Caedric Caedric Allen Aston, il Ventrue
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| Scritto da Lord Cäedric Allen Aston, |
Figlio mio, ma non mio figlio.
Figlio del mio sangue e del mio spirito.
"Richard, non è certo cosa da poco ciò che vuoi...".
Edward aveva ragione, Cäedric sarebbe stato un grande Tremere.
Un grande Tremere, ricercato cultore del sapere in ogni sua forma e sostanza, potente immortale capace di grandi prodigi si... ma nulla più di questo.
Io invece ne avrei fatto il più grande Ventrue di quest'epoca.
La fiamma della conoscenza non è infatti la sola ad accenderne lo sguardo. In lui vi è altro, vi è molto di più dello sterile amore per il sapere: vi è la volontà, che non è mera contemplazione, ma limpida visione.
Edward all'epoca non comprese appieno le mie motivazioni, forse le fraintese persino, ma come poteva? Come può comprendere l'essenza di quanto rende tale un Ventrue?
Ventrue si nasce, è un destino. Deus vult.
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| Scritto da Lord Caedric Allen Aston, |
Il sole di maggio riscaldava la campagna Cornica, in quella splendida giornata ogni cosa pareva aprirsi con somma gioia alla possente forza della primavera.
Un uomo ed una ragazza percorrevano il sentiero che dai vigneti portava alla tenuta poco distante: una magione (definirla casa colonica sarebbe troppo riduttivo) settecentesca splendidamente conservata, la proprietà in cui Gilles De La Roche si era trasferito ormai nove anni prima.
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| Scritto da Lord Caedric Allen Aston, |
16.
22 ottobre 1978.
Ieri sera Marlene ha ricevuto un'altra di quelle misteriose lettere.
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| Scritto da Lord Caedric Allen Aston, |
"Giochiamo dai! Io farò il cavaliere cacciatore di draghi!", "Non puoi fare il cavaliere".
"E perché no?!", la bambina sbuffò imbronciata, le mani sui fianchi; la sua posa non intimorì tuttavia il compagno di giochi, "Perché sei una ragazza. Le ragazze non fanno i cavalieri", il suo tono rispecchiava la certezza che un bambino di dieci anni aveva delle cose della vita: il Sole sorge e tramonta ogni giorno, l'inverno porta con sé la neve e le ragazze non fanno i cavalieri.
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| Scritto da Lord Caedric Allen Aston, |
Le coucher du Soleil romantique
Il Tramonto del Sole romantico
Mais je poursuis en vain le Dieu qui se retire;
L'irrésistible Nuit établit son empire,
Noire, humide, funeste et pleine de frissons.
Ma io rincorro invano il Dio che s'allontana;
L'ineluttabile Notte stende il suo impero,
oscura, umida, funesta e gelida.
(C. Baudelaire)
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| Scritto da Lord Caedric Allen Aston, |
Un Re deve regnare, o morire.
Un sovrano esiste per servire il suo popolo, non per essere servito da esso.
Da un grande potere derivano grandi responsabilità[1].
Questo è il credo su cui ho formato me stesso e su cui conto di formare in futuro mio figlio.
Non sono un Re e neppure un sovrano nel senso stretto del termine, avrei però potuto esserlo se la storia avesse preso un corso differente secoli fa.
[1] Il testo è antecedente all'opera cinematografica cui probabilmente state pensando, ragion per cui ogni riferimento ad essa è da ritenersi casuale, oppure un plagio ai danni di Lord Aston.
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| Scritto da Lord Caedric Allen Aston, |
La presente missiva è stata scritta da Cäedric in seguito ad eventi che nei resoconti non sono ancora stati trattati, presenta quindi diversi spoilers rispetto alla trama della cronaca.
Se la cosa non vi preoccupa, e avete a portata di mano un nutrito pacchetto di fazzoletti, buona lettura.
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Wednesday 12 December 2007 |
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| Scritto da Lord Caedric Allen Aston, |
What White Wolf vampire clan are you?
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| Scritto da Lord Caedric Allen Aston, |
De profundis clamavi
Dall'abisso invocai
J'implore ta pitié, Toi, l'unique que J'aime,
Du fond du gouffre obscur où mon cœur est tombé.
C'est un univers morne à l'horizon plombé,
Où nagent dans la nuit l'horreur et le blasphème.
Ti chiedo pietà, o mio unico amore,
dal tenebroso abisso in cui cadde il mio cuore.
E' universo penoso e privo di luce,
dove nell'ombra aleggiano blasfemia ed orrore.
(C. Baudelaire, Spleen et idéal)
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| Scritto da Lord Caedric Allen Aston, |
Henry East, o se preferisci Enrico D'Este, nato intorno al 1530 da qualche parte in Italia, probabilmente nella zona di Ferrara, ma è solo una supposizione giacché in realtà io non so quasi nulla di te.
La mia intenzione era scrivere il tuo epitaffio.
Invece sto scrivendo quella che ha tutta l'aria di essere una missiva, una di quelle cose inutili, del tutto ininfluenti... i morti dopotutto non leggono lettere no?
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