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Amici ascoltatori! Quanto tempo è passato dall'ultima volta
che Radio Carmilla ha allietato la vostre nottate?
Al: un bel po' Ash, a giudicare dalla mole di e-mail di
protesta che abbiamo ricevuto.
Ash: dovete scusarmi, ma purtroppo sono stato molto occupato
ultimamente a causa di...
Pink: non certo del lavoro.
Ash: ma bando agli indugi. Proseguiamo con la seconda stagione
di "Un posto al buio". Avrete sicuramente riascoltato le
puntate precedenti, scaricabili sul sito della nostra radio. Dopo
quest'episodio, tra l'altro avremo modo di conoscere i risultati del
sondaggio riguardante il vostro personaggio preferito.
Ash: mettetevi comodi. Ecco a voi "Mad-house Tremere".
[Sigla di apertura: "No more I love you's" di Annie
Lennox. http://www.youtube.com/watch?v=Qsl2O2H7g1c]
Il sole sta tramontando su San Francisco. Hélène sogna,
agitandosi nel letto e impregnando le lenzuola di sangue. Un altro
bucato per Consuelo...Sogna della terribile esperienza vissuta nella
prigione Tremere. Un'unica, irripetibile notte di patimenti, che
rivive anche nei ricordi di un'altra persona...Sophie.
Dalla misera cella in cui l'avevano rinchiusa, Hélène vide
aprirsi la porta in fondo al corridoio. Una splendida donna avanzò
accompagnata dalle guardie. Era lei, la scribacchina che avrebbe
volentieri firmato la sua condanna a morte.
Sophie: come si è comportata fin'ora?
Guardia n°1: abbiamo dovuto farle indossare la camicia di forza.
In seguito all'arresto ha avuto una crisi isterica.
Infatti, Hélène se ne stava rannicchiata in un angolo della
cella, digrignando i denti e fissando con uno sguardo spiritato la
sgradita visitatrice.
S: mio Dio, pare Britney Spears durante il suo tracollo. No,
volevo dire, pare la moglie di Lord Rochester di Jane Eyre. Dannata
Oprah, dovrò scatenare una tempesta nel tuo studio e fulminarti in
diretta se tenterai ancora di sedurmi con il tuo gossip da quattro
soldi...
Guardia n°2: mia signora, non si avvicini troppo alle sbarre.
Potrebbe morderla...
S: pfui, so badare a me stessa. Non mi lascio certo intimorire
da-aaaaaaaaah!
Rapida come una faina, Hélène le aveva morso l'indice puntato
con arroganza su di lei, strappandole l'unghia finta. Ritornò poi a
battere i denti in un angolo.
Hélène: sono l'Anticristo...sono l'Anticristo...
S: pazzesco...da lei mi aspettavo un minimo di dignità in più.
Dovremo ribattezzare questa prigione Arkham Asylum. Arkham...ptu, non
è da me una citazione di così basso livello. A ogni modo, tieni
Hélène, ti ho portato una copia autografata del mio ultimo libro.
Così non avrai modo di annoiarti, perché...
Sophie lanciò un'occhiata severa alle guardie, intimandole di
lasciarla sola con la prigioniera. Era davvero un brutto spettacolo.
I capelli scarmigliati, gli occhi iniettati di vitae e il rossetto
sbavato che disegnava un sorriso isterico sul suo viso.
S: ...perché non uscirai mai di qui. Lo so che il tuo consorte
cercherà in ogni modo di liberarti, ma io ho impiegato gli ultimi
anni a guadagnarmi le simpatie del Principe. Intercederò
personalmente per te, in modo che tu venga condannata ai lavori
forzati. Che peccato sarà per le tue delicate manine...ahahah. Non
le potrai più alzare per farmi domande sgradevoli e tendenziose
durante le presentazioni dei miei libri, ma soltanto per spaccare
pietre. Ma ritieniti orgogliosa, vivrai la stessa sorte di Oscar
Wilde. Che onore. Ohohoh!
