| Scritto da Lord Caedric Allen Aston, |
Salve miei cari
lettori, il sipario si leva sul sesto tempo della nostra storia. Sono
accadute molte cose da che ha avuto inizio il cammino della Coterie e
molte altre ne accadranno; quale viso della sorte arrida loro,
tuttavia, non è dato sapere se non attraverso il proseguimento
della narrazione.
Erano trascorsi
quattro giorni da quando Henry East aveva salvato Harle dalla
vendetta dei licantropi, quattro giorni da quando di lui non si era
saputo più nulla. Morto in combattimento, ucciso dal licantropo
Marco.
I nostri infanti non
ebbero modo (ne, forse, particolare desiderio) di avere contatti tra
loro. In particolare Cӓedric aveva trascorso le sue nottate in quasi
completa solitudine, assistito soltanto dal fedele Igor: diviso tra
il dolore per il passato e l'ansia per il futuro, il giovane aveva
preferito isolarsi per tentare di riannodare i fili del suo spirito.
Samael invece si trovò
suo malgrado inghiottito da una inusuale (almeno per lui) mole di
lavoro alla galleria: gli sembrava che tutte le nuove e brillanti
promesse della pittura contemporanea si fossero accordate per tentare
di sfondare il martedì ed il mercoledì di quella settimana.
Cassandra, da parte
sua, si prese qualche giorno di tempo per riflettere sull'inaspettata
svolta presa dal suo incarico: tutto si sarebbe aspettata, tranne lo
scoprire tante novità sulla personalità di Cӓedric Aston (a
partire dal suo avere effettivamente una personalità). Una vera
sorpresa, e lei detestava le sorprese.
Harle si era resa
irreperibile non appena Cӓedric l'aveva lasciata andare. Dovergli
ripetere per filo e per segno tutto l'accaduto era stato
terribilmente stressante, quasi come se le fosse imposto di rivivere
l'angosciante esperienza. Nonostante il Ventrue non avesse detto
nulla, la ragazza non poteva fare a meno di sentirsi sotto qualche
sorta di giudizio, un esame che non aveva superato e che era costato
la vita a Henry.
"Perché non ci hai
chiamati prima?", Harle resse lo sguardo del compagno per pochi
secondi appena, prima di articolare qualcosa di poco comprensibile
circa il volersela cavare da sola. Non era la verità, ma non sarebbe
riuscita ad essere del tutto sincera con Cӓedric; lui tuttavia
sembrò comprendere, non le domandò altro.
Poco dopo il tramonto,
giovedì notte, Cassandra si destò nel suo loft a pochi isolati dal
centro di San Francisco, gli incubi quel giorno erano stati
leggermente meno feroci, permettendole di alzarsi in discreta forma.
Dopo essersi adeguatamente preparata, sentendone il bisogno decise di
recarsi in centro per nutrirsi.
Come terreno di
caccia, quella sera optò per il Blood & Gold (vi ricorda
nulla cari lettori?): uno tra i locali più in della città, di cui
aveva molto sentito parlare anche per quanto riguardava il suo
proprietario. Lei non sapeva chi fosse, ma le voci ne parlavano come
di un tipo decisamente interessante. Chissà, magari quella sera ne
avrebbe saggiata la fama...
Ad ogni modo, non
impiegò molto a raggiungere il locale e ancor meno ad esservi
ammessa, i canoni estetici dopotutto erano praticamente ricalcati su
di lei...
Il locale era gremito
e Cassandra non ebbe alcuna difficoltà a trovare di chi dissetarsi,
non dovette fare altro che avvicinarsi al bancone ed attendere
qualche secondo: "Posso offrirti qualcosa da bere?", tutti così
prevedibili gli uomini, "Se proprio insisti...".
La cosa che più le
recava disturbo era disfarsi delle vene una volta che esse avevano
assolto la loro funzione, quei ragazzotti beoni che continuavano a
seguirla come cuccioli smarriti erano davvero irritanti!
Lasciamo per un
istante la giovane Tremere a disporre del suo ultimo flirt e passiamo
al nostro Ventrue.
