| Scritto da Lord Cäedric Allen Aston , |
Salve
cari amici, vorrei intrattenermi più a lungo a discorrere con Voi,
ma non voglio lasciare attendere ulteriormente il poco paziente
Principe di San Francisco. Mary Anne Gray è più che impaziente di
far udire la propria alterata voce ai nostri malcapitati
protagonisti.
Inoltre
credo desideriate fare conoscenza più approfondita della nuova leva,
l'affascinante Cassandra Christabel Pemberley.
Non
perdiamo quindi altro tempo,
non sia mai...
"Avete
ben dieci secondi per darmi una spiegazione convincente: cosa diavolo
ci facevate ieri notte al porto quando il vostro incarico è tenere
d'occhio gli Anarchici al Golden Gate?!", lo sguardo smeraldino
di Mary Anne si posava impietosamente su ognuno dei malcapitati
Infanti oggetto della sua ira, se le occhiate potessero uccidere
(anche se, in effetti, alcune possono
farlo), tre cadaveri (definitivamente morti) avrebbero
improvvisamente adornato la sala.
"Spero
non vi sia bisogno di farlo, ma visto con
chi
ho a che fare sarò il più chiara possibile: questa infrazione della
Masquerade potrebbe diventare estremamente grave! Ed in quel
malaugurato caso saprò esattamente quali teste far rotolare, e vi
assicuro che non parlo in senso figurato!", ancora il ciclone della
rabbia del Principe li travolse, una tempesta di cui non era
possibile intravedere la fine, e neppure l'esito.
"Tu!
Cӓedric Allen Aston, l'Infante
del Clan
Ventrue...", la donna pronunciò l'appellativo onorifico con
rabbioso sarcasmo, "... rispondi e vedi di essere convincente!".
Il
giovane Ventrue sopportò stoicamente il peso dell'indice
accusatore del Principe.
Mentire
alla più alta carica della città era qualcosa che non si sarebbe
mai aspettato di dover fare; tuttavia, la completa
verità avrebbe potuto compromettere altre questioni oltre il
sarcofago ed il suo contenuto, questioni in cui la sua
Coterie era coinvolta ufficiosamente, evitarlo era sua precisa
responsabilità...
"Ci
siamo recati al porto seguendo un gruppo sospettato di collusione con
il Sabbat, la pista si è poi rivelata un vicolo cieco...", nessuna
esitazione tanto nel tono quanto nello sguardo, fisso negli occhi del
Principe Tremere, "...Dei disordini ivi verificatisi non abbiamo
avuto parte alcuna, tuttavia si è reso necessario cancellare
eventuali prove della nostra presenza. Disgraziatamente, una è
sfuggita al mio controllo, me ne assumo personalmente la piena e
totale responsabilità".
Mary
Anne tacque per alcuni istanti, senza però lasciare gli occhi di
Cӓedric, quindi sbuffò con fare poco elegante, "Per lo meno hai
avuto sufficiente presenza di spirito da mascherarti. Buon per te che
la situazione non è ancora degenerata", disse accostandosi ancora
di più all'Infante, "Conoscendo il tuo Clan, ma soprattutto
il tuo lignaggio, lascerò siano Antonius ed il tuo Sire a stabilire
una punizione adeguata al caso. Il mio ordine è di risolvere il
problema, subito".
Il
Ventrue rispose con un cenno d'assenso, conscio che per qualche
motivo Mary Anne si era dimostrata ben meno punitiva di quanto fosse
in suo diritto fare. Forse la sua capacità di dissimulazione era
maggiore di quanto non credesse, o più probabilmente lei sapeva alla
perfezione come i suoi Siri avrebbero gestito la cosa, niente
meno della perfezione
veniva accettato....
Finito
con Cӓedric e la questione principale, il Principe si rivolse
minacciosamente al Toreador: "E tu!",
ben lontano dal mantenere il sangue freddo del compagno, Samael
trasalì, "I-io..?".
