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See You on the Other Side
Sunday 30 December 2007
 
Scritto da Harle,

 

"Da dove vieni?"

Mi ero più volte promessa di non aprire bocca con qualcuno, non sai mai con chi hai a che fare oggi giorno. L'ultimo tipo che mi ha offerto un passaggio mi ha fatto cagare sotto e per poco non morivamo entrambi nel mio tentativo di fuga. Erano ormai diverse settimane che avevo lasciato casa, e devo ammettere, ogni qual volta riuscissi a vedere una famiglia davanti alla televisione da qualche finestra volevo correre alla prima cornetta.

 

"Se non vuoi rispondere non sei costretta, certo, sei piuttosto maleducata sai?"

Ce ne sono di ragazzini per strada comunque, guarda anche solo questo, avrà si e no 20 anni e già gli manca qualche dente, e no cazzo io almeno mi sono presa dietro del dentifricio, mia madre era piuttosto severa al riguardo (il dentista costa Cynthia!).

"Va bene ho capito..." il tipo si arrese e si strofino le mani davanti al fuoco ed iniziai ad imitarlo "Mi chiamo Sara, vengo dal Wisconsin, tu?" il tipo sembrava soddisfatto di essere riuscito a scucirmi la bocca "Bene, Sara del Wisconsin, siamo un po' lontani da casa...", "Io non ce l'ho una casa...", "Nessuno di noi ce l'ha".

Mi limitai ad annuire e feci un lieve sorriso, non provavo particolare simpatia ma era sempre bello poter condividere una comune sorte.

"Senti Sara, io ce l'ho un posto...se vuoi...", "Anch'io...", "Erik..." si mia nonna, un filippino di nome Erik, e io pensavo di essere una bugiarda piuttosto triste "Ci vediamo, eh?" cosi presi la mia sacca e mi allontanai.

Bel periodo avevo scelto per scappare, faceva un freddo cane, sarei dovuta andare in qualche zona calda come la Florida ma porca puttana, è pieno di compaesani la, anzi... magari. Sinceramente non so quanto si estendano le conoscenze di Nico, e non ero in vena di scoprirlo. Sapevo di avere qualche famigliare nello Utah, ma l'idea di unirmi a uno stato di mormoni mi faceva gelare il sangue, gli americani erano piuttosto propensi ad adeguare la fede a se stessi piuttosto che il contrario.

Vidi una chiesa in lontananza ed entrai, forse potevo nascondermi da qualche parte e cercare riposo nella casa di Dio.

 

 

Il muro stava cedendo, non credevo che la risoluzione di una persona fosse cosi incredibile ma evidentemente lo era. Ero stufa di urlare, non riuscivo a piangere e l'unica cosa che potevo fare e distruggere ogni cosa che vedevo.

La hija de puta sedeva sulle ginocchio sopra il muretto, non riuscivo a raggiungerla e pensavo che distruggendo il muretto sarei riuscita a spaventarla o quantomeno farla cadere da li e magari stavolta... oh si, stavolta non mi avrebbe preso di sorpresa era solo culo quello di prima. Guardala, è cosi tranquilla e sorridente e mi guarda come se fossi il suo ultimo animaletto da giardino, non ho mai visto qualcuno rimanere cosi immobile e cosi a lungo.

"T'amazzo puta, t'amazzo se scendi! Hai capito?!"

Evidentemente avevo sperato in troppa bontà umana, venni svegliata da quello che sembrava un prete inizialmente con dei colpi di tosse poi fui scossa meno gentilmente.

"Alzati ragazza, questo non è un posto per dormire, questa è la casa di Dio", mi alzai prendendo la mia sacca "Forse Dio in realtà ha abbandonato questo posto" e feci per andarmene, il prete rantolò qualcosa prima che uscissi "C'è un posto all'angolo dove accolgono i senzatetto, Dio non abbandona le sue pecorelle cosi facilmente".

Effettivamente c'era un centro d'accoglienza per i derelitti, davano anche qualcosa da mangiare, cercai di farmi dare un'altra porzione ma sembrava del tutto inutile una volta usata la tessera per la consumazione giornaliera.

