Azrael | Preludi
[Nota del Master: Questo pezzo è prodotto da Bob, un ospite della nostra cronaca. Il png da lui interpretato è risultato così... piacevole che si è offerto di scrivere due righe per noi. C'è anche altro, che arriverà quando il resoconto relativo alla sua comparsa sarà on-line.]
Entrate
miei ospiti, dovete davvero essere molto interessati alla mia storia,
se per venire a sentirla siete venuti fin qui: nel buco del culo
dell'inferno, attraverso canali pieni di ratti, escrementi e
quant'altro. Dunque per premiare il vostro coraggio, nonché il
vostro stomaco, non mi resta altro che saziare la vostra fame di
conoscenza. Mettetevi pure comodi e che il racconto abbia inizio...
Azrael | Preludi
Sono
nato anni fa, nel lontano 1968, a Glenwood Illinois, il peggior
sobborgo di Chicago. Mia madre lavorava come cameriera in una tavola
calda, mentre mio padre faceva il muratore, ma non ho di lui un gran
ricordo; morì infatti sul lavoro che io avevo appena 4 anni.
Essendo ovviamente un povero diavolo non aveva ne' assicurazioni
sulla vita ne' soldi messi da parte perciò con la sua morte io
e mia madre ci trovammo balia di noi stessi. Una frase di un film
diceva "L'infanzia finisce il giorno in cui scopri che devi
morire", se ciò è vero la mia infanzia è
finita ancora prima di iniziare.
Per
far fronte a tutte le spese che il suo misero stipendio di cameriere
non riusciva a coprire, mia madre si faceva aiutare da alcuni
"amici", o almeno così li chiamava; la venivano a prendere
verso sera, ogni sera uno diverso, con i loro bei macchinoni
fiammanti: BMW, Mercedes, Prosche e quant'altro. Lei usciva di casa
tutta agghindata e non tornava mai prima dell'alba, così mi
ritrovai praticamente solo all'età di 5 anni, con mio padre
morto e mia madre sempre fuori casa.
A
quell'epoca io andavo a scuola e notai che tutti gli altri ragazzini
tendevano ad evitarmi o a guardarmi con sospetto, il che permise che
io mi chiudessi sempre di più in me stesso e l'unica
attenzione che attirai fu quella dei bulli che quotidianamente mi
pestavano; la cosa strana è che più che con me sembrava
ce l'avessero con mia madre: TUA MADRE E' SOLO UNA PUTTANA!!! Mi
gridavano mentre mi prendevano a calci e pugni. Provai a chiedere
spiegazioni più volte a mia madre del perché quei
ragazzi mi avessero riservato un simile trattamento, ma lei, se mi
andava bene, fingeva di ignorarmi, se mi andava male mi tirava uno
schiaffo e mi mandava a letto senza cena.
Capii
di essere solo in mezzo al mondo e che la vita era solo una questione
di sopravvivenza. Durante quegli anni, mentre ero perseguitato dai
bulli, imparai però come muovermi in città, come
scappare attraverso siepi e recinti, come nascondermi dagli
inseguitori e quanto è necessario per sopravvivere in un
ghetto. Tutte cose che in futuro mi sarebbero servite parecchio.
Così
trascorsi la mia "meravigliosa" infanzia tra fughe e scazzottate.
Passarono gli anni e finì la scuola dell'obbligo; ormai avevo
capito da tempo che gli "amici" di mia madre altro non erano che
dei papponi che la pagavano (poco!!!) per avere in cambio prestazioni
sessuali e avevo dunque già capito il perché per anni i
bulletti a scuola, forse perché l'avevano sentito dai
genitori, ce l'avevano tanto con me. A dire il vero non credo ce
l'avessero davvero con me per il "lavoro" di mia madre, è
più probabile che avessero solo bisogno di un qualsiasi
pretesto per attaccare lite.