Nelle notti
precedenti, Cäedric aveva manifestato l'intenzione di organizzare
in tempi brevi la Messa di Requiem in memoria di Henry, senza badare
a spese. Igor era rimasto fortemente colpito dall'attaccamento del
padrone per il giovane Lasombra, il Duca infatti non aveva mai legato
con alcuno tranne che con Mademoiselle...
Il maggiordomo si era
quindi adoperato per realizzare quanto prima il desiderio del giovane
padrone, sperando di alleggerire in minima parte il suo spirito: "Sua
Signoria sarà lieta di sapere che ogni cosa è stata predisposta
secondo i suoi desideri. La Messa è fissata per domani alle ore
Ventiquattro alla Saint Mary Cathedral. Al fine di ottemperare alle
vostre richieste ho quindi provveduto a prenotare un'esecuzione
completa della London Philarmonic Orchestra ad accompagnare il Coro
dell'Opera di Vienna, entrambi attualmente negli Stati Uniti per
una serie di concerti. Spero... spero davvero che questo abbia
soddisfatto Vostra Grazia".
Cӓedric sollevò lo
sguardo dalle fiamme del camino, la preoccupata sollecitudine del
fedele Igor non mancava mai di colpirlo. Avrebbe davvero voluto
essere in grado di esprimergli appieno la propria gratitudine,
avrebbe voluto sapere come fare... ma non ci riusciva, non ci era mai
riuscito con nessuno a parte Rochelle.
"Ti ringrazio Igor..."
La notte
immediatamente successiva alla tragedia, Cӓedric aveva chiamato il
proprio Sire onde informarlo della tragica perdita del Lasombra.
Sir Richard aveva
accolto la notizia tutto sommato meglio di quanto l'Infante non si
aspettasse: "E così egli è caduto per proteggere l'Infante di
Raven... e tu ragazzo, nonostante il mio esplicito divieto in
proposito, hai ugualmente tentato di salvarli...", "...Così è
stato. Dopotutto Harle è un membro della Coterie di cui sono
responsabile, abbandonandola al suo destino avrei infranto il senso
stesso del mio compito Maestro... tuttavia ho disobbedito a Voi ed
accetterò l'ammenda, quale essa sia...".
Un sospiro era giunto
dall'altro capo del telefono, Sir Richard di certo si aspettava
quella risposta: "Lascia perdere Cäedric, mi auguro soltanto che
tu abbia imparato la lezione: persino Henry, che pure aveva visto
trascorrere secoli, non è stato in grado di fronteggiare un mannaro...
Per quanto ti senta legato da vincoli di affetto o amicizia Cӓedric,
tieniti lontano dalle battaglie ininfluenti, in particolare da quelle
che non puoi vincere".
Il Sire si soffermò,
come a riflettere, "Il tuo non è un destino che possa essere
dismesso o demandato Cӓedric, sei responsabile verso di esso,
ricordalo sempre". Di comunicare l'incresciosa notizia, nonché
l'invito alla Messa, se ne sarebbe occupato lo stesso Sir Richard.
Giovedì notte,
Cäedric si era destato insolitamente teso, come l'avesse fatto da
un sonno lungo ben più di un giorno. Non faticò a riconoscerne la
ragione: quella sera avrebbe agito, avrebbe compiuto il primo passo
verso la liberazione di Rochelle. La mano sinistra si chiuse sul
ciondolo d'argento, un gesto lento, consapevole. Non aveva potuto
salvare Henry, ma nulla gli avrebbe impedito di salvare lei.
Dopo essersi
preparato, si fece portare da Reginald al Blood & Gold
prima di recarsi al Museo d'Arte Moderna, luogo in cui lo attendeva
il misterioso contatto lasciatogli da Henry.
Contrariamente al
solito, il Ventrue decise di entrare dalle porte principali invece
che da quelle sul retro. Come potete ben immaginare, l'effetto fu
simile all'apertura delle acque del Mar Rosso: la folla si aprì
immediatamente per lasciare libero il passo, esclamazioni concitate e
sguardi adoranti seguirono l'entrata del giovane nel locale.
