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Quinto tempo, IV parte. You Should Be Dancing
Sunday 05 April 2009
 
Scritto da Lord Caedric Allen Aston,

Cari lettori i miei saluti. Nonostante i miei sinceri propositi, non si può certo dire che sia stato lesto nell'invitarvi al proseguimento della nostra storia. La verità è che non ho scusanti se non quella di essere, come ben comprenderete, poco aduso a tenere in gran conto lo scorrere del tempo...

Spero con tutto ciò che resta del mio cuore che possiate perdonare questa leggerezza da parte mia, allo scopo ho qui pronto il seguito delle avventure dei nostri giovani vampiri, volete seguirmi..?

Il Ripped Soul era un locale piuttosto in voga fra gli amanti della disco music, non molto grande in verità, ma assai frequentato in particolar modo dagli studenti del vicino campus universitario. Samael non vi era mai stato, ma Wendy gli aveva fatto una recensione entusiastica appena poche settimane prima ("Mmm, perché, le rimane tempo per uscire la sera? Vedrò di farle occupare il tempo libero in maniera più produttiva!"). L'unico dubbio del Toreador riguardava l'attuale abbigliamento suo e di Cassandra, sarebbe stato adatto al locale? Per ogni evenienza il bagagliaio della Mini garantiva una scorta di abiti paragonabile al magazzino di una boutique. Samael ricordava ancora gli ammonimenti di Wilhelm: "Mai farsi cogliere impreparati Samael! Non sai mai quando potrai essere invitato ad un cocktail party in stile hawaiiano. Gli inviti capitano sempre quando meno te l'aspetti!", per quanti di voi dovessero chiedersi se la scorta di abiti comprendesse anche gonnellino di foglie di banano e ghirlanda di fiori, la risposta è naturalmente sì.

Ben lungi dall'avere le medesime preoccupazioni del compagno, Cassandra scese dall'auto ripensando alla ‘conversazione' da poco avuta con Cӓedric.

Il Ventrue non le era sembrato affatto sorpreso di essere chiamato da lei, "Presumo che questo sia il tuo recapito telefonico. Sarò sul posto tra circa un'ora", fine della comunicazione. La Tremere sbuffò infastidita, per quanto non potesse certo dirsi entusiasta di rivedere Cӓedric, la ragazza era conscia della necessità di agire di concerto, inoltre non poteva negare di volerne sapere di più circa le visioni mostratele dallo spettro della Salubri (ricordate Samara?), visioni che  riguardavano direttamente il suo lignaggio; aveva infatti riconosciuto immediatamente l'agente di morte presente in esse: Edward Elric, suo Gransire nonché attualmente Primogenito del Clan Tremere a San Francisco.

Per tutto il viaggio in auto, non aveva potuto fare a meno di domandarsi come aveva fatto a non notare la straordinaria somiglianza tra i due, dopotutto occhi come quelli erano più che rari, "Pressoché unici... Edward Elric, Cӓedric Allen Aston...". Scacciò con decisione quel pensiero, non era il momento di fare congetture su un eventuale collegamento di quel genere, certo era che quell'incarico l'avrebbe messa duramente alla prova.

Non appena entrati, i due si diressero immediatamente al bancone del bar: il locale quella notte non era particolarmente affollato, i clienti se ne stavano ai tavoli, sulla pista era possibile vedere un unico folto capannello di ballerini dimenarsi al ritmo di YMCA. L'atmosfera allegra contagiò immediatamente Samael e fu soltanto per l'assoluto divieto della compagna che non si lanciò subito in pista, "Uff uff... è proprio vero che voi non sapete divertirvi! Invitare un Tremere ad una fest... ma sono neon rosa quelli sotto il piano del bar..? Oh oh oh! Questo locale mi piace sempre di più!".

Cassandra si sforzò di ignorare gli scontati commenti del Toreador, rivolgendo la sua attenzione al barista; la ragazza non fu affatto sorpresa di vedersi fissata a sua volta dall'uomo, dopotutto era la normalità trattandosi di una bellezza come la sua.

"Posso servirvi qualcosa?", l'uomo continuava a fissarla con insistenza, al limite della sfacciataggine, la Tremere stava per redarguirlo quando lui continuò, "Il drink del Principe magari...". Dovete sapere, cari lettori, che ordinare il drink del Principe in uno qualsiasi dei locali gestiti da Fratelli equivale in buona sostanza a presentarsi come tale.