Alcuni vecchi cominciarono a parlarmi di quello che farebbero se avessero la mia età, che probabilmente ero scappata di casa perché i miei non mi pagavano il viaggio in Francia o era l'ennesimo avanzo di galera per essermi prostituita. Non avevo bisogno di sentire le loro lagne, non avevo bisogno di nessuno, ero arrivata fin qua senza essere finita nei guai, potevo farcela, me lo disse anche Ignacio... già. Chissà come sta quella manica di stronzi, probabilmente molto meglio ora che la pecora nera li ha lasciati.

Mi alzai e mi indirizzai verso la zona degli uffici, c'erano due persone che parlavano e dietro loro un telefono, sbattei il pugno contro l'allarme antincendio e aspettai che la gente corresse via per poi entrare dietro e fare una telefonata veloce.

"Pronto?" riconobbi subito la voce di Felipe, maledetto stronzo leccaculo di merda, muori muori muori.

"Hey, io metto giù se non rispondi", fa come ti pare Felipe vedi un po' quanto me ne sbatte di quel che fai te e quei altri due finocchi.

"Hey, tu che stai facendo la?", "Pronto?!" dovetti mettere giù e saltai il bancone uscendo di corsa, ecco, mi ero fottuta un posto per la notte.

 

 

"Se la smetti di invocare il tuo creatore mi fai un favore, altrimenti stavolta giuro che ti ci mando sul serio" sospirò, "Niente da fare con te, eh? Guarda che non è la fine del mondo, che tu ci creda o no molti ringraziano per avere l'eternità. Ora sarà meglio che tu stia a sentire quello che ho da dire ragazzina, sei sotto la mia responsabilità e sei fai qualche stronzata quella che ci rimette sono io" alzò lo sguardo, "Ah, vedo che ora ti sei decisa a guardarmi in faccia. Sei cosi triste? No guarda, fossi in te non mi metterei a piangere... è così poco adatto all'eredità del sangue che ora porti con te... cosa intendo? Beh, cosa sto cercando di ficcarti un quella zucca vuota da un ora?! Ti ho detto siediti che devo spiegarti un paio di cosette e tu hai cominciato a sbattere i pugni a destra e sinistra. Guarda" si alzò anche lei "Ora io comincerò a spiegarti delle cose, cose importanti per la tua sopravivenza, e credimi, da qualsiasi cosa tu stia fuggendo quello che dovrai combattere per mantenere la tua esistenza non è minimamente paragonabile".

"Vuoi sopravvivere? Rispetti il Principe della città di cui sei ospite, un po' il sindaco di noi cainiti se cosi vogliamo metterla. Per esempio quello di qua sa già di me e quello che sto facendo, lo sai che... sono 3 stati che ti vengo dietro per la miseria ragazzina, stare ferma un attimo? Si, si lo so... non fare quella faccia lo so che stai scappando da... va bene non m'interessa, niente è più importante di quello che ti sto dicendo. Siamo parte integrante della Camarilla, tu ed io, come membri del Clan Gangrel, uno dei sette che la compongono, cainiti che osservano le regole fatte per poter preservare la nostra esistenza tenendo gli umani all'oscuro di noi. Certo non pensavi di andare a cibarti con la massima calma davanti a tutti vero ragazza? Fai una cosa simile e sarà meglio che scappi perchè io e il resto dei miei fratelli saremmo lieti di terminare la tua esistenza. Oh si si non lanciarmi occhiate di paura che con me non attacca... hai capito bene, possiamo comunque morire in diversi modi. Sole, decapitazione fuoco e se rimani a secco di benzina... hahahaha... dai sto scherzando, è probabile che diventeresti una bestia prima di morire di fame. Ah già, siccome siamo Gangrel di città non conviene andare in frenesia altrimenti ti becchi qualcosa di poco umano e sai te come vai a caccia? Animali! Oh no no no... sono utili ma, credimi, è come mangiare i broccoli? Ti piacevano i broccoli? Scusa?!".

Patatine, bibite e si magari anche qualche sacchetto di arachidi. Non so perché ma avevo immaginato una vita diversa, nessuno mi prende tranne che come puttana e sinceramente spero di non dover finire tanto in basso. Ma ho cambiato opinione su tante cose ultimamente che ormai... penso che Cynthia Lavalle stia morendo più in fretta di quel che credessi. Pensavo di cominciare la mia vita cercandomi un lavoro in qualche sperduto paesino di campagna ma sono più diffidenti di quel che avessi immaginato.