Compiaciuta
dell'effetto suscitato, Mary Anne si portò in faccia all'inquieto
Infante, "Proprio tu Blackwood! Apri bene le orecchie: mi è giunta
voce di una sedicente emittente radio clandestina, a giudicare dai
contenuti pare sia gestita da Toreador...", Samael rabbrividì
sentendo la Fine approssimarsi a grandi passi; se gli avesse concesso
di scegliere avrebbe optato per il classico paletto nel cuore, la
decapitazione era troppo antiestetica, mentre fuoco o Sole si
prospettavano atrocemente dolorosi.
"...una
cosa simile costituirebbe un'inaccettabile infrazione della
Masquerade, nonché un evidente spregio delle mie
leggi, e questo
mi farebbe decisamente infuriare!", oh se solo avesse potuto farsi
sempre più piccino ad ogni sillaba!
"Tu
quindi ravanerai
nel tuo Clan e scoprirai quanto c'è di vero in queste voci...",
cosa cosa? Aveva capito bene? "Sono
salvo!",
"...e mi presenterai un accurato rapporto in merito. Sono stata
chiara?!", Samael si affrettò ad annuire con convinzione
profondendosi in ossequioso inchino, ancora incredulo per tanta
fortuna.
Gli
occhi verde smeraldo del ciclone si spostarono infine su Harle. Sotto
quello sguardo tagliente, la cucciola Gangrel sentì evaporare gran
parte della sua grinta.
"E
tu!
Se anche la Gehenna stesse per abbattersi su di noi, quand'anche
avessi tutti gli Antidiluviani dei tredici Clan alle calcagna,
seppure un'orda di lupini fosse sulle tue tracce bramosa del tuo
sangue... non me ne importerebbe nulla ugualmente: non osare mai più
ripresentarti al mio cospetto ricoperta di stracci lerci, chiaro?!",
l'espressione ‘coda fra le gambe' solitamente non si
adatterebbe a bipedi non provvisti di tale appendice, tuttavia
un'eccezione va fatta per l'aspetto di Harle in quel momento.
Impietosa
e splendida nella sua stizzosa ira, Mary Anne continuò rivolgendosi
a tutti: "Siete una delusione di Coterie! Altro che Custodi della
Masquerade! Per questa ed altre ragioni che non sono tenuta a darvi,
ho deciso di affiancarvi un nuovo valido
membro", così dicendo fece un cenno a Cassandra affinchè si
avvicinasse, "Cassandra Christabel Pemberley è una figlia del mio
Clan, del più illustre lignaggio. Dovrebbe aiutarvi ad incrementare
i vostri penosi standard. Tra l'altro mi pare vi conosciate già,
non è vero?".
Cӓedric
e Cassandra si scambiarono un'occhiata in tralice prima di fare uno
sbrigativo cenno affermativo al Principe, "Meglio così. Ah
Cӓedric...", gli occhi della donna si fissarono in quelli del
Ventrue, "...inutile
specificare che, se dovessero verificarsi nuovamente simili
spiacevoli incidenti, potrai ritenerti sollevato dal tuo incarico di
Leader della Coterie. Siamo intesi?".
Oh
quanto gli seccava essere bacchettato come lo scolaretto che non era
mai stato di fronte alla propria nemesi accademica! Ingoiando il
fastidio, Cӓedric rispose affermativamente al Principe.
"Umpf,
sia dunque. Per la vostra gioia, il raduno anarchico ha subito una
proroga per questa notte. Mi pare quindi abbiate un incarico.
Muovetevi!", il Principe indicò poi senza tante cerimonie la
porta.
Una
volta fuori dalla sala, sia Samael che Harle tirarono un neanche
troppo velato sospiro di sollievo, fortunatamente avevano entrambi
compreso il perché delle omissioni di Cӓedric e sapevano di doversi
guardare dal parlare troppo liberamente di fronte alla nuova
‘compagna' di Coterie.
"Ebbene?
Un nobile
come te Cӓedric di certo non mancherà d'introdurmi ai nuovi
compagni", la donna notò con malcelata soddisfazione il fastidio
del Ventrue, che incalzò: "Davvero una curiosa coincidenza non
trovi? Chi l'avrebbe mai detto che qualcuno ti avrebbe considerato
all'altezza dell'Abbraccio...".
Cӓedric
lottò per mantenere la consueta indifferenza, solamente Cassandra
era in grado di fargli perdere la pazienza così velocemente!