"Come ha fatto a riconoscerci immediatamente?!", Cassandra non riuscì a dissimulare completamente la sorpresa, il barista sorrise servendo loro un paio di bicchieri pieni fino all'orlo di un denso liquido scuro, "Avere buon occhio per... i gusti dei clienti fa parte del mio lavoro. Voi due comunque fareste bene a rifarvi il trucco".

Da parte sua Samael non aveva minimamente colto il significato dello scambio di battute tra la compagna e il barista, pur accettando prontamente il drink, "Oh, mi si è forse sbavato l'eyeliner? Eppure era garantito waterproof!", "Samael non intende questo, siamo troppo pallidi per non destare sosp... un momento, tu usi l'eyeliner?", Cassandra guardò con maggior attenzione il viso del compagno dove in effetti era visibile un sottile strato di trucco, "Ma certo cara, non vedo perché gli uomini dovrebbero rinunciare a far risaltare la loro bellezza! Non trovi anche tu che valorizzi il colore dei miei occhi?".

La Tremere non rispose, cercando di ignorare il profondo senso di disagio che l'aveva colta: fino a quel momento aveva creduto che Cӓedric sarebbe stato il suo problema maggiore, ma non ne era più certa visti gli altri soggetti della Coterie. Seguì il consiglio del barista rendendosi meno pallida (e quindi più umana), poi gli domandò se era possibile conferire con Desdemona.

"Chi la cerca?", "Cassandra Pemberley, la Grand'Infante del Primogenito Tremere", l'uomo non parve eccessivamente impressionato dal titolo (cosa che provocò un certo fastidio nella nostra orgogliosa infante), ma confermò quanto già sapevano: Desdemona era in riunione, in caso di urgenza avrebbero dovuto rivolgersi ad Alice, sorella ed infante della Primogenita Malkavian.

"Dove possiamo trovarla?", per tutta risposta il barista le indicò la pista da ballo, precisamente il gruppo di giovani che si dimenavano al centro, "La signorina Alice è sempre al centro della festa!". Per quanto si sforzasse, Cassandra non riuscì a vedere la Malkavian, il gruppo era davvero troppo folto, "Come possiamo avvicinarla? Non ho certo tutta la notte da perdere io!". Sarebbe davvero stata un'impresa senonché, sulle note di Stayin' alive, Samael si alzò ravvivandosi il ciuffo e sfoggiando il suo magnetico sorriso, "Lascia fare a me bellezza, sento la febbre che sale! Questo è il mio campo!".

Osservandolo piroettare verso la pista, Cassandra si domandò incredula se il Toreador non fosse stato posseduto anche dal fantasma di Tony Manero.

"Nessuno strascica i piedi come Samael Blackwood! E per non parlare della mia mossa pelvica: Elvis  non è morto, si è nascosto per la vergogna dopo aver visto come si balla sul serio!", volteggiando Samael si portò rapidamente in mezzo alla ressa. Gli altri ballerini dovettero lasciargli spazio, sgomenti; persino Cassandra dovette ammettere che il Toreador sapeva il fatto suo.

Al centro esatto della pista Samael raggiunse finalmente il suo obiettivo: l'unica donna di tutto il gruppo, che evidentemente doveva essere Alice Stone, si dimenava esaltata e incurante dell'improvviso vuoto che si era creato: era davvero alta, ma del resto con i trampoli che portava non sarebbe potuto essere altrimenti, aveva i capelli più lunghi che il Toreador avesse mai visto, acconciati in due code alte ai lati della testa ("Mio Dio... una cosplayer di Sailor Moon!"), il trucco decisamente pesante e i fantasiosi accostamenti di colore non riuscivano a coprire una bellezza notevole, accentuata dagli abiti decisamente succinti che lasciavano ben poco all'immaginazione dell'osservatore.

Quando Alice si accorse di Samael che le ballava intorno si bloccò, i due si fissarono per lunghi istanti, quindi (con la complicità del deejay) fu come trovarsi all'improvviso nel bel mezzo di Saturday Night Fever. Gli altri clienti gridavano letteralmente in visibilio, mentre Cassandra sorseggiava il suo drink al bancone, rassegnata all'idea di dover aspettare la chiusura della sacca temporale che si era oramai aperta sugli anni '70.

"John Travolta sarebbe fiero di me!", Samael ci aveva ormai preso gusto quando un'inopportuna scelta del deejay aprì una spregevole parentesi anni '90; anche Alice pareva scontenta o, in ogni caso, maggiormente interessata al nostro brillante Toreador che alla musica: "Io sono Alice, ma credo che tu lo sappia già. Dimmi Tony... sai muoverti così bene solo in pista o hai anche altri talenti?".

