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Ogni vampiro è
alla ricerca di un posto al buio, un luogo dove poter coltivare
indisturbato i propri sogni d'amore. Forse, potrete trovarlo anche
voi sulle frequenze di Radio Carmilla...
P: aaaah!! Sono
al settimo cielo...o forse al decimo girone dell'inferno. Tanto
successo mi dà alla testa. La casella delle email è
letteralmente esplosa.
Alphie: Radio
Carmilla sta diventando sempre più di tendenza tra noi
fratelli. L'altra sera, al Fairy Queen, non si parlava che della
nostra nuova soap.
Ash:
e abbiamo persino trovato un'attrice per il personaggio di Consuelo.
Una persona fidata, naturalmente. Qui a Radio Carmilla siamo discreti
come massoni e riflettiamo bene prima di iniziare qualcuno ai nostri
segreti. Ecco quindi che d'ora in poi Consuelo sarà
interpretata da Vanessa, una nostra sorella che si è
trasferita da poco a San Francisco. Proviene da Dallas è ha
persino partecipato a “Scoperchia la bara” tempo fa. Ma ora,
mettetevi comodi. Staccate il telefono. Ecco a voi una nuova puntata
di “Un posto al buio”. Il suo titolo è “Desaparecida”.
[Sigla
di apertura: “Careless whisper” di George Michael.
http://www.youtube.com/watch?v=bQtlrBziyzI]
Un uomo alto e biondo si siede accanto a Hélène. Lei lo
conosce, si ricorda di quanto era adorabile il suo sorriso, di come
si formavano due piccole fossette ai lati della bocca. E quel ciuffo
così fuori moda, così anni '80...
H: sei proprio tu, Ferdinand...
F: oh, mia splentita Hélène. Qvanto tempo è
passato?
E' davvero lui, il famoso Ferdinand von Geld, il vampiro più
ricco di Germania, colui che nei secoli passati si è fatto
conoscere come lo Strozzino di Norimberga. Più di un Principe
si è rivolto a lui, precipitando in una spirale di debiti
senza fine. Più di una donna non ha saputo resistere al suo
fascino.
H: sono cambiata, Ferdinand. Non sono più come una volta.
F: ti ricorti di qvella sera. Eri così affranta.
Sì,
Hélène si ricorda di quella sera di qualche anno prima.
Edgar era sparito nel nulla da più di una settimana. Il suo
cellulare era perennemente spento. Il cancello della sua tenuta
sprangato e presidiato da almeno dieci mastini e un crudele cartello
che troneggiava sullo stemma di ferro battuto. Il profilo di Hélène
segnato da una grossa barra rossa. Così, una sera si rifugiò
in un sordido pub frequentato da beoni e ormai giunta alla quinta
pinta di birra, si lanciò in un amaro sproloquio.
H: aah, gli uomini sono tutti uguali...Introduci l'argomento del
matrimonio e tanti saluti. Cara, è troppo presto. Ho bisogno
dei miei spazi, devo curare me stesso. Forse non sono ancora maturo.
Potrò mai renderti felice?
F: ti antreppe di conoscere un uomo diferso dagli altri?
Dalle mani di un estraneo che si era seduto di fronte a lei si formò
una meravigliosa rosa d'ombra.
Ora, in quell'opulento ristorante, Ferdinand la guarda con la stessa
intensità di allora.
H: devo andare, ora. Consuelo!
Cameriere: Madame, il suo girocollo è fuggito pocanzi.
H: addio, Ferdinand. Ho fatto la mia scelta.
F: tì solo qvesto al tuo Edgar. Sfortunato in gioco,
fortunato in amore. Ahahahahahah!
Hélène rabbrividisce nell'udire la sua risata. Quale
oscuro piano sta tramando quell'uomo? A questo pensa mentre sale in
macchina e intima Ambrogio a partire.
H: Ambrogio...avverto un leggero languorino.
A: ci fermiamo per prendere qualcosa?
H: mmh, non saprei che cosa, Ambrogio. Non ho proprio fame, ma voglia
di qualcosa di buono. Dovremmo tenere in auto qualcuno di quei
piccoli orfani senza futuro.
A: mi ero permesso di pensarci, signora.