"Se non hai uno straccio di documento credono che sei una fuorilegge e nel peggiore dei casi chiamano la pula senza che te ne accorgi e ciao ciao", oh si, mi hanno fatto una stronzata simile una volta. Non avevo documenti ma avevo una agenda col mio nome, avevano chiamato casa mia e apparentemente avevano deciso di venirmi a prendere ma fortunatamente facendo un po' di occhi da cerbiatto ho distratto a sufficienza il finocchio da non accorgersi delle chiavi in meno.

"Allora, è tutto?" feci cenno di si "Ah, mi potrebbe dare quella?" il vecchio si girò verso la rivista di caccia troppo in alto anche per lui, quindi prese lo sgabello dandomi le spalle, scese e si girò... ma ormai avevo girato l'angolo della strada.

Mi aspettava un lungo viaggio in autobus e purtroppo le informazioni che avevo su una presunta zia in Colorado erano piuttosto scarse visto che il papi non ci andavamo molto d'accordo, fortunatamente sapevo dov'era andata e il suo nuovo cognome da una cartolina di Natale di due anni fa, forse si sentiva in colpa per essere sparita ed aveva mandato quella cartolina nella speranza di riallacciare rapporti almeno coi nipoti.

Mi infilai in uno spogliatoio di uso per i conducenti dove potei fare finalmente una doccia, ero riuscita a lavare i vestiti una lavanderia locale della zona, non amavo rubare soldi anche perchè notai di non esserci molto portata e facevo sempre una fatica boia per pochi spicci.

Una volta finite le mie cose aspettai l'autobus e presi posto infondo per non farmi notare troppo, presto si riempi di tutti i tipi di persone e cominciò il mio lungo viaggio verso il Colorado.

 

 

Presi un altro topo, ormai cominciavo a riacquistare una certa forza fisica, mentre Raven mi camminava davanti lanciandomi occhiate sbefeggianti. So che cosa intendeva dirmi, ma non avevo la minima intenzione di dargliela vinta. Mi aveva praticamente condannato all'inferno, un essere che si nutre di sangue altrui per sopravvivere... ho sempre creduto che fossero storielle per spaventare i ragazzi invece era vero, solo non capisco perchè il diavolo non mi abbia dato la possibilità di scegliere se commettere il peccato o meno, invece, questa specie di donna gorilla  mi ha praticamente costretta e ora... non so se Dio mi sta mettendo la prova. Solo per questo non mi sono lasciata... come direbbe Raven... baciare dal sole. Poi continuava a dire "noi fratelli" e "noi cainiti", insomma, in poche parole questo branco di non morti si è inventato un modo per non darsi del vampiro. Immagino che sia sensato chiamarsi fratelli poiché discendiamo tutti da Caino... maldiciòn cominciò a sentirmi già uno di loro. E cosi mentre mi colpivo ripetutamente la testa Raven mi fecce cenno di aspettare fuori, senza accorgermene mi aveva trascinata dietro un vicolo e verso una porta, il tipo si guardo intorno e chiese a Raven d'identificarmi, sembrava convinto ma mi fecero comunque aspettare fuori, che cavolo facessero poi li dentro.

 

Il viaggio era lungo, ma per lo meno avevo un posto accogliente dove dormire e compagnia... compagnia?! Ah beh si, ovviamente c'era sempre qualcuno nel sedile di fianco peccato che la stragrande maggioranza aveva solo fatti personali imbottigliati dentro una bottiglietta di plastica piena di coca che con gli anni veniva scossa in continuazione. Sapete come si apre una bottiglia del genere, perchè io non lo so ma evidentemente avevo la faccia per aprirla perché in poco tempo cantavano la loro vita meglio di Johnny Cash. L'ultima sera che viaggiavo in bus finalmente ed ecco che compare quello che speravo sarebbe stato una piacevole compagnia di silenzio. Un tipo molto particolare senza dubbio, era veramente pallido e portava dei vestiti per lo più stracciati e lisi dappertutto, perfino i miei stracci sembravano migliori.

"Posso?" gli feci cenno di si con le sopracciglia, per un barbone era piuttosto educato, forse una volta era ricco... o forse era un ricco un po' svitato, in tal caso, sarebbe scortese da parte mia non approfittarne.

