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Amici
ascoltatori, lo sciopero degli sceneggiatori non rappresenta per noi
nessuna calamità. Siamo prolifici come nessuno lo è mai stato prima di
noi. Come potremmo non esserlo, d'altronde. Il materiale di cui
disponiamo è così ricco e succulento.
P: l'altra sera, nel mio locale, è stata organizzata una festa a tema "Un posto al buio". Pare che il personaggio di Don Pietro vada per la maggiore. Seguito a ruota da Ferdinand.
Alphie: un gruppo di fan ha persino aperto un forum di discussione sul web.
Ash: sempre di più ci innalziamo nei cieli della gloria. Ma ora, eccovi la nuova puntata, un incrocio fra Perry Mason e i Soprano. "La grande fuga".
[Sigla di apertura: "Midnight express theme" http://www.youtube.com/watch?v=WDxwGwULpPw]
Una struggente desolazione aleggia in casa Fauntleroy. Edgar giace disteso sul suo letto. Si sta lentamente destando dal deliquio in cui era caduto, in seguito a quell'abominevole viaggio nell'Apisso. Sono le sapienti mani del signor Varuna a riportarlo alla non-vita. Ma cosa sono queste calde gocce che cadono sulla mia schiena? Sono le lacrime del suo massaggiatore, che piange per la triste sorte di Madame.
E: Consuelo, sei qui al mio fianco...e tu chi sei?
L: mi chiamo Lawrence, signore e la sua compagna mi ha ingaggiato per riportarti in libertà.
C: senor, anche il signor O'Brian vi ha assistito, ma è dovuto andarsene. Doveva sviluppare delle foto, ha detto...Che scusa del cazzo...
E: come vorrei sottoporre al supplizio della ruota quello sporco rifiuto irlandese...
L: la tua compagna è stata arrestata per avere intrattenuto rapporti con Ferdinand.
E: Consuelo! Sei tu che hai parlato, vero?! Il signor Varuna non mi tradirebbe mai...e tantomeno Battista, che a malapena riesce ad alzare la cornetta del telefono...Battista! Prepara la vergine di Norimb....puah! Al diavolo anche quell'esecrabile usuraio!
L: per favore, risparmiaci queste scenate alla Ivan il Terribile e pensiamo a un piano per tirare fuori Hélène di prigione.
E: e per quale motivo saresti disposto ad aiutarmi? Cosa nascondi anche tu?
Lawrence cela a fatica un sorriso sornione, in cui sono conservati i suoi molteplici fini, e pone amichevolmente una mano sulla spalla di Edgar.
L: il signor O'Brian mi ha lasciato qui la sua agenda e mi ha consigliato un avvocato tra i migliori della città. Hélène sarà processata domani notte per direttissima. Ora, alzati, vestiti. E' giunto il momento che tu apra gli occhi!
E: oh, come vorrei aprirli nuovamente sulla mia fulgida immagine...
L: ti ho scritto l'indirizzo su questo biglietto. Ora vai e smettila di comportarti come un moccioso.
Edgar si alza e fulmina Lawrence con i suoi splendidi occhi dorati. Continua a fissarlo, compiacendosi della sua immagine riflessa nei suoi occhi.
C: che sguardo intenso. Non sarà mica un maricòn...
E: fai preparare la macchina, invece che mormorare sperando di non essere udita.
Dopo essersi vestito e profumato, Edgar scende nel garage interrato e sale sulla sua splendida Viper. Finalmente la polizia gliel'ha restituita. Dopo qualche iniziale difficoltà, riesce finalmente a metterla in moto, per poi sfrecciare per le rutilanti strade di San Francisco. Seguendo le indicazioni di Lawrence, giunge di fronte a una villa di dubbio gusto, dall'architettura in stile egizio. Due grosse statue di bronzo raffiguranti la dea gatto lo accolgono al cancello. Suona al citofono e chiede di essere introdotto alla signora Samantha. Un valletto lo raggiunge e lo conduce all'interno dell'abitazione, dove una donna notevolmente avvenente e vestita in maniera quantomai discinta gli si avvicina. La donna sorride maliziosamente e lo prende a braccetto, facendolo irrigidire©.
S: si sieda pure qui, signore, su questa poltrona, e mi illustri il suo caso.
Visibilmente a disagio a causa dell'arredamento esotico di quella dimora e dei numerosi schiavi berberi che presenziavano seminudi, Edgar riesce comunque a esporre all'avvocato la situazione di Hélène.
S: vedrò di fare il possibile. Avrò solo una notte per prepararmi ma non ho mai perso una causa in vita mia. Lei sa cosa intendo, non è vero? Nessun giudice ha mai osato confutare l'arte retorica del mio stacco di coscia. Conosco molto bene il giudice di San Francisco, non vi è nulla da temere. Piuttosto, parliamo del compenso che mi spetta...
