| Scritto da Midas Emilton, |
Preludi
Una vita in una pagina... o due
La vera storia di Midas Emilton
Preludi
Era il 1975 quando in una soleggiata
giornata d'estate veniva alla luce Juan Josè Ramon Xaviero Emiliano,
il protagonista della nostra storia.
Terzo di tre figli, il pargolo nacque
dall'unione tra un'avvenente ballerina svedese di nome Chatrine
Lagherback e Luis Enrique Adelardo Prisco Emiliano: annoiato
fazendero di giorno, padrino di una cosca mafiosa sudamericana di
notte.
Sebbene l'incrocio tra una valchiria di
un metro e ottanta, quale era sua madre, e suo padre (che di per sé
era già un incrocio tra Checchi Gori ed il cantante dei Gipsy King)
fosse foriero di incerti risultati, la mano del creatore si dimostrò
benevola nel mixare i geni.
Essendo nato dalla seconda moglie del
boss e avendo dieci anni di meno del suo fratellastro più giovane