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“Sordido
romanzo erotico...??? La mia pazienza è sta sin
troppo
abusata! Ti troverò Ash, e ti infilerò
tutti gli Harmony che ho già letto là dove la luna non
rischiara! Oh se lo farò... e sarà un'esperienza assai
bruciante per te, sconsiderato Toreador!” Ciò che vi ho
appena letto, amici ascoltatori, rappresenta la dirompente celebrità
che questa soap opera ha raggiunto. Neppure il Principe desiste dal
seguirla.
P:
è l'inizio della fine...
Alphie:
o la fine dell'inizio.
No,
cosa dite...E' l'inizio di una nuova sfida. Una sfida letale come
quella che dovrà affrontare Edgar in questa puntata. Non solo
la sua vita sentimentale sarà messa a dura prova. Volete
ascoltare? Mettetevi comodi allora. “Un diamante è per
sempre” sta per cominciare.
[Sigla
di apertura: “Diamonds are a girl's best friend” di Marilyn
Monroe. http://www.youtube.com/watch?v=p0FDGnAIWpk]
E'
passata qualche notte. Logan si aggira smarrito per le stanze di una
casa che conosce molto bene, una casa che per tre decenni consecutivi
aveva vinto il premio per il miglior arredamento della città.
Si avvicina a una porta e la maschera che solitamente nasconde il suo
viso si infrange. Sospira ed entra. Si inginocchia al capezzale di un
grande letto velato da tendaggi di lino. Un uomo vi giace con gli
occhi sbarrati.
L:
Rupert, per quanto tempo ancora rimarrai in estasi? Sono già
passati tre mesi...
R:
M...M...Monet...
L:
ti prego, dimmi chi ti ha mostrato quel quadro originale di Monet! Ti
vendicherò...Oh, di quale terribili armi dispone il tuo
nemico, nemmeno paragonabili agli occhi di Medusa...
Nessuna
risposta da colui che era conosciuto come il Primogenito Toreador di
San Francisco.
L: a
ogni modo, ti ho portato da mangiare, Rupert. Servizio in camera,
come sempre. Puoi entrare, Milly!
Un'adolescente
in forma e col sorriso raggiante fa il suo ingresso nella stanza.
M:
davvero lui si risveglierà con un bacio? Oh, è così
romantico e...così figo!
L:
certo mia cara, innocente creatura...chinati su di lui. Vi lascio
soli...
Logan
chiude la porta e si infila una sigaretta in bocca, solamente per
estetica, e ascolta con vivo eccitamento il grido di terrore che la
ragazza emette prima di svenire.
L:
cosa mi tocca fare per servire il mio Sire...Ancora qualche settimana
e forse il Principe deciderà di ricoverarlo in una delle
cliniche Toreador, in attesa che si risvegli...Devo forse cominciare
a parlarne con Meredith? I requisiti per potere accedere a quel
privilegio sono così alti...
Intanto,
Madame sta ultimando gli ultimi preparativi prima di dedicarsi al suo
appuntamento quotidiano con lo shopping. Con diligenza, Consuelo le
trucca gli occhi, stendendo rispettivamente un velo di colore rosso
sull'uno e blu sull'altro.
H:
per stasera, Consuelo, vorrei che conservassi la tua forma umana.
Stai rinnovando il pelo in questo periodo e ho dovuto portare l'abito
in lavanderia. Quindi, vestiti bene.
Consuelo
indossa il bolero che era appartenuto alla sua defunta madre, quello
nero ricoperto di strass rossi. Decide che non è il caso di
infilarsi i pantaloni porpora con le ruches che utilizzava sua madre
per ballare il flamenco. Così, la sua scelta ricade sui
leggings neri e, radiosa nel suo look da Madonna annata '87, si
presenta agli occhi esterrefatti di Madame.
H:
sei sicura di provenire dalla East Coast? Ferdinand mi parlava di
quando aveva vissuto nella Berlino Est e tu pari proprio una
sciattona tedesca che ha appena scavalcato il muro...Bah, cammina
dieci passi dietro di me.