Trovai
da lavorare presso la Locks & Seals una delle più grosse
fabbriche di lucchetti, porte blindate e sistemi di sicurezza
dell'Illinois, la paga era uno schifo e le condizioni di lavoro erano
quasi da schiavo, fortunatamente imparai come arrotondare lo
stipendio commettendo qualche piccolo furtarello qua e là.
Rapinavo principalmente mini-market e turisti sprovveduti che
imboccavano il vicolo sbagliato; inutile dire passai molto tempo con
i piedipiatti alla costole, ma quello era il mio quartiere e per
quanto s'impegnassero riuscivo sempre a sfuggire, nascondendomi in un
cassonetto dei rifiuti o in qualunque altra cosa avesse potuto far
perdere le mie tracce.
Col
passare del tempo arrivai a compiere i 18 anni, il lavoro era sempre
quello però mia madre risentì molto del peso degli
anni, i suoi "amici" venivano sempre meno a farle visita, e quei
pochi che venivano non arrivavano più sui Mercedes, ma su più
popolari Ford. Una sera lei uscì con uno di quelli e non la
vidi più, solo dopo qualche giorno ricevetti una visita sul
posto di lavoro: era la Polizia, subito pensai fosse per una della
mie marachelle, invece erano lì per comunicarmi che mia madre
era morta, o meglio era stata uccisa.
Andai
con loro all'obitorio lei era stesa su un lettino, sul corpo una
miriade di ustioni a forma di croce, l'agente mi disse che è
stata uccisa da un maniaco religioso convinto con quel gesto di
purificare il mondo in nome di Dio. Non c'è proprio limite al
peggio... Così morì mia madre, una triste vita finita
in maniera ancora più triste, ma non mi sentii di odiarla. E'
vero che non è stata una madre molto presente, e la sua doppia
professione ha attirato su di me l'odio dei bulletti quando andavo a
scuola, ma infondo non mi ha mai fatto mancare un tetto sulla testa e
la cena pronta tutte le sere. Sembra poco ma se nasci a Glenwood
impari ad apprezzare anche le piccole cose.
Con
mia madre ormai morta, decisi che era ora di dare un senso alla mia
vita e mi iscrissi a un corso per computer. Quella fu l'unica cosa
davvero sensata che feci in vita mia, anche perché il mondo
dell'etere mi appassionava davvero tanto e così iniziai a
frequentare tutte le chat-room che esistevano e ben presto con il
nome di Azrael diventai una celebrità tra gli hacker tutta la
rete.
Ero
seriamente intenzionato a rifarmi una vita ed il primo problema da
risolvere era quello economico. Cercai di meglio usando le mie
conoscenze informatiche come moneta di scambio. Stavo per licenziarmi
da quella squallida fabbrica dove lavoravo, quando scherzando con due
miei colleghi dissi loro di come sarebbe stato facile per noi andare
a rubare a casa di un riccone, visto che noi eravamo quelli che
montavano tutti i vari sistemi di sicurezza avremmo saputo anche come
disinnescarli. I due mi presero tutt'altro che in ridere e mi
chiesero più volte se ero intenzionato a fare quello che avevo
detto; ci pensai a lungo, poi decisi che in fondo non avevo poi tanto
da perdere.
Feci
conoscenza con i miei complici, Bleta e Josh e mi resi conto che al
mondo c'era gente messa peggio di me, il primo era un immigrato
albanese costretto a spedire una grossa fetta di stipendio nel suo
lontano paese, mentre il secondo era reduce da un divorzio,
quell'arpia di sua moglie viveva col figlio a Rhode Island e ogni
mese gli estorceva circa 700 dollari di alimenti...700 dollari
Cazzo!!! 7 Benjamin Franklin!!!! Porca puttana, la moglie e il figlio
di sto povero cristo mangiano più di una legione...