H: quanta pena mi fai, Sophie. La verità è che sei gelosa di me,
gelosa perché Edgar ha scelto ME.
S: pfui, cosa me ne importa di quel belloccio dalla pronuncia
blesa...L'importante è che continui a comprare i miei libri.
H: non mentirmi. Ti rode ancora perché all'università Edgar ti
rivolgeva la parola soltanto per contestare le tue discutibili
argomentazioni a lezione. A proposito, il tuo sire è finalmente in
grado di raccogliere i fogli caduti sotto la sua scrivania, ho accusa
ancora lancinanti dolori alla schiena?
La misura era colma. Sophie alza il braccio, frapponendo il palmo
aperto fra lei e Hélène chi ghignava divertita. I suoi tremendi
poteri telecinetici si stavano raccogliendo nella sua mano, mentre la
stringeva a pugno.
S: ecco, brava, stringi il pugno di mosche che ti è rimasto...
Quando la sua mano si chiuse definitivamente, i capelli di Hélène,
tutti nessun'escluso, furono strappati dal suo cranio.
H: strega! Sei una pazza, una zitella frigida come tutte le
Tremere!
S: non agitarti troppo, ricresceranno in tempo per il processo.
Ahahahah...
La risata compiaciuta di Sophie rimbomba nelle orecchie assonnate
di Hélène, costringendola a svegliarsi di soprassalto.
H: nooo! Aaaah! Maledetta imbrattatrice di fogliiii!!
Edgar: per la Dea ! Consuelo, presto, la medicina!
Nel giro di pochi istanti, la fida cameriera fa la sua entrata
nella camera, porgendo alla padrona un bicchiere contenente due dita
di sangue.
E: ti sei premurata di controllare che la vittima assumesse
Lexotan da almeno due mesi, vero?
C: signore, ho pedinato i maggiori consumatori di ansiolitici
della città per ottenere quest'elisir.
Dopo aver assunto la medicina, Hélène pare calmarsi e si rifugia
nel petto di Edgar. La accarezza a lungo e infine si alza, per
prepararsi a uscire.
H: dove vai caro?
E: devo sbrigare una commissione.
Essendo voltato verso la finestra, per cogliere il suo riflesso
nei vetri, Hélène non nota l'espressione cupa sul suo viso,
un'ombra che non lo abbandona nemmeno quando, vestito e profumato, si
appresta a uscire di casa.
Il telefono squilla improvvisamente. Una minuscola goccia di
sudore si forma sulla fronte di Edgar.
E: pronto...
Come risposta sente un inquietante sibilo.
E: la linea dev'essere disturbata. Devo ricordare a Consuelo di
contattare la società dei telefoni.
???: tra ssssette giorni...click.
Un brivido percorre la schiena di Edgar.
E: era lei, quella seduce...ehm ripugnante donna del foro. Beh,
proprio oggi avevo deciso di cercare di risolvere questo fastidioso
problema. Andrò alla ricerca della merce richiesta per lo scambio.
Intanto, all'imprendibile fortezza Tremere fa il suo ingresso
Sophie. Dopo essere stata spogliata, sterilizzata e rivestita di
abiti incontaminati, si avvia verso il suo studio personale. Lungo il
tragitto, incrocia il suo assistente, Fabrice.
F: shignorina Bingley, la p-prego, shi fermi.
S: che c'è, Fabrice? Ti concederò la mia attenzione soltanto se
mi riferirai una buona notizia.
F: infatti, le ho procurato il codice di O-orazio di età
carolingia che mi aveva richieshto. A mie shpeshe naturalmente. Lo
conshideri un regalo da parte mia.
S: molto gentile, Fabrice. Ora traducilo in greco, persiano e
magari anche in provenzale. Vorrei proprio sentire come suona in
queste lingue. Spalancherò nuove frontiere della traduzione!
