesse ad Harle la possibilità di usufruire dell'aiuto di Alfred che inviò a prelevare la Gangrel.

"Elargisce facilmente sta qua... buono a sapersi!", Harle si fece quindi lasciare a qualche isolato dal motel in questione (Raven si era raccomandata di mantenere il segreto, come al solito).

Entrata nella squallida reception, la nostra Gangrel fu accolta da una donna (?) piuttosto panciuta e dall'aspetto losco che, grattandosi la barba ispida (?!), le indicò di andare alla stanza sul retro.

Non fece in tempo a bussare che Raven spalancò la porta: "Ah, alla buon'ora. Muovi il culo ed entra", la mano non propriamente leggera del suo Sire agevolò l'entrata ad Harle, che si ritrovò a fissare stupefatta ciò che aveva di fronte, "Raven! Madre di Dios! Ma... cosa significa?!".

Cosa c'era nella stanza? Potrei rivelarvelo adesso cari lettori, ma vi rovinerei la sorpresa... appuntate quindi a futura memoria il momento del ‘primo segreto'.



Proprio per non giungere troppo presto alla galleria (dopotutto era davvero molto presto, aveva impiegato solamente un'ora a prepararsi per uscire), Samael decise di fare una breve deviazione e recarsi nell'oscuro luogo di piacere e perdizione che costituiva oramai il suo terreno di caccia favorito: la famigerata dark room del Rainbow.

Un coro di esclamazioni accompagnò la sua entrata nel locale, e ricordate amici che, a differenza di Cäedric, non v'era nulla che Samael amasse maggiormente della pubblica contemplazione: "Umpf... perché io valgo!".

Le... frenetiche attività che lo coinvolsero all'interno della dark room, privarono il nostro Toreador della parte superiore dei propri abiti che non riuscì a recuperare nell'oscurità; Samael fu perciò costretto a ricorrere al cambio d'abito che sempre portava nel baule della sua fidata auto. Il caso volle però che quella sera non vi trovasse altro che un orribile gilet verde marcio ed un cappello da alpino, "Mha... chissà come hanno fatto simili capi ad infilarsi nel mio baule... uff, mi toccherà ripassare da casa!".

Ancora scossa da quanto visto nel motel, Harle pensò che un bagno l'avrebbe aiutata a schiarirsi le idee, la nostra Gangrel decise quindi di sfruttare l'abitazione di Samael, dopotutto non era la prima volta che lo faceva. Non trovando nessuno in casa, razzolò come di consueto sotto il roseto (pianta che le parve un po' sofferente, chissà poi perché?) per impadronirsi delle chiavi, una volta dentro procedette poi a seminare i propri vestiti lungo il tragitto verso il bagno.

Fu così che, giunto a casa per cambiarsi d'abito, Samael trovò la porta spalancata: "Oh! Che qualche malintenzionato si sia introdotto nella mia dimora? Che disdetta! Sarà il caso che mi prepari coraggiosamente a fronteggiare il pericolo!", detto fatto, pistola alla mano, entrò circospetto attento ad ogni cosa (ma vale la pena ricordare, mancando di rilevare i vestiti di Harle sparsi per tutta la casa). Udito un rumore proveniente dal bagno, il nostro cinematografico Toreador vi fece prontamente irruzione gridando: "Chi va là? Mani in alto o sparo!".

Harle sobbalzò nella vasca e poco mancò che non ingerisse la saponetta alla malva che stava utilizzando (e che prontamente lanciò in direzione del cranio di Samael): "Sono io cazzo!! Esci coglione! Non vedi che mi sto lavando?!", alchè Samael notò i capi di biancheria sparsi lì intorno, "Potresti almeno riporre i vestiti nella cesta della roba sporca", disse mugugnando mentre li raccattava riponendoli in suddetta cesta.

Finite le proprie abluzioni, Harle uscì dal bagno nature facendo rabbrividire il nostro pudico (ma dove?) Toreador, "Ma copriti scostumata! E ascolta che devo dirti un po' di cose", Samael procedette quindi ad informarla circa la Messa di commemorazione per Henry.

La notizia non fece piacere alla Gangrel, non aveva ancora superato ciò che era accaduto solo poche notti prima: "Non so se andarci... Henry non mi ha fatto certo un favore morendo in quel modo del cazzo...".

Nel frattempo, al Blood & Gold, Charles aveva infine introdotto Cassandra nel privè (sempre più convinto di avere infine individuato la misteriosa fiamma del suo padrone), dove (tanto per cambiare) i due iniziarono a litigare risparmiando ben poco l'uno all'altra: a Cassandra non era andato giù lo scherzetto di poco prima e rifiutava di sedersi, Cäedric da parte sua non era disponibile a sopportarne il sarcasmo, lei voleva sapere le sue intenzioni circa l'imprigionamento di Rochelle (non era certo una sciocca, aveva compreso benissimo la situazione, inoltre interrogato in proposito Samael aveva involontariamente confermato i suoi sospetti), lui era più che contrario all'idea di coinvolgere altri (men che meno l'insopportabile Tremere) nella questione, lei non sopportava il suo atteggiamento, lui parimenti non sopportava quello di lei, ecc, ecc...

La goccia che fece traboccare il vaso già stracolmo fu un commento acido che Cassandra fece all'indirizzo del Ventrue circa Rochelle: "Non mi sorprende affatto che si sia venduta al Sabbat, tutto pur di stare lontani da un simile insopportabile pallone gonfiato!", "Non osare mettere bocca in faccende che non ti riguardano e di cui non sai nulla Tremere!".

Lo sguardo che avrebbe fulminato chiunque, non fu però abbastanza per intimidire la nostra giovane Tremere che, girando indignata sui tacchi, non perse tempo a lasciare il locale ed il suo insopportabile proprietario.


Commenti utenti (3) File RSS dei commenti
Postato il Harle, 12-07-2009 21:12,
1. Ricordo
...il mio ruolo baby sitter. 
 
Lol "Perche io valgo".
 
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Postato il Caedric Allen Aston, 02-07-2009 20:24,
2. Lasciamo perdere...
...il neppure tanto velato riferimento alla mia persona Blackwood. Resta indubbio che la tua attività non può certo definirsi usurante. 
A quanto pare Cassandra è la mia croce personale...
 
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Postato il Samael Blackwood, 02-07-2009 20:03,
3. ...
Caro narratore, IO, a differenza di altri, lavoro. Non vengo sovvenzionato da papino, né vivo da parassita a casa di altri, né faccio finto di lavorare producendo letteratura (?). 
E comunque sì, la visione di Harle nuda mi ha turbato. Dopotutto, aveva saltato l'ultima seduta di depilazione prima di essere abbracciata...
 
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