C:
Madame, oggi Ambrogio ha richiesto un giorno di ferie. Dovremo andare
a piedi.
H: e
la Viper di Edgar?
C:
sequestrata.
H:
la possibilità che tu possa guidare la limousine non è
neppure da prendere in considerazione. Andiamo, un po' di moto ci
farà bene.
Pochi
minuti dopo Hélène esce in strada e si avvia verso le
sue boutiques preferite. Consuelo la segue a poca distanza. A un
tratto, una lunga e massiccia Bentley nera accosta al marciapiede. Un
finestrino offuscato si abbassa.
Sconosciuto:
salga in macchina signorina, Don Pietro le vuole parlare.
P:
enthra, dhonna! Sthatthe thranquilla. È chiaro che verrai
ricompensatha per il thuo disthurbo. Dopothuttho non siamo
comunisti...
La
portiera posteriore dell'auto si apre ed esce un uomo in completo
nero e occhiali scuri. Un Fratello della malavita...
H:
Consuelo! Ti ho assunta anche per farmi da guardia del corpo. Ebbene,
difendimi!
Consuelo
si stiracchia le dita e assume un'espressione minacciosa. Finalmente
può sfogare la sua aggressività. Le unghie delle sue
mani si allungano a dismisura, divenendo più dure
dell'acciaio.
C:
non ammetto che qualcuno minacci Madame. Ora te la dovrai vedere con
me! Sono Consuelo, ascolta il mio ruggito! Meeeooooooooowwwwh!!!!
P:
minchia, Santhuzzo. Thronca la schiena a quella gattha in calore!
Detto
fatto, veloce come un fulmine, Santuzzo assesta un sinistro in pieno
viso a Consuelo. In seguito, le tronca uno a uno le dita delle mani.
Si carica poi Hélène in spalla e la adagia sul sedile
posteriore dell'auto, di fianco a Don Pietro. Rientrato anche lui, la
Bentley riprende la sua corsa.
B:
craaaaaa!
Un
piccolo e grazioso merlo indiano si posa sulla nuca di Consuelo e
inizia a becchettarla con insistenza. La povera domestica si scuote e
geme di dolore.
B:
Blackbird ti vede! Cra!
C:
Mistress, sono stata sconfitta!
B: è
così che metti in pratica in miei preziosi insegnamenti? Ora
alzati e corri ad avvertire il tuo padrone. Vedi di salvare l'ultimo
briciolo di onore che ti è rimasto.
Consuelo
si rialza risoluta e, dopo essersi riaggiustata le giunture delle
mani, corre a casa rapida come un furetto. Intanto, Logan fa il suo
ingresso al Banshee on the rocks,
il locale più di tendenza della città, nonché il
più tendenzioso, vero e proprio crocevia di pettegolezzi e
notizie indiscrete riguardanti non-morti. Gli basta sedersi su una
poltroncina al centro della sala e tendere il suo orecchio
sovrannaturale, per captare informazioni da riutilizzare e plasmare a
proprio piacimento, per future e ben remunerate minacce.
Cameriere: posso portarle qualcosa, signore? E' assetato, o sono in
errore?
L: che modo di parlare singolare e che ridicolo costume da
satiro...Sono le ultime direttive del gestore? A proposito, io ti
conosco. Sei il pupillo di Meredith.
D: signore, di sola musica non sopravvivo. Perciò a questi
livelli arrivo. A vestirmi da satiro mi hanno costretto, ma io sono
nato per vivere nel ghetto. Il mio nome è Diego, non so se mi
spiego. Ma mi faccio chiamare Die-go.
L: ahi ahi, hai mancato l'ultima rima.
D: eccheccazzo! Me lo dica anche lei che non valgo niente come
rapper! Che non possiedo un centesimo del talento del mio Sire!
