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Un posto al buio III: In punta di penna
Friday 02 May 2008
 
Scritto da Samael,

Sssht, silenzio...non udite anche voi questo sommesso mormorio attraversare la quiete della notte? E' la voce del pettegolezzo. Bisogna essere abili per saperla cogliere e interpretare. Ma voi ascoltatori di Radio Carmilla siete ormai più scaltri di un'Arpia, della più curiosa comare non-morta o della zitella più coriacea della città.

Alphie: ci stanno arrivando email in tempo reale che ci spronano a iniziare subito.

 

P: sembrano branchi di animali affamati...

 

Ash: non attardiamoci, dunque. Ecco la nuova puntata di “Un posto al buio”, dal titolo “In punta di penna”. Spegnete le luci e drizzate le orecchie. Lo spettacolo sta per cominciare...

 

[Sigla di apertura: “Total eclipse of the heart” di Bonnie Tyler. http://www.youtube.com/watch?v=55nTwg5NIPM]

 

Consuelo si affretta a mantenere il passo svelto della sua maestra seguendola verso un luogo che conosce molto bene ma che vorrebbe dimenticare. Attraversano le zone più malfamate della città, guardando in cagnesco spacciatori e prostitute, e finalmente giungono di fronte a un grosso portone. Le possenti mani di Blackbird lo aprono con noncuranza, introducendo Consuelo nella palestra in cui per anni si è allenata. Lungo le pareti sono appesi vari fogli recanti differenti frasi, antefatti e ammonimenti riguardanti Blackbird. Blackbird una volta lavorava al luna-park, faceva il calcinculo. Voi siete nulla, niente e nessuno, perché io sono tutto. Blackbird alla tua età aveva già tre anni in più. Blackbird ha posseduto Satana. Blackbird non perde né il pelo né il vizio. E proprio sospeso sopra il ring, ondeggia il manifesto più inquietante di tutti, quello che fa tremare le gambe a tutti gli atleti di quella palestra. Attento, Blackbird ti vede.

C: Mistress, le ho già spiegato che sto conducendo una vita diversa da quella di un tempo.

B: una vita da femminuccia! Da donnicciola che serve nelle case di nobili smidollati! Ti ricordi di quando tuo fratello Pepito ti ha portato da me anni fa? Voleva che facessi di te un uomo...una donna...insomma, la creatura più simile a un uomo che una donna possa diventare.

C: sigh, ricordo di quando ha sbriciolato fra le mani le nacchere che mi aveva regalato la mia abuela.

B: non me ne frega un cazzo di quella vecchia sdentata di tua nonna! Io voglio fare di te la mia Million Dollar Baby. E' proprio per questo che ti ho sottratto alla tua famiglia, per forgiare il tuo carattere, il tuo istinto animale represso. A proposito, come va con le trasformazioni?

C: bene, Mistress. Anche se ho qualche problema nel ritornare alla forma umana.

B: brava la mia allieva. Ricordati che io ti osservo sempre...letteralmente.

Consuelo sospira nel ricordare che la sua maestra è solita seguirla di nascosto, sottoforma di una gracula religiosa. Più di una volta l'improvviso scoppio della sua voce stridula l'aveva fatta balzare sull'attenti.

B: bene, se continuerai su questa strada, un giorno potrai affiancarmi nel mio lavoro di sceriffo. Ti farò ranger. E ora, mettiti i guantoni. Sei fuori allenamento e devi recuperare qualche lezione.

Gli ultimi pugili non-morti che ancora si stanno attardando nella palestra raccolgono in fretta le loro sacche e fuggono a perdifiato, per non dover assistere nuovamente a quel doloroso spettacolo. Uno spettacolo di ossa infrante e di denti divelti dalle gengive, che Blackbird soleva sempre raccogliere e frantumare con le sue dita.

La sera successiva, Edgar e Hélène non si accorgono minimamente dell'aria patita della loro servitrice e si alzano radiosi dal letto. Il pubblico è dei migliori, pulito e ben pagato.