"Dove sta andando?" era un po' scortese da parte mia ma una domanda diretta mi avrebbe fatto capire se era il caso d'instaurare qualcosa o meno, si accomodo piegando la giacca davanti a se "Vado a Durango, ho un periodo di ferie per starmene a casa tranquillo" rispose sorridendo, sembra in voglia di chiacchiere dopotutto, "Accidenti, mi dispiace invischiarmi nelle faccende altrui solo a che a volte sono cosi curiosa...", "Figurati, il viaggio è ancora lungo e... fa piacere un po' di compagnia".

Gli parlai piuttosto apertamente delle mie origini inventandomi nomi e anche le ragioni per le quali lasciavo casa, mi andava bene chiacchierare ma non intendevo fornirgli più del necessario, lui da parte sua mi racconto di essere divorziato e che lavorava come muratore e spesso era in trasferta, poi mi disse di essersi trascurato da quando era solo e che spesso chiamava sua moglie solo per sapere come stava (non so perché ma mi sentivo di poter capire quest'uomo).

"Dove abita tua zia esattamente?" mi chiese all'improvviso ed effettivamente non sapevo come rispondergli "In realtà non lo so neanch'io perchè non la vedo da tanto, pensavo di cercare nell'elenco telefonico il suo nome..."

Il mio amico (per cosi dire) guardò fuori dalla finestra con aria preoccupata e assunse un volto serio "Senti, io fra poco scendo, abito nella periferia di Durango, ma se ti fermi da me domani ti do un passaggio cosi puoi usare il mio elenco per cercare tua zia, va bene?"

Mi grattai la testa, certo era evidente quanto mi rendesse nervosa il suo invito, è vero che abbiamo parlato per delle ore e mi aveva dato anche un ottima impressione ma nonostante tutto era un estraneo, "Sai, mia nonna fa un ottimo stufato di carne, e sono sicuro che le farà piacere avere ospiti", beh se c'è la nonna...

 

 

"Non posso lasciarti fuori 10 minuti che mi combini qualcosa?! Cazzo! Meno male che era vivo se no sai te che casino, guarda non ti voglio sentire, sono meno di 24 ore che sei al mio fianco e sto facendo un po' troppa fatica con te... e ti ho già detto che la devi smettere di mangiare robaccia, se non ti prendi un umano presto andrai in frenesia e finisce che sbrani le vacche davanti a tutti... o credimi, forse non ho reso l'idea prima ma se mandassi a puttane le regole che vigono nella Camarilla ti manderò dal tuo Dio molto prima" si fermò bruscamente davanti al semaforo, evidentemente il nervosismo della faccenda di poco prima le circolava ancora.

"Per fortuna che L.J. mi ha chiamato un'ambulanza tenendoci lontane da qualche pesante problema burocratico. Certo che il Principe non ci penserebbe due volte a farti uccidere piuttosto che mandarti in galera, dove diciamocelo, non puoi startene al buio come e quando vuoi al di là dell'abbondanza di cibo" ripartii finalmente.

"Andiamo da un altro mio amico ora, ho una mezza idea di come liberarci della tua famiglia di vacche... si è cosi... ormai l'avrai capito no? I vampiri hanno una visione molto ristretta degli esseri umani, d'altronde noi siamo eletti all'eternità e tu ancora non sembri apprezzarlo, eppure... prima mi sembravi piuttosto contenta di esserti scrollata di dosso quell'energumeno? Una neo-abracciata che si libera di un uomo con tanta facilità..." sorrise, "... forse non sei stata una scelta sbagliata, se seguii i miei consigli Harle, otterrai presto potere e rispetto tra i fratelli".

Acqua, qualche eretico è pronto a scommettere che veniamo da lì, solo perchè siamo in gran parte fatte d'essa non mi sembra il caso di tirare fuori queste stronzate prive d'attendibilità. La scienza cerca in ogni modo di spiegare ciò che ci circonda, un nobile gesto forse, ma basterebbe che svolgessero il loro lavoro con un attimino più di fede per svolgere le ricerche con più tatto senza voler giocare a fare Dio ma alla scoperta delle sue creazioni.

Mi ci voleva proprio, da troppo tempo non riuscivo a godere di quelle comodità che una volta davo per scontato.

