Giù la Masquerade! V: Through the looking-glass | Giù la Masquerade!
[Sigla
di apertura: "Chapel of love" delle Dixie cups.]
Bentrovati
amici ascoltatori! Uf uf, finalmente dispongo di un po' di tempo
libero per condurre la mia trasmissione. Sapete, ultimamente i miei
doveri di ruffiano mi hanno impedito di avvicinarmi al microfono. Ma
non chiedetemi in cosa consistessero esattamente. Sto infatti
raccogliendo materiale per la puntata finale di questa stagione. Ah,
lo so che la curiosità vi consuma. Ebbene, vi darò un
contentino. Cominciate a segnarvi sul calendario quest'impegno,
perché quella sera non ci sarà evento mondano o attacco
del Sabbat che possa distrarvi. Parleremo di un certo Lord Fauntleroy
e del suo eterno amore, la signorina La Rochefoucauld. Molto
probabilmente sapete già di chi sto parlando.
Giù la Masquerade! V: Through the looking-glass | Giù la Masquerade!
Ora,
prima di entrare nel cuore di questa puntata, vorrei lasciare la
parola a una gradita ospite, la quale presenterà il locale
scelto per la rubrica "Lucifero, bella non-vita". Si chiama
Lavinia, è una Ventrue e proviene direttamente dall'Italia.
Tuttavia, i suoi affari la portano spesso qui a San Francisco, dove
gestisce un locale gemellato con quello che ha costruito in patria.
Non è vero, Lavinia?
Si
cavo. A pvoposito, devo favti una piccola pvecisazione. Mi eva
sembvato di avevti specificato che io sono una Ventvue anti-tvibù.
Come
scusa?! Vuoi dire che sto ospitando una Sabbatita nel mio programma?!
Non
pveoccupavti tesovo, il mio locale è apevto a qualsiasi tipo
di clientela. Gli affavi sono affavi, dopotutto. Ma lasciami
illustvave agli ascoltatovi le sue cavattevistiche. Dunque, pvopvio
appena fuovi San Fvancisco, potete tvovave una deliziosa villa in
stile neoclassico, il Petit Tvianon pev l'appunto, fvatello minove
del Gvand Tvianon che ho costvuito nel bel mezzo dei miei vigneti di
Chianti in Toscana. La pavticolavità del mio locale sta nel
fatto che è apevto solamente a noi vampivi. Non si tvatta di
un tevvitoio di caccia, pvopvio pevché il nostvo fiove
all'occhiello è vappvestentato dal sevvizio vistovante.
Infatti, ci siamo aggiudicati la pvofessionalità di un cuoco
vinomato in tutto il mondo nottuvno, Vincent, chef Tzimisce blasonato
e dotato di pedigvee, ovgoglio del clan e del civcolo di cucina di
cui è pvesidente. Pev il menù sono stati selezionati i
piatti migliovi della tvadizione Tzimisce, come pev esempio le
sanguisughe al sangue di vevgine, che ti esplodono in bocca col lovo
gusto delicato, oppuve il consommé di gvumi di sangue di
covazzieve, dal sapove fovte e deciso. Veve pvelibatezze, dunque,
lavovate con ingvedienti di privovdine. Oltve al vistovante,
comunque, il locale dispone di una vasta sala da ballo, in cui viene
suonata esclusivamente musica classica. Walzev, minuetti, quadviglie
e tanta musica da cameva pev i momenti di velax. Al piano supeviove,
poi, possono esseve affitate cameve pev tvascovveve il giovno, in
stile vigovosamente vococò. E la seva successiva, i clienti
possono godevsi la visita alla fattovia del Petit Tvianon, nella
migliov tvadizione d'ancien végime. Peccato che ultimamente
qualche scovvibanda di Gangvel abbia decimato i nostvi animali. Una
vagione in più pev investive ulteviovmente nella nostva già
egvegia secuvity.
Sei
sicura di non essere una Toreador, Lavinia? Qui da noi i Ventrue si
contraddistinguono per una sobrietà di costumi e di gusti del
tutta particolare.
Oh
beh, cavo, sai, quand'evo umana e aiutavo la mia amica Lucvezia a
pvepapave veleni, ho assistito a un duello tva un Toveadov e un
Ventvue, pev decideve chi di lovo due mi avvebbe abbvacciata. Vinse
il secondo, purtroppo, ma ho sempve cevcato di fvequentave ambienti
Toveadov in segvito.
Ti
ringrazio e ti saluto a nome di tutti, Lavinia, per la descrizione
del tuo locale. E invito gli ascoltatori a frequentarlo numerosi.
