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Azrael
Wednesday 16 July 2008
 
Scritto da Master,

Azrael | Preludi
[Nota del Master: Questo pezzo è prodotto da Bob, un ospite della nostra cronaca. Il png da lui interpretato è risultato così... piacevole che si è offerto di scrivere due righe per noi. C'è anche altro, che arriverà quando il resoconto relativo alla sua comparsa sarà on-line.] 
 
Entrate miei ospiti, dovete davvero essere molto interessati alla mia storia, se per venire a sentirla siete venuti fin qui: nel buco del culo dell'inferno, attraverso canali pieni di ratti, escrementi e quant'altro. Dunque per premiare il vostro coraggio, nonché il vostro stomaco, non mi resta altro che saziare la vostra fame di conoscenza. Mettetevi pure comodi e che il racconto abbia inizio...

 

 

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Azrael | Preludi

strada_riflesso_e_ingresso_fogne.jpg Sono nato anni fa, nel lontano 1968, a Glenwood Illinois, il peggior sobborgo di Chicago. Mia madre lavorava come cameriera in una tavola calda, mentre mio padre faceva il muratore, ma non ho di lui un gran ricordo; morì infatti sul lavoro che io avevo appena 4 anni. Essendo ovviamente un povero diavolo non aveva ne' assicurazioni sulla vita ne' soldi messi da parte perciò con la sua morte io e mia madre ci trovammo balia di noi stessi. Una frase di un film diceva "L'infanzia finisce il giorno in cui scopri che devi morire", se ciò è vero la mia infanzia è finita ancora prima di iniziare.

Per far fronte a tutte le spese che il suo misero stipendio di cameriere non riusciva a coprire, mia madre si faceva aiutare da alcuni "amici", o almeno così li chiamava; la venivano a prendere verso sera, ogni sera uno diverso, con i loro bei macchinoni fiammanti: BMW, Mercedes, Prosche e quant'altro. Lei usciva di casa tutta agghindata e non tornava mai prima dell'alba, così mi ritrovai praticamente solo all'età di 5 anni, con mio padre morto e mia madre sempre fuori casa.

A quell'epoca io andavo a scuola e notai che tutti gli altri ragazzini tendevano ad evitarmi o a guardarmi con sospetto, il che permise che io mi chiudessi sempre di più in me stesso e l'unica attenzione che attirai fu quella dei bulli che quotidianamente mi pestavano; la cosa strana è che più che con me sembrava ce l'avessero con mia madre: TUA MADRE E' SOLO UNA PUTTANA!!! Mi gridavano mentre mi prendevano a calci e pugni. Provai a chiedere spiegazioni più volte a mia madre del perché quei ragazzi mi avessero riservato un simile trattamento, ma lei, se mi andava bene, fingeva di ignorarmi, se mi andava male mi tirava uno schiaffo e mi mandava a letto senza cena.

Capii di essere solo in mezzo al mondo e che la vita era solo una questione di sopravvivenza. Durante quegli anni, mentre ero perseguitato dai bulli, imparai però come muovermi in città, come scappare attraverso siepi e recinti, come nascondermi dagli inseguitori e quanto è necessario per sopravvivere in un ghetto. Tutte cose che in futuro mi sarebbero servite parecchio.

Così trascorsi la mia "meravigliosa" infanzia tra fughe e scazzottate. Passarono gli anni e finì la scuola dell'obbligo; ormai avevo capito da tempo che gli "amici" di mia madre altro non erano che dei papponi che la pagavano (poco!!!) per avere in cambio prestazioni sessuali e avevo dunque già capito il perché per anni i bulletti a scuola, forse perché l'avevano sentito dai genitori, ce l'avevano tanto con me. A dire il vero non credo ce l'avessero davvero con me per il "lavoro" di mia madre, è più probabile che avessero solo bisogno di un qualsiasi pretesto per attaccare lite.