"Insinuazioni
senza scopo Cassandra, non posso aspettarmi di meglio da te. Vedrò
di farmene una ragione, a malincuore s'intende", Samael credette
di aver sentito male: era forse sarcasmo quella nota diversa dal
consueto monocorde di Sua Simpatia? Chi
o cosa
era questa Tremere per riuscire in cotanta impresa?
Il
Ventrue continuò incurante dell'incredulità suscitata nel
compagno, "Samael Blackwood, Toreador. E Harle, Gangrel. Sono certo
che tu non abbia bisogno di altre informazioni".
Erano
oramai giunti nella hall dove Anette li salutò sorridendo. Appariva
intenta a ritagliare qualcosa da un giornale, Cӓedric credette di
sapere di cosa si trattava e si augurò che nessuno dei compagni
volesse approfondire la cosa.
"Ebbene
Samael, tu e Cassandra ci precederete al raduno. Io e la Gangrel
abbiamo altro di cui occuparci prima di raggiungervi", un cenno del
Ventrue zittì le proteste della sopracitata cucciola (che fiutava
l'approssimarsi dell'ennesima lavata di capo), "Attenetevi alle
disposizioni".
Detto
questo, Cӓedric si avviò a passo deciso verso il garage, seguito
controvoglia da Harle. Samael si trovò perciò solo con la nuova
arrivata, "Se
per disgrazia dovesse scapparmi qualcosa di storto Sua Simpatia mi
ucciderà... bhè però potrei anche tastare il terreno per eventuali
pettegolezzi, Radio Carmilla ha sempre sete di nuove storie e questi
due non me la contano giusta, oh oh oh!".
Cassandra
osservò per alcuni istanti il Toreador sghignazzare da solo, decise
quindi di approfittarne per riflettere sulla situazione. La giovane
Tremere non era stata affatto entusiasta dell'incarico ricevuto,
tuttavia gli ordino sono indiscutibili, è una delle regole
fondamentali del Clan.
Ed
eccola nella hall del Palazzo centrale, ad aspettare la fine del
tedioso monologo interiore del Toreador, dopo essere stata scaricata
senza tanti complimenti dall'odiosissimo Ventrue... Aston
nientemeno! "Di
certo posso dire di avere avuto serate migliori... anche se, devo
ammettere, che il rimprovero del Principe è stato particolarmente
soddisfacente!".
"L'hai
lasciato incustodito", non era una domanda, "Persino da te mi
sarei aspettato un buonsenso maggiore di questo!", il Ventrue
appariva insolitamente... non calmo, Harle non avrebbe saputo
spiegarlo meglio di così; di certo però l'aveva notato e non
poteva fare a meno di domandarsene la ragione, "Certo
una mazziata pubblica come quella di prima non gli sarà piaciuta. Uh
uh uh, anche gli dei crollano... o era piangono? Bho, il senso è
quello comunque".
"Togliti
quell'espressione ebete dalla faccia. Torna immediatamente a
guardia e non osare abbandonare nuovamente il capannone. Io
sistemerò... l'imprevisto sorto, quindi ti raggiungerò. Nel
frattempo contatta Henry", il Ventrue sparì all'interno della
propria auto senza dare modo alla ragazza di replicare, "Ehi!
Potresti almeno darmi un passaggio! Maledetto finocchio... ti
scoppiasse la Viper!", l'ultimo augurio sfiorò la suddetta auto
che sgasava fuori dal parcheggio. Come vedrete, una carezza
piuttosto pesante cari Lettori...
Mentre
Harle si arrangiava alla meglio nel cercare un taxi che non la
considerasse un passeggero a rischio, Cӓedric sfrecciava lungo
un'insolitamente sgombra 20th Avenue, il motore costantemente sovra
giri (il principio dell'uso combinato di cambio e frizione
rappresentava un discreto scoglio per il giovane Ventrue). Dopo poco
fu però costretto a fermarsi, una pattuglia della stradale gli aveva
infatti intimato l'alt, "Di bene in meglio...".