"Teresa! Hai finito allora?", uscii col vapore che inondava la stanza e avanzai verso la cucina "Eccomi Signora Romanelli, scusi ma era davvero da tanto che sognavo di farmi una vera doccia", "Non preoccuparti ragazza, ora vieni a tavola che è pronto" non me lo feci dire due volte. C'era un vistoso stufato di carne con patate, i miei liquidi gastrici avevano cominciato a lavorare troppo presto e dovetti resistere non poco girandomi in cerca del mio compagno di viaggio, "Dov'è Mark?" la signora cominciò a depositare sul mio piatto e mi rispose preoccupata "Lui... soffre di una malattia che non gli permette di mangiare normalmente e quindi mangia poco, ma mi ha promesso che domani avrebbe mangiato come si deve, comunque adesso è di la che mette apposto la sua roba" provai una certa compassione a sentire tutto ciò "Accidenti" mi grattai la testa "allora è per quello che ha una pelle cosi pallida, mi dispiace davvero" ma la vecchia mi sorrise affettuosamente "L'importante è che il mio Mark stia bene, non chiedo altro a nostro Signore". Accidenti, avevo cominciato a mangiare senza la mia preghiera quotidiana, intrecciai le mani in segno di preghiera e chiesi perdono per essermene scordata, la signora m'imitò sorpresa ma piuttosto contenta di condividere il suo credo.

Dopo aver mangiato aiutai a lavare i piatti e la signora intanto mi consigliava di usare la loro lavatrice per i sistemare i miei vestiti, non c'è che dire un ottima persona davvero, penso proprio di aver trovato l'ultimo esempio di gente di cuore sul pianeta, "Piuttosto vorrei stirarli, sono tutti sgualciti" la vecchietta prese l'asse e un vecchio ferro e me li mise a disposizione, intanto Mark usciva anch'egli dal bagno con l'aria più rilassata finalmente, era abbastanza alto con cappelli castano oscuro corti con un taglio piuttosto indefinito, ma solo perchè non si pettinava, aveva un vistoso pigiama dorato con motivi blu, immagino fosse un regalo di sua nonna perchè era di pessimo gusto.

"Hai mangiato bene Teresa?" mi chiese accomodandosi sul divano accanto a me, non usavo un telecomando da troppo tempo e mi davo a un incessante zapping "Oh si, ho sentito da tua nonna il tuo problema, mi dispiace davvero" e sospirò "Già, una malattia piuttosto rara" mi girai verso di lui curiosità "Ma come si chiama? Non esiste una cura? Ti giurò che ho visto tutto E.R. e non ho mai sentito parlare di nulla di simile..." scosse la testa "Preferisco non parlarne se non ti dispiace, voglio far finta di essere come tutti gli altri", sprofondai nel divano acconsentendo, dovevo immaginare la cosa gli creasse un certo imbarazzo e cominciai a sentirmi cosi, quando mi circondo col braccio, lo fece in modo distratto e avendo approfittato della cena non me la sentivo di divincolarmi, che pessimo metodo di pagamento mi chiedeva. Forse Mark mi sarebbe piaciuto ma la realtà è che troppe volte avevo subito simili attenzioni prive di sentimento per poter accettare il gesto come una vera gentilezza.

Probabilmente si accorse di come mi agitavo perché finalmente mi liberò facendomi sentire in colpa, ma poi si girò verso di me facendomi una delle domande più strane al mondo "Posso baciarti?" lo guardai sbalordita "Ma che razza di approccio è questo?!", il tipo s'accigliò forse si rendeva conto di quanto era ridicolo "Beh, è da molto che non ho compagnia femminile..." mi alzai di scatto "Quindi ti va bene chiunque?!" si alzò anche lui agitando  le braccia "No, no, solo che sono molto timido e non sapevo come fartelo capire cosi..." mi prese e fece per baciarmi ma ormai mi aveva offesa, gli diedi un calcio nei testicoli e feci per andare da sua nonna urlando. Il tipo si recuperò troppo in fretta perchè mi prese per i cappelli e mi trovai a guardare la morte, presi il ferro... caldo e glielo premetti contro il torace. Il tipo urlò e io potei riprendermi le mie cose velocemente e filarmela.

"Mark! Che succede?!" la Signora Romanelli fece per chiamare il 911, "Nonna! Sto bene....maledetta ragazzina, cazzo... metti giù il telefono nonna!".