Trovai da lavorare presso la Locks & Seals una delle più grosse fabbriche di lucchetti, porte blindate e sistemi di sicurezza dell'Illinois, la paga era uno schifo e le condizioni di lavoro erano quasi da schiavo, fortunatamente imparai come arrotondare lo stipendio commettendo qualche piccolo furtarello qua e là. Rapinavo principalmente mini-market e turisti sprovveduti che imboccavano il vicolo sbagliato; inutile dire passai molto tempo con i piedipiatti alla costole, ma quello era il mio quartiere e per quanto s'impegnassero riuscivo sempre a sfuggire, nascondendomi in un cassonetto dei rifiuti o in qualunque altra cosa avesse potuto far perdere le mie tracce.

Col passare del tempo arrivai a compiere i 18 anni, il lavoro era sempre quello però mia madre risentì molto del peso degli anni, i suoi "amici" venivano sempre meno a farle visita, e quei pochi che venivano non arrivavano più sui Mercedes, ma su più popolari Ford. Una sera lei uscì con uno di quelli e non la vidi più, solo dopo qualche giorno ricevetti una visita sul posto di lavoro: era la Polizia, subito pensai fosse per una della mie marachelle, invece erano lì per comunicarmi che mia madre era morta, o meglio era stata uccisa.

Andai con loro all'obitorio lei era stesa su un lettino, sul corpo una miriade di ustioni a forma di croce, l'agente mi disse che è stata uccisa da un maniaco religioso convinto con quel gesto di purificare il mondo in nome di Dio. Non c'è proprio limite al peggio... Così morì mia madre, una triste vita finita in maniera ancora più triste, ma non mi sentii di odiarla. E' vero che non è stata una madre molto presente, e la sua doppia professione ha attirato su di me l'odio dei bulletti quando andavo a scuola, ma infondo non mi ha mai fatto mancare un tetto sulla testa e la cena pronta tutte le sere. Sembra poco ma se nasci a Glenwood impari ad apprezzare anche le piccole cose.

Con mia madre ormai morta, decisi che era ora di dare un senso alla mia vita e mi iscrissi a un corso per computer. Quella fu l'unica cosa davvero sensata che feci in vita mia, anche perché il mondo dell'etere mi appassionava davvero tanto e così iniziai a frequentare tutte le chat-room che esistevano e ben presto con il nome di Azrael diventai una celebrità tra gli hacker tutta la rete.

Ero seriamente intenzionato a rifarmi una vita ed il primo problema da risolvere era quello economico. Cercai di meglio usando le mie conoscenze informatiche come moneta di scambio. Stavo per licenziarmi da quella squallida fabbrica dove lavoravo, quando scherzando con due miei colleghi dissi loro di come sarebbe stato facile per noi andare a rubare a casa di un riccone, visto che noi eravamo quelli che montavano tutti i vari sistemi di sicurezza avremmo saputo anche come disinnescarli. I due mi presero tutt'altro che in ridere e mi chiesero più volte se ero intenzionato a fare quello che avevo detto; ci pensai a lungo, poi decisi che in fondo non avevo poi tanto da perdere.

Feci conoscenza con i miei complici, Bleta e Josh e mi resi conto che al mondo c'era gente messa peggio di me, il primo era un immigrato albanese costretto a spedire una grossa fetta di stipendio nel suo lontano paese, mentre il secondo era reduce da un divorzio, quell'arpia di sua moglie viveva col figlio a Rhode Island e ogni mese gli estorceva circa 700 dollari di alimenti...700 dollari Cazzo!!! 7 Benjamin Franklin!!!! Porca puttana, la moglie e il figlio di sto povero cristo mangiano più di una legione...

Presto capii anche che la mente del gruppo dovevo essere io, perché i miei complici, per quanto determinati, non erano proprio delle cime; Josh era decisamente troppo ingenuo e facilone per fare il ladro, ma si sa: la disperazione ti porta a fare l'impensabile, mentre Bleta...Beh! Bleta!! Prima di immigrare in America faceva il pastore ed è semi-analfabeta... Direi che le sue credenziali parlano da sole.

