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Un posto al buio IX: Mad-house Tremere
Wednesday 08 April 2009
 
Scritto da Samael,

Amici ascoltatori! Quanto tempo è passato dall'ultima volta che Radio Carmilla ha allietato la vostre nottate?

 

Al: un bel po' Ash, a giudicare dalla mole di e-mail di protesta che abbiamo ricevuto.

Ash: dovete scusarmi, ma purtroppo sono stato molto occupato ultimamente a causa di...

Pink: non certo del lavoro.

Ash: ma bando agli indugi. Proseguiamo con la seconda stagione di "Un posto al buio". Avrete sicuramente riascoltato le puntate precedenti, scaricabili sul sito della nostra radio. Dopo quest'episodio, tra l'altro avremo modo di conoscere i risultati del sondaggio riguardante il vostro personaggio preferito.

Ash: mettetevi comodi. Ecco a voi "Mad-house Tremere".

[Sigla di apertura: "No more I love you's" di Annie Lennox. http://www.youtube.com/watch?v=Qsl2O2H7g1c]

 

 

 

Il sole sta tramontando su San Francisco. Hélène sogna, agitandosi nel letto e impregnando le lenzuola di sangue. Un altro bucato per Consuelo...Sogna della terribile esperienza vissuta nella prigione Tremere. Un'unica, irripetibile notte di patimenti, che rivive anche nei ricordi di un'altra persona...Sophie.

 

Dalla misera cella in cui l'avevano rinchiusa, Hélène vide aprirsi la porta in fondo al corridoio. Una splendida donna avanzò accompagnata dalle guardie. Era lei, la scribacchina che avrebbe volentieri firmato la sua condanna a morte.

 

Sophie: come si è comportata fin'ora?

Guardia n°1: abbiamo dovuto farle indossare la camicia di forza. In seguito all'arresto ha avuto una crisi isterica.

 

Infatti, Hélène se ne stava rannicchiata in un angolo della cella, digrignando i denti e fissando con uno sguardo spiritato la sgradita visitatrice.

 

S: mio Dio, pare Britney Spears durante il suo tracollo. No, volevo dire, pare la moglie di Lord Rochester di Jane Eyre. Dannata Oprah, dovrò scatenare una tempesta nel tuo studio e fulminarti in diretta se tenterai ancora di sedurmi con il tuo gossip da quattro soldi...

Guardia n°2: mia signora, non si avvicini troppo alle sbarre. Potrebbe morderla...

S: pfui, so badare a me stessa. Non mi lascio certo intimorire da-aaaaaaaaah!

 

Rapida come una faina, Hélène le aveva morso l'indice puntato con arroganza su di lei, strappandole l'unghia finta. Ritornò poi a battere i denti in un angolo.

 

Hélène: sono l'Anticristo...sono l'Anticristo...

S: pazzesco...da lei mi aspettavo un minimo di dignità in più. Dovremo ribattezzare questa prigione Arkham Asylum. Arkham...ptu, non è da me una citazione di così basso livello. A ogni modo, tieni Hélène, ti ho portato una copia autografata del mio ultimo libro. Così non avrai modo di annoiarti, perché...

 

Sophie lanciò un'occhiata severa alle guardie, intimandole di lasciarla sola con la prigioniera. Era davvero un brutto spettacolo. I capelli scarmigliati, gli occhi iniettati di vitae e il rossetto sbavato che disegnava un sorriso isterico sul suo viso. 

 

S: ...perché non uscirai mai di qui. Lo so che il tuo consorte cercherà in ogni modo di liberarti, ma io ho impiegato gli ultimi anni a guadagnarmi le simpatie del Principe. Intercederò personalmente per te, in modo che tu venga condannata ai lavori forzati. Che peccato sarà per le tue delicate manine...ahahah. Non le potrai più alzare per farmi domande sgradevoli e tendenziose durante le presentazioni dei miei libri, ma soltanto per spaccare pietre. Ma ritieniti orgogliosa, vivrai la stessa sorte di Oscar Wilde. Che onore. Ohohoh!

H: quanta pena mi fai, Sophie. La verità è che sei gelosa di me, gelosa perché Edgar ha scelto ME. 