Ciao
tesovi, vi aspetto! Ed ova me ne vado a sgozzave qualche bambino, ho
un cevto appetito...
Ehm...speriamo
che simili impasses non si ripetano più. A proposito, durante
questo periodo di silenzio radiofonico sono arrivate molte e-mail.
Ringrazio in blocco tutti coloro che mi hanno scritto riguardo alla
mia salute e al mio periodo di convalescenza. Ma ecco la lettera di
un Tremere che trovo di notevole interesse. Lucille,apprendista
bibliotecario, scrive: "Ashlar, ultimamente il principe è
particolarmente di buon umore. Sono sorpresa. Di solito non perde
occasione per rifilarmi ricerche bibliografiche di libri posizionati
negli scaffali più alti, godendosi dal basso la mia precaria
scalata. Tu che dici, ha trovato un uomo?" Ma, chissà...bisogna
tenere conto che ultimamente è tornato in città il Sire
di una vostra cara amica, dopo un lungo periodo trascorso in
Inghilterra. Che sia questa la causa prima della ritrovata serenità
del Principe? Indagherò, comunque. Ci è giunta anche
una mail da Armand, sempre dalla Cappella Tremere. Ma non eravate
così ligi al dovere da non disporre neppure di un minuto di
libertà? "E' una tragedia, Ashlar! La donna di cui sono
innamorato esce con un altro tipo e la cosa è di pubblico
dominio". Naturalmente, Armand si sta riferendo allo scoop del
momento, il quale ha riempito le pagine di tutti i giornali.
Tranquillo Armand, in verità si tratta di uno scandalo montato
ad arte dalla stampa. Non è vero, Pink?
Pt: Eccomi
qui, sono appena arrivata. Benritrovati, amici! Purtroppo sì,
è tutta colpa della stampa. Peccato, potevamo costruirci sopra
una bella puntata.
A proposito,
mi sono dimenticato di dirvi il nome di questa puntata. Dovete sapere
che sono entrato in possesso di una certa lettera, gustosa
anticipazione della puntata finale. Avrete bisogno di qualche
informazione preliminare per seguire il dibattito in studio. Quindi,
è con sommo piacere che inauguro questa puntata dal titolo "B
& B, Beauty & the Bo...
[Una rumorosa
interferenza disturba la trasmissione.]
Ma cosa...non
è mai successo...prima...Non sarà mica quel dannato
Ventrue! Oh no, il Principe ci ha scoperti! Moriremo tutti!!!!!
[La voce di
Ashlar svanisce. Dopo qualche secondo di silenzio, si ode il suono
rimbombante e stridente di un sitar].
Restate
calmi, signori ascoltatori. Questa trasmissione è stata
dirottata, ma vi assicuro che atterrerete sani e salvi, non appena
avrò compiuto la mia missione. Sicuramente mi conoscete già.
Sono Bagoa, il vero artefice della puntata più fortunata di
questa trasmissione. Per cui, in nome dell'aiuto indiretto che ho
elargito, esigo che la mia voce venga ascoltata, per narrare l'altra
metà della storia, quella che non vi è stata
raccontata. Non siete forse stanchi dei soliti pettegolezzi da
Toreador, i quali a volte manipolano la realtà meglio di un
Ventrue? Inoltre, vi starete chiedendo come faccio a conoscere così
tante cose su voi vampiri. E' semplice, molto semplice. Sapeste
quanta poca fatica mi costa abbordare i vostri fratelli nei locali e
farli parlare. Non mi servono poteri sovrannaturali per sciogliere la
vostra lingua. A proposito, Ashlar, i filtri elettronici che vendi
per ascoltare la tua trasmissione funzionano a meraviglia.
Bene,
allora restate sintonizzati su "Giù la masquerade! :
Through the looking-glass", oltre lo specchio della menzogna e
del narcisismo, oltre le illusioni. Attraversatelo insieme a me,
fatemi compagnia lungo il viaggio verso la vera Shangri-la.
[Il
sottofondo musicale è composta da suoni autentici, come lo
scorrere dell'acqua e il grido di uccelli, nonché da
percussioni tribali, rudimentali strumenti a fiato e sitar. ]
Quando
nacqui, il grande glicine che cresceva nel giardino della mia
maestosa dimora fiorì fuori stagione, come per miracolo, e una
tempesta dei suoi petali profumati spalancò la finestra della
camera di mia madre. Gli uccelli del mio zoo privato gridavano di
gioia. La tigre ruggiva alla luna e i macachi ballavano sugli alberi.
Fui deposto in una culla foderata di pelliccia di tigre siberiana e
decorata con vistose piume di pavone. Tutto era festa, quel giorno.