La franchezza della proposta lasciò per un momento di sasso Samael, tuttavia Alice aveva qualcosa, un fascino particolare che lo intrigava, "Chissà, forse è per l'espressione vagamente psicopatica... in ogni caso non manca certo di buoni... ehm, argomenti!". Il Toreador acconsentì quindi a seguire Alice nei suoi appartamenti privati ai piani superiori, praticamente mesmerizzato dall'incedere ondulatorio della Malkavian.

Frattanto Cassandra osservava la scena da lontano, un mezzo sorriso sprezzante sulle labbra, "Tutti uguali gli uomini, patetico...".

"Mi permetto di dissentire. Ancora acida come una volta, vedo", la Tremere si voltò appena verso il nuovo venuto, non avrebbe mai dato a Cӓedric Aston la soddisfazione di sorprenderla, "Sei in ritardo. Ancora con quel ridicolo travestimento, vedo".

Il Ventrue non si prese la briga di rispondere, uno scambio di battute simile tra loro equivaleva ad un saluto. Una volta sistemato l'imprevisto al porto, il nostro stoico infante aveva fatto ritorno alla Golden Tower per rendersi presentabile dopo l'escursione sottomarina, giungendo effettivamente in ritardo di 12 minuti. La tinta castana leggermente sbiadita lasciava intravedere riflessi del biondo sottostante, così come le lenti non mascheravano completamente l'iride dorata, fortunatamente non avrebbe dovuto ricorrere a simili espedienti ancora per molto: entro la notte successiva la notizia che il guardiano del porto si era inventato tutto avrebbe fatto il giro dei media, permettendogli di riassumere il proprio aspetto.

"Perché Alice Stone?", Cӓedric si era appoggiato al bancone accanto a Cassandra cercando di ignorare un gruppo di ragazzine che lo indicavano dandosi di gomito a un tavolo vicino, "Desdemona non c'è. Prima che tu mi chieda perché Desdemona Stone, sappi che avresti dovuto avvertirmi della particolarità del Toreador!". Il Ventrue si voltò a guardarla negli occhi, sorpreso dal tono della ragazza, era una nota di inquietudine quella che aveva sentito?

"Hai conosciuto la Salubri", un semplice spirito non sarebbe bastato a scalfire l'autocontrollo di Cassandra Pemberley, inoltre Cӓedric sapeva dell'ancestrale antagonismo tra i due Clan, "Forse non avrei dovuto lasciarla sola con Samael...", un momento, si stava preoccupando per lei..? Doveva essere più stanco di quanto non credesse.

Cassandra distolse lo sguardo con stizza, conscia che l'altro si era accorto della sua agitazione, "Esatto. Assai poco piacevole in effetti! E devo ringraziare te per questa bella sorpresa! Ad ogni modo, quella... cosa, ha suggerito di parlare con Desdemona. Mi sembrava più utile venire qui che stare a guardare un centinaio di ubriaconi vomitare e...". Il Ventrue si avvicinò alla ragazza osservandola con attenzione per lunghi istanti, Cassandra non amava certo sentirsi sotto scrutinio e stava per ricordarglielo quando Cӓedric si voltò distogliendo lo sguardo: "Ho visto il potere di quello spirito, rappresenterebbe un pericolo per chiunque. Hai fatto bene ad assecondarne le richieste", la Tremere si sentì piccata da quel commento, "Cosa vorresti insinuare?! Per tua informazione io potrei gestire qualsiasi situazione, a differenza tua... vogliamo parlare del tuo identikit su tutti i giornali di oggi?!".

Cӓedric socchiuse gli occhi infastidito, possibile che quella donna riuscisse a incrinare la sua pazienza dopo appena pochi minuti?

"Ho già provveduto a cancellare l'inconveniente", per un istante fu tentato di farle notare come il suo commento precedente volesse essere una nota di apprezzamento per l'essere uscita incolume da un incontro tanto rischioso, ma decise di non farlo, nessuno più di Cassandra riusciva a fraintendere le sue parole.

"Perché sei qui?", il cambio di discorso non colse impreparata l'infante Tremere, sapeva che quella domanda sarebbe arrivata prima o poi: "Sono stata abbracciata circa sei anni fa, Lord Ash nientemeno. Sono qui per necessità di Clan", Lord Randolph Henry Ash era stato docente di entrambi ad Oxford, guida intellettuale  della giovane Cassandra, uno tra i più affermati studiosi d'Inghilterra, all'epoca dei fatti caduto in disgrazia e sostituito in cattedra proprio dalla sua pupilla.