Comunque i due si fidavano di me e così con un minimo di organizzazione il primo colpo fu un successo, la vittima, un certo Richard Greenwood, aveva appena comprato una proprietà su ad Arlington Heights, fui io che, un mese prima del colpo, andai ad installare un sofisticato sistema di rilevatori di movimento in casa sua, insieme ad altri colleghi e ad uno spocchioso ingegnere, ebbi molta premura nel lasciare impercettibili manomissioni nel sistema d'allarme che mi avrebbero permesso di entrare e di agire indisturbato.

Il colpo fu un successo, tramite internet imparai che la refurtiva si poteva facilmente smerciare nello scantinato di un casinò del centro, tutti i martedì sera quando appunto il casinò era chiuso, così con i miei due complici mi recai là e quello che vidi mi lasciò a bocca aperta, refurtiva, droga, armi, automobili, tutto ciò che uno voleva lì l'avrebbe trovato, era una vera e propria Mecca del mercato nero, riuscimmo a smerciare la nostra refurtiva e a guadagnare circa 6.000 dollari a testa, un ottimo inizio, con la testa tornai al tempo dei piccoli furti e mi resi conto che solo i balordi ottengono quello che vogliono usando la forza, lavorando d'astuzia il risultato è decisamente meglio.

Andammo avanti un anno e le entrate erano cospicue, però Bleta era irrequieto diceva che potevamo fare di più che eravamo troppo prudenti, poi un giorno si fece beccare con altri complici e fu arrestato e penso rispedito in Albania, povero Bleta aveva fatto il passo più lungo della gamba e se nasci pastore non puoi diventare un genio del crimine in poco tempo, Josh appena apprese la cosa andò in panico, mi ci vollero 20 minuti (e qualche sganassone) per tranquillizzarlo, ma in ogni caso disse che ormai aveva tirato troppo la corda e che era stato bello finché era durato.

Mi ritrovai di nuovo solo ma non per molto, di lì a poco avrei incontrato il mio destino, infatti una notte mentre cercavo in rete qualcuno a cui "svendere" una fornitura di Rolex mi imbattei in una strana chat-room chiamata Terror_Net sebbene fosse molto protetta per me fu un gioco da ragazzi crackarla ed entrare, i membri non mi considerarono subito e notai che parlavano di cose a me ignote circa Fratelli, Vacche, Sabbat, e altre stranezze (almeno per me al tempo lo erano...), incuriosito da ciò cercai di intavolare discorso il mio interlocutore si chiamava Ismael_XXX, era molto interessato alla mia conoscenza della città e dei suoi più loschi affari, alla fine della chiacchierata mi diede un appuntamento.

Curioso come non mai mi recai ad incontrare il mi fantomatico interlocutore, appena arrivai nel luogo convenuto non c'era nessuno aspettai a lungo, poi quando feci per andarmene qualcosa mi colpì violentemente al volto e io caddì a terra privo di conoscenza.

Mi risvegliai in un umido scantinato senti un sapore forte in bocca simile a quello del sangue, ma molto più intenso, all'improvviso il mio corpo venne attraversato da dolori lancinanti, sentivo i visceri muoversi e poi tornare al loro posto, le ossa rompersi per poi ricomporsi, finché non finì bruscamente, non saprei dire quanto è durato, ma finalmente era finito, sentii una voce che mi disse: "Alzati Azrael...Alzati!!!", mi voltai ma non vidi nessuno, mi toccai la faccia e sentii che c'era qualcosa che non andava ma nella stanza non c'erano specchi, una figura incappucciata si fece avanti mi porse lo specchio dicendo: "Ammira il tuo nuovo aspetto, ora sei uno di noi...Ora sei un Nosferatu".