Mi
fu dato nome Bagoa e trascorsi i primi anni della mia vita nel
palazzo che per secoli è appartenuto alla mia stirpe di
marajà. Nel mio giardino potevo accarezzare animali
appartenenti a specie protette, cogliere i fiori più profumati
dell'India e giocare coi figli dei servitori e dei contadini che
coltivavano le terre della mia famiglia, le quali si stendevano a
perdita d'occhio. Finché...una disastrosa sollevazione
popolare causò l'incendio della mia casa. Liberammo le tigri,
che ebbero la meglio su quei rivoltosi, ma ormai ci sentivamo esuli
nella nostra terra. La nostra India non era più quella che
avevamo imparato ad amare, che la mia famiglia aveva apprezzato nel
corso dei secoli. Ormai erano passati i giorni durante i quali i rajà
camminavano a braccetto con gli ufficiali britannici, verso un
avvenire di benessere e progresso. Così, vendute le
terre, decidemmo di dislocare i nostri affari all'estero, nel
rutilante e decadente occidente. Disponevamo di un patrimonio tale da
vivere di rendita per molte esistenze a venire, finché la
ruota del Karma non avesse terminato di girare.
Oh,
ma quante umiliazioni dovemmo patire, laggiù, nel profondo sud
degli Stati Uniti. La mia nobile famiglia trattata alla stregua di
una carovana di zingari. Ci venivamo affibbiati i peggiori stereotipi
riguardanti la nostra cultura. Potevamo comprare la benevolenza col
denaro, certo, ma il nostro orgoglio aveva già ricevuto una
ferita insanabile. Per questo, decidemmo di insediarci in una
simpatica comune hippie, un luogo abitato da gente che pareva
apprezzare le nostre tradizioni. Vi giungemmo nottetempo, dopo un
viaggio che si era protratto oltre il previsto, a causa di un
traffico infernale. Oh, una famiglia di rajà bloccata in una
bolgia di auto che mi ricordava da vicino un giorno di mercato a
Bombay...A ogni modo, prendemmo possesso della nostra nuova dimora,
promettendoci di presentarci alla comunità l'indomani.
Fu
quella una notte fatale per la mia vita. Dovete sapere che a
quell'epoca avevo già più o meno quattordici anni.
Ebbene, quando aprii la finestrella della mia stanza, una fuggevole
visione catturò i miei occhi. Ashlar, ancora uno sconosciuto,
sfrecciava attraverso il prato, dove non so, forse verso casa, di
ritorno da un qualche appuntamento. Oh, il mio Puck dai capelli rossi
che fende la notte, simile a un dardo incendiario...
L'amore
sbocciò prepotente nel mio cuore e la ruota dell'estasi prese
a girare a pieno regime. Dovevo averlo, assolutamente! Ma come
sedurlo, come farlo cadere nella mia trappola? Con l'inganno e la
mistificazione, naturalmente. Fu così che trascorsi la nottata
a guardare film indiani, musicals dai colori accesi e dalle atmosfere
sensuali. Ne presi ispirazione e rovistando nel baule dei vecchi
vestiti di mia madre, scelsi quelli che più si confacevano
all'idea di femminilità di cui volevo ricoprirmi. Chi meglio
di un uomo può indicare con più precisione un ideale
perfetto di donna? Chi conosce meglio i desideri e i sogni che si
intrecciano in un animo maschile, se non un uomo stesso?
Infine,
con l'aggiunta di un pesante strato di trucco, il gioco era fatto, lo
spettacolo pronto per essere portato in scena! Il sipario si aprì
sulla magistrale interpretazione di Parvati. E i miei genitori come
reagirono a questo mio repentino cambio di look? Dopotutto, mi
avevano chiamato Bagoa. Cosa potevano aspettarsi dal mio futuro..Come
dite voi occidentali, nomen omen.
In
seguito, fu decisamente semplice ingannare il piccolo Ashlar. Quel
ragazzo doveva soffrire di una certa miopia o di una mancanza di
acume, poiché neppure per un istante sospettò del mio
inganno costruito ad arte. E quando raggiungemmo un adeguato grado di
intimità, passai alla seconda parte del mio piano,
presentandomi a lui colla mia vera identità. Oh oh, come mi
divertii nel vederlo amare e allo stesso tempo odiare la stessa
persona.