S: pfui, cosa me ne importa di quel belloccio dalla pronuncia blesa...L'importante è che continui a comprare i miei libri.

H: non mentirmi. Ti rode ancora perché all'università Edgar ti rivolgeva la parola soltanto per contestare le tue discutibili argomentazioni a lezione. A proposito, il tuo sire è finalmente in grado di raccogliere i fogli caduti sotto la sua scrivania, ho accusa ancora lancinanti dolori alla schiena? 

La misura era colma. Sophie alza il braccio, frapponendo il palmo aperto fra lei e Hélène chi ghignava divertita. I suoi tremendi poteri telecinetici si stavano raccogliendo nella sua mano, mentre la stringeva a pugno.

S: ecco, brava, stringi il pugno di mosche che ti è rimasto...

Quando la sua mano si chiuse definitivamente, i capelli di Hélène, tutti nessun'escluso, furono strappati dal suo cranio. 

H: strega! Sei una pazza, una zitella frigida come tutte le Tremere!

S: non agitarti troppo, ricresceranno in tempo per il processo. Ahahahah...

 

La risata compiaciuta di Sophie rimbomba nelle orecchie assonnate di Hélène, costringendola a svegliarsi di soprassalto.

 

H: nooo! Aaaah! Maledetta imbrattatrice di fogliiii!!

Edgar: per la Dea ! Consuelo, presto, la medicina!

 

Nel giro di pochi istanti, la fida cameriera fa la sua entrata nella camera, porgendo alla padrona un bicchiere contenente due dita di sangue.

 

E: ti sei premurata di controllare che la vittima assumesse Lexotan da almeno due mesi, vero?

C: signore, ho pedinato i maggiori consumatori di ansiolitici della città per ottenere quest'elisir.

 

Dopo aver assunto la medicina, Hélène pare calmarsi e si rifugia nel petto di Edgar. La accarezza a lungo e infine si alza, per prepararsi a uscire.

 

H: dove vai caro?

E: devo sbrigare una commissione.

 

Essendo voltato verso la finestra, per cogliere il suo riflesso nei vetri, Hélène non nota l'espressione cupa sul suo viso, un'ombra che non lo abbandona nemmeno quando, vestito e profumato, si appresta a uscire di casa.

Il telefono squilla improvvisamente. Una minuscola goccia di sudore si forma sulla fronte di Edgar.

 

E: pronto...

 

Come risposta sente un inquietante sibilo.

 

E: la linea dev'essere disturbata. Devo ricordare a Consuelo di contattare la società dei telefoni.

???: tra ssssette giorni...click.

 

Un brivido percorre la schiena di Edgar.

 

E: era lei, quella seduce...ehm ripugnante donna del foro. Beh, proprio oggi avevo deciso di cercare di risolvere questo fastidioso problema. Andrò alla ricerca della merce richiesta per lo scambio.

 

Intanto, all'imprendibile fortezza Tremere fa il suo ingresso Sophie. Dopo essere stata spogliata, sterilizzata e rivestita di abiti incontaminati, si avvia verso il suo studio personale. Lungo il tragitto, incrocia il suo assistente, Fabrice.

 

F: shignorina Bingley, la p-prego, shi fermi.

S: che c'è, Fabrice? Ti concederò la mia attenzione soltanto se mi riferirai una buona notizia.

F: infatti, le ho procurato il codice di O-orazio di età carolingia che mi aveva richieshto. A mie shpeshe naturalmente. Lo conshideri un regalo da parte mia.

S: molto gentile, Fabrice. Ora traducilo in greco, persiano e magari anche in provenzale. Vorrei proprio sentire come suona in queste lingue. Spalancherò nuove frontiere della traduzione!

F: shignorina, non sho she ne avrò il t-tempo...

 

La voce di Sophie si fa bassa e pigolante.

 

S: te lo chiedo per favore, Fabrice...E ora, mi raccomando, non lasciare entrare nessuno nel mio studio. Sarò impegnata con le mie ricerche.

 

Sophie chiude la porta della sua stanza e si siede alla scrivania. Da sotto un'enorme copia rivestita in pelle del Paradiso Perduto di Milton, apprezzatissimo dono di Fabrice, estrae una rivista e, dopo aver lanciato un'occhiata timorosa alla porta, si appresta a leggerla.

