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La notte prima dell'inizio
Thursday 04 October 2007
 
Scritto da Caedric,
PROLOGO

Qual è il giorno più importante nella vita di una persona?

La nascita? La maggiore età? Il matrimonio?

Risposte legittime, ma false giacchè una verità è che il giorno più importante nella vita di ognuno è il giorno in cui questa ha termine.

Un'altra verità è che la morte fa paura: un terrore antico ed irrazionale tanto quanto inutile, non ha infatti senso temere l'inevitabile.

I saggi lo hanno sempre saputo, mentre gli sciocchi hanno sempre evitato di pensarvi, come se l'ignorarne l'esistenza bastasse ad esorcizzarla.


Invero gli uomini, in maggioranza, ondeggiano tra il timore della morte e i tormenti della vita; non hanno il coraggio di vivere, né sanno morire.

In Epicuro leggiamo che la morte non è altro che un passaggio invetabile, inutile temerla dal momento che quando essa sopraggiunge non si è più nulla. Più senso ha dire di temere il dolore della morte, ma in questo caso Seneca ricorda che se il dolore è sopportabile allora sarà lieve, se no sarà breve.

Sant'Agostino ammonisce a non temere il momento in cui l'anima si ricongiungerà al Creatore: la morte può essere un sollievo, come anche il compimento della propria esistenza, l'estrema testimonianza del martirio.

Il saggio non teme la morte, ma impara ogni giorno a morire.

Il saggio parimenti non fugge la vita, ma si appresta ad uscirne.

Vero.

Della morte dunque non bisogna avere paura?

Falso.

La morte sa essere atroce e terribile, ingiusta e spietata... la morte sa essere la porta per una maledizione infinita ed inesorabile come il sorgere del sole.

Epicuro, Seneca, Agostino... sbagliavano.

La morte che deve essere temuta, la morte che priva della vita senza darti nulla in cambio esiste...

Essa è la Verità.
Perciò tu mortale apri gli occhi e domanda a te stesso: oggi è un buon giorno per morire?

 

ankh

 

THE NIGHT BEFORE

Quella notte la luna non era che uno spicchio sottile velato dalle nubi, a malapena visibile oltre l'intenso pulsare delle luci di San Francisco.

Una strana città San Francisco: locali alla moda e bettole della peggior specie, grattacieli ultramoderni a contendersi uno spiraglio di cielo tra guglie di enormi cattedrali neogotiche, monumenti alla vita e alla morte affiancati gli uni agli altri.

Era una notte come tante per i più, talmente abituati a furti ed omicidi da non farci nemmeno caso...

Lusso sfrenato e povertà estrema erano oramai da molto tempo due facce della stessa medaglia, l'alfa e l'omega delle notti moderne. Compromesso e contraddizione marchiavano indelebili ogni cosa, mentre una languida scala di grigi si era sostituita ai colori nelle città perennemente illuminate a giorno, zelanti emulatrici della grande meretrice.

Più torri di quanti fossero gli antichi peccati per i quali l'anima è dannata, più archi di quanti non ve ne fossero nei cori celesti, più ambizione di quanta ve ne fosse nella Roma dei Cesari, più infimità e bassezza di quanta ne mostrassero i demoni infernali negli antichi racconti...

Su tutto il pulsare possente della vita, lo scorrere frenetico ed inarrestabile del tempo che tanto spaventa alcuni, mentre viene ferocemente rimpianto da altri.
Altri...

Harle

In una delle tante bettole di Arpher avenue, una ragazza guardava spazientita un orologio lurido che faceva la sua misera presenza su di una parete incrostata d'umidità vicino al lavello: ancora un quarto d'ora poi avrebbe finalmente potuto staccare da quella merda di lavoro, lasciare quel buco puzzolente e il lezzo che le assaliva le narici ogni volta che si azzardava a respirare, cosa che fortunatamente non era costretta a fare spesso.

fuoco, passione, rabbia: i sentimenti di Harle Già perché Harle non era una ragazza normale. No cazzo che non lo era.

A vederla dimostrava all'incirca vent'anni, non di alta statura, corporatura snella, ma non esile; l'espressione sempre accigliata non rendeva certo giustizia ai tratti del viso decisi, ma non sgradevoli che tradivano la sua origine latina. Di più, sarebbe stata una bella ragazza se le fosse importato qualcosa di esserlo, ma questa era l'ultima delle sue preoccupazioni.

La prima e maggiormente pressante di queste erano i soldi. Arrivare al giorno di paga con qualche dollaro ancora in tasca era un sogno che restava tuttora inavverato, del resto con la sua misera paga di lavapiatti non poteva certo sperare tanto. Ma quello era il solo lavoro del cazzo che le permettesse di dormire, tutti gli altri non erano durati perché c'era sempre qualcosa da fare anche di giorno. E lei aveva i suoi fottuti problemi ai quali fare fronte, di notte come di giorno; quindi che la smettesse di romperle i coglioni quella testa di cazzo del suo principale!

Certo, se avesse preso gli studi con maggiore serietà non si ritroverebbe a fare la lavapiatti in un buco di locale, se fosse stata più diligente, più attenta, più come suo fratello, la sua vita sarebbe stata diversa sì: la sua vita sarebbe stata ancora tale.