Ed
ora, permettetemi di revisionare l'episodio del glicine. Il nostro
Ashlar non è stato sincero fino in fondo. Ebbene sì, lo
drogai, ma ciò che gli offrii era semplicemente succo di
papaia corretto con alcool purissimo. Voi conoscete vero gli effetti
dell'alcool puro, se esso viene abilmente mescolato a una
bevanda...Tuttavia, il mio intento era solo quello di produrre in lui
un po' di allegria. Infatti, la dose che avevo versato nel bicchiere
non era sufficiente a stendere un bambino. Sta di fatto che Ashlar
recitò magistralmente la sua parte, buttandosi a terra in
preda a un mancamento. Tuttavia, io sapevo bene che era in perfetto
controllo del suo corpo. Ogni tanto sollevava le palpebre,
guardandosi intorno circospetto coi suoi occhietti vispi. Oh Ashlar,
perché non hai giocato fin da subito a carte scoperte! Non
fosse stato per quella donna mostruosa...Ormai, il mio piano era
sfumato. Dovevo ritirarmi, silenzioso come una pantera, e
architettare nuove trame. Indossai di nuovo i panni di Parvati, ma
scivolai fuori dalla sua vita, fuori da quella comunità, per
svanire nella notte della jungla.
Trascorse
qualche anno, prima che le nostre strade si incrociassero di nuovo.
Proprio una sera, in un sordido locale notturno, feci la conoscenza
di un uomo, un certo Francisco, che reso indomabile e logorroico
dall'alcool, mi raccontò di un alunno del collegio in cui
celebrava messa. Povero prete debosciato...mi hai reso un grande
favore. Cominciò così la mia inesorabile opera di
pedinamento. Oltre a numerosi agguati, diedi inizio a una serie di
ricorrenze. Ogni anno, in vista di San Valentino, mi impegnavo a
preparare deliziosi cioccolatini a forma di elefante, che poi gli
inviavo. Nessun pacco fu mai rispedito al mittente.
E
che dire del quadro che dipinsi per te, di cui tu eri il
soggetto...Raccoltolo dal cassonetto, te lo feci recapitare, montato
in una cornice di avorio. E con quale delusione scoprii che anni dopo
l'avevi venduto per una cifra astronomica, di cui ritengo di aver
diritto a una percentuale! Come direbbe Shylock, ho diritto a una
libbra della tua carne. Lascio a te la scelta di quale.
Fu
per questo torto che mi ripresentai a te sotto le mentite spoglie di
Parvati. Ricordo con una certa nostalgia di quando lottammo,
rotolandoci nel fango. Però, ero ormai stanco di quei
giochetti, di quel corrersi dietro come animali in fregola e ti
lasciai, o perlomeno finsi di farlo. Per qualche anno svanii
completamente dalla tua vita, finché non entrai in contatto
con la tua nuova vita sovrannaturale.
Una
sera avevo bevuto più del dovuto e uno dei tuoi simili ebbe
l'ottima idea di avventarsi su di me, affamato dopo lunghe notti di
digiuno. Incapace di reggere l'alcool sia in vita che in non-vita,
iniziò a riversarmi addosso discorsi che in principio mi
parvero sconnessi e fantasiosi, il parto di una mente instabile.
Conversammo a lungo del suo mondo, delle abitudini di un non-morto e
poco prima che decidesse di tornare alla sua bara, si lasciò
scappare il tuo nome. Condivide il tuo stesso clan e da quel momento
diventò il mio informatore principale su di te.
E
da quel fatidico Natale, ritornai a far parte della tua esistenza e
della tua collezione di oggetti preziosi. Ogni volta che impugni il
cambio della tua auto, non puoi fare a meno di pensare a me, toccando
quel luccicante pavé di Swarowski. Lo stesso vale per il
sontuoso roseto che ho piantato durante il giorno con le mie mani.
Tutti regali che hai apprezzato, a quanto pare...
Tuttavia,
ricevere senza dare nulla in cambio è un atteggiamento
maleducato. Così, decisi di dare una spinta allo scorrere
degli eventi. Ne hai avuto la prova negli ultimi giorni. Inoltre, non
posso sopportare l'idea che tu esca in compagnia di quel manichino
dai lunghi capelli biondi, quel fantoccio, quella squallida
imitazione di me stesso! Più di una volta, ti ho visto salire
al suo appartamento. Oppure, inoltrarti nel folto di un bosco in
compagnia di lui e di uno scialbo tizio dai capelli neri.
Ed
ora, preparati ad affrontare la battaglia più difficile della
tua vita. La gelosia ha affilato i miei artigli. La pazienza ha
raffinato il mio ingegno. La tua immutabile bellezza ha consolidato
la mia determinazione.
[Silenzio,
poi, uno sfrigolio e la trasmissione sembra ritornare alla
normalità.]
Pt: Ash,
siamo di nuovo in diretta. E' il caso di riprendersi.