Presto
capii anche che la mente del gruppo dovevo essere io, perché i
miei complici, per quanto determinati, non erano proprio delle cime;
Josh era decisamente troppo ingenuo e facilone per fare il ladro, ma
si sa: la disperazione ti porta a fare l'impensabile, mentre
Bleta...Beh! Bleta!! Prima di immigrare in America faceva il pastore
ed è semi-analfabeta... Direi che le sue credenziali parlano
da sole.
Comunque
i due si fidavano di me e così con un minimo di organizzazione
il primo colpo fu un successo, la vittima, un certo Richard
Greenwood, aveva appena comprato una proprietà su ad Arlington
Heights, fui io che, un mese prima del colpo, andai ad installare un
sofisticato sistema di rilevatori di movimento in casa sua, insieme
ad altri colleghi e ad uno spocchioso ingegnere, ebbi molta premura
nel lasciare impercettibili manomissioni nel sistema d'allarme che mi
avrebbero permesso di entrare e di agire indisturbato.
Il
colpo fu un successo, tramite internet imparai che la refurtiva si
poteva facilmente smerciare nello scantinato di un casinò del
centro, tutti i martedì sera quando appunto il casinò
era chiuso, così con i miei due complici mi recai là e
quello che vidi mi lasciò a bocca aperta, refurtiva, droga,
armi, automobili, tutto ciò che uno voleva lì l'avrebbe
trovato, era una vera e propria Mecca del mercato nero, riuscimmo a
smerciare la nostra refurtiva e a guadagnare circa 6.000 dollari a
testa, un ottimo inizio, con la testa tornai al tempo dei piccoli
furti e mi resi conto che solo i balordi ottengono quello che
vogliono usando la forza, lavorando d'astuzia il risultato è
decisamente meglio.
Andammo
avanti un anno e le entrate erano cospicue, però Bleta era
irrequieto diceva che potevamo fare di più che eravamo troppo
prudenti, poi un giorno si fece beccare con altri complici e fu
arrestato e penso rispedito in Albania, povero Bleta aveva fatto il
passo più lungo della gamba e se nasci pastore non puoi
diventare un genio del crimine in poco tempo, Josh appena apprese la
cosa andò in panico, mi ci vollero 20 minuti (e qualche
sganassone) per tranquillizzarlo, ma in ogni caso disse che
ormai aveva tirato troppo la corda e che era stato bello finché
era durato.
Mi
ritrovai di nuovo solo ma non per molto, di lì a poco avrei
incontrato il mio destino, infatti una notte mentre cercavo in rete
qualcuno a cui "svendere" una fornitura di Rolex mi imbattei in
una strana chat-room chiamata Terror_Net sebbene fosse molto protetta
per me fu un gioco da ragazzi crackarla ed entrare, i membri non mi
considerarono subito e notai che parlavano di cose a me ignote circa
Fratelli, Vacche, Sabbat, e altre stranezze (almeno per me al tempo
lo erano...), incuriosito da ciò cercai di intavolare discorso
il mio interlocutore si chiamava Ismael_XXX, era molto interessato
alla mia conoscenza della città e dei suoi più loschi
affari, alla fine della chiacchierata mi diede un appuntamento.
Curioso
come non mai mi recai ad incontrare il mi fantomatico interlocutore,
appena arrivai nel luogo convenuto non c'era nessuno aspettai a
lungo, poi quando feci per andarmene qualcosa mi colpì
violentemente al volto e io caddì a terra privo di conoscenza.
Mi
risvegliai in un umido scantinato senti un sapore forte in bocca
simile a quello del sangue, ma molto più intenso,
all'improvviso il mio corpo venne attraversato da dolori lancinanti,
sentivo i visceri muoversi e poi tornare al loro posto, le ossa
rompersi per poi ricomporsi, finché non finì
bruscamente, non saprei dire quanto è durato, ma finalmente
era finito, sentii una voce che mi disse: "Alzati
Azrael...Alzati!!!", mi voltai ma non vidi nessuno, mi toccai la
faccia e sentii che c'era qualcosa che non andava ma nella stanza non
c'erano specchi, una figura incappucciata si fece avanti mi porse lo
specchio dicendo: "Ammira il tuo nuovo aspetto, ora sei uno di
noi...Ora sei un Nosferatu".