H: bravo Ambrogio, pensi proprio a tutto.
Intanto, Edgar sta camminando pensoso per la sua biblioteca,
rimembrando il suo primo incontro con Hélène. Era già
passato qualche anno da quando sua madre aveva completamente
rinnegato il genere maschile, fuggendo insieme alle sue amiche
femministe separatiste per fondare una gloriosa società
amazzone nel cuore della Cornovaglia. E suo padre non era ancora
tornato dal periodo sabbatico con il quale aveva deciso di sfogare
anni e anni di frustrazioni e umiliazioni. Seneca e Platone, i suoi
autori preferiti, non avevano dedicato neppure una riga a quegli
argomenti e la servitù era perlopiù composta da persone
semplici e sciocche, tanto assorte nelle loro misere esistenze da
essere degne di commiserazione e null'altro. Così, disgustato
dall'ambiente in cui era costretto a vivere, un bel pomeriggio di
maggio si diresse verso le scogliere e si sedette con le gambe a
penzoloni, a decine di metri sopra il mare che furoreggiava.
Sconosciuta: attento!
Qualcuno l'aveva spinto! Un attentato! Regicidio!
Sconosciuta: ihihihihihih.
Dovete sapere che il piccolo Edgar, dopo i traumatici eventi che
avevano segnato la sua prima infanzia, non amava parlare. Tuttavia,
aveva sviluppato un modo molto efficace per comunicare. Ecco che
estrasse il suo calamaio e la pergamena e, miniando pazientemente le
lettere, compose il messaggio che voleva mostrare a quella bambina
dagli occhi grigi.
E: hai tentato di assassinare il Duca sulle sue proprietà.
Domattina all'alba verrai giustiziata sulla pubblica piazza.
Fu quello l'inizio di una lunga storia d'amore.
H: caro, sono tornata! Consuelo è scappata come suo solito.
E: hai lasciato una scia di fagioli lungo la strada? Di solito
funziona.
H: domani sera manderò Battista a cercarla. Si starà
intrattenendo con gli altri randagi. Ah, se solo potessimo
sterilizzarla...
E' ormai ora di coricarsi. Niente cerimonia di svestizione questa
volta. Edgar si toglie le sue babbucce a forma di Hélène
e abbraccia teneramente la sua amata.
H: caro, ti ricordi l'anello che mi hai regalato tanti anni fa?
E: quello che hai gettato nel fiume?
H: non osare rinfacciarmelo ancora! Avevo i miei motivi.
E: e io, allora? Quando ti ho ritrovata, eri in compagnia di
quell'uomo, cambiata, immortale!
H: sono una donna, Edgar. E avevo le mie esigenze!
E: non fare così, Lené. Ti comprerò un nuovo
anello, uguale a quello che ora non c'è più.
Quell'anello
era costato a Edgar un terzo delle sue fortune ed era proprio per
quel motivo che Sir Steve aveva congelato i restanti due terzi.
Sospirando, si volta verso il comodino, sul quale aveva appoggiato
l'ultimo libro di Sophie Bingley, Diletto
e Castigo. Una
storia bollente, ambientata ai tempi della Russia zarista.
Tutti i vampiri della città dormono. Chi nella sua bara
foderata di raso. Chi ai bordi di un grosso e morbido letto.
L: oh mio Dio! Un'ispanica sul mio letto!!
Dopo una notte trascorsa in compagnia di Logan O'Brian, la povera
Consuelo si era acciambellata sul suo letto, cercando di dimenticare
gli spiacevoli avvenimenti a cui aveva assistito. Consulente
finanziario è un'etichetta troppo riduttiva per Logan. Quella
notte si era infatti dedicato a recuperare un credito presso due o
tre vedove, a scattare foto compromettenti a un paio di finanzieri
molto in vista e a pattuire un prezzo con i giornali scandalistici.
Sconosciuta: padlone...
L: argh, perché la mia colf è stesa al suolo con una
caviglia sanguinante?!
C: bleah, sangue di filippina...sa di flitto...ahah, flitto...
Dopo aver soccorso la povera domestica e rivestito l'ignuda, Logan si
avvicina al telefono.