Logan
si alza in piedi ed elaborando nuovi, diabolici piani, posa le mani
sulle spalle di quel povero derelitto.
L:
tu cerchi il tuo Sire, vero? Meredith non te ne vuole parlare, io lo
so. Praticamente tutti in questa città conoscono il tuo vero
Sire. Ebbene, io ti posso aiutare...In cambio però...
Nel
frattempo, Edgar e Consuelo stanno già correndo per le strade
del centro, diretti alla villa di Don Pietro, ignari che qualcuno li
sta aspettando. Il signor Varuna sta ancora mettendo in ordine i
flaconi delle sue essenze e i suoi oli da massaggio. La seduta
settimanale del Lord era stata interrotta dall'arrivo della
domestica. Un arrivo provvidenziale, a dire la verità...Varuna
digita un numero sul suo cellulare in legno di sandalo.
V:
sì signore, non ho dovuto escogitare un piano per spingerlo a
uscire. La fortuna è accorsa in nostro aiuto. A presto, signor
von Geld...
E:
per la Dea Madre, Consuelo! Don Pietro potrebbe scioglierla
nell'acido!
C:
Don Pietro è un galantuomo, non le torcerebbe neppure un
capello. Dovreste saperlo meglio di me.
Edgar
e Consuelo stanno attraversando il lungo e deserto viale alberato che
conduce alla magione di Don Pietro, quando un sussurro metallico li
fa trasalire.
F:
da bist du ja! Mein Opfer! (eccoti! La mia preda!)
C:
Madre de Dios!
Edgar
si gira di scatto e fissa i suoi occhi dorati, segno inequivocabile
di terribili e ineluttabili sventure, in quelli del suo più
acerrimo nemico, Ferdinand von Geld.
E:
tipico di te bisbigliare inquietanti parole in tedesco alle spalle
della gente.
F:
ja, atoro veterfi saltellare sui fostri pietini! A qvanto pare, siete
catuti nella mia trappola! Kaputt!
E: i
tuoi squallidi piani sono stati sventati! Mai più uno dei tuoi
sottoposti entrerà nella mia dimora! Non mi farò
ingannare una seconda volta!
F:
come no...Intanto, ho teciso di affrontarti in campo aperto. Qvesto è
un assaccio degli scontri a venire. Riuscirai a guardare nel fonto
dell'Apisso? Il terripile monto telle ompre che risucchia ogni
calore! L'oscura foragine in cui precipiterai!
C:
puoi fare a meno di parlarci del tuo buco del culo sfondato,
finocchio!
Con
noncuranza, Ferdinand estrae qualcosa dalla tasca e lo getta a
Consuelo, la quale si getta a terra e comincia a giocarvi.
F:
Katze...(gatti). Pasta un comitolo per renterli felici.
Edgar
fruga nella tasca interna della sua giacca ed estrae un pugnale dal
filo così sottile che avrebbe potuto tagliare la sua modestia.
E' un regalo di sua madre, la lama con cui anni prima aveva sgozzato
ed evirato il suo primo cinghiale,
durante una battuta di caccia. Un'arma contro il
patriarcato, Edgar. Contro l'arroganza del maschio. Edgar
fende l'aria davanti a sé per testarne l'efficacia e avanza di
qualche passo. Avanza ancora, lo sguardo furente fisso negli occhi
luccicanti come talleri freschi di zecca di Ferdinand. Continua ad
avanzare finché...improvvisamente svanisce, risucchiato come
per magia nel terreno.
F: cuarda tofe metti i pieti, piccolo nopile tecatuto. Potresti
catere in un tompino. Ahahahahahahah!
La sinistra risata di Ferdinand fa rinsavire Consuelo. La sola vista
di Ferdinand la riempie di terrore, costringendola a fuggire.
Rifugiatasi in un umido vicolo piange lacrime sconsolate. Ora, senza più
un padrone e una padrona, si sente una randagia.
H: è successo qualcosa a Edgar.