Quello che vidi nello specchio era terribile (ora non più ovviamente...) urlai di rabbia finché la figura incappucciata si scoprì e vidi un altro mostro, forse anche più brutto di me, si fece avanti e si presentò: "Sono il tuo Sire, colui che ti ha reso ciò che sei ora: un vampiro. Non temere, presto ti adatterai a questa nuova situazione. So che hai le palle per farlo, altrimenti non ti avrei scelto come infante... Mi chiamo Ismael".

scale_fogne.jpg Ismael mi istruì su tutto quello che c'era da sapere sulla società dei vampiri, mi disse che era da tempo che mi osservava e che non avrei mai potuto crackare la Terror_Net se lui non me lo avesse permesso, comunque i suoi insegnamenti furono preziosi e ben presto smisi di odiarlo, mi insegnò come utilizzare i miei poteri per aggirare la maledizione, subito non riuscivo a capire esattamente cos'era questa maledizione, poi quando Ismael mi presentò al Principe di Chicago e mi portò nell'Elysium, là vidi altri vampiri tutti elegantemente vestiti, tutti belli (...o almeno dall'aspetto umano), che mi guardavano con spocchia dall'alto in basso, principe compreso. In quel momento capii che la Maledizione non era legata solo all'aspetto fisico, ma anche al disprezzo con cui gli altri Fratelli mi avrebbero guardato per tutta l'eternità. Fu allora che Ismael mi diede l'ultimo e più importante insegnamento, ovvero che la forza di noi Nosferatu non era tanto il diventare invisibili o il comandare gli animali e né tanto meno la forza sovrumana, ma bensì l'unità e la conoscenza, egli mi spiegò che tutti quegli altri vampiri elegantemente vestiti erano tutti pronti a farsi fuori l'un l'altro alla minima occasione, ma noi invece eravamo uniti nella disgrazia e grazie alla miriade di informazioni che ci potevamo scambiare li tenevamo tutti per le palle, così si concluse la sua ultima lezione: "IL LORO DISPREZZO SERVE A CELARE LA REALE PAURA CHE HANNO DI TE E DI CIO' CHE SAI".

Finito il mio "svezzamento" iniziai a servire nella Camarilla in qualità di informatore, le mie capacità di infiltrarmi e nascondermi, unite ai doni mistici di Caino, mi fecero diventare piuttosto famoso anche se non tutti apprezzavano il mio operato. Così una sera veni mandato a spiare il laboratorio di un folle Tzimisce al servizio del Sabbat, nostro acerrimo nemico, che aveva una grossa roccaforte a Detroit e minacciava di muovere guerra contro Chicago ogni giorno di più.

Mi dissero che il laboratorio si trovava in un vecchio bunker abbandonato dai tempi della guerra fredda; lo Tzimisce si fa chiamare Mephisto ed è uno dei vampiri più crudeli che il mondo abbia mai visto. Per entrare nel bunker c'era solo un minuscolo canale di scolo dal quale avrei potuto avere una perfetta visuale di quanto succedeva, il laboratorio doveva essere deserto e io avrei dovuto fare solo alcune foto di ciò che avrei visto di sospetto poi rientrare in città. Una missione piuttosto semplice, tutto sommato, pensai... Quanto mi sbagliavo...

Entrai nel bunker e subito con mia grande sorpresa vidi che non era abbandonato anzi...Mephisto era lì ed era uno spettacolo agghiacciante a vedersi, si era scolpito la carne e le ossa in modo da avere un terrificante aspetto diabolico, il che ne giustificava il nome. Attorno a lui vi erano quattro mostri deformi, che un tempo potevano essere uomini, dalla cui bocca usciva un bocchettone simile a quello di un lanciafiamme: in quell'istante compresi veramente quanto poteva spingersi oltre la crudeltà del Sabbat.