E: il denaro non è un problema.
S: non è il denaro che voglio. Voglio una vittima da dare in pasto ai miei schiavi. Voglio un ragazzo.
E: un ragazzo? Non sarà un problema reperirne uno.
S: un ragazzo gay.
E: un ragazzo gay? Posso stare tranquillo. Siamo a San Francisco, dopotutto.
S: un ragazzo gay vergine.
E: cosa?! Sta scherzando, signora?! Come può sperare che trovi un ragazzo gay vergine in questa Sodoma del terzo millennio?!
S: questo è un problema suo. Ci vediamo domani notte al tribunale. Ah, dimenticavo se non effettuerà il pagamento entro una settimana da oggi, mi obbligherà a manifestarle il mio malcontento. Non mi costringa a diffondere questa...
Samantha si toglie dall'incavo del seno una fotografia raffigurante Edgar fra le braccia di Consuelo.
E: c'è sempre di mezzo quell'O'Brian!
Piuttosto, cosa sta facendo in questo momento Logan? Assolutamente nulla, a parte rilassarsi alle Terme per Nudisti di Beck Sharp. Così, tra un'immersione nelle acque fumanti e una tintarella di luna insieme alle personalità più in voga della città, Logan cerca di lavarsi di dosso lo stress accumulato durante quella nottata.
L: ma non è Diego quel ragazzo che sta lavando la schiena ai clienti nell'area per Anziani? Ma tu guarda come deve barcamenarsi un povero orfano per sopravvivere in questo mondo senza pietà...Andiamo a riferirgli le novità che ho scovato sul suo vero Sire.
Logan indossa il suo accappatoio di ciniglia e i suoi zoccoli giapponesi, per poi dirigersi a grandi passi verso Diego, rompendo l'incantevole quiete del luogo.
D: oh, signor O'Brian. Non vorrà mica che pure a lei lavi la schiena. Francamente, ne ho la misura piena.
L: no, piuttosto...ho per te delle succose novelle riguardo il tuo Sire. Ecco, tieni.
D: cosa c'è scritto su questo biglietto? Ma piuttosto, dove me lo metto?
L: pfui...trovo indecente che la manodopera in questi luoghi vada in giro in gonnellino...
Gli occhi di Diego brillano leggendo l'indirizzo riportato sul biglietto. Non vi è riportato uno squallido vicolo di periferia, ma uno dei quartieri più alla moda della città. E' ormai più che deciso a recarsi in quel luogo. Solo che prima deve concludere il suo turno di lavoro.
E il sole sorge e tramonta sui minuscoli destini dei nostri non-morti. Edgar si aggiusta, malamente, la cravatta e ordina a Consuelo di seguirlo al tribunale. Quando arriva, Samantha sta riordinando le carte sul suo banco. L'attenzione del pubblico è tutta concentrata sul suo tailleur al limite della decenza. La porta dietro al banco del giudice si apre ed esce la giuria. Infine, ecco manifestarsi...il Principe!
P: silenzio, prego. Purtroppo il nostro giudice non può presenziare questa seduta per motivi personali. Lo sostituirò io.
Samantha assume un'espressione decisamente preoccupata. Edgar sente approssimarsi la catastrofe. I duri occhi del Principe si posano su Samantha, poi su Hélène, la quale è appena stata condotta in sala e sistemata all'interno di un'impenetrabile gabbia mistica.
P: se non posso essere felice io, non lo sarà nessun altra! Vi dividerò per tutta l'eternità, in modo che proviate un briciolo della solitudine che mi affligge!
S: Vostro Onore, sono qui per esporle il caso di...
P: in quanto Principe e monarca assoluto di questa città, dispongo che sia revocato ogni diritto di difesa nei casi in cui l'imputato sia una giovane donna che intrattiene relazioni sospette con membri del Sabbat.
S: ma la legge...
P: la legge sono io!E ora veniamo a lei, imputato Hélène de la Rochefoucauld. Si alzi. La ritengo colpevole di aver complottato ai danni della Camarilla e la condanno a tre secoli di lavori forzati in miniera. Così è deciso. L'udienza è tolta!
Il Principe batte rabbiosamente col martello di legno e si ritira nuovamente nella sua tetra solitudine.
S: Lord Fauntleroy...non ho mai assistito a un processo tanto breve...A ogni modo, i miei schiavi hanno sete...
Samantha gli rivolge uno sguardo che farebbe raggelare il sangue nelle vene a qualunque non-morto, ma non a Edgar, il quale l'osserva sprezzante mentre esce dalla stanza. Hélène è ancora all'interno della gabbia. Chiede alle guardie di parlarle solo un attimo e si avvicina a lei, il cuore greve di un peso troppo difficile da sopportare. Le porte della disperazione si stanno nuovamente per spalancare di fronte a Edgar. La Dea sogghigna dall'alto dei cieli.