Nel fumoso studio di Don Pietro, Hélène si porta una
mano al cuore. Il suo sesto senso l'ha appena avvertita che una
terribile disgrazia ha colpito il suo amore. Gli argini della sua
memoria straripano in preda a un'ondata di emozione e Hélène
ricorda, ricorda di quando Edgar l'aveva fatta piangere per la prima
volta.
H: non avevamo ancora quindici anni e lui era così preso da
quelle che chiamava “le prove della virilità”. Non mi ha
considerato per giorni e giorni, preferendo ritirarsi in qualche
sgabuzzino con i figli dei suoi domestici a fare non so cosa. Le
prove della virilità di Sir Steve, come no...Oh, e com'è
stato umiliante, anni dopo, inchinarsi di fronte alla Regina, durante
quel ricevimento a corte. Vive la République!
P: piccola, è arrivatho il momentho di parlare di affari.
Don Pietro la guarda sprezzante, da vero masculo.
H: uccidetemi, pure, se preferite. Io sono una donna d'onore.
P: noi non siamo assassini, anche se quel beccamortho di Edgar ne
sembra convintho.
H: io non ho motivo di temervi. Sono innocente, io. Non vi ho
arrecato alcun danno.
P: non venirmi a dire che sei innocenthe perché è un
insultho alla mia inthelligenza, e la cosa mi disthurba moltho. Thu
hai rovinatho mio nipothe. Gli hai fattho il lavaggio del cervello.
Lo sai che stha ancora dragando il Thamigi per colpa thua? Per
pescare quell'anello!
H: oh, ma non vi è alcun motivo di dragarlo...
P: come hai dettho?
H: niente, niente...
P: in vitha mia non ho fattho che prevedere ogni pericolo. Le donne
possono essere imprudenthi, ma l'uomo no. Giammai! Thu invece ci hai
fregathi thutthi. Sorvolerò sul fattho che thi sei disonoratha
con quell'uomo, von Geld, anche se è un nemico della mia onoratha
famiglia. Thanti secoli fa ci ha mancatho di rispettho e io non
perdono. Caloggero, portha la buonuscitha per questha ragazza.
Calogero entra nella stanza, recando con sé una scatoletta
ricoperta di velluto.
P: guarda, è thuttho tuo.
Calogero rivela agli occhi di Hélène non un anello, non
un orecchino, ma un intero collier di diamanti dal taglio rotondo, il
più pregiato.
H: oh parbleu!
P: vatthene da questha citthà, da questho conthinenthe e quel
gingillo sarà thuo. Parola d'onore.
Gli occhi di Hélène brillano incantati come i diamanti
di quella magnifica collana. Cosa deciderà? Sarà
l'amore a vincere o la vanità?
[Sigla
di chiusura: “She's on fire” di Amy Holland.
http://www.youtube.com/watch?v=tl_eqGLpIxg&feature=related]
P:
Don Pietro gioca sporco. Usare la carta dei diamanti con una
donna...sa proprio il fatto suo.
Alphie:
qualcuno qui dentro dubita dei sentimenti di Hélène?
Ash:
i sentimenti di Hélène mi sembrano inequivocabili. E
voi a casa che ne dite? Sicuramente apprezzate le nostre sigle. Mi è
giunta più di una mail in cui mi chiedete di pubblicare una
compilation delle canzoni. Ah, il pop anni '80 tira sempre...
P:
li solletichiamo con qualche anticipazione?
Alphie:
chi salverà Edgar dall'Appisso? Forse una new entry? Il suo
cognome appartiene a un'importante casata nobiliare italiana, ormai
scomparsa, ma richiama da vicino anche un gustoso piatto
montanaro...E poi, quali secondi fini animano Logan? Ma soprattutto,
le fondamenta di casa Fauntleroy sono condannate a sgretolarsi
definitivamente? Lo scoprirete nella prossima puntata, “Ransom, il
riscatto”. Rimanete sintonizzati.
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