Il demone iniziò a parlare, sebbene non vi fossero interlocutori: "Questi sono i miei szlachta d'assalto, hanno tutte le potenzialità di un normale ghoul, ma ho agito sul loro intelletto rendendoli estremamente aggressivi, più simili a bestie feroci che agli uomini che erano, dopodiché ho saldato nelle loro carni un lanciafiamme a gas azionabile tramite comando neurale... E tu ora ne proverai la potenza distruttiva... Sì! Proprio tu lurido topo che ti nascondi nell'angolo" disse indicandomi... "CAZZO SA DOVE SONO!!!" pensai e in attimo uno dei suo abomini mi investì con un getto di fiamme, mi rotolai in terra cercando di spegnere il fuoco e sebbene fossi ancora vivo potevo malapena strisciare. Il bastardo sfregandosi le mani mi disse che mi avrebbe tenuto in vita e che sarei diventato il suo trastullo preferito... Gran brutta aspettativa non credete?

Ero quasi deciso a strapparmi il cuore con le mie mani visto che la Morte Ultima è cento volte meglio che passare l'eternità sotto le amorevoli cure di uno Tzimisce pazzo e megalomane, quando vidi che la stanza stava diventando sempre più buia. Improvvisamente la vidi... La donna più perfetta che possa esistere... La Dea incarnata in forma umana...

Si frappose tra me e Mephisto e mi intimò di fuggire, cosa che non mi feci ripetere due volte. Mentre scappavo sentii lo Tzimisce scoppiare di rabbia: "ROCHELLE!!! TU... MALDETTA BASTARDA!!! Avanti figli miei incenerite quella cagna!!!!" i due senza dubbio dovevano conoscersi...

Passai diversi giorni acquattato nelle fogne nutrendomi di ratti e rettili mentre recuperavo le forze poco a poco, intanto mi chiedevo chi fosse Rochelle e soprattutto perché si era data tanto da fare per salvare il culo a un rifiuto come me, dovevo scoprirlo e trovare il modo di ripagarla, prima d'ora nessuno aveva avuto simili attenzioni verso di me...Perché Rochelle?? Perché??

Recuperate le forze mi recai subito da Ismael il quale credendomi morto fu molto sorpreso nel vedermi, mi spiegò cos'era successo, mi disse che probabilmente qualcuno all'interno della Camarilla si voleva vendicare di me e che avrei fatto meglio a lasciare la città finché il traditore non fosse stato smascherato e distrutto, partii la notte stessa e su consiglio di Ismael mi diressi verso Kansas City là avrei trovato un certo Goffredo di Monforte un vecchissimo Nosferatu, a cui Ismael aveva fatto diversi favori in passato, nonché primogenito del clan, lui mi avrebbe fornito tutte le informazioni che cercavo su Mephisto, sulle attività del Sabbat e soprattutto su Rochelle.

Visto che mi aspettava una scampagnata di 550 miglia decisi di non indugiare oltre, raccolsi le mie poche cose, rubai un'auto e partii, dovetti percorre tutte le strade più trafficate andando come un razzo, onde evitare che uno di quei maledetti licantropi mi scambiasse per il suo spuntino di mezzanotte. Fortunatamente il viaggio andò nei migliori dei modi, magari qualche autovelox mi ha scattato qualche foto, ma sarà un problema di quel disgraziato a cui ho sgraffignato l'auto. Arrivai finalmente a Kansas City qualche ora prima dell'alba, lasciai l'auto in un fosso ed entrai nella rete fognaria alla ricerca dell'antico Nosferatu.

Passai tutto il giorno nelle fogne e la notte successiva quando mi svegliai vidi innanzi a me altri due Nosferatu che mi fissavano, mi presentai e chiesi loro di portarmi da Goffredo di Monforte, i due mi condussero in quella che era la grottesca parodia di un salotto medievale e lì seduto su una poltrona c'era Goffredo, nonostante il suo aspetto putrido nascondeva una nobiltà d'animo disarmante, mi offrì una coppa di sangue e mi raccontò un po' della sua storia, mi disse di essere stato un nobile cavaliere crociato ai tempi di Re Riccardo e di essere il più vecchio Nosferatu del Nuovo Mondo, dopodiché mi condusse alla Biblioteca.

libreria.jpg La Biblioteca si trovava al centro di una vasto complesso di gallerie scavato che si estendeva sotto tutto il Missouri e il Kansas a decine di metri di profondità, al suo interno erano disposti su scaffali documenti di varie epoche, alcuni più antichi scritti su pergamene fino ad arrivare ai più recenti salvati su CD-ROM, egli mi disse che tutti quei documenti custodivano quasi tutti i segreti di tutti i Vampiri del Nord America.