 

 

"Maiale?! Vuoi usare del maiale per far scomparire le mie tracce? No scusa, che sei andata a prendere in quell'altro posto allora?" mi presi la testa tra le mani "Io volevo... volevo bere da lui sul serio ma... mi sono pentita e ho solo peggiorato le cose" mi guardò serena, probabilmente avevo fatto un passo in avanti e cominciava a pensare che l'incidente di prima fosse stata una buona idea.

"Quindi torno da mia zia? Non ci vediamo da un bel po' d'anni, ma... beh... non ci siamo lasciate nei migliori dei termini in ogni caso preferisco non lamentarmi, non mi è andata molto bene con la gente sai, spero che con voi vampiri vada meglio. Lo so che mi hai detto di star attenta al Sabbat e non solo, questa Jihad che uno scontro fra vampiri antichi che coinvolge anche noi neonati... neonati poi, che bel modo di essere chiamati. Sinceramente non ho capito a cosa vogliono arrivare nel Sabbat ignorando la Masquerade, se gli umani sanno di noi e cominciamo ad ucciderli non avremo più niente da mangiare, no? Mah, che deficienti... certo non mi vorrai far credere che nella Camarilla si stia divinamente, eh le so ste stronzate... un po' come quando vai a votare e ti fanno credere che Repubblicani e Democratici siano effettivamente due cose diverse... che vadano al diavolo".

Benvenuti in Colorado leggevo finalmente, "Sai che ti dico Raven, non vedo l'ora di menare di brutto qualche stronzo, si, sarò un eroina come nei cartoni... potrei mascherarmi e bere dai cattivi solo..."

Raven continuo a tirare dritto, aveva sospirato più volte, presto avrei capito che era il suo modo dire - Ne hai ancora per molto? -.

Eccomi qua, dopo essere corsa a più non posso e aver preso il primo autobus in città e aver guardato nell'elenco per ore. Dopo aver mangiato uno stramaledetto toast di tonno che era stato tutt'altro che buono, arrivai con il primo autobus a casa di mia zia. La signora Maricruz Sucre, hmph, che cognome strano... e mi accinsi a suonare solo che... cavolo, magari non abita più da sola... forse avrei dovuto telefonare... chissà come reagirà. Deglutì a fatica, ma presi coraggio e suonai, dopo poco udii una voce di donna "Chi è?", non potevo certo riconoscere la voce ma dovevo pur fare un tentativo "Zia Maricruz, sono io, Cynthia!". Sentii muovere lo spioncino e infine le mandate che giravano a gran velocità assieme al catenaccio e la porta si spalancò, non feci in tempo a vederla che mi strinse a se con tanta forza che dubitavo di farcela in casa.

"Cynthia! Grandicima Madre de Dios estas bien niña?", non per molto zia ma comunque era bello ricevere un caloroso benvenuto una volta tanto, "Si sto bene zia, spero di non disturbarti", "Nessun disturbo nena, qui è come se fosse casa tua... ah non sai quanto volevo che veniste ragazzi. Hai fame? Oh ma certo che ce l'hai! Siediti siediti subito! Oh quante domande voglio farti!" e mi sedetti su quella che era una delle più pittoresche cucine mai viste, era tutta gialla con dei pulcini in rilievo lungo la parte in mezzo al muro. Pulcini ovunque e anche le presine erano a forma di gallina tuttavia il bello doveva ancora venire, si mise a scaldare dell'acqua per il mate con una teiera a forma di gallina... preferivo tenere per me quei pensieri, d'altronde mi stava ospitando con tanto amore.

"E decime come stanno i tuoi fratelli? Pensi che verranno a trovarmi un giorno? Ma come mai viaggi da sola, non dovresti essere a scuola? Ma come sei cresciuta, ormai non posso più darti della nena, ricordo ancora quand'eri alta cosi" e mosse la mano orizzontale a quello che sembrava un metro scarso "Sei proprio diventata bella come la mamma" e si rattristò, fortuna che il tè era pronto perché non sapevo a cosa rispondere e neanche come senza farle chiamare la mia famiglia.