"Oh mierda!", aveva altro a cui pensare anche senza il ricordo della sua famiglia disastrata a perseguitarla! Per esempio l'appuntamento che l'attendeva la notte successiva. Era assolutamente imperativo che fosse puntuale, altrimenti Lei non sarebbe certo stata contenta, e Harle sapeva quanto fosse poco saggio farla arrabbiare.
Finalmente l'una. Addio buco di merda, almeno fino al lunedì successivo...Muerete hijo de Puta!

Samael

"Molto bene Wendy, come sempre hai fatto un ottimo lavoro, ora puoi andare a casa. Prima però lascia che ti faccia i complimenti per quella borsa assolutamente deliziosa, trovo che la scelta delle stampe sia divina. Non per niente è Louis Vuitton!". Sapeva come prenderla. Sempre.

Conosceva la sua assistente come le sue tasche: sapeva come distrarla dalla mole immane di lavoro che le affidava, come farle dimenticare gli orari assurdi, gli impegni infiniti, la costante reperibilità, lo stipendio non misero, ma certo non tale da giustificare i disagi connessi al lavorare per lui.

Ma soprattutto egli conosceva la vanità umana; sapeva che arma potente poteva essere ed era diventato un maestro nello sfruttarla, nell'utilizzarla per plasmare gli altri, modellarne le volontà in modo che arrivassero a coincidere con le sue, e il tutto sempre in modo sottile, quasi sussurrato, un vero tocco di classe che celasse la verità, spesso troppo... rude, dietro uno sciccoso paravento di elaborata apparenza.

maschera veneziana antica: la decandenza, anima di Samael Lui era un maestro dell'apparenza (un guru della moda, così lo avrebbero definito alcuni amici della sua fanciullezza hippie, laggìù in Oregon), non per nulla era uno dei galleristi più conosciuti e stimati della città: le sue mostre erano sempre le più frequentate, le sue feste le più attese, gli artisti della sua cerchia tra i più richiesti, come Isaac....oh, Isaac era un vero genio, un talento brillante, così affascinante nella sua aria da maledetto che Samael Blackwood avrebbe quasi voluto renderlo immortale... come artista s'intende.

Anche Whilelm concordava con lui sul giovane pittore, del resto raramente Samael ed il suo mentore erano in disaccordo su qualcosa. A proposito di Whilelm: non era stato chiaro su cosa l'avrebbe atteso la notte successiva, si era limitato a raccomandare puntualità ed una mise appropriata per l'occasione.

"Questo non sarà certo un problema", pensò alzando lo sguardo, "Una vera opera d'arte..".

Non sapeva se quelle parole erano sue o del suo riflesso, che gli sorrideva dall'enorme specchio che ricopriva interamente il soffitto del suo ufficio.

Cäedric

"Sua Signoria desidera altro?"

Il giovane sulla poltrona si limitò a un cenno per congedare il maggiordomo, Igor sapeva quando il suo padrone desiderava essere lasciato solo.

Fiamme scarlatte danzavano nel camino al centro della parete: legno e pietra, in perfetto stile britannico, non fosse per il fatto che non si trovava più nel suo antico castello in Cornovaglia, ma all'ultimo piano di un grattacielo ultramoderno nel pieno centro di San Francisco.

Da qualche parte, a 73 piani di distanza dal cielo, la folla scorreva frenetica, la vita stessa scorreva incessante come lo era stata la marea dell'Oceano nella sua terra natale. Lontano. Distante.

"Certe cose non cambiano...", l'ombra di un malinconico sorriso si dipinse sul suo viso, ma fu solo un istante, poi la sua espressione tornò seria, altera e fredda, come sempre, come si conveniva ad un nobile del suo calibro, un Duca dal sangue antico (ah! Che ironica verità!).

Lui non era una persona comune (non lo era mai stato), era Lord Cäedric Allen Aston, XVIII° Duca di Cornovaglia, Pari della Corona, discendente di un lignaggio puro ed ininterrotto da quasi mille anni... ultimo discendente.

Paradossale come l'assoluta certezza di essere l'ultimo Duca Aston sulla terra convivesse con il fatto che, tendenzialmente, il suo casato non si sarebbe mai estinto.

Avrebbe perdurato, ma non vissuto. Come lui, con lui, per sempre.

Tuttavia le sue responsabilità erano cambiate oramai da tempo, si erano fatte più pesanti e soprattutto più assolute, gelose della sua devozione come un'amante trascurata.

Non più solamente il lignaggio, ma il Clan. Un sangue ben più antico di quello di Aston, certamente più spietato, un sangue che era anche il suo.

rosa rossa morente, spirito di Caedric. Sir Richard, l'uomo che venerava come un padre, era stato molto chiaro in proposito: la disciplina, la fermezza, la responsabilità, la volontà erano i pilastri della sua esistenza.

Il peso ed il dovere del comando, la Dignitas era tutto. E lui, Cäedric, era nato per essa.

Per essa soltanto.

Lo sguardo degli occhi dorati lasciò le fiamme per andare al quadro che sormontava il camino: una madonna che egli venerava, quasi fosse una composizione sacra.

Lasciò che i ricordi lo trasportassero... lontano, distante...

Domani notte avrebbe ricevuto il primo incarico, ma in quel momento i suoi pensieri erano altrove, per qualche istante ancora...

"Chelè..."


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Postato il Baynmonh, 24-02-2013 02:23,
1. VDZYbizqWxU
- These are really cool. What's a RaveBooth? Did you make it? Did you buy it? I've seen seevral different styles of portable booths. Can you share any info on these? Really nice fun shots. That's gotta make the reception that much more of a party for sure.March 7, 2011 9:06 am
 
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