Quello
che vidi nello specchio era terribile (ora non più
ovviamente...) urlai di rabbia finché la figura incappucciata
si scoprì e vidi un altro mostro, forse anche più
brutto di me, si fece avanti e si presentò: "Sono il tuo
Sire, colui che ti ha reso ciò che sei ora: un vampiro. Non
temere, presto ti adatterai a questa nuova situazione. So che hai le
palle per farlo, altrimenti non ti avrei scelto come infante... Mi
chiamo Ismael".
Ismael
mi istruì su tutto quello che c'era da sapere sulla società
dei vampiri, mi disse che era da tempo che mi osservava e che non
avrei mai potuto crackare la Terror_Net se lui non me lo avesse
permesso, comunque i suoi insegnamenti furono preziosi e ben presto
smisi di odiarlo, mi insegnò come utilizzare i miei poteri per
aggirare la maledizione, subito non riuscivo a capire esattamente
cos'era questa maledizione, poi quando Ismael mi presentò al
Principe di Chicago e mi portò nell'Elysium, là
vidi altri vampiri tutti elegantemente vestiti, tutti belli (...o
almeno dall'aspetto umano), che mi guardavano con spocchia dall'alto
in basso, principe compreso. In quel momento capii che la Maledizione
non era legata solo all'aspetto fisico, ma anche al disprezzo con cui
gli altri Fratelli mi avrebbero guardato per tutta l'eternità.
Fu allora che Ismael mi diede l'ultimo e più importante
insegnamento, ovvero che la forza di noi Nosferatu non era tanto il
diventare invisibili o il comandare gli animali e né tanto
meno la forza sovrumana, ma bensì l'unità e la
conoscenza, egli mi spiegò che tutti quegli altri vampiri
elegantemente vestiti erano tutti pronti a farsi fuori l'un l'altro
alla minima occasione, ma noi invece eravamo uniti nella disgrazia e
grazie alla miriade di informazioni che ci potevamo scambiare li
tenevamo tutti per le palle, così si concluse la sua ultima
lezione: "IL LORO DISPREZZO SERVE A CELARE LA REALE PAURA CHE HANNO
DI TE E DI CIO' CHE SAI".
Finito
il mio "svezzamento" iniziai a servire nella Camarilla in qualità
di informatore, le mie capacità di infiltrarmi e nascondermi,
unite ai doni mistici di Caino, mi fecero diventare piuttosto famoso
anche se non tutti apprezzavano il mio operato. Così una sera
veni mandato a spiare il laboratorio di un folle Tzimisce al servizio
del Sabbat, nostro acerrimo nemico, che aveva una grossa roccaforte a
Detroit e minacciava di muovere guerra contro Chicago ogni giorno di
più.
Mi
dissero che il laboratorio si trovava in un vecchio bunker
abbandonato dai tempi della guerra fredda; lo Tzimisce si fa
chiamare Mephisto ed è uno dei vampiri più crudeli che
il mondo abbia mai visto. Per entrare nel bunker c'era solo un
minuscolo canale di scolo dal quale avrei potuto avere una perfetta
visuale di quanto succedeva, il laboratorio doveva essere deserto e
io avrei dovuto fare solo alcune foto di ciò che avrei visto
di sospetto poi rientrare in città. Una missione piuttosto
semplice, tutto sommato, pensai... Quanto mi sbagliavo...
Entrai
nel bunker e subito con mia grande sorpresa vidi che non era
abbandonato anzi...Mephisto era lì ed era uno spettacolo
agghiacciante a vedersi, si era scolpito la carne e le ossa in modo
da avere un terrificante aspetto diabolico, il che ne giustificava il
nome. Attorno a lui vi erano quattro mostri deformi, che un tempo
potevano essere uomini, dalla cui bocca usciva un bocchettone simile
a quello di un lanciafiamme: in quell'istante compresi veramente
quanto poteva spingersi oltre la crudeltà del Sabbat.