E: mia cara, mi devo assentare. Devo presenziare a un importante evento mondano.

H: so benissimo che ti stai recando alla presentazione del nuovo libro di quella...Sophie. Vai pure, ma ti sarà arduo ottenere il mio perdono. La mia gelosia non può essere scalfitta, neppure da un diamante...perlomeno un diamante da pochi carati.

E: Dio... sono un folle che dispera oramai il perdono, nient'altro che questo. Per quanti mesi ancora dovrò piangere ai tuoi piedi? Tu mi crocifiggi per una piccola debolezza...

H: dopo aver accettato gli insensati ordini di Sir Steve riguardo il mio allontanamento, hai pure osato consolarti fra le braccia di quell'aspirante scrittrice...

E: tu non conosci appieno le mie condizioni in seguito a quella notte di prove e patimenti, la mia iniziazione...Per mesi sono rimasto come estraniato dal mondo che mi circondava, incapace di ricongiungere i tasselli della mia dignità infranta. E intanto Sir Steve ha agito in mia vece. E tu quando mi rivelerai fino in fondo la natura della tua relazione con quell'abominevole usuraio?

H: non è ancora tempo che tu lo sappia, ma... pensaci, tormentati, soffri... Ahahahahahah!

E così Hélène se ne va, lasciando dietro di sé uno strascico di risate, diretta chissà dove, chissà da chi...

E: Consuelo, aiutami a vestirmi! Devo assolutamente fare bella impressione su Sophie...sono mesi che non ci vediamo...

Dignitosamente abbigliato e profumato, Edgar esce nella notte e si avvia verso la libreria in cui rivedrà Sophie, a piedi.

E: per quanto tempo ancora non potrò riavere la mia patente? E dovrà scatenarsi la Gehenna prima che mi abbassi a salire su un bus affollato di...lavoratori di ritorno alle loro baracche.

Intanto, la signorina Sophie Bingley, famosa autrice di romanzi venduti in tutto il mondo, ripassa il suo discorso, giocherellando coi lunghi capelli neri. Si riaggiusta il push-up, si passa un filo di trucco sugli occhi ed è pronta per stregare i suoi fedeli lettori. Ecco che riempiono le file di sedie davanti a lei. Il suo Sire sarebbe così...orgoglioso non è la parola giusta. Infine, con voce profonda inizia il suo discorso.

S: sono felice di avervi qui, miei cari amici lettori. L'apprezzamento che mi avete dimostrato per Diletto e Castigo e la trilogia del Tropico della vergine, del toro e del sagittario mi riempie di commozione. E' il miglior trofeo che un'artista possa ricevere.

Uno sconosciuto si schiarisce la voce. Sophie aguzza la vista. No, non si tratta di Edgar, seduto in primissima fila.

S: vuole dire qualcosa, signore? Mi pare di conoscerla, tra l'altro...

Sconosciuto: mi chiamo Byron Randall Bennett, ex-professore universitario. Sto preparando un articolo sul suo nuovo romanzo, Il golfo di Marte, da pubblicare su una prestigiosa rivista di settore. Mi può spiegare cosa indica questo golfo?

S: avevo pensato di attendere il termine della presentazione per lasciare spazio alle domande. Ora, la prego, mi lasci continuare.

Il discorso prosegue senza intoppi e dopo uno scroscio di applausi e la vendita di numerose copie in esclusiva, i lettori iniziano ad andarsene, tranne due.

E: Sophie, da quanto tempo...

Ma lei gli sfreccia accanto, ignorandolo e avvinghiandosi alla manica di quell'uomo dall'aspetto burbero e distaccato.

S: Sir Byron, la prego! Non scriva una cattiva recensione del mio libro!

B: come puoi essere così spudorata? Hai abusato della mia fiducia e ora io dovrei provare compassione per la tua carriera editoriale? Non ti ricordi forse? Hai sbaragliato uno ad uno i miei assistenti e hai pure avuto la faccia tosta di sfilarmi la cattedra da sotto i piedi. Potrei anche chiudere un occhio sul tuo arrivismo, ma non potrò mai perdonarti per il modo in cui ti sei venduta al mercato. Mi riterrò soddisfatto soltanto quando vedrò i tuoi libri venduti a un prezzo irrisorio sulle bancarelle di qualche squallida stazione balneare!