"Lord Ash... singolare", un mezzo sorriso ironico graziò le labbra del Ventrue, le cui posizioni accademiche erano antitetiche rispetto a quelle del Sire della ragazza. Cassandra si risentì della velata ironia, decise quindi di approfittarne per verificare le proprie supposizioni: "Non più di quanto non lo sia tu. In ogni caso dubito che Edward Elric l'avrebbe abbracciato se non si fosse trattato di un'ottima scelta", la ragazza prestò la massima attenzione ad ogni eventuale reazione del suo interlocutore. Il Ventrue non le parve minimamente sorpreso, come se la cosa non lo riguardasse o come se sapesse già tutto, quindi se ne uscì con una constatazione che la lasciò di sasso: "Abbiamo infine una cosa in comune, Grand'Infante del Primogenito".

-... la sola ed unica cosa che abbiamo in comune, Aston, è l'essere entrambi nati su questo pianeta! Anzi, ho seri dubbi persino su questo!...-

Cassandra non disse nulla, presa da un'incomprensibile nostalgia per il passato, quando passavano ore a litigare su qualsiasi argomento, negli ampi saloni della Facoltà di Storia ad Oxford, la più brillante giovane docente dell'ateneo e lo studente più dotato (almeno a detta dei più, non certo secondo la sua opinione!). Incerta su cosa ribattere, vide con sollievo Cӓedric dirigersi verso il centro della sala, efficacemente ponendo fine alla conversazione. Non le restava che attendere il ritorno di Samael.

Il Ventrue sapeva già che il suo antico e discutibile docente di Storia Romana apparteneva alla stirpe di Caino, come anche sapeva fosse l'Infante di Edward Elric,  uno dei più stimati e temuti Tremere dell'emisfero Occidentale. Pur non avendolo mai incontrato, il giovane sapeva relativamente molte cose su di lui, dopotutto se in passato le cose fossero andate diversamente, lui sarebbe stato il secondo infante dell'Anziano Tremere.

Non sapeva esattamente come fossero andate le cose, comunque Sir Richard gli aveva rivelato che originariamente il suo Abbraccio era destinato al Tremere, e che lui aveva rischiato la condanna al bacio del sole per averne scavalcato i diritti. Ma queste erano notizie ininfluenti e, sospettava, potenzialmente sgradite alla nuova compagna di Coterie, non farne parola era la scelta più saggia.

Così riflettendo, Cӓedric decise di fare un giro per il locale, l'istinto di caccia era insolitamente forte quella notte, non approfittare di eventuali occasioni sarebbe stato uno spreco di tempo, senza contare che l'alternativa era una lite certa con Cassandra (era qualcosa di semplicemente inevitabile).

Un tavolo in particolare attirò l'attenzione del giovane: vi erano sedute quattro ragazze, apparentemente sole e vestite in modo elegante, con ogni probabilità rientravano tutte nei difficili gusti del Ventrue. Una in particolare, una bella ragazza bionda dagli occhi nocciola, lo guardava di sottecchi cercando di non farsi notare; il Ventrue (le cui abilità relazionali non erano particolarmente sviluppate) decise che con lei sarebbe andato moderatamente sul sicuro.

Cӓedric si avvicinò al tavolo cercando di mantenere un sorriso il più possibile naturale, salutò con un cenno tutte le ragazze quindi, voltandosi verso la prescelta, accentuò il sorriso invitandola  a ballare. Si rese conto solo allora che non le aveva chiesto nemmeno il nome, "Dannazione... del resto ho assunto Charles proprio per evitare questi inutili convenevoli...", per quanto solitario fosse, il giovane era pur sempre un Sangue Blu (in tutti i sensi) e riuscì con ammirevole noncalance a rimediare: "Posso avere l'onore di questo ballo, affascinante sconosciuta?". La ragazza arrossì accettando estasiata.

Il Ventrue non ballava da anni... il ricordo di Rochelle lo colpì, improvviso, bruciante come un colpo di spada. La sua espressione doveva essere cambiata (addolcita con ogni probabilità dal ricordo del suo amore), perché la ragazza, dimentica di ogni timidezza e decisa a sfruttare il lento scelto dal deejay, si strinse al giovane sorprendendolo con un bacio tutt'altro che casto.