F: shignorina, non sho she ne avrò il t-tempo...
La voce di Sophie si fa bassa e pigolante.
S: te lo chiedo per favore, Fabrice...E ora, mi raccomando, non
lasciare entrare nessuno nel mio studio. Sarò impegnata con le mie
ricerche.
Sophie chiude la porta della sua stanza e si siede alla scrivania.
Da sotto un'enorme copia rivestita in pelle del Paradiso Perduto
di Milton, apprezzatissimo dono di Fabrice, estrae una rivista e,
dopo aver lanciato un'occhiata timorosa alla porta, si appresta a
leggerla.
S: come farei senza People...
Nel frattempo, Edgar varca il portone di una piccola chiesa
cattolica, alla ricerca di consiglio e conforto.
E: Maestà, perdonatemi, se mi rifugio in questo tempio di
papisti.
Si siede su una panca e si mette a pregare. Tuttavia, è
disturbato dal mormorio che proviene dal confessionale, non molto
lontano dal punto in cui si trova.
Sacerdote: quali sono i tuoi peccati, figliolo?
Ragazzo: padre, io nutro passioni sbagliate...
S: che tipo di passioni?
R: sono attratto dagli altri ragazzi...
S: e hai già ceduto alla tentazione?
R: no...
Le orecchie di Edgar si tendono come quelle di una lepre.
E: un ragazzo gay vergine...è un miracolo, una benedizione
della Dea...non posso lasciarmelo sfuggire. No, come posso
sacrificare una vita innocente? Innocente...dipende dai punti di
vista. Quel prete sarebbe d'accordo con me sul fatto che l'inferno
attenderebbe comunque quel ragazzo. Oh mamma, non posso cedere a
questa logica omofoba e patriarcale. Cosa fare, cosa fare?!
Intanto, purtroppo, il ragazzo ha già lasciato la chiesa, col
cuore sollevato dalla benedizione del sacerdote.
E: uf, meglio così. Sir Steve non avrebbe mai approvato
un'azione del genere. Anzi, sarà meglio non parlargli di quel
ragazzo, potrebbe rintracciarlo e pedinar...aaaah, non voglio
pensarci!!
Apprestandosi a uscire, Edgar incrocia una giovane suora, intenta
a spolverare i quadretti della Via Crucis.
E: buonasera, sorella.
La donna trasecola e rimane immobile come una statua di sale.
E: il più temibile dei miei poteri, l'effetto Sodoma e
Gomorra. Perché, Signore, mi hai dato un peso tanto grande da
sopportare?
Ma torniamo alla nostra Sophie. Sta proprio per terminare la
lettura della pagina dedicata alla posta dei lettori, quando un
oscuro presagio la distrae, sgradevole come una legione di lumache
che si arrampica sulla sua schiena. Nasconde con cura la rivista in
un cassetto e, agguantata la borsetta, si precipita fuori dallo
studio, fuori dalla Capella, dentro e fuori la metropolitana! Si
precipita a casa!
S: la luce del mio appartamento è accesa! Guai a voi!
Spalanca febbricitante il portone della palazzina e divora i
gradini che la portano al suo piano. La porta del suo loft è aperta!
Sophie fa irruzione schiumante sangue.
Sir Byron: oh, Sophie cara. Ricordi, mi avevi lasciato la chiave
del tuo appartamento.
S: errato, me l'avete rubata l'altro giorno mentre parlavo con
Fabrice.
Sir Byron: perlomeno, io mi accontento di rubare piccoli oggetti,
non mobilio, come per esempio una cattedra.
Solo ora Sophie nota che in casa SUA è presente un'altra persona,
un giovane dall'aspetto delicato e dall'espressione spaurita.
S: lui chi è?! Come mai l'hai portato con te?!