"Salve,
favorisca patente e libretto prego", contenendo l'incipiente
fastidio Cӓedric rispose in tono gelido, "Sono forse reo di
qualsivoglia infrazione?", il poliziotto sembrò colto in
contropiede dalla freddezza del giovane, "No, certo... è un
controllo di routine signore".
Per
alcuni istanti il Ventrue ponderò l'ipotesi di premere
sull'acceleratore e levarsi di torno l'ennesima scocciatura,
anche a fronte del fatto che risultava sprovvisto del maledetto
documento; dovete infatti sapere che Cӓedric non aveva mai preso la
patente, considerando la cosa un'inutile perdita di tempo, almeno
sino a quel momento.
Inspirando
profondamente, il giovane si voltò a guardare negli occhi il
poliziotto: nonostante le lenti che ne alteravano il colore, il
potere della disciplina fluì come di consueto, incatenando la
volontà dell'uomo che non potè fare altro che sprofondare in
quell'abisso verde oro, "Hai controllato tutti i documenti
trovandoli perfettamente in regola", "I-io ho... controllato.
Tutto bene signore, può andare, mi perdoni per il disturbo", il
poliziotto si congedò con un cenno di saluto prima di risalire in
moto e partire.
Più
che seccato dall'aver dovuto utilizzare nuovamente Dominazione,
Cӓedric si apprestò quindi a ripartire, ansioso (per quanto possa
essere tale uno come lui) di sistemare la questione con il guardiano
del porto, peccato che l'augurio di Harle avesse deciso di
abbattersi su di lui proprio in quel momento.
Con
un fortissimo stridio seguito da un secco scoppio, la Viper sussultò
un'ultima volta prima di cedere definitivamente, un sottile filo di
fumo che saliva dal cofano, "Cos'altro potrà mai succedermi
ancora...".
Il
Ventrue scese dall'auto allontanandosi di qualche passo, inspirò
profondamente chiudendo gli occhi nel tentativo di mantenere la calma
(nonché di escludere tutto quanto aveva intorno, compresi gli
avvenimenti della serata). Infine, dopo alcuni minuti, chiamò Igor
affinchè provvedesse tanto al carro attrezzi, quanto all'invio di
Reginald e della Limousine.
"L'ho
sempre detto a Sua Signoria che non era il caso di guidare un'auto
come quella, almeno non prima di avere effettivamente imparato a
guidare!",
pensò l'anziano maggiordomo sperando che l'imprevisto non
peggiorasse la condizione emotiva del padrone, "Se
non altro la ferita al petto è finalmente guarita, Sua Grazia potrà
finalmente agire senza impedimenti. Una ben misera consolazione per
il mio vecchio cuore...".
Harle
entrò di corsa nel capannone sua dimora. Durante il tragitto (era
riuscita a convincere un tassista pakistano di non essere una
malvivente rapinatrice notturna di tassisti) era infatti stata colta
da un improvviso senso di ansia, come se fosse accaduto qualcosa di
potenzialmente grave, "Vista la sfiga che mi perseguita, come
minimo la vecchia stronza avrà deciso di farsi una passeggiata!".
"Dove
diavolo sei stata?!? Che fine ha fatto il sarcofago??", un
agitatissimo Henry era sbucato da un'altra entrata facendo
sobbalzare la Gangrel, "C-come? Vuoi dire che non c'è più??",
"No che non c'è! A meno che non sia diventato invisibile!
Maledizione!".
Entrambi
cercarono ovunque, perlustrando più volte ogni anfratto del
capannone, ma senza esito, del sarcofago e del suo contenuto pareva
non esserci più traccia, letteralmente.
"Come
avranno fatto a portarlo via senza lasciare alcuna traccia nella
polvere? Da quanto tempo te ne sei andata? Dove sono gli altri?
Cӓedric sa dell'identikit? Come...", "Ehi ehi ehi! Frena
cazzo! Non ci capisco più niente! Fammi almeno una domanda alla
volta, cazzo!", Harle si prese la testa fra le mani, spossata
dall'ennesimo rimprovero, ma cosa poteva aver fatto di male? E poi...
dove diavolo era finito il biondo? Quanto ci voleva a chiudere la
stramaledetta bocca dello stramaledetto guardiano di quello
stramaledetto porto?!