 

S: come farei senza People...

 

Nel frattempo, Edgar varca il portone di una piccola chiesa cattolica, alla ricerca di consiglio e conforto.

 

E: Maestà, perdonatemi, se mi rifugio in questo tempio di papisti.

 

Si siede su una panca e si mette a pregare. Tuttavia, è disturbato dal mormorio che proviene dal confessionale, non molto lontano dal punto in cui si trova.

 

Sacerdote: quali sono i tuoi peccati, figliolo?

Ragazzo: padre, io nutro passioni sbagliate...

S: che tipo di passioni?

R: sono attratto dagli altri ragazzi...

S: e hai già ceduto alla tentazione?

R: no...

 

Le orecchie di Edgar si tendono come quelle di una lepre.

 

E: un ragazzo gay vergine...è un miracolo, una benedizione della Dea...non posso lasciarmelo sfuggire. No, come posso sacrificare una vita innocente? Innocente...dipende dai punti di vista. Quel prete sarebbe d'accordo con me sul fatto che l'inferno attenderebbe comunque quel ragazzo. Oh mamma, non posso cedere a questa logica omofoba e patriarcale. Cosa fare, cosa fare?!

 

Intanto, purtroppo, il ragazzo ha già lasciato la chiesa, col cuore sollevato dalla benedizione del sacerdote.

 

E: uf, meglio così. Sir Steve non avrebbe mai approvato un'azione del genere. Anzi, sarà meglio non parlargli di quel ragazzo, potrebbe rintracciarlo e pedinar...aaaah, non voglio pensarci!!

 

Apprestandosi a uscire, Edgar incrocia una giovane suora, intenta a spolverare i quadretti della Via Crucis.

 

E: buonasera, sorella.

 

La donna trasecola e rimane immobile come una statua di sale.

 

E: il più temibile dei miei poteri, l'effetto Sodoma e Gomorra. Perché, Signore, mi hai dato un peso tanto grande da sopportare?

 

Ma torniamo alla nostra Sophie. Sta proprio per terminare la lettura della pagina dedicata alla posta dei lettori, quando un oscuro presagio la distrae, sgradevole come una legione di lumache che si arrampica sulla sua schiena. Nasconde con cura la rivista in un cassetto e, agguantata la borsetta, si precipita fuori dallo studio, fuori dalla Capella, dentro e fuori la metropolitana! Si precipita a casa!

 

S: la luce del mio appartamento è accesa! Guai a voi!

 

Spalanca febbricitante il portone della palazzina e divora i gradini che la portano al suo piano. La porta del suo loft è aperta! Sophie fa irruzione schiumante sangue.

 

Sir Byron: oh, Sophie cara. Ricordi, mi avevi lasciato la chiave del tuo appartamento.

S: errato, me l'avete rubata l'altro giorno mentre parlavo con Fabrice.

Sir Byron: perlomeno, io mi accontento di rubare piccoli oggetti, non mobilio, come per esempio una cattedra.

 

Solo ora Sophie nota che in casa SUA è presente un'altra persona, un giovane dall'aspetto delicato e dall'espressione spaurita.

 

S: lui chi è?! Come mai l'hai portato con te?!

S. B. : oh, lui rappresenta la mia ultima opera di carità. Sai, da qualche anno dispongo di molto tempo libero e non so proprio come riempirlo.

 

Mentre parla, Sir Byron sta degustando una tazza fumante di earl grey, accompagnandola con un paio di deliziose e superbamente friabili rose del deserto. Il tappeto sul quale si trova è cosparso di innumerevoli briciole. Questa semplice vista si abbatte su Sophie come un macigno.

 

S. B. : a ogni modo, ultimamente mi sono recato da Meredith Gilmore. Conosci l'associazione "La piccola Claudia", vero? Si occupa degli sfortunati Fratelli rimasti senza siri. Ebbene, il qui presente giovanotto è un povero orfano di origine ucraina. Si chiama Nikolaj e da questa notte condividerà la tua casa.

 

S: ah, non penso proprio! Per chi mi avete preso, per Jo di Piccole Donne.