H: Edgar, sei tornato...Dov'eri? Ho passato ore d'inferno in compagnia della peggiore feccia di questa città. Tra me e te c'è una maledizione, ne sono certa. La Dea ci vuole separare e condannare all'infelicità eterna.
E: ciò non avverrà mai, mia amata. E' giunto il momento di accettare il ruolo che è stato predisposto per me sin da prima del mio abbraccio.
Edgar accarezza il viso della sua metà e si avvia verso l'uscita. L'indomani notte, Hélène sarà condotta all'aeroporto per imbarcarsi su un volo diretto verso una località segreta e sperduta, selezionata appositamente dal Principe, dove lavorerà duramente per trecento anni nell'oscurità di una miniera. Edgar telefona a suo nonno e gli chiede di affidargli due dei suoi uomini più fidati, senza specificare il motivo di tale richiesta. Rassicura comunque il nonno che, una volta portate a termine le sue intenzioni, sarà sicuramente fiero del nipote. Intanto, medita un piano infallibile e si addormenta senza problemi, certo del suo successo.
La notte seguente, si veste a puntino con il suo completo nero preferito e i gemelli d'oro di famiglia. Fa indossare una speciale calzamaglia nera a Consuelo ed escono insieme nella notte, diretti al punto in cui incroceranno il furgoncino blindato dei Tremere. Santuzzo e Carmine sono già sul posto, nascosti dietro una folta siepe.
S: signore, bacio le mani.
E: a dopo i convenevoli. Conoscete bene il piano, vero? Consuelo provocherà un diversivo, facendo sbandare e possibilmente schiantare il veicolo. Dopodiché, affido a voi il compito di neutralizzare le guardie.
Ca: signore, e la secondha parthe del piano?
E: ho già disposto affinché Calogero la realizzi. Dimostrerò una volta per tutte chi comanda in questa città. Ecco! Vedo i fari del furgone. Presto Consuelo, trasformati in gatto, gettati fra le sue ruote e fallo schiantare.
Co: senor, potrebbe andarne della mia non-vita.
E: nel caso la sorte ti sia avversa, mi ricorderò del tuo sacrificio. Ora vai, contribuisci alla liberazione di Madame.
Consuelo si trasforma in un gatto nero e sfreccia come un fulmine nel viale, tagliando pericolosamente la strada al veicolo che si stava avvicinando. Il guidatore è costretto a sterzare per evitare di schiacciare quella povera bestiola, ma così facendo perde il controllo del furgone e arresta rovinosamente la sua corsa contro il muretto di un'abitazione. Rapidi e abituati a questo genere di lavoro, Carmine e Santuzzo si avvicinano al veicolo e non appena le due guardie escono, le immobilizzano e le conducono al cospetto di Edgar.
S: cosa dhobbiamo farne, signore?
E: scioglieteli nell'acido e vendete al mercato nero quel furgone. Non deve rimanere nessuna traccia dell'offesa che è stata arrecata alla mia donna.
Edgar si avvicina personalmente al portellone posteriore del furgone e, grazie alle chiavi estorte alle guardie, lo apre per riabbracciare la sua dolce Hélène.
H: Edgar! Lo sapevo che saresti venuto! Oh, ma adesso che ne sarà di noi?
Edgar non risponde ma sorride compiaciuto delle sue gesta e continua a sorridere anche un paio d'ore dopo, nel fumoso studio di Don Pietro.
P: come stha la thua dhonna?
E: bene, Consuelo e il signor Varuna le stanno tenendo compagnia.
P: e per quantho riguardha la ciliegina sulla thortha, come l'hai chiamatha thu?
E: domani sera il Principe si sveglierà con una gradita sorpresa nel suo letto e capirà che nessuno può permettersi di sfidare il nostro clan.
P: mi congrathulo con the, Edhgar. Sono orgoglioso di the.
E: ne sono onoratho, nonno.
[Sigla di chiusura: "Prison break theme" http://www.youtube.com/watch?v=TvHj9XL2Zas&NR=1]
Alphie: Edgar ha ceduto al lato oscuro...
P: mmh, un dubbio mi solletica. Don Pietro sarà pure contento di suo nipote, ma non ha commentato il fatto che Hélène sia di nuovo in casa di Edgar.
Ash: Hélène ha sconfitto la giustizia del Principe, ma ora dovrò affrontare un altro tipo di giustizia. Che la Dea abbia pietà di lei. Ma non sarà la sola a dover fronteggiare nuovi ostacoli. Nella prossima puntata, Diego incontrerà finalmente il suo vero Sire. E sempre a proposito di Siri, verrà sollevato il velo che ricopre di mistero il sonno di Rupert. Continuate a seguirci. A presto con "Sleeping beauty".
© Nota grammaticale: il complemento oggetto della frase non è Edgar.
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