Anche
Henry si era ormai rassegnato all'inevitabile, un penoso senso di
ineluttabilità (probabilmente la longa
manus
della malasorte) l'aveva ricoperto svuotandolo di ogni energia, "Ti
consiglio di pensare ad una giustificazione soddisfacente Harle,
perché sarai tu a dare la bella notizia a Beckett. A proposito di
lui, sarà qui a minuti", "Cooosaaa?? Oh nooo!", fare la figura
della fessa di fronte all'idolo del suo Clan... davvero un ottimo
modo per concludere la serata!
Ma
torniamo rapidamente agli altri due protagonisti della nostra storia,
Samael e la nuova leva, Cassandra. Li avevamo lasciati al Palazzo
centrale, in procinto di partire per monitorare l'ultimo giorno del
raduno Anarchico al Presidio National Park.
Cassandra
osservò moderatamente incuriosita il Toreador che rovistava
semi-immerso nel bagagliaio della sua auto. Non aveva avuto alcuna
difficoltà ad identificare la macchina del nuovo compagno, potete
ben immaginare in grazia di cosa... "Ma
sono Swaroski quelli sul cambio?! La fiera delle vanità... Thackeray
avrebbe di che imparare da costui...".
"Ah!
Eccoli! Questi saranno perfetti!", Samael riemerse dal bagagliaio
porgendo a Cassandra un trench di pelle ornato di una vistosa cintura
di strass ed un paio di stivali pendant, tutto rigorosamente D&G.
Per
sé il Toreador aveva scelto una mise Vivienne Westwood, jeans e
chiodo decorati in viola su nero, "Che ne pensi Cassandra?",
"Sembri la versione punk di Madonna. Ti dispiace spiegarmi il
perché di questa pagliacciata?".
Samael
sospirò teatralmente, "Eccone
un'altra... Sua Simpatia 2 il ritorno. Tutti a me quelli allegri e
disponibili vero?",
continuò quindi ad alta voce, "Cassandra cara, devi sapere che
stiamo per recarci in mezzo a dei pazzi scatenati che non hanno senso
dell'umorismo, per non parlare del senso dell'igiene. Un luogo
dimenticato da Dio e dalla moda insomma. Tuttavia non c'è ragione
per cui l'istinto di sopravvivenza, che mi spinge a non recarci
laggiù vestiti da ‘Mr&Mrs Camarilla', debba per forza essere
discinto dallo stile che mi contraddistingue. E poi... quella giacca
ti sta d'incanto credimi!".
La
Tremere non diede segno di gradire particolarmente il complimento,
indosso alla sua persona persino un sacco dell'immondizia si
sarebbe fatto haute
couture.
Rassegnata, salì sulla Mini del Toreador, "Trattandosi
di un raduno Anarchico non ho alcuna intenzione di mettere a rischio
la mia Jaguar! Ma guarda... sono davvero Swaroski, non ho parole...".
Dopo
un viaggio più breve del previsto, i due giunsero quindi in loco.
Lasciata l'auto in un parcheggio ragionevolmente meno a rischio
degli altri, Samael e Cassandra decisero di farsi un giro ai margini
di quella stravagante manifestazione di casi clinici (la definizione
è di Cassandra).
La
Tremere condivise appieno il disgusto del Toreador subito dopo aver
schivato (per un nonnulla) un getto di vomito proveniente da un
energumeno sbucato all'improvviso da un cespuglio; la donna dovette
combattere contro il proprio istinto per non richiamare il proprio
potere e punire così il bestione come meritava.
"Che
luogo o
r r i b i l e!",
Samael non potè che dirsi d'accordo con lei. Quindi, approfittando
della vicinanza dovuta al comune disgusto, decise di sondare il
terreno: "Allora Cassandra, mi è parso di capire che tu conosca
Cӓedric...", la Tremere non gettò più di una rapida occhiata al
compagno prima di rispondere bruscamente, "Era mio studente
all'Università, una delusione in effetti". Il tono indicava
chiaramente come la discussione al riguardo dovesse considerarsi
chiusa, il Toreador afferrò saggiamente l'antifona e non chiese
nulla di più, "Per
il momento... Ashlar non si arrenderà così facilmente, gli
ascoltatori hanno il diritto di sapere!".