"Perché non usi tutte queste informazioni per diventare Principe di tutto il Nuovo Mondo?" chiesi molto ingenuamente. Egli mi guardò bonariamente e rispose: "Si vede che sei giovane, forse non hai visto cosa sono i Fratelli nelle notti moderne? Sono solo animali selvaggi che giocano a fare i Lord, il loro ego è così sconfinato che se qualcosa di quanto riportato in questi documenti venisse alla luce ne scoppierebbe una serie di rappresaglie e vendette senza fine, gli uni combatterebbero contro gli altri e presto o tardi anche gli umani ne verrebbero coinvolti, la Masquerade verrebbe stracciata come un foglio di carta bagnata, dando così il via ad una nuova inquisizione che come ultimo scopo avrebbe la distruzione di tutti noi Fratelli... Per questo custodisco queste informazioni qui dove solo io ho accesso". Lo guardai per un attimo e gli chiesi se davvero pensava che noi Vampiri fossimo solo degli animali selvaggi, ma egli rispose: "Non credo, so qual è la vera natura di noi Vampiri..." detto questo mi disse che era ora di pensare ai miei affari, e mi raccontò un po' della storia di Rochelle de la Roche, mi disse che per trovarla avrei dovuto proseguire fino a San Francisco là avrei trovato un Ventrue, un certo Lord Caedric Allen Aston, colui che l'abbandonò sull'altare tanto tempo fa.

Trascorsi un altro giorno presso i Nosferatu di Kansas City e la notte partii per San Francisco, prima di partire Goffredo mi disse di raggiungere il Succubus Club una volta arrivato, e di chiedere di Karen, un'arpia del clan dei Folli. Lei avrebbe riferito al Principe del mio arrivo, mi spiegò che sarei potuto rimanere in città indisturbato per non più di tre notti, dopodiché avrei dovuto chiedere asilo al Principe o andarmene, visto che San Francisco era stretta tra la morsa del Sabbat e dei Fratelli d'Oriente vi avrei trovato un palpabile clima di paranoia...

Dovetti fare diverse tappe prima di arrivare in California, trovai da dormire nei posti più squallidi che si possano immaginare, ma alla fine dopo tre notti finalmente giunsi qui, nella terra dei culi aperti: San Francisco.

 

golden gate san francisco night

 


Da qui in poi sapete tutti come prosegue la storia, o lo saprete presto. Sperando che il mio racconto sia valso la fatica che avete fatto per venirlo a sentire, vi congedo e vi auguro una buona serata; ma ricordatevi di stare sempre attenti ai vostri segreti: è probabile che ci sia nascosto dietro di voi un Nosferatu curioso che li conosca ancora prima che vi vengano rivelati...



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Postato il Kevrell, 11-07-2012 13:38,
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Postato il sk84nintendo, 15-12-2011 00:34,
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The following took place in a series of LARPs which were the very first of my life, more than a decade ago:I was a Toreador Antitribu belonging to a pack whose loyalty was for the Lasombra Bishop Nicolás Sánchez de Ibiza. There were three other Bishops in the city at that time fighting politically to become the leaders of the Sabbat in Madrid. Those other Bishops had their respective supporters. However, my pack was the most astute, the most hardworking and the most resourceful. We managed to strengthen Bishop Ibizas position that much that the Camarilla took over Madrid& as Ibiza was actually an undercover Camarilla agent. Of course, as astute as my pack was, we didnt have a clue about that. 
 
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Postato il xgrhkn, 14-12-2011 07:13,
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Postato il Bubbi, 12-12-2011 16:49,
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