S: Sir Byron, no! Come posso rimediare?Non voglio essere lodata come una stupida liceale, voglio che lei mi riconosca come... come un suo pari! E' per questo che scrivo, sebbene lei non apprezzi il mio lavoro.

B: dovrei infliggerti un castigo esemplare per aver cercato di distruggere colui che ti ha insegnato ogni cosa... Se ti fossi accontentata di diventare una banale assistente ti avrei odiata profondamente...mpf.

Sir Byron raccoglie la sua giacca di tweed e se ne va.

S: oh, Sir Byron...enigmatico come al solito.

E: Sophie... il destino ci ha finalmente offerto la possibilità di rincontrarci.

S: oh Edgar, Hélène ha allentato la cinghia?

E: è per un insopprimibile bisogno del cuore che sono venuto qui? Ti prego, Sophie, concedimi un tuo autografo...

Sophie afferra la copia del libro che Edgar le sta porgendo e la butta a terra.

S: penso che Hélène abbia ragione! Dopo essere ritornato al suo fianco a un suo minimo cenno, hai pure il coraggio di venire fin qui per chiedermi un autografo! Bah, tutti uguali gli uomini...

Sophie indossa il suo gilet verde marcio di cachemire ed esce a grandi passi dalla libreria. A Edgar non rimane che tornare mestamente a casa. Si trova di fronte alla porta principale quando il suo udito sovrannaturale coglie rumori sospetti. E' Hélène...la sua voce è appena un sussurro, quale macabro scherzo è mai quello?!

H: oh sì, ancora...

E: per la Dea Madre...

Entra di soppiatto nella sua dimora e si avvicina alla porta della camera matrimoniale.

H: più giù, sì, proprio lì...

Edgar spalanca repentinamente la porta.

E: non osare! Sfiorala soltanto e ti uccido!

Fortunatamente, Edgar non ha sorpreso Hélène in compagnia di un galantuomo. Ella è distesa sul tavolo che solitamente utilizza per i massaggi, massaggi a cui si sta sottoponendo al momento.

E: signor Varuna, è lei?!

Varuna è il fedele massaggiatore di origine indiana che Madame ama avere al suo fianco, il solo che sappia prendersi cura della kundalini che scorre nel suo corpo.

V: Lord Fauntleroy...vi vedo agitato. I vostri chakra hanno bisogno di essere stimolati.

H: può bastare per oggi, Varuna. Vai pure.

Il signor Varuna si accarezza languidamente la lunga treccia ed esce dalla stanza.

H: ah, Edgar, dovresti imparare da Varuna come toccare il corpo di una donna...

E: oh, non ti ricordi di quando ci legammo l'un l'altro, finalmente completi? Era la notte di Beltane. Ancora oggi ti rivedo in quella veste bianca, ad attendermi illuminata dalle spire danzanti del grande falò...Mi rifiuto di credere che tu abbia dimenticato. La Dea sa che io non l'ho fatto...

H: io mi ricordo solo che Sir Steve ci spiava da un cespuglio...Tornando a questioni più contingenti, ci è stata riconsegnata la limousine delle grandi occasioni. La prossima volta inventati una scusa migliore per l'assicurazione. Ridicolo...uno Tzimisce ti è atterrato sul tettuccio...

E: ma ciò corrisponde a verità!

H: anche le spese per la riparazione addebitate a Sir Steve corrispondono a verità. Ce lo rinfaccerà per secoli, capisci?

E: una di queste notti, obbligherò Sir Steve a riconoscere le mie scelte. Poiché l'amore che provo per te, Hélène, è raro quanto il blu dei petali in inverno...

Hélène non intende puntualizzargli che i fiori blu sono rari in qualunque periodo dell'anno, ma lo bacia dolcemente.