S. B. : mi deludi, Sophie. Citare un romanzo ottocentesco di consumo...

Nikolaj: piacere di conoscerla, signorina Bingley. Posso chiamarti sorella?

S. B. : no, Nikolaj. Lei sarà come una madre per te. E' di vitale importanza che Sophie cresca interiormente e riduca il suo egocentrismo.

 

Sentendolo riferirsi a lei come a una madre, Sophie si sente improvvisamente vecchia di secoli.

 

S: Sir Byron, vi prego no...Farò qualunque cosa, rinnegherò i miei scritti, ma non posso accollarmi le cure di un marmocchio...

S. B. : cara, così ho deciso. Ricordati chi ti ha dato tutto, chi si è tolto il sangue di bocca per te...

 

Sophie non può opporsi alla decisione del suo sire e china il capo sconsolata.

 

S. B. : molto bene, cara. Vi lascio soli, per permettervi di fare conoscenza. Sono sicuro che si rivelerà un ottimo allievo.

 

Sophie attende che il suo Sire esca dal loft, poi, corre nel suo studio e ritorna con un gessetto bianco in mano.

 

S: fai attenzione, figliolo, perché non amo ripetermi.

 

Gli fa segno di seguirlo verso la sua stanza da letto, ma prima di entrare si china e traccia un segno bianco per terra col gesso.

 

S: questa zona è off-limits, se la profani sei morto. Già devo abituarmi al fatto che qualcuno condivida i miei 200 metri quadrati. Tuttavia, sono una donna che ha bisogno di possedere una stanza tutta per sé.

N: mi basta usufruire del divano, mamma.

 

Non ci è dato sapere cosa accadrà a Nikolaj dopo quest'ultima frase. Ne constateremo in seguito le conseguenze. Ora, però, concentriamoci un attimo su Logan. Dopo aver avuto modo di incontrare e di scambiare qualche parola con la sua cara sorellina la notte precedente, rimandò la conversazione a oggi, nel suo salotto.

 

L: Priscilla, cara, cos'hai voluto dire ieri sera, riguardo al fatto che Rupert ti avrebbe venduto?

P: oh, fratello, è stato così orribile. Mi ha ceduta a Ferdinand per sanare l'immenso debito che aveva contratto con lui.

L: debito?

P: chi pensi che l'abbia aiutato ad allestire la galleria?

L: mio Dio, siamo tutti burattini nelle mani di von Geld...Che ci sia lui dietro la crisi dei subprime?

P:  ma Ferdinand non mi ha valutata sufficiente a coprire la somma dovutagli. Per cui, dopo aver sollecitato per mesi Rupert, ha deciso di vendicarsi.

L: il Monet...

P: esattamente.

L: e cosa possiamo fare, ora?

P: possiamo?..

 

Priscilla sorride malignamente.

 

P: cosa puoi fare tu, vorrai dire. Io sono stata incaricata di sollecitare il pagamento da parte tua. Funziona così, dopotutto, quando una persona non è in grado di saldare un debito, ci si rivolge ai suoi parenti più prossimi, in questo caso al suo infante.

L: ma come puoi farci questo?

 

Priscilla si alza e si avvia verso la porta, ma prima lascia un foglietto sul tavolino del salotto.

 

P: come? Comunicandoti il numero del conto bancario di Ferdinand, in modo da provvedere al più presto con un bonifico.

 

Logan prende il foglietto e vi legge anche l'ammontare da versare.

 

L: ma io non possiedo una somma del genere! Cosa ne sarà del mio futuro?!

P: come si dice nel mio ambiente, no future, baby...

 

Le trame malvagie di Ferdinand si fanno sempre più fitte e mortali. Tuttavia, altre macchinazioni vengono portate avanti nella città di San Francisco.

Don Pietro sta fumando pensieroso uno dei suoi sigari preferiti. Sir Steve gli tiene pazientemente compagnia.

 

P: picciottho, la gattha francese si è rivelatha una dhonna d'onore.

S: già, chi l'avrebbe mai detto che avrebbe rifiutato quel gioiello in nome dell'amore.

P: o per un gioiello più grandhe. A ogni modho è ora che Edhgar cominci a intheressarsi agli affari dhella famigghia.

S: siete dunque davvero intenzionato a inviarlo in Italia?