Cäedric non era mai
stato un tipo da crogiolarsi dell'adorazione generale, proprio per
questo infatti solitamente evitava quel genere di entrate, ma quando
scorse Cassandra Pemberley al bancone vide con un barlume di
soddisfazione il modo di ripagarla del pessimo tiro giocatogli
l'ultima volta che si erano visti, quando la Tremere era
incredibilmente riuscita a dominarlo, impedendogli di scendere nelle
fogne a cercare Henry.
Cassandra non credeva
ai propri occhi, il tanto famoso padrone del Blood & Gold
non era altri che Cӓedric Allen Aston, "Non ci credo! Questa è
una persecuzione..!".
"Come scusa?",
l'ultima vena da cui intendeva servirsi la guardò con aria
interrogativa, "No! Niente! Sono solo... sorpresa, già", la
ragazza fece un gesto vago in direzione di Cӓedric. L'uomo accanto
a lei (come diavolo si chiamava poi?) sembrò preoccuparsi, "Conosci
il proprietario?", Cassandra non lo stava nemmeno più a sentire,
l'unica cosa che voleva era pagare il conto e uscire, qualcun altro
tuttavia sembrava avere altri piani.
Ben sapendo quale
sarebbe stato l'effetto delle sue azioni, il Ventrue tornò
appositamente sui propri passi per avvicinarsi alla ragazza, quando
fu ad un passo da lei gettò un'occhiata gelida all'uomo che le
sedeva vicino (che prontamente sgombrò il campo), quindi si rivolse
a Cassandra: "Più tardi devo parlarti, raggiungimi nel privè
quando ti farò chiamare".
Ciò detto, girò sui
tacchi dirigendosi verso il privè in questione, dove già lo
attendeva Charles con il menù della serata. Scorrendolo, Cäedric
non fu sorpreso di vedere la fotografia della stessa Cassandra in
primissima pagina: "In futuro Charles, qualora Miss Pemberly
dovesse ripresentarsi non inserirla nel fascicolo, ma provvedi ad
introdurla nel privè, se così desidera".
Lasciando il direttore
alle sue ipotesi circa l'inconsuetudine dell'ordine
(probabilmente pensava all'esistenza di una tresca tra il suo
padrone e la ragazza in questione), Cäedric si prese un istante per
inviare un messaggio al cellulare di Cassandra...
La nostra Tremere nel
frattempo era oggetto dell'assoluta attenzione di tutto il locale:
sguardi colmi d'ostilità le giungevano da ogni donna presente in
sala, mentre dalla controparte maschile si levavano espressioni di
disappunto per avere un ‘rivale' totalmente imbattibile come
Cäedric.
Mentre giocherellava
nervosamente con il suo drink, Cassandra si rese conto dell'arrivo
di un messaggio, nientemeno che dallo stesso Cäedric: "Piaciuto?".
Quel dannato Ventrue
l'aveva fatto apposta! E solo per vendicarsi di un misero Comando
riuscito ai suoi danni!
"Quel dannato,
infantile, immaturo, indisponente pallone gonfiato! Guarda in che
situazione assurda mi ha messa... aspetta solo che lo prenda... ehm,
barista? Vorrei offrire da bere a tutti, qual è il drink della
casa?".
Samael intanto era
stato destato da una telefonata dello stesso Cäedric, con cui il
Ventrue l'aveva informato del programma circa la Messa di
commemorazione: un evento mondano che non poteva assolutamente
permettersi di perdere!
Il nostro Toreador si
era poi appena immerso nella schiuma del suo bagno, con tutta
l'intenzione di godersi una notte di relax dopo il superlavoro
degli ultimi giorni, ma il telefono squillò nuovamente, minacciando
i suoi piani: "Wendy cara, a cosa devo l'udire la tua soave
voce?", "Dacci un taglio capo nullafacente. Qui in ufficio c'è
l'artista con cui volevi parlare ieri, la Katchoo, ha anche portato
il suo book. E' incagabile come pochi, ma devo ammettere che ha
talento. Sarà meglio che tu non te la perda, potrebbe essere un
ottimo affare".