Il
demone iniziò a parlare, sebbene non vi fossero interlocutori:
"Questi sono i miei szlachta d'assalto, hanno tutte le
potenzialità di un normale ghoul, ma ho agito sul loro
intelletto rendendoli estremamente aggressivi, più simili a
bestie feroci che agli uomini che erano, dopodiché ho saldato
nelle loro carni un lanciafiamme a gas azionabile tramite comando
neurale... E tu ora ne proverai la potenza distruttiva... Sì!
Proprio tu lurido topo che ti nascondi nell'angolo" disse
indicandomi... "CAZZO SA DOVE SONO!!!" pensai e in attimo uno dei
suo abomini mi investì con un getto di fiamme, mi rotolai in
terra cercando di spegnere il fuoco e sebbene fossi ancora vivo
potevo malapena strisciare. Il bastardo sfregandosi le mani mi disse
che mi avrebbe tenuto in vita e che sarei diventato il suo trastullo
preferito... Gran brutta aspettativa non credete?
Ero
quasi deciso a strapparmi il cuore con le mie mani visto che la Morte
Ultima è cento volte meglio che passare l'eternità
sotto le amorevoli cure di uno Tzimisce pazzo e megalomane, quando
vidi che la stanza stava diventando sempre più buia.
Improvvisamente la vidi... La donna più perfetta che possa
esistere... La Dea incarnata in forma umana...
Si
frappose tra me e Mephisto e mi intimò di fuggire, cosa che
non mi feci ripetere due volte. Mentre scappavo sentii lo Tzimisce
scoppiare di rabbia: "ROCHELLE!!! TU... MALDETTA BASTARDA!!! Avanti
figli miei incenerite quella cagna!!!!" i due senza dubbio dovevano
conoscersi...
Passai
diversi giorni acquattato nelle fogne nutrendomi di ratti e rettili
mentre recuperavo le forze poco a poco, intanto mi chiedevo chi fosse
Rochelle e soprattutto perché si era data tanto da fare per
salvare il culo a un rifiuto come me, dovevo scoprirlo e trovare il
modo di ripagarla, prima d'ora nessuno aveva avuto simili attenzioni
verso di me...Perché Rochelle?? Perché??
Recuperate
le forze mi recai subito da Ismael il quale credendomi morto fu molto
sorpreso nel vedermi, mi spiegò cos'era successo, mi disse che
probabilmente qualcuno all'interno della Camarilla si voleva
vendicare di me e che avrei fatto meglio a lasciare la città
finché il traditore non fosse stato smascherato e distrutto,
partii la notte stessa e su consiglio di Ismael mi diressi verso
Kansas City là avrei trovato un certo Goffredo di Monforte un
vecchissimo Nosferatu, a cui Ismael aveva fatto diversi favori in
passato, nonché primogenito del clan, lui mi avrebbe fornito
tutte le informazioni che cercavo su Mephisto, sulle attività
del Sabbat e soprattutto su Rochelle.
Visto
che mi aspettava una scampagnata di 550 miglia decisi di non
indugiare oltre, raccolsi le mie poche cose, rubai un'auto e partii,
dovetti percorre tutte le strade più trafficate andando come
un razzo, onde evitare che uno di quei maledetti licantropi mi
scambiasse per il suo spuntino di mezzanotte. Fortunatamente il
viaggio andò nei migliori dei modi, magari qualche autovelox
mi ha scattato qualche foto, ma sarà un problema di quel
disgraziato a cui ho sgraffignato l'auto. Arrivai finalmente a Kansas
City qualche ora prima dell'alba, lasciai l'auto in un fosso ed
entrai nella rete fognaria alla ricerca dell'antico Nosferatu.