Oh sì,
certo. A essere sincero, ho temuto il peggio. Naturalmente, amici
ascoltatori, ogni singola parola che è uscita dalla bocca di
Bagoa non corrisponde in alcun modo alla verità. E mi dispiace
davvero tanto per la direzione che ha preso questa puntata. Il mio
programma iniziale ormai è da cestinare.
Pt: guarda
Ash, la casella di posta è satura di mail. Sembrano tutti
molto entusiasti.
Davvero? Cosa
non tiro fuori dal cappello per sorprendere gli ascoltatori...
Pt: ma a me è
sembrato che si trattasse di un imprevisto...
Infatti, era
questo il mio obiettivo. Ora, però, concediamoci un po' di
relax con "Scoperchia la bara". Pink, leggi tu gli indizi,
per favore.
Pt: Molto
bene.
In vita era
capace di rompere una noce di cocco con una testata.
Nel mio
ambiente, quelle come lei le chiamiamo "dominatrix".
Non si perde
una puntata di "Walker Texas ranger", suo modello e fonte
d'ispirazione.
Via alle
telefonate!
[physical -
Olivia Newton John]
Intanto che
Pink si occupa delle telefonate, vi presento un'altra rubrica, che
chiameremo "Sussurri della tomba". Dovete sapere che ogni
giorno mi arrivano mail di persone che vogliono inviare un messaggio
a qualcuno. Messaggi d'amore, di odio, timide dichiarazioni o
semplici auguri. Leggiamone qualcuno, insieme.
[Sottofondo:
dreams are my reality...]
Ancora Armand
da San Francisco. "Oh Ashlar, sto preparando un regalo
fantastico per Cassandra. Ho dovuto contrarre qualche debito per
acquistare un preziosissimo volume di alchimia del medioevo,
interamente scritto a mano e miniato. Pensi che possa gradirlo?"
Certamente, ma non aspettarti nulla in cambio. Patricia, invece, non
sembra nutrire il tuo stesso affetto nei confronti di lei. "Odio
quella Tremere! Tipico del suo clan comportarsi da smorfiose una
volta messo piede fuori da quella Cappella che puzza di
disinfettante. Per anni ho frequentato assiduamente il Blood &
Gold, sperando in un semplice sguardo da parte Sua e alla fine è
arrivata lei. Guardati alle spalle, da oggi hai un nemico in più!"
Che veemenza...Ed ecco una mail da Anette. "Oggi ho notato che
il Principe aveva un collant smagliato. E' un segno
dell'approssimarsi della Fine dei Tempi?" Forse il suo lungo
letargo è terminato, Anette.
Pt: sono
pronta, Ash. Vorrei dare la linea a Greg di Baltimora. Ciao Greg!
Ciao!
Ho l'impressione che il personaggio misterioso sia Lucita.
Pt: Lucita!!
Non nomineremmo mai e poi mai il suo nome!! Oh, speriamo che non sia
in ascolto! Mi dispiace, Greg. Continua a seguirci. Ed ora, abbiamo
Joan da Tampa.
Ciao!
Perdonate la voce, ma il mio Tzimisce di fiducia non ha fatto un
ottimo lavoro con la mia plastica facciale. Comunque, una volta ho
preso qualche botta dal personaggio misterioso. C'è mancato
poco che non mi facesse fuori. E' sicuramente lo Sceriffo di San
Francisco, Raven.
Esatto, Joan!
Il regalo di oggi è una scultura africana in avorio,
raffigurante un rinoceronte ritto sulle zampe posteriori. E' un pezzo
di contrabbando di notevole pregio.
Oh
fantastico! Possiedo già un lemure impagliato e un tavolino di
ossa umane. Non mi scandalizzo, mica.
Questo ci fa
piacere. Ti mandiamo un bacio e ti facciamo gli auguri per il futuro.
Ora, Pink, mi sa che abbiamo finito. Amici, continueremo a lavorare
sulla puntata finale che chiameremo "I fratelli di Ashlar".
Ci stiamo già mettendo avanti per ottenere la presenza in
studio dei diretti interessati. A proposito, qui sul cellulare ho un
numero salvato sotto il nome di Frederick. Ma come può essere
possibile...Mah, potrebbe sempre esserci utile.
Pt: intanto,
se qualche avvenimento farà tremare le fondamenta della
Camarilla, siate certi che noi saremo i primi ad aggiudicarcene
l'esclusiva. Anche perché siamo gli unici. Non mi pare che
esistano altre radio simili alla nostra, vero Ash?
Già,
siamo unici e inimitabili. Quindi, a presto amici. Radio Carmilla
prospera!
[Sigla di
chiusura: "Guilty" di Barbra Streisand & Bee Gees.
]
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