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Quinto tempo, II parte. Misfortune's payback
Tuesday 14 October 2008
 
Scritto da Lord Cäedric Allen Aston ,

Salve cari amici, vorrei intrattenermi più a lungo a discorrere con Voi, ma non voglio lasciare attendere ulteriormente il poco paziente Principe di San Francisco. Mary Anne Gray è più che impaziente di far udire la propria alterata voce ai nostri malcapitati protagonisti.

Inoltre credo desideriate fare conoscenza più approfondita della nuova leva, l'affascinante Cassandra Christabel Pemberley.

Non perdiamo quindi altro tempo, non sia mai...


"Avete ben dieci secondi per darmi una spiegazione convincente: cosa diavolo ci facevate ieri notte al porto quando il vostro incarico è tenere d'occhio gli Anarchici al Golden Gate?!", lo sguardo smeraldino di Mary Anne si posava impietosamente su ognuno dei malcapitati Infanti oggetto della sua ira, se le occhiate potessero uccidere (anche se, in effetti, alcune possono farlo), tre cadaveri (definitivamente morti) avrebbero improvvisamente adornato la sala.

"Spero non vi sia bisogno di farlo, ma visto con chi ho a che fare sarò il più chiara possibile: questa infrazione della Masquerade potrebbe diventare estremamente grave! Ed in quel malaugurato caso saprò esattamente quali teste far rotolare, e vi assicuro che non parlo in senso figurato!", ancora il ciclone della rabbia del Principe li travolse, una tempesta di cui non era possibile intravedere la fine, e neppure l'esito.

"Tu! Cӓedric Allen Aston, l'Infante del Clan Ventrue...", la donna pronunciò l'appellativo onorifico con rabbioso sarcasmo, "... rispondi e vedi di essere convincente!".

Il giovane Ventrue sopportò stoicamente il peso dell'indice accusatore del Principe.

Mentire alla più alta carica della città era qualcosa che non si sarebbe mai aspettato di dover fare; tuttavia, la completa verità avrebbe potuto compromettere altre questioni oltre il sarcofago ed il suo contenuto, questioni in cui la sua Coterie era coinvolta ufficiosamente, evitarlo era sua precisa responsabilità...

"Ci siamo recati al porto seguendo un gruppo sospettato di collusione con il Sabbat, la pista si è poi rivelata un vicolo cieco...", nessuna esitazione tanto nel tono quanto nello sguardo, fisso negli occhi del Principe Tremere, "...Dei disordini ivi verificatisi non abbiamo avuto parte alcuna, tuttavia si è reso necessario cancellare eventuali prove della nostra presenza. Disgraziatamente, una è sfuggita al mio controllo, me ne assumo personalmente la piena e totale responsabilità".

Mary Anne tacque per alcuni istanti, senza però lasciare gli occhi di Cӓedric, quindi sbuffò con fare poco elegante, "Per lo meno hai avuto sufficiente presenza di spirito da mascherarti. Buon per te che la situazione non è ancora degenerata", disse accostandosi ancora di più all'Infante, "Conoscendo il tuo Clan, ma soprattutto il tuo lignaggio, lascerò siano Antonius ed il tuo Sire a stabilire una punizione adeguata al caso. Il mio ordine è di risolvere il problema, subito".

Il Ventrue rispose con un cenno d'assenso, conscio che per qualche motivo Mary Anne si era dimostrata ben meno punitiva di quanto fosse in suo diritto fare. Forse la sua capacità di dissimulazione era maggiore di quanto non credesse, o più probabilmente lei sapeva alla perfezione come i suoi Siri avrebbero gestito la cosa, niente meno della perfezione veniva accettato....

Finito con Cӓedric e la questione principale, il Principe si rivolse minacciosamente al Toreador: "E tu!", ben lontano dal mantenere il sangue freddo del compagno, Samael trasalì, "I-io..?".