Oh! Le gioie del
lavoro di gallerista, con buona pace del suo programma relax...
"Molto bene Wendy, mi preparo e vi raggiungo. A presto cara".
Wendy sospirò rassegnata, "Molto bene Miss Katchoo, il signor
Blackwood sarà qui tra un paio d'ore, se vuole accomodarsi le
offro un caffè...".
Ma vediamo ora dove il
tramonto colse la nostra cucciola Gangrel.
Harle si destò
trovandosi a fianco uno sconosciuto pennuto: un piccione che le
intimò senza mezzi termini (per quanto gli fosse consentito dalla
forma paffuta e ben poco minacciosa) di recarsi ad un incontro
urgente con Raven: una questione importante l'avrebbe tenuta
occupata per un certo periodo di tempo e doveva conferire con Harle a
questo riguardo.
Purtroppo, prima di
recarsi al luogo dell'incontro (una stanza prenotata a nome John
Doe in uno squallido motel nella zona del Golden Gate) Harle fu
costretta a fermarsi da una delle sue inquietanti conoscenze: un
macellaio di dubbia fama che aveva bottega poco distante dal suo
nascondiglio. In caso di necessità, per pochi dollari era
dispostissimo a passarle qualche tanica di sangue di maiale.
Occorse più di un'ora
per saziare in modo accettabile la sete; se avesse tardato ancora
Raven l'avrebbe uccisa, quindi doveva assolutamente trovare un modo
veloce per raggiungere il luogo dell'incontro.
Chiedere assistenza al
Ventrue sarebbe stato come invocare il divino aiuto affinché lei
venisse magicamente teletrasportata in loco, mentre il Toreador non
aveva ben chiaro il significato della parola ‘veloce', non le
restava perciò che saggiare la disponibilità della nuova compagna.
Probabilmente perché
troppo impegnata ad ammansire la folla ostile (ricordate la sua
precaria situazione), Cassandra concesse ad Harle la possibilità di
usufruire dell'aiuto di Alfred che inviò a prelevare la Gangrel.
"Elargisce
facilmente sta qua... buono a sapersi!", Harle si fece quindi
lasciare a qualche isolato dal motel in questione (Raven si era
raccomandata di mantenere il segreto, come al solito).
Entrata nella
squallida reception, la nostra Gangrel fu accolta da una donna (?)
piuttosto panciuta e dall'aspetto losco che, grattandosi la barba
ispida (?!), le indicò di andare alla stanza sul retro.
Non fece in tempo a
bussare che Raven spalancò la porta: "Ah, alla buon'ora. Muovi
il culo ed entra", la mano non propriamente leggera del suo Sire
agevolò l'entrata ad Harle, che si ritrovò a fissare stupefatta
ciò che aveva di fronte, "Raven! Madre di Dios! Ma... cosa
significa?!".
Cosa c'era nella
stanza? Potrei rivelarvelo adesso cari lettori, ma vi rovinerei la
sorpresa... appuntate quindi a futura memoria il momento del ‘primo
segreto'.
Proprio per non
giungere troppo presto alla galleria (dopotutto era davvero molto
presto, aveva impiegato solamente un'ora a prepararsi per uscire),
Samael decise di fare una breve deviazione e recarsi nell'oscuro
luogo di piacere e perdizione che costituiva oramai il suo terreno di
caccia favorito: la famigerata dark room del Rainbow.
Un coro di
esclamazioni accompagnò la sua entrata nel locale, e ricordate amici
che, a differenza di Cäedric, non v'era nulla che Samael amasse
maggiormente della pubblica contemplazione: "Umpf... perché io
valgo!".
Le... frenetiche
attività che lo coinvolsero all'interno della dark room, privarono
il nostro Toreador della parte superiore dei propri abiti che non
riuscì a recuperare nell'oscurità; Samael fu perciò costretto a
ricorrere al cambio d'abito che sempre portava nel baule della sua
fidata auto. Il caso volle però che quella sera non vi trovasse
altro che un orribile gilet verde marcio ed un cappello da alpino,
"Mha... chissà come hanno fatto simili capi ad infilarsi nel mio
baule... uff, mi toccherà ripassare da casa!".