S. B. : oh, lui rappresenta la mia ultima opera di carità. Sai,
da qualche anno dispongo di molto tempo libero e non so proprio come
riempirlo.
Mentre parla, Sir Byron sta degustando una tazza fumante di earl
grey, accompagnandola con un paio di deliziose e superbamente
friabili rose del deserto. Il tappeto sul quale si trova è cosparso
di innumerevoli briciole. Questa semplice vista si abbatte su Sophie
come un macigno.
S. B. : a ogni modo, ultimamente mi sono recato da Meredith
Gilmore. Conosci l'associazione "La piccola Claudia", vero?
Si occupa degli sfortunati Fratelli rimasti senza siri. Ebbene, il
qui presente giovanotto è un povero orfano di origine ucraina. Si
chiama Nikolaj e da questa notte condividerà la tua casa.
S: ah, non penso proprio! Per chi mi avete preso, per Jo di
Piccole Donne.
S. B. : mi deludi, Sophie. Citare un romanzo ottocentesco di
consumo...
Nikolaj: piacere di conoscerla, signorina Bingley. Posso chiamarti
sorella?
S. B. : no, Nikolaj. Lei sarà come una madre per te. E' di vitale
importanza che Sophie cresca interiormente e riduca il suo
egocentrismo.
Sentendolo riferirsi a lei come a una madre, Sophie si sente
improvvisamente vecchia di secoli.
S: Sir Byron, vi prego no...Farò qualunque cosa, rinnegherò i
miei scritti, ma non posso accollarmi le cure di un marmocchio...
S. B. : cara, così ho deciso. Ricordati chi ti ha dato tutto, chi
si è tolto il sangue di bocca per te...
Sophie non può opporsi alla decisione del suo sire e china il
capo sconsolata.
S. B. : molto bene, cara. Vi lascio soli, per permettervi di fare
conoscenza. Sono sicuro che si rivelerà un ottimo allievo.
Sophie attende che il suo Sire esca dal loft, poi, corre nel suo
studio e ritorna con un gessetto bianco in mano.
S: fai attenzione, figliolo, perché non amo ripetermi.
Gli fa segno di seguirlo verso la sua stanza da letto, ma prima di
entrare si china e traccia un segno bianco per terra col gesso.
S: questa zona è off-limits, se la profani sei morto. Già devo
abituarmi al fatto che qualcuno condivida i miei 200 metri quadrati.
Tuttavia, sono una donna che ha bisogno di possedere una stanza
tutta per sé.
N: mi basta usufruire del divano, mamma.
Non ci è dato sapere cosa accadrà a Nikolaj dopo quest'ultima
frase. Ne constateremo in seguito le conseguenze. Ora, però,
concentriamoci un attimo su Logan. Dopo aver avuto modo di incontrare
e di scambiare qualche parola con la sua cara sorellina la notte
precedente, rimandò la conversazione a oggi, nel suo salotto.
L: Priscilla, cara, cos'hai voluto dire ieri sera, riguardo al
fatto che Rupert ti avrebbe venduto?
P: oh, fratello, è stato così orribile. Mi ha ceduta a Ferdinand
per sanare l'immenso debito che aveva contratto con lui.
L: debito?
P: chi pensi che l'abbia aiutato ad allestire la galleria?
L: mio Dio, siamo tutti burattini nelle mani di von Geld...Che
ci sia lui dietro la crisi dei subprime?
P: ma Ferdinand non mi ha valutata sufficiente a coprire la
somma dovutagli. Per cui, dopo aver sollecitato per mesi Rupert, ha
deciso di vendicarsi.
L: il Monet...
P: esattamente.
L: e cosa possiamo fare, ora?
P: possiamo?..
Priscilla sorride malignamente.
P: cosa puoi fare tu, vorrai dire. Io sono stata incaricata
di sollecitare il pagamento da parte tua. Funziona così, dopotutto,
quando una persona non è in grado di saldare un debito, ci si
rivolge ai suoi parenti più prossimi, in questo caso al suo infante.