Compiaciuta dell'effetto suscitato, Mary Anne si portò in faccia all'inquieto Infante, "Proprio tu Blackwood! Apri bene le orecchie: mi è giunta voce di una sedicente emittente radio clandestina, a giudicare dai contenuti pare sia gestita da Toreador...", Samael rabbrividì sentendo la Fine approssimarsi a grandi passi; se gli avesse concesso di scegliere avrebbe optato per il classico paletto nel cuore, la decapitazione era troppo antiestetica, mentre fuoco o Sole si prospettavano atrocemente dolorosi.

"...una cosa simile costituirebbe un'inaccettabile infrazione della Masquerade, nonché un evidente spregio delle mie leggi, e questo mi farebbe decisamente infuriare!", oh se solo avesse potuto farsi sempre più piccino ad ogni sillaba!

"Tu quindi ravanerai nel tuo Clan e scoprirai quanto c'è di vero in queste voci...", cosa cosa? Aveva capito bene? "Sono salvo!", "...e mi presenterai un accurato rapporto in merito. Sono stata chiara?!", Samael si affrettò ad annuire con convinzione profondendosi in ossequioso inchino, ancora incredulo per tanta fortuna.

Gli occhi verde smeraldo del ciclone si spostarono infine su Harle. Sotto quello sguardo tagliente, la cucciola Gangrel sentì evaporare gran parte della sua grinta.

"E tu! Se anche la Gehenna stesse per abbattersi su di noi, quand'anche avessi tutti gli Antidiluviani dei tredici Clan alle calcagna, seppure un'orda di lupini fosse sulle tue tracce bramosa del tuo sangue... non me ne importerebbe nulla ugualmente: non osare mai più ripresentarti al mio cospetto ricoperta di stracci lerci, chiaro?!", l'espressione ‘coda fra le gambe' solitamente non si adatterebbe a bipedi non provvisti di tale appendice, tuttavia un'eccezione va fatta per l'aspetto di Harle in quel momento.

Impietosa e splendida nella sua stizzosa ira, Mary Anne continuò rivolgendosi a tutti: "Siete una delusione di Coterie! Altro che Custodi della Masquerade! Per questa ed altre ragioni che non sono tenuta a darvi, ho deciso di affiancarvi un nuovo valido membro", così dicendo fece un cenno a Cassandra affinchè si avvicinasse, "Cassandra Christabel Pemberley è una figlia del mio Clan, del più illustre lignaggio. Dovrebbe aiutarvi ad incrementare i vostri penosi standard. Tra l'altro mi pare vi conosciate già, non è vero?".

Cӓedric e Cassandra si scambiarono un'occhiata in tralice prima di fare uno sbrigativo cenno affermativo al Principe, "Meglio così. Ah Cӓedric...", gli occhi della donna si fissarono in quelli del Ventrue, "...inutile specificare che, se dovessero verificarsi nuovamente simili spiacevoli incidenti, potrai ritenerti sollevato dal tuo incarico di Leader della Coterie. Siamo intesi?".

Oh quanto gli seccava essere bacchettato come lo scolaretto che non era mai stato di fronte alla propria nemesi accademica! Ingoiando il fastidio, Cӓedric rispose affermativamente al Principe.

"Umpf, sia dunque. Per la vostra gioia, il raduno anarchico ha subito una proroga per questa notte. Mi pare quindi abbiate un incarico. Muovetevi!", il Principe indicò poi senza tante cerimonie la porta.


Una volta fuori dalla sala, sia Samael che Harle tirarono un neanche troppo velato sospiro di sollievo, fortunatamente avevano entrambi compreso il perché delle omissioni di Cӓedric e sapevano di doversi guardare dal parlare troppo liberamente di fronte alla nuova ‘compagna' di Coterie.

"Ebbene? Un nobile come te Cӓedric di certo non mancherà d'introdurmi ai nuovi compagni", la donna notò con malcelata soddisfazione il fastidio del Ventrue, che incalzò: "Davvero una curiosa coincidenza non trovi? Chi l'avrebbe mai detto che qualcuno ti avrebbe considerato all'altezza dell'Abbraccio...".