Ancora scossa da
quanto visto nel motel, Harle pensò che un bagno l'avrebbe aiutata
a schiarirsi le idee, la nostra Gangrel decise quindi di sfruttare
l'abitazione di Samael, dopotutto non era la prima volta che lo
faceva. Non trovando nessuno in casa, razzolò come di consueto sotto
il roseto (pianta che le parve un po' sofferente, chissà poi
perché?) per impadronirsi delle chiavi, una volta dentro procedette
poi a seminare i propri vestiti lungo il tragitto verso il bagno.
Fu così che, giunto a
casa per cambiarsi d'abito, Samael trovò la porta spalancata: "Oh!
Che qualche malintenzionato si sia introdotto nella mia dimora? Che
disdetta! Sarà il caso che mi prepari coraggiosamente a fronteggiare
il pericolo!", detto fatto, pistola alla mano, entrò circospetto
attento ad ogni cosa (ma vale la pena ricordare, mancando di rilevare
i vestiti di Harle sparsi per tutta la casa). Udito un rumore
proveniente dal bagno, il nostro cinematografico Toreador vi fece
prontamente irruzione gridando: "Chi va là? Mani in alto o
sparo!".
Harle sobbalzò nella
vasca e poco mancò che non ingerisse la saponetta alla malva che
stava utilizzando (e che prontamente lanciò in direzione del cranio
di Samael): "Sono io cazzo!! Esci coglione! Non vedi che mi sto
lavando?!", alchè Samael notò i capi di biancheria sparsi lì
intorno, "Potresti almeno riporre i vestiti nella cesta della roba
sporca", disse mugugnando mentre li raccattava riponendoli in
suddetta cesta.
Finite le proprie
abluzioni, Harle uscì dal bagno nature facendo rabbrividire
il nostro pudico (ma dove?) Toreador, "Ma copriti scostumata! E
ascolta che devo dirti un po' di cose", Samael procedette quindi
ad informarla circa la Messa di commemorazione per Henry.
La notizia non fece
piacere alla Gangrel, non aveva ancora superato ciò che era accaduto
solo poche notti prima: "Non so se andarci... Henry non mi ha fatto
certo un favore morendo in quel modo del cazzo...".
Nel frattempo, al
Blood & Gold, Charles aveva infine introdotto Cassandra
nel privè (sempre più convinto di avere infine individuato la
misteriosa fiamma del suo padrone), dove (tanto per cambiare) i due
iniziarono a litigare risparmiando ben poco l'uno all'altra: a
Cassandra non era andato giù lo scherzetto di poco prima e rifiutava
di sedersi, Cäedric da parte sua non era disponibile a sopportarne
il sarcasmo, lei voleva sapere le sue intenzioni circa
l'imprigionamento di Rochelle (non era certo una sciocca, aveva
compreso benissimo la situazione, inoltre interrogato in proposito
Samael aveva involontariamente confermato i suoi sospetti), lui era
più che contrario all'idea di coinvolgere altri (men che meno
l'insopportabile Tremere) nella questione, lei non sopportava il
suo atteggiamento, lui parimenti non sopportava quello di lei, ecc,
ecc...
La goccia che fece
traboccare il vaso già stracolmo fu un commento acido che Cassandra
fece all'indirizzo del Ventrue circa Rochelle: "Non mi sorprende
affatto che si sia venduta al Sabbat, tutto pur di stare lontani da
un simile insopportabile pallone gonfiato!", "Non osare
mettere bocca in faccende che non ti riguardano e di cui non sai
nulla Tremere!".
Lo sguardo che avrebbe
fulminato chiunque, non fu però abbastanza per intimidire la nostra
giovane Tremere che, girando indignata sui tacchi, non perse tempo a
lasciare il locale ed il suo insopportabile proprietario.
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