P: già, dheve conoscere i luoghi che hanno seghnato la mia vitha e quindhi indhiretthamente anche la sua. 

S: dite che sia opportuno fargli visitare donna Maddalena.

P: dhonna Maddhalena è una dhonna d'onore, per quantho abbia osato sfidhare la mia authorithà, formandho una cosca thuttha sua.

S: dopo un breve soggiorno in Vaticano, gli diremo dunque di dirigersi in Sicilia.

P: così sia...

 

[Sigla di chiusura: "Fallen" di Sarah McLachlan. http://www.youtube.com/watch?v=pMuEw-9t9Xs]

 

Pink: come nella tradizione delle migliori soap opera, anche "Un posto al buio" vi offrirà un gustoso spin-off.

Al: ricordo ancora con piacere le puntate italiane di Beautiful. Un mio amico italiano ha persino partecipato come comparsa.

Pink: ah, ha avuto l'onore di stare alla distanza di un respiro da Ridge!

Ash: e se vi dicessi che qualche mese fa Katherine Kelly Lang ha visitato la mia galleria?..

Al: che tu sia maledetto per l'eternità, Ash!

Pink: ma lo è già, ohohoh!

Ash: torniamo a noi, ora. Al, saresti così gentile da leggerci i risultati del sondaggio?

Al: allora, pare che il personaggio preferito sia Ferdinand, con un distacco di ben 300 voti da Edgar.

Pink: Julie da San Fernando Valley ci scrive "Ferdinand è decisamente un gran figo e per giunta ricco. Quale sorella non correrebbe di filato fra le sue braccia?!"

Al: pare invece che Hélène e Sophie siano a pari merito subito dopo Edgar.

Ash: "Qla smorfiosa di Sophie nn deve assolutamente mettere le mani su Edgar, xké è solo d Hélène, capito?!" ci scrive Jessie da Orange County.

Al: anche Consuelo ha ottenuto un buon punteggio, posizionandosi sesta, appena dopo Logan.

Pink: "Siamo orgogliosi che Consuelo rappresenti la nostra gente negli Estati Uniti d'America. La consideriamo nostra hernana e bla bla bla..."Juan Pedro da Santa Monica si è sperticato in una lunga mail di lodi per la nostra Consuelo.

Ash: purtroppo, è ormai tempo di chiudere. Sento che la linea è disturbata...

Al: temo che qualcuno stia tentando di intercettarci.

Ash: mi appello al primo emendamento! La libertà di espressione è sacrosanta!

Pink: a presto, amici, con la prima delle puntate italiane, "Non-vivere".


Commenti utenti (5) File RSS dei commenti
Postato il Sir Randolph Henry Ash, 20-04-2009 08:15,
1. Non mi dispiacerebbe...
... scambiare qualche opinione accademica con questo Sir Byron. Penso che sia davvero un'ottima persona...
 
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Postato il Henry East, 14-04-2009 13:20,
2. oddio...
"P: come si dice nel mio ambiente, no future, baby..." 
 
L'ho capita solo ora... sei un genio Ash! :grin :grin
 
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Postato il Master, 13-04-2009 19:18,
3. Mi sono sbellicato dal ridere!
Stavolta hai davvero superato te stesso! Complimenti! Ho riso come un matto!
 
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» Vedi le 2 risposte

Postato il Harle, 12-04-2009 20:25,
4. :P
S: ah, non penso proprio! Per chi mi avete preso, per Jo di Piccole Donne. 
 
S. B. : mi deludi, Sophie. Citare un romanzo ottocentesco di consumo...  
 
HAHAHAHA!!!
 
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Postato il Caedric Allen Aston, 08-04-2009 20:14,
5. Era mia speranza...
...che tale farsa fosse da considerarsi conclusa. Ottimismo eccessivo il mio... 
Non ho affatto gradito la tua scelta di usare un simile episodio per conseguire misera popolaritā, la sua prigionia č qualcosa di orribile e sappi che non ti perdonerō di essertene fatto beffe. 
Chissā che non esista davvero un potere simile all'effetto biblico da te menzionato Ashlar, chissā che io non ne sia in possesso e decida di provarne le applicazioni...
 
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» Vedi le 3 risposte

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