Verso il mate e me lo porse per prima, bevvi con difficoltà, come i vecchi aveva la mania di mettere acqua troppo calda...e dovetti passarglielo quasi subito, comunque era il caso di farmi forza e raccontarle tutto come meglio credevo, "Vedi zia, ho avuto diversi diverbi con Nicolas sulla mia istruzione e su come gestire la mia vita, cosi ho pensato che era ora di cavarmela da sola ma purtroppo Nico non era molto d'accordo cosi ho preso un autobus e me la sono filata. Lungo la strada ho cercato di cavarmela ma non c'è stato niente da fare, sono riuscita a trovarmi qualche lavoretto qua è la ma duravano poco ed ero assurdamente sottopagata. Non avevo documenti e se n'approfittavano fin troppo di me, non riuscivo a pagarmi un posto dove stare e anche da mangiare con quei pochi spicci".

Mia zia mi ascoltava con attenzione, il suo volto sempre più contratto dal dispiacere e ogni tanto scappava qua e la per portarmi un cioccolatino, non aveva ancora abbracciato molto il fatto che avevo superato anche la pubertà ormai.

"Non ti preoccupare Cynthia, puoi stare da me, lavorerai con me nella serra, vedrai che ti piacerà e staremo bene insieme", aveva con poche parole risolto tutti i miei problemi e non potei fare a meno che stringerla e piangere come una bambina.

 

 

La casa della zia era rimasta uguale come allora, non erano passati poi cosi tanti anni dopotutto, mi avvicinai silenziosamente all'ingresso per mettere la lettera nella buca, quando mi girai un cane mi stava ringhiando, lo riconobbi subito: era il cane degli Harolds. Strano, mi è sempre sembrato cosi tranquillo ed ora... forse lui sa cosa sono... stavo per mettermi a scappare quando vidi Raven scendere dalla macchina e fissare il cane intensamente facendo dei versi piuttosto imbarazzanti ma funzionarono... il cane se ne andò senza tante storie e lei torno in macchina e la seguii anch'io.

"Bene Harle, ora indicami dove si trova quel ponte di cui mi parlavi, sì quello in cui te e tua zia avete cominciato ad urlare", la indirizzai verso il fiume Animas dove avremmo finalmente concluso il nostro viaggio, avevo passato un bel pomeriggio con la zia quella volta... la cascata che si formava sotto il ponte era rumorosa abbastanza da coprire le nostre urla, volevamo solo sfogarci... del clima pessimo, della gente stronza, di come gli affari non fossero andati molto bene quell'anno... mi spezzano il cuore questi ricordi, anche se non batte più niente dentro di me non abbandonerò mai la mia umanità.

Raven deve aver intuito i miei pensieri dalla faccia che facevo perchè... "Cinque anni Harle" mi girai verso di lei senza però capirla, "Fra cinque anni ti chiederai anche solo come potessi essere stata un volta un patetico essere umano".

Spostammo la macchina verso il guardrail del ponte in maniera obliqua e cominciammo a colpire quest'ultimo con forza cercando di piegarlo, una volta che eravamo soddisfatte vidi Raven svitare il guardrail e farlo cadere di sotto. "Ora prendi i sacchi di plastica col maiale e piazzalo sui sedili davanti, io intanto prendo la bomba ad orologeria", disse e io sgranai gli occhi verso di lei "Beh, speravi forse che magicamente sarebbe esplosa da sola? Tsk!" scosse la testa con disapprovazione "Su muoviti, dobbiamo andare a dormire entro l'alba". Immagino che anche stavolta mi trascinerà sottoterra, inizialmente la cosa mi aveva spaventato ma poi le chiesi d'insegnarmelo e disse che ero ancora troppo giovane per imparare, le solite baggianate.

Con incredibile precisione riuscimmo a capottare la macchina, una volta che Raven era soddisfatta della posizione ci allontanammo, dopo 10 minuti la macchina esplose e non passò molto tempo prima che arrivasse la polizia ma noi eravamo al sicuro ormai.

La notte successiva quando ci svegliammo avevano pulito quasi tutto, c'era ancora del nastro adesivo giallo ed io e Raven siamo state costrette a farcela a piedi fino in città, meno male che non sentivo più fatica e potevo correre per ore senza problemi. Ovviamente il mio sire non tardò a procurarsi una macchina, questa volta era molto più bella di quel cesso che abbiamo rubato in California. Le chiesi di passare da mia zia prima, ero piuttosto in ansia e volevo vedere come stava. Mi avvicinai lentamente mentre sentivo mia zia che singhiozzava al telefono.