L: ma come puoi farci questo?
Priscilla si alza e si avvia verso la porta, ma prima lascia un
foglietto sul tavolino del salotto.
P: come? Comunicandoti il numero del conto bancario di Ferdinand,
in modo da provvedere al più presto con un bonifico.
Logan prende il foglietto e vi legge anche l'ammontare da versare.
L: ma io non possiedo una somma del genere! Cosa ne sarà del mio
futuro?!
P: come si dice nel mio ambiente, no future, baby...
Le trame malvagie di Ferdinand si fanno sempre più fitte e
mortali. Tuttavia, altre macchinazioni vengono portate avanti nella
città di San Francisco.
Don Pietro sta fumando pensieroso uno dei suoi sigari preferiti.
Sir Steve gli tiene pazientemente compagnia.
P: picciottho, la gattha francese si è rivelatha una dhonna
d'onore.
S: già, chi l'avrebbe mai detto che avrebbe rifiutato quel
gioiello in nome dell'amore.
P: o per un gioiello più grandhe. A ogni modho è ora che Edhgar
cominci a intheressarsi agli affari dhella famigghia.
S: siete dunque davvero intenzionato a inviarlo in Italia?
P: già, dheve conoscere i luoghi che hanno seghnato la mia vitha
e quindhi indhiretthamente anche la sua.
S: dite che sia opportuno fargli visitare donna Maddalena.
P: dhonna Maddhalena è una dhonna d'onore, per quantho abbia
osato sfidhare la mia authorithà, formandho una cosca thuttha sua.
S: dopo un breve soggiorno in Vaticano, gli diremo dunque di
dirigersi in Sicilia.
P: così sia...
[Sigla di chiusura: "Fallen" di Sarah McLachlan.
http://www.youtube.com/watch?v=pMuEw-9t9Xs]
Pink: come nella tradizione delle migliori soap opera, anche
"Un posto al buio" vi offrirà un gustoso spin-off.
Al: ricordo ancora con piacere le puntate italiane di
Beautiful. Un mio amico italiano ha persino partecipato come
comparsa.
Pink: ah, ha avuto l'onore di stare alla distanza di un respiro
da Ridge!
Ash: e se vi dicessi che qualche mese fa Katherine Kelly Lang
ha visitato la mia galleria?..
Al: che tu sia maledetto per l'eternità, Ash!
Pink: ma lo è già, ohohoh!
Ash: torniamo a noi, ora. Al, saresti così gentile da leggerci
i risultati del sondaggio?
Al: allora, pare che il personaggio preferito sia Ferdinand,
con un distacco di ben 300 voti da Edgar.
Pink: Julie da San Fernando Valley ci scrive "Ferdinand è
decisamente un gran figo e per giunta ricco. Quale sorella non
correrebbe di filato fra le sue braccia?!"
Al: pare invece che Hélène e Sophie siano a pari merito
subito dopo Edgar.
Ash: "Qla smorfiosa di Sophie nn deve assolutamente
mettere le mani su Edgar, xké è solo d Hélène, capito?!" ci
scrive Jessie da Orange County.
Al: anche Consuelo ha ottenuto un buon punteggio,
posizionandosi sesta, appena dopo Logan.
Pink: "Siamo orgogliosi che Consuelo rappresenti la nostra
gente negli Estati Uniti d'America. La consideriamo nostra hernana e
bla bla bla..."Juan Pedro da Santa Monica si è sperticato in
una lunga mail di lodi per la nostra Consuelo.
Ash: purtroppo, è ormai tempo di chiudere. Sento che la linea
è disturbata...
Al: temo che qualcuno stia tentando di intercettarci.
Ash: mi appello al primo emendamento! La libertà di
espressione è sacrosanta!
Pink: a presto, amici, con la prima delle puntate italiane,
"Non-vivere".
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