Ecco qualcosa che assolutamente non si aspettava. Cӓedric restò totalmente immobile per alcuni istanti, mentre dentro di lui aveva luogo una serrata battaglia tra il desiderio di interrompere immediatamente quel gesto non richiesto e assolutamente sconveniente (nessun'altra, non aveva mai tradito Rochelle neppure pensando di baciare un'altra donna!), e l'istinto di caccia reso potente dalla lussuria della vena (ossia della ‘vittima').

Dal bancone Cassandra vide la ragazza avvinghiarsi al Ventrue, a stento trattenne una risata indovinandone ad uno ad uno i pensieri poi, vedendo che Cӓedric non reagiva, represse un improvviso moto di fastidio, "Che sfacciata, donne così sono penose...".

Nel frattempo, il Ventrue aveva ceduto all'istinto (la sete ormai troppo intensa per essere ignorata) approfittando del bacio per mordere la ragazza. Alla fine fu costretto a sorreggerla quando le gambe le vennero meno, lei lo guardava estasiata, travolta dall'intensità del piacere provato (qualunque cosa avesse fatto quel ragazzo straordinariamente affascinante).

Cӓedric riaccompagnò la giovane al tavolo ignorando gli sguardi sognanti delle amiche di lei: ora che la sete era sopita e la sua presa sull'istinto nuovamente ferrea, il Ventrue trovava assai più arduo sopportare la sgradita prossimità con una donna qualsiasi, una donna che non era Rochelle. Ascoltò la ragazza senza prestarle realmente attenzione (si chiamava Brittany, non si curò nemmeno di ascoltare il suo numero di telefono), quindi si congedò per tornare al bancone.

Ma che ne era stato di Samael mi chiederete? Il nostro Toreador volontariamente immolato sull'altare della necessità di raccogliere informazioni...

L'infante aveva seguito Alice nei suoi appartamenti, scortati da un robusto ragazzone sui 22 anni parimenti ammaliato dall'andatura della Malkavian, probabilmente uno ‘spuntino' in previsione della serata. Gli appartamenti di Alice sorpresero Samael per la loro apparente normalità, anzi... per l'ordine maniacale che vi regnava: non vide nulla che non fosse esattamente al suo posto.

La donna probabilmente lo notò perché (riprendendo il ragazzone per aver lasciato la giacca su di una sedia invece che sull'apposito attaccapanni vicino all'entrata) disse: "Mia sorella detesta il disordine. Sai com'è, diventa cattiva...", il Toreador capiva benissimo e non mancò di farsi una nota mentale sulla necessità di essere assolutamente rispettoso di tale desiderio ("Ci mancherebbe solo una Primogenita ossessiva compulsiva a volermi morto definitivamente per non aver messo le scarpe nel giusto ordine numerico!").

Samael seguì Alice fino ad una porta scorrevole a due ante. La donna l'aprì con decisione introducendo i suoi ospiti in una sorta di mondo alternativo rispetto al resto dell'appartamento: non vi era nulla di consueto (non vi aspettereste certo di vedere scale sul soffitto nevvero?), nessun colore si discostava troppo dalle molteplici tinte del rosa, tuttavia non mancava un certo ordine, particolare certo, ma pur sempre ordine.

"Questo è il mio appartamento, credo sia il caso di metterci comodi non credete?", il tono malizioso e l'occhiata verso il letto a quattro piazze al centro esatto della sala fu tutto quello che servì al ragazzone per perdere completamente ogni parvenza di mente ragionante: in pochi secondi aveva privato sé stesso e Alice dei pochi (nel caso di lei) indumenti indossati accomodando entrambi sul ventricolo destro del materasso ad acqua (avevo accennato al fatto che il letto della Malkavian era a forma di cuore?).

Il Toreador osservò per qualche istante la scena, interdetto. Nemmeno al Rainbow si era trovato in situazioni altrettanto irrealistiche, si sentiva come Alice nelle tana del Bianconiglio ("Ah! Che paragone azzeccato!"). "Allora Tony..? Non avevi altri talenti da mostrarmi?", per quanto sorpreso Samael non aveva alcuna intenzione di deludere le aspettative di una donna così... magnetica, inoltre ‘Toreador è osare'!