C: prova ad alzare quella cornetta e ti sfascio il culo, finocchio! E
stavolta non ti piacerà!
L: fammi vedere la tua targhetta, donnagatto.
Effettivamente Consuelo porta sempre con sé una medaglietta al
collo, con inciso l'indirizzo della sua casa.
L: che casualità. Devo proprio recarmi dal signor Fauntleroy
per una questione d'affari. Vado a darmi una rinfrescata, intanto
guarda pure la tv.
Consuelo attende che Logan sparisca in bagno e dopo aver rovistato
per un po' nei cassetti alla ricerca di qualche oggetto prezioso,
accende la tv. La sua attenzione si concentra su un talk-show, a cui
partecipa un uomo che lei conosce molto bene.
C: mi hermano...Pepito...
Pepito snocciola la sua lacrimevole storia, facendo appello al
pubblico a casa, affinché qualcuno possa aiutarlo a
rintracciare la sua sorellina scomparsa. Più volte si
accarezza il pelo ricciuto che fa occhiolino dalla sua camicia
sbottonata. La sua voce vibra come la chitarra di un mariachi.
P: la mia povera sorellina era l'orgoglio di papito. Si commuoveva
siempre quando lei ballava el flamenco sulla tavola, mentre noi
suonavamo le nacchere. Era l'artista della nostra familia. La nina
più hermosa del quartiere, mi creda. Poi, una notte è
fuggita con la sua ensenanza di boxe. Non so come si chiama, si
faceva chiamare Blackbird. Mi hermana è desaparecida!
Logan torna dal bagno dopo una buona mezz'ora, costringendo Consuelo
a interrompere la visione.
L: andiamo. Il tempo è denaro e io ho a disposizione tutta
l'eternità.
Lungo il tragitto in macchina, Logan si ferma presso il negozio di un
barbiere. Invita Consuelo a seguirla e si siede di fronte allo
specchio.
L: solo la barba, stasera.
L'uomo gli accarezza con sapienza le guance e intorno alle labbra
cresce un delizioso pizzetto rossiccio.
L: ah...i barbieri tzimisce sono i migliori, n'est-ce pas ma petite
chatte?
Intanto, a casa Fauntleroy, Hélène si desta ansimante
da uno spaventoso incubo.
E: cosa c'è, mia cara? Hai bagnato di nuovo il letto?
H: di solito sei tu a bagnarlo, tesoro. Ho solo ricordato quella
volta, quando ancora umana mi sono risvegliata con il cuscino
inzuppato di sangue.
E: era il segno del mio dolore. I miei occhi avevano asperso stille
di sangue sul tuo capo di porcellana.
H: oh Edgar, eri tu? Mi avevi fatto visita durante la notte? E
pensare che ormai cominciavo a credere alla mia domestica delle
Antille.
E: per non svegliarti, ho trattenuto i singhiozzi e vegliato su di te
per tutta la notte.
H: oh, mio dolce incubus, mio tenero avvoltoio...quella mattina la
mia governante ha strepitato come un'ossessa, riconoscendo in quei
segni un rito voodoo compiuto col sangue di una gallina. Mio padre,
invece, era di tutt'altro avviso.
La mia bambina! Che ne hai fatto della tua virtù!
Battista: padrone, il signor O'Brian attende in sala. E' ormai
mezzanotte passata.
E: ah, non c'è più la servitù di un
tempo...portalo qui, in modo che funga da pubblico.
Esterrefatto e divertito, Logan presenzia al rito, in compagnia di
Consuelo, che imbarazzata e vergognosa chiede perdono a Madame.
H: la prossima volta ti trasformerai in un pitone, per punizione.
C: così potrò strozz...ehm, avvolgermi intorno al
vostro collo d'alabastro, Madame.
H: molto bene, Consuelo. Seguimi. Ho bisogno di fare un po' di
toeletta.
C: Madame, vorrei proprio proporle un nuovo tipo di fondotinta. La
noteranno tutti!
H: sei sempre così gentile, Consuelo.
E: mi segua, signor O'Brian. Andiamo a confabulare nel mio studio.
Edgar accompagna il consulente in una stanza dal sapore d'altri
tempi. Alle pareti osservano con sguardo torvo i trofei di caccia del
Lord. Cervi e cinghiali provenienti dalla sua tenuta di Cornovaglia.