-
Ciao Samael... -
Di
riflesso il Toreador si girò, ma alle sue spalle non c'era
nessuno; davanti a lui Cassandra si era fermata rivolgendogli uno
sguardo interrogativo.
-
Guardi dalla parte sbagliata. Io sono qui
-
Reprimendo
un brivido, il giovane si rese conto di chi
era quella voce: Samara era (o sembrava essere, dal momento che
sapeva di essere il solo a vederla) alla sua destra, a poco più di
un passo di distanza, sembrava adirata (cosa che lo preoccupò
alquanto).
"Ancora
tu bambina... ma perché non te ne vai ad infestare una casa come
tutti i fantasmi normali?", il broncio di Samara si fece più
marcato, - Dovresti essere più riconoscente Samael, è solo
per merito mio
se tu ed i tuoi amici siete ancora vivi! -.
Samael
ebbe uno sgradevole flash dell'episodio a cui si riferiva Samara,
soprattutto delle orribili condizioni in cui aveva trovato i due
assassini Assamiti, "Ah! Ecco chi è stato! Io e te dovremmo fare
due chiacchiere sull'estetica, mia cara bambina fantasma".
Cassandra
assisteva sbalordita al dialogo/monologo del Toreador che, da un
momento all'altro, si era messo a parlare da solo interagendo
animatamente con l'ombra di un acero, "Samael?!".
Samara
parve accorgesi solo allora di Cassandra, che osservò con
inquietante interesse per alcuni istanti prima parlare di nuovo, - Tu
mi sei simpatico Samael -, "Vorrei poter dire la stessa cosa anche
io bambina fantasma!", rispose il Toreador chiedendosi dove volesse
andare a parare Samara.
-
Hai una nuova amica... me la fai conoscere? Vorrei giocarci...-,
qualcosa nel tono della bambina gelò il sangue del giovane che si
affrettò a scuotere la testa, "No no e poi no. Lei non è affatto
simpatica".
-
Ma io voglio giocarci ho detto! -, possibile che un fantasma Salubri
dall'età sconosciuta e dai poteri letali come quello puntasse i
piedi come una qualsiasi mocciosa di dieci anni?
"Non
è che poi, una volta che ti sarai impossessata di me, seguirai quel
tedioso proposito assolutamente fuori moda del sacrificio per salvare
il mondo eccetera, eccetera..? No perché sai, io sono assolutamente
contrario!", l'espressione di Samara si rifece seria tutto d'un
tratto, svanita ogni traccia dell'infantilità di poco prima, - No.
Tu sei il mio collegamento. Tu
mi servi vivo per la mia missione. Diversamente, non ti avrei certo
salvato la vita -, "Mmm... effettivamente. E va bene, ma solo per
un pochino!".
Il
Toreador era ufficialmente ammattito, Cassandra si domandò come
avrebbe spiegato al Principe questa parte della missione. Samael
intanto aveva allargato le braccia nella sua direzione, gli occhi
chiusi con trasporto, il capo reclinato all'indietro: "Vieni!
Entra dentro di me! Prendimi! Sono tutto tuo bambina!", la Tremere
non credeva alle sue orecchie, "C-cosaa?!? Samael! N-non mi sembra
certo il momento!".
Il
Toreador parve non averla udita. Improvvisamente parve non esserci
più nessuno accanto a loro, la giovane si trovò sprofondata in un
silenzio irreale... minaccioso persino.
Samael
abbassò le braccia di scatto, un movimento innaturale
che mise vagamente in allarme la compagna, "Samael..?".
-
Non sono Samael... -
Cassandra
trattenne a fatica un grido di sorpresa quando il Toreador raddrizzò
il capo all'improvviso: la sua voce si era fatta sottile e greve di
malizia, come quella di... di una bambina, però... malvagia,
si... la voce di una bambina malvagia da film horror di serie b.
Ma
soprattutto la fissava con uno sguardo spiritato da tutti e tre
i suoi occhi...
-
Ti va di giocare con me... Tremere?
-
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