Passai
tutto il giorno nelle fogne e la notte successiva quando mi svegliai
vidi innanzi a me altri due Nosferatu che mi fissavano, mi presentai
e chiesi loro di portarmi da Goffredo di Monforte, i due mi
condussero in quella che era la grottesca parodia di un salotto
medievale e lì seduto su una poltrona c'era Goffredo,
nonostante il suo aspetto putrido nascondeva una nobiltà
d'animo disarmante, mi offrì una coppa di sangue e mi raccontò
un po' della sua storia, mi disse di essere stato un nobile cavaliere
crociato ai tempi di Re Riccardo e di essere il più vecchio
Nosferatu del Nuovo Mondo, dopodiché mi condusse alla
Biblioteca.
La
Biblioteca si trovava al centro di una vasto complesso di gallerie
scavato che si estendeva sotto tutto il Missouri e il Kansas a decine
di metri di profondità, al suo interno erano disposti su
scaffali documenti di varie epoche, alcuni più antichi scritti
su pergamene fino ad arrivare ai più recenti salvati su
CD-ROM, egli mi disse che tutti quei documenti custodivano quasi
tutti i segreti di tutti i Vampiri del Nord America.
"Perché
non usi tutte queste informazioni per diventare Principe di tutto il
Nuovo Mondo?" chiesi molto ingenuamente. Egli mi guardò
bonariamente e rispose: "Si vede che sei giovane, forse non hai
visto cosa sono i Fratelli nelle notti moderne? Sono solo animali
selvaggi che giocano a fare i Lord, il loro ego è così
sconfinato che se qualcosa di quanto riportato in questi documenti
venisse alla luce ne scoppierebbe una serie di rappresaglie e
vendette senza fine, gli uni combatterebbero contro gli altri e
presto o tardi anche gli umani ne verrebbero coinvolti, la Masquerade
verrebbe stracciata come un foglio di carta bagnata, dando così
il via ad una nuova inquisizione che come ultimo scopo avrebbe la
distruzione di tutti noi Fratelli... Per questo custodisco queste
informazioni qui dove solo io ho accesso". Lo guardai per un attimo
e gli chiesi se davvero pensava che noi Vampiri fossimo solo degli
animali selvaggi, ma egli rispose: "Non credo, so qual è la
vera natura di noi Vampiri..." detto questo mi disse che era ora di
pensare ai miei affari, e mi raccontò un po' della storia di
Rochelle de la Roche, mi disse che per trovarla avrei dovuto
proseguire fino a San Francisco là avrei trovato un Ventrue,
un certo Lord Caedric Allen Aston, colui che l'abbandonò
sull'altare tanto tempo fa.
Trascorsi
un altro giorno presso i Nosferatu di Kansas City e la notte partii
per San Francisco, prima di partire Goffredo mi disse di raggiungere
il Succubus Club una volta arrivato, e di chiedere di Karen, un'arpia
del clan dei Folli. Lei avrebbe riferito al Principe del mio arrivo,
mi spiegò che sarei potuto rimanere in città
indisturbato per non più di tre notti, dopodiché avrei
dovuto chiedere asilo al Principe o andarmene, visto che San
Francisco era stretta tra la morsa del Sabbat e dei Fratelli
d'Oriente vi avrei trovato un palpabile clima di paranoia...
Dovetti
fare diverse tappe prima di arrivare in California, trovai da dormire
nei posti più squallidi che si possano immaginare, ma alla
fine dopo tre notti finalmente giunsi qui, nella terra dei culi
aperti: San Francisco.
Da
qui in poi sapete tutti come prosegue la storia, o lo saprete presto.
Sperando che il mio racconto sia valso la fatica che avete fatto per
venirlo a sentire, vi congedo e vi auguro una buona serata; ma
ricordatevi di stare sempre attenti ai vostri segreti: è
probabile che ci sia nascosto dietro di voi un Nosferatu curioso che
li conosca ancora prima che vi vengano rivelati...
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