"Mi dispiace Nicolas, non avrei dovuto tradirla chiamandoti quella volta. E' un macello ti dico, sangue ovunque ma avevo ricevuto una lettera d'addio ed apparentemente le stesse impronte sono dappertutto sulla macchina... non sai quanto ci sto male ragazzo, era veramente un'ottima bambina... se solo non avesse saputo che c'eri tu dietro a tutto dal momento che arrivò, mi dispiace... mi dispiace cosi tanto..."

Dispiace anche a me zia, ma non riuscivo a sopportare che le grinfie di Nico fossero arrivate anche da te... forse avrei dovuto far finta di niente e vivere qui tranquilla ma odiavo troppo Nicolas per ignorare la cosa, e quando ti dissi che probabilmente Nicolas era la causa per cui Ignacio è morto mi hai mollato uno schiaffo tanto forte che quasi credevo che fosse la mia stessa madre che mi rimproverava di nuovo. Ma ormai ero definitivamente morta, ero libera!

Mi avvicinai alla macchina e vidi Raven che chiacchierava di gusto con un tipo davanti a lei, quando mi avvicinai e lo vidi ebbi la sensazione di averlo già visto prima.

"Ahhhhh...ah....aaaaahhh...." puntavo il dito cercando di dire a Raven chi era, era rimasto tale e quale come lo ricordavo quell'idiota, "Ciao... Harle ti chiami, sapevo che eravate da queste parti e volevo ringraziarti per avermi stirato quella volta" e sbuffò ma io non riuscivo a muovere un muscolo, fu Raven a calmarmi.

"Stai tranquilla Harle, avevo qualche amico da queste parti e volevo tenerti d'occhio, Mark ha pensato di farsi uno spuntino invece ha solo dimostrato la validità del mio futuro abbraccio" e si misero a ridere, la cosa non mi rallegrò neanche un pò!

"Porgi i miei saluti al Principe e ringrazialo della collaborazione", "Sarà fatto Raven, buon viaggio. "E tu..." mi punto il dito minaccioso "...non farti vedere senza Raven di qua o vedi cosa ti combino". Continuavo a fissarlo incazzata ma lui mi mise la mano sulla testa spettinandomi "Stammi bene cucciolotta" e batté il cofano mentre Raven partiva, io ne approfittai per lasciargli un chiaro segnale di fanculo col dito medio.

   

 

Commenti utenti (8) File RSS dei commenti
Postato il Caelii, 12-07-2012 14:33,
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Postato il Lenna, 06-07-2012 13:06,
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Postato il garryarry, 28-12-2011 00:31,
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The following took place in a series of LARPs which were the very first of my life, more than a decade ago:I was a Toreador Antitribu belonging to a pack whose loyalty was for the Lasombra Bishop Nicolás Sánchez de Ibiza. There were three other Bishops in the city at that time fighting politically to become the leaders of the Sabbat in Madrid. Those other Bishops had their respective supporters. However, my pack was the most astute, the most hardworking and the most resourceful. We managed to strengthen Bishop Ibizas position that much that the Camarilla took over Madrid& as Ibiza was actually an undercover Camarilla agent. Of course, as astute as my pack was, we didnt have a clue about that. 
 
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Postato il taptotpat, 16-12-2011 01:32,
4. nHGNbeeesQkqOeEjb
I use to run a Sabbat game that lasted several years. My girlfriend was playing a Malkavian Antitribu and a member of the Black Hand. After we had been playing for about a year/year-and-a-half, I began introducing two NPCs, a human child and a coldblooded vampire killer. I discussed these NPCs with the other players (up to 7 other players at times), and told them that they only existed in the Malks mind but to act like they were there (their interactions with the NPCs were also only in the Malks mind). For between two and three years, my girlfriend (the Malk player) didnt realize that these NPCs were in fact two personalities within her own mind. Slowly the player started to suspect, culminating in a scene where all three of her personalities sat in an abandoned schoolroom talking. The character never understood that these NPCs werent real, but it was a pretty big revelation for the player and resulted in some awesome scenes. 
 
car insureance
 
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Postato il urxtfmz, 14-12-2011 08:18,
5. RxYcJuZouoNGxmtquXI
UUxfEv , mzoipiceoujk, [link=http://evexpwfbekua.com/ ]evexpwfbekua[/link], http://iryeekqajidp.com/
 
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