Le attività di cui il nostro Toreador fu protagonista si protrassero per alcune ore, mentre la notte avanzava. Quando infine il ragazzone cadde (letteralmente) prosciugato d'ogni energia residua, Alice invitò Samael per un lussurioso bagno nella Jacuzzi (anch'essa a forma di cuore, persino i sali da bagno erano colorati di rosa!). "Posso offrirti un drink Tony? Devo ammettere che te lo sei meritato", il sorriso malizioso della Malkavian distrasse il giovane facendogli dimenticare ogni prudenza residua: la vitae che sorseggiò, gradevolmente immerso nell'acqua profumata, era fresca e dissetante, dolce, talmente dolce da... "Sacra Trimurti! E' vitae!", Alice lo guardò con un'espressione totalmente innocente, "Certo che si Tony, cosa pensavi?".

Samael balbettò qualcosa di incomprensibile sulla sconvenienza di bere la vitae di qualche ignaro Fratello, ma Alice lo zittì con un gesto noncurante e un gran sorriso, "Oh non preoccuparti Tony, mia sorella lo sa benissimo! Non riesco proprio ad addormentarmi se non bevo un po' della sua vitae ogni sera!", "C-c-cosa?! La vitae di Desdemona Stone?!", il Toreador si lasciò sprofondare nell'acqua afflitto: aveva inavvertitamente contratto un legame di sangue con la Primogenita Malkavian, di certo non la più saggia tra le cose che poteva fare... "Speriamo almeno di non incontrarla mai! Potrebbe costringermi a riordinare la casa, l'ufficio, persino la galleria!".

Intanto Alice continuò come se non avesse udito l'esclamazione dell'altro: "Desdemona stanotte non può darmi personalmente la buonanotte quindi ha lasciato un po' della sua vitae. Quelle noiosissime riunioni tra Primogeniti sono lunghissime!", l'accenno alla riunione diede a Samael l'opportunità di trovare un po' delle informazioni che cercavano, "Hai proprio ragione, chissà di cosa avranno poi da parlare tanto..?".

Alice sospirò, "Pare che stia per arrivare un pezzo grosso in città, hanno tutti i nervi a fior di pelle perché si tratta un Serpente. Nessuno lo vuole, se non definitivamente morto, ma non possono rifiutarsi per mantenere i rapporti con le Serpi, uff... una vera noia, povera Desdy!".

"Un Seguace di Set a SF?! Ecco perché la riunione improvvisa. Brrr, quelli mi danno i brividi. Ma... a pensarci bene, noi cosa centriamo con questa cosa? Chissà che Samara  non stia perdendo qualche colpo, oh bhè poco male! In fondo mi sono davvero divertito stasera!", il Toreador si stirò soddisfatto nella vasca, non solo aveva passato una bella serata, ma aveva persino fatto il proprio dovere trovando le informazioni che voleva la Tremere! Che poi queste fossero inutili, bhè non era certo colpa sua!

Dopo aver salutato Alice e aver depositato il ragazzone ancora addormentato su uno dei divanetti del locale, il Toreador raggiunse Cassandra, sorpresa di vederla insieme a Cӓedric: "Cӓedric! Già qui? C'è anche Harle in giro?".

Il Ventrue sospirò rassegnato, "Ti faccio notare che manca meno di un'ora all'alba. Harle è impegnata. Quali notizie?". "Uff, mai che mi accogliate con un sorriso eh? Potevi invitare Cassandra a ballare invece di fare le belle statuine qui!", la Tremere sbuffò infastidita, "Oh, ma lui ha ballato, e non solo!".

"Accidenti... qualcosa mi dice che mi sono perso qualcosa di succulento per Giù la Masquerade!", Samael rivelò quindi ai compagni ciò che aveva scoperto, omettendo la parte in cui aveva inavvertitamente contratto un legame di sangue (per ovvi e comprensibilissimi motivi).

Cӓedric guardò Cassandra con aria leggermente interrogativa, non era quello il genere di informazioni che la Tremere aveva sperato di carpire, "Non credo che questo ci riguardi in prima persona, probabilmente sarà meglio ritornare e conferire direttamente con la Primogenita. Lo farò io, per evitare distrazioni. Pare che questo locale inibisca le facoltà di ragionamento degli uomini...".

Detto questo, Cassandra uscì dal locale lanciando un'occhiata obliqua al Ventrue che, da parte sua, la ignorò completamente.

"Si, mi sono decisamente perso qualcosa! Ma prima o poi scoprirò cosa mi nascondono, o non mi chiamerò più Samael Blackwood!".


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Postato il Janisa, 16-07-2012 21:03,
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Postato il Bunny, 07-07-2012 22:49,
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Postato il liacezare, 02-01-2012 02:04,
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Postato il rricardobro, 18-12-2011 00:34,
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Postato il quifjalwi, 14-12-2011 07:50,
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