Sulla scrivania troneggia invece una grossa volpe.
E: quella l'ha uccisa mia madre. Che splendida amazzone era...
L: signor Fauntleroy, passiamo subito al dunque. Non ho molto tempo
da dedicarle. Vede, devo andare a sfrattare una famiglia e a
riscuotere un paio di affitti. Mi dica, è davvero sicuro di
volersi imbarcare nell'affare che le ho illustrato la volta
precedente?
E: non mi ricordi quello sgradevole imprevisto...
L: presentare una proposta di acquisto al direttore di un ospedale
pediatrico per trasformarlo in una Spa non è un imprevisto,
signore, ma un terribile azzardo.
E: purtroppo, all'ultimo momento non ho potuto disporre della
liquidità necessaria per avviare le trattative. Ma mi parli
piuttosto di quel fondo d'investimento?
L: è un fondo sicuro che investe nello sviluppo delle miniere
di sale in New Jersey.
E: davvero esistono miniere di sale in New Jersey?
L: signore, mi sorprende che lei non legga i migliori quotidiani
economici del paese.
E: uf, il denaro è da borghesi. Noi aristocratici lasciamo ai
nostri servitori il compito di sbrigare queste faccende
così...così...degradanti.
L: è un lavoro sporco, ma qualcuno deve pur farlo. Molto bene,
allora procederò con le trattative e la informerò sui
futuri sviluppi. La saluto, signore. A presto.
Logan esce saltellante da quella casa e, appena sceso in strada,
compone un numero sul suo cellulare.
L: è andato tutto come previsto, signore. Presto il nostro
rampollo comincerà a lucidare la ghigliottina per un suicidio
in grande stile...Miniere di sale, sì...E' un fondo ad alto
rischio, già...Praticamente nessuna via di scampo alla
bancarotta...Sì, anch'io spero di lavorare nuovamente per lei,
signor von Geld.
Dopo aver aiutato Madame a truccarsi, Consuelo sente il bisogno di
dedicarsi un po' alla cura della propria anima. Si dirige così
alla chiesa più vicina e inchinandosi di fronte all'immagine
di Santa Rosa da Lima, apre il suo cuore devoto.
C: oh Senor, proteggi mi hermano e papito. Pardoname se qualche volta
ti ho disobbedito. Lo siento. Io non so cosa mi ha fatto quella
mujer!
Passi pesanti e cupi scuotono la quiete della chiesa.
C: esta...Madre de Dios!
Sconosciuta: da quanto tempo è che non ti presenti agli
allenamenti, smidollata?
Consuelo non vuole girarsi ma sente le giunture di una mano
scricchiolare.
C: mi dispiace, Blackbird, ma Madame...
B: ti ho detto mille volte di chiamarmi Mistress!
Santa Rosa assiste impotente al triste supplizio di Consuelo.
Intanto, ignara della sorte della sua domestica, Hélène
si appresta a uscire.
H: carooo? Caroo? Nessuna risposta...deve essersi chiuso di nuovo nel
suo studio con quel libro...
Hélène si accosta a un quadro appeso alla parete
dell'ingresso e rivela dietro di esso un piccolo anfratto. Qualcosa
luccica al suo interno.
H: presto avrai un fratellino, tesoro.
[Sigla di chiusura: “Time (clock of the heart)” dei Culture
club.http://www.youtube.com/watch?v=XLaALDzobTg]
P: anche questo finale ci lascia col fiato sospeso...
Alphie: certo che è proprio una volpe Hélène.
Conservare un anello così costoso mentre Edgar pensa che
l'abbia buttato nel fiume...E pensare che certe cose succedono anche
nella realtà...
Ash: intanto, solletichiamo un po' gli ascoltatori. Nella prossima
puntata faremo la conoscenza di un nuovo personaggio, la misteriosa
Sophie. “In punta di penna” è il suo titolo. Vi dice già
qualcosa? Fate lavorare gli ingranaggi del vostro cervellino. E
vedremo anche Consuelo alle prese con la sua esigente istruttrice di
boxe. A presto fedeli ascoltatori.
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