H: baci proprio come una volta, come quando sono caduta dalla quercia e tu non hai fatto in tempo a prendermi al volo.

E: oh Hélène, il mio cuore non mi appartiene più, è tuo come tutto il resto.

Intanto, Sophie sta facendo ritorno al suo principesco loft. Lo trova come sempre in condizioni pietose. Purtroppo, la sua territorialità, oltre a costringerla a controllare porte e finestre più volte prima di prendere sonno, non le permette di assumere nessuna colf per prendersi cura della pulizia della sua abitazione.

S: una scrittrice non può abbassarsi a fare le pulizie. Tanto meglio, un dito di polvere rende la mia casa più bohémienne...Oh, mi sembra proprio di vivere in un sottotetto di Montmartre.

 

 

Dlin-dlon.

S: chi è?! Chi osa suonare il campanello e calpestare la mia privacy?!

L: sono io, signorina Bingley. Il suo consulente preferito.

S: oh, signor O'Brian. Le dispiace rimanere sul pianerottolo? La mia casa è assolutamente impresentabile...

L: nessun disturbo. Piuttosto, le infilo sotto la porta i fogli che mi deve firmare. Ho già preso accordi con i migliori avvocati della città per mettere a tacere le associazioni di genitori che ostacolano la sua ascesa nel firmamento dell'editoria.

S: denunciata per offesa alla pubblica morale e corruzione di minori...come Oscar Wilde!

L: la prossima volta ci pensi due volte prima di intitolare un libro Piccoli uomini crescono. Non sarebbe stata una cattiva idea indicare che è vietato ai minori.

S: ma così perderei una grossa fetta di lettori...comunque grazie, signor O'Brian. A presto. I suoi servigi sono così fondamentali per le mie finanze.

L: a presto, signorina.

Logan decide che prima di ritornare a casa, sarebbe meglio far visita a Lord Fauntleroy. Bussa alla sua porta e si trova davanti il volto sgomento di Consuelo.

L: posso parlare con il padrone di casa?

C: el padron è dovuto uscire all'improvviso.

L: tornerà presto?

C: è stato convocato da suo nonno Petronius. Rimanga fra noi, senor, ma la questione è assai delicata.

Perché il solo nome di quell'uomo incute tanto timore a Logan? Si tratta forse di quel Petronius, il pater familias Ventrue più rispettato di tutto il continente?

 

[Sigla di chiusura: “Come back and stay” di Paul Young. http://www.youtube.com/watch?v=hRMBlFGtVJw]

 

P: ma chi è questo Petronius?

 

Ash: lo scoprirai nella prossima puntata, “L'onore e il dispetto”.

 

Alphie: il dispetto?

 

Ash: non puoi immaginare fino a che punto possa arrivare una famiglia per ostacolare i sogni d'amore di un uomo. Il povero Edgar dovrà far valere le proprie ragioni e scegliere fra l'onore e l'amore, il quale fa rima con dolore. Ma faremo anche la conoscenza di un nuovo personaggio. Si dice che abbia le mani fatate perché tutto quello che tocca diventa d'oro, come la grossa catena che porta al collo. A presto, amici!


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Postato il Leatrice, 09-07-2012 02:48,
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Postato il ejpeln, 13-12-2011 12:36,
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Postato il efpipwbl, 12-12-2011 08:20,
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Postato il King, 12-12-2011 01:31,
4. GtyHerhTgQUoB
People normally pay me for this and you are giivng it away!
 
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Postato il Sir Richard Henry Croft, 03-05-2008 16:11,
5. Tsk!
Il mio sdegno aumenta vieppiù constatando come tale abominevole farsa venga ancora trasmessa. Presto sarete trovati, folli Toreador, e allora... 
In ogni caso trovo che il personaggio di Sir Steve sia ingiustamente sottovalutato, non ho assolutamente.., ehm, indendo dire che è assurdo anche solo pensare che un personaggio della sua levatura morale possa spiare il proprio allievo...
 
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