Cӓedric lottò per mantenere la consueta indifferenza, solamente Cassandra era in grado di fargli perdere la pazienza così velocemente!

"Insinuazioni senza scopo Cassandra, non posso aspettarmi di meglio da te. Vedrò di farmene una ragione, a malincuore s'intende", Samael credette di aver sentito male: era forse sarcasmo quella nota diversa dal consueto monocorde di Sua Simpatia? Chi o cosa era questa Tremere per riuscire in cotanta impresa?

Il Ventrue continuò incurante dell'incredulità suscitata nel compagno, "Samael Blackwood, Toreador. E Harle, Gangrel. Sono certo che tu non abbia bisogno di altre informazioni".

Erano oramai giunti nella hall dove Anette li salutò sorridendo. Appariva intenta a ritagliare qualcosa da un giornale, Cӓedric credette di sapere di cosa si trattava e si augurò che nessuno dei compagni volesse approfondire la cosa.

"Ebbene Samael, tu e Cassandra ci precederete al raduno. Io e la Gangrel abbiamo altro di cui occuparci prima di raggiungervi", un cenno del Ventrue zittì le proteste della sopracitata cucciola (che fiutava l'approssimarsi dell'ennesima lavata di capo), "Attenetevi alle disposizioni".

Detto questo, Cӓedric si avviò a passo deciso verso il garage, seguito controvoglia da Harle. Samael si trovò perciò solo con la nuova arrivata, "Se per disgrazia dovesse scapparmi qualcosa di storto Sua Simpatia mi ucciderà... bhè però potrei anche tastare il terreno per eventuali pettegolezzi, Radio Carmilla ha sempre sete di nuove storie e questi due non me la contano giusta, oh oh oh!".

Cassandra osservò per alcuni istanti il Toreador sghignazzare da solo, decise quindi di approfittarne per riflettere sulla situazione. La giovane Tremere non era stata affatto entusiasta dell'incarico ricevuto, tuttavia gli ordino sono indiscutibili, è una delle regole fondamentali del Clan.

Ed eccola nella hall del Palazzo centrale, ad aspettare la fine del tedioso monologo interiore del Toreador, dopo essere stata scaricata senza tanti complimenti dall'odiosissimo Ventrue... Aston nientemeno! "Di certo posso dire di avere avuto serate migliori... anche se, devo ammettere, che il rimprovero del Principe è stato particolarmente soddisfacente!".


"L'hai lasciato incustodito", non era una domanda, "Persino da te mi sarei aspettato un buonsenso maggiore di questo!", il Ventrue appariva insolitamente... non calmo, Harle non avrebbe saputo spiegarlo meglio di così; di certo però l'aveva notato e non poteva fare a meno di domandarsene la ragione, "Certo una mazziata pubblica come quella di prima non gli sarà piaciuta. Uh uh uh, anche gli dei crollano... o era piangono? Bho, il senso è quello comunque".

"Togliti quell'espressione ebete dalla faccia. Torna immediatamente a guardia e non osare abbandonare nuovamente il capannone. Io sistemerò... l'imprevisto sorto, quindi ti raggiungerò. Nel frattempo contatta Henry", il Ventrue sparì all'interno della propria auto senza dare modo alla ragazza di replicare, "Ehi! Potresti almeno darmi un passaggio! Maledetto finocchio... ti scoppiasse la Viper!", l'ultimo augurio sfiorò la suddetta auto che sgasava fuori dal parcheggio. Come vedrete, una carezza piuttosto pesante cari Lettori...

Mentre Harle si arrangiava alla meglio nel cercare un taxi che non la considerasse un passeggero a rischio, Cӓedric sfrecciava lungo un'insolitamente sgombra 20th Avenue, il motore costantemente sovra giri (il principio dell'uso combinato di cambio e frizione rappresentava un discreto scoglio per il giovane Ventrue). Dopo poco fu però costretto a fermarsi, una pattuglia della stradale gli aveva infatti intimato l'alt, "Di bene in meglio...".

