| Scritto da Lord Caedric Allen Aston, |
De profundis clamavi
Dall'abisso invocai
J'implore ta pitié, Toi, l'unique que J'aime,
Du fond du gouffre obscur où mon cœur est tombé.
C'est un univers morne à l'horizon plombé,
Où nagent dans la nuit l'horreur et le blasphème.
Ti chiedo pietà, o mio unico amore,
dal tenebroso abisso in cui cadde il mio cuore.
E' universo penoso e privo di luce,
dove nell'ombra aleggiano blasfemia ed orrore.
(C. Baudelaire, Spleen et idéal)
De profundis clamavi ad te Domine... et vocem meam exaudisti.
Invocavo Te, essenza di tutti gli Dei che sono uno, invocazione disperata e muta la mia, eppure... Tu rispondesti.
Attendevo risposta dalle antiche scogliere, dal mare in tempesta, dalle onde infrante, dal plumbeo cielo... una risposta alla domanda che non sapevo porre in alcun modo.
Ed essa giunse più potente della voce del mare, più forte dell'infido sottile sussurro che ogni giorno mi portava più vicino al margine, più vicino al vuoto.
Giunse inaspettatamente, sconvolgendo di me ogni cosa, sottraendomi all'abisso, salvandomi dal vuoto, infrangendo lo specchio di ghiaccio come baleno di fuoco ardente.
Sfiorandomi soltanto, mi salvò dallo sterile abbraccio del dolore. La sua luce disperse le tenebre insinuatesi nel mio spirito. In grazia del suo calore svanirono il ghiaccio e le sue spire brucianti d'ira... in Essa fui redento.
Il Sole riprese a levarsi dal cupo orizzonte, la Vita rifluì nel mio corpo esausto, la gioia, il dolce tepore dell'amore...
Tutti gli Dei sono un unico Dio e tutte le Dee un'unica Dea.
La Dea, la vita, il calore, la felicità, il riflesso della beatitudine. L'anima e lo spirito.
La risposta.
Rochelle.
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