"Salve, favorisca patente e libretto prego", contenendo l'incipiente fastidio Cӓedric rispose in tono gelido, "Sono forse reo di qualsivoglia infrazione?", il poliziotto sembrò colto in contropiede dalla freddezza del giovane, "No, certo... è un controllo di routine signore".

Per alcuni istanti il Ventrue ponderò l'ipotesi di premere sull'acceleratore e levarsi di torno l'ennesima scocciatura, anche a fronte del fatto che risultava sprovvisto del maledetto documento; dovete infatti sapere che Cӓedric non aveva mai preso la patente, considerando la cosa un'inutile perdita di tempo, almeno sino a quel momento.

Inspirando profondamente, il giovane si voltò a guardare negli occhi il poliziotto: nonostante le lenti che ne alteravano il colore, il potere della disciplina fluì come di consueto, incatenando la volontà dell'uomo che non potè fare altro che sprofondare in quell'abisso verde oro, "Hai controllato tutti i documenti trovandoli perfettamente in regola", "I-io ho... controllato. Tutto bene signore, può andare, mi perdoni per il disturbo", il poliziotto si congedò con un cenno di saluto prima di risalire in moto e partire.

Più che seccato dall'aver dovuto utilizzare nuovamente Dominazione, Cӓedric si apprestò quindi a ripartire, ansioso (per quanto possa essere tale uno come lui) di sistemare la questione con il guardiano del porto, peccato che l'augurio di Harle avesse deciso di abbattersi su di lui proprio in quel momento.

Con un fortissimo stridio seguito da un secco scoppio, la Viper sussultò un'ultima volta prima di cedere definitivamente, un sottile filo di fumo che saliva dal cofano, "Cos'altro potrà mai succedermi ancora...".

Il Ventrue scese dall'auto allontanandosi di qualche passo, inspirò profondamente chiudendo gli occhi nel tentativo di mantenere la calma (nonché di escludere tutto quanto aveva intorno, compresi gli avvenimenti della serata). Infine, dopo alcuni minuti, chiamò Igor affinchè provvedesse tanto al carro attrezzi, quanto all'invio di Reginald e della Limousine.

"L'ho sempre detto a Sua Signoria che non era il caso di guidare un'auto come quella, almeno non prima di avere effettivamente imparato a guidare!", pensò l'anziano maggiordomo sperando che l'imprevisto non peggiorasse la condizione emotiva del padrone, "Se non altro la ferita al petto è finalmente guarita, Sua Grazia potrà finalmente agire senza impedimenti. Una ben misera consolazione per il mio vecchio cuore...".


Harle entrò di corsa nel capannone sua dimora. Durante il tragitto (era riuscita a convincere un tassista pakistano di non essere una malvivente rapinatrice notturna di tassisti) era infatti stata colta da un improvviso senso di ansia, come se fosse accaduto qualcosa di potenzialmente grave, "Vista la sfiga che mi perseguita, come minimo la vecchia stronza avrà deciso di farsi una passeggiata!".

"Dove diavolo sei stata?!? Che fine ha fatto il sarcofago??", un agitatissimo Henry era sbucato da un'altra entrata facendo sobbalzare la Gangrel, "C-come? Vuoi dire che non c'è più??", "No che non c'è! A meno che non sia diventato invisibile! Maledizione!".

Entrambi cercarono ovunque, perlustrando più volte ogni anfratto del capannone, ma senza esito, del sarcofago e del suo contenuto pareva non esserci più traccia, letteralmente.

"Come avranno fatto a portarlo via senza lasciare alcuna traccia nella polvere? Da quanto tempo te ne sei andata? Dove sono gli altri? Cӓedric sa dell'identikit? Come...", "Ehi ehi ehi! Frena cazzo! Non ci capisco più niente! Fammi almeno una domanda alla volta, cazzo!", Harle si prese la testa fra le mani, spossata dall'ennesimo rimprovero, ma cosa poteva aver fatto di male? E poi... dove diavolo era finito il biondo? Quanto ci voleva a chiudere la stramaledetta bocca dello stramaledetto guardiano di quello stramaledetto porto?!

Anche Henry si era ormai rassegnato all'inevitabile, un penoso senso di ineluttabilità (probabilmente la longa manus della malasorte) l'aveva ricoperto svuotandolo di ogni energia, "Ti consiglio di pensare ad una giustificazione soddisfacente Harle, perché sarai tu a dare la bella notizia a Beckett. A proposito di lui, sarà qui a minuti", "Cooosaaa?? Oh nooo!", fare la figura della fessa di fronte all'idolo del suo Clan... davvero un ottimo modo per concludere la serata!


Ma torniamo rapidamente agli altri due protagonisti della nostra storia, Samael e la nuova leva, Cassandra. Li avevamo lasciati al Palazzo centrale, in procinto di partire per monitorare l'ultimo giorno del raduno Anarchico al Presidio National Park.

Cassandra osservò moderatamente incuriosita il Toreador che rovistava semi-immerso nel bagagliaio della sua auto. Non aveva avuto alcuna difficoltà ad identificare la macchina del nuovo compagno, potete ben immaginare in grazia di cosa... "Ma sono Swaroski quelli sul cambio?! La fiera delle vanità... Thackeray avrebbe di che imparare da costui...".

"Ah! Eccoli! Questi saranno perfetti!", Samael riemerse dal bagagliaio porgendo a Cassandra un trench di pelle ornato di una vistosa cintura di strass ed un paio di stivali pendant, tutto rigorosamente D&G.

Per sé il Toreador aveva scelto una mise Vivienne Westwood, jeans e chiodo decorati in viola su nero, "Che ne pensi Cassandra?", "Sembri la versione punk di Madonna. Ti dispiace spiegarmi il perché di questa pagliacciata?".

Samael sospirò teatralmente, "Eccone un'altra... Sua Simpatia 2 il ritorno. Tutti a me quelli allegri e disponibili vero?", continuò quindi ad alta voce, "Cassandra cara, devi sapere che stiamo per recarci in mezzo a dei pazzi scatenati che non hanno senso dell'umorismo, per non parlare del senso dell'igiene. Un luogo dimenticato da Dio e dalla moda insomma. Tuttavia non c'è ragione per cui l'istinto di sopravvivenza, che mi spinge a non recarci laggiù vestiti da ‘Mr&Mrs Camarilla', debba per forza essere discinto dallo stile che mi contraddistingue. E poi... quella giacca ti sta d'incanto credimi!".

La Tremere non diede segno di gradire particolarmente il complimento, indosso alla sua persona persino un sacco dell'immondizia si sarebbe fatto haute couture. Rassegnata, salì sulla Mini del Toreador, "Trattandosi di un raduno Anarchico non ho alcuna intenzione di mettere a rischio la mia Jaguar! Ma guarda... sono davvero Swaroski, non ho parole...".

Dopo un viaggio più breve del previsto, i due giunsero quindi in loco. Lasciata l'auto in un parcheggio ragionevolmente meno a rischio degli altri, Samael e Cassandra decisero di farsi un giro ai margini di quella stravagante manifestazione di casi clinici (la definizione è di Cassandra).

La Tremere condivise appieno il disgusto del Toreador subito dopo aver schivato (per un nonnulla) un getto di vomito proveniente da un energumeno sbucato all'improvviso da un cespuglio; la donna dovette combattere contro il proprio istinto per non richiamare il proprio potere e punire così il bestione come meritava.

"Che luogo o r r i b i l e!", Samael non potè che dirsi d'accordo con lei. Quindi, approfittando della vicinanza dovuta al comune disgusto, decise di sondare il terreno: "Allora Cassandra, mi è parso di capire che tu conosca Cӓedric...", la Tremere non gettò più di una rapida occhiata al compagno prima di rispondere bruscamente, "Era mio studente all'Università, una delusione in effetti". Il tono indicava chiaramente come la discussione al riguardo dovesse considerarsi chiusa, il Toreador afferrò saggiamente l'antifona e non chiese nulla di più, "Per il momento... Ashlar non si arrenderà così facilmente, gli ascoltatori hanno il diritto di sapere!".

- Ciao Samael... -

Di riflesso il Toreador si girò, ma alle sue spalle non c'era nessuno; davanti a lui Cassandra si era fermata rivolgendogli uno sguardo interrogativo.

- Guardi dalla parte sbagliata. Io sono qui -

Reprimendo un brivido, il giovane si rese conto di chi era quella voce: Samara era (o sembrava essere, dal momento che sapeva di essere il solo a vederla) alla sua destra, a poco più di un passo di distanza, sembrava adirata (cosa che lo preoccupò alquanto).

"Ancora tu bambina... ma perché non te ne vai ad infestare una casa come tutti i fantasmi normali?", il broncio di Samara si fece più marcato, - Dovresti essere più riconoscente Samael, è solo per merito mio se tu ed i tuoi amici siete ancora vivi! -.

Samael ebbe uno sgradevole flash dell'episodio a cui si riferiva Samara, soprattutto delle orribili condizioni in cui aveva trovato i due assassini Assamiti, "Ah! Ecco chi è stato! Io e te dovremmo fare due chiacchiere sull'estetica, mia cara bambina fantasma".

Cassandra assisteva sbalordita al dialogo/monologo del Toreador che, da un momento all'altro, si era messo a parlare da solo interagendo animatamente con l'ombra di un acero, "Samael?!".

Samara parve accorgesi solo allora di Cassandra, che osservò con inquietante interesse per alcuni istanti prima parlare di nuovo, - Tu mi sei simpatico Samael -, "Vorrei poter dire la stessa cosa anche io bambina fantasma!", rispose il Toreador chiedendosi dove volesse andare a parare Samara.

- Hai una nuova amica... me la fai conoscere? Vorrei giocarci...-, qualcosa nel tono della bambina gelò il sangue del giovane che si affrettò a scuotere la testa, "No no e poi no. Lei non è affatto simpatica".

- Ma io voglio giocarci ho detto! -, possibile che un fantasma Salubri dall'età sconosciuta e dai poteri letali come quello puntasse i piedi come una qualsiasi mocciosa di dieci anni?

"Non è che poi, una volta che ti sarai impossessata di me, seguirai quel tedioso proposito assolutamente fuori moda del sacrificio per salvare il mondo eccetera, eccetera..? No perché sai, io sono assolutamente contrario!", l'espressione di Samara si rifece seria tutto d'un tratto, svanita ogni traccia dell'infantilità di poco prima, - No. Tu sei il mio collegamento. Tu mi servi vivo per la mia missione. Diversamente, non ti avrei certo salvato la vita -, "Mmm... effettivamente. E va bene, ma solo per un pochino!".

Il Toreador era ufficialmente ammattito, Cassandra si domandò come avrebbe spiegato al Principe questa parte della missione. Samael intanto aveva allargato le braccia nella sua direzione, gli occhi chiusi con trasporto, il capo reclinato all'indietro: "Vieni! Entra dentro di me! Prendimi! Sono tutto tuo bambina!", la Tremere non credeva alle sue orecchie, "C-cosaa?!? Samael! N-non mi sembra certo il momento!".

Il Toreador parve non averla udita. Improvvisamente parve non esserci più nessuno accanto a loro, la giovane si trovò sprofondata in un silenzio irreale... minaccioso persino.

Samael abbassò le braccia di scatto, un movimento innaturale che mise vagamente in allarme la compagna, "Samael..?".

- Non sono Samael... -

Cassandra trattenne a fatica un grido di sorpresa quando il Toreador raddrizzò il capo all'improvviso: la sua voce si era fatta sottile e greve di malizia, come quella di... di una bambina, però... malvagia, si... la voce di una bambina malvagia da film horror di serie b.

Ma soprattutto la fissava con uno sguardo spiritato da tutti e tre i suoi occhi...

- Ti va di giocare con me... Tremere? -


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Postato il Bertha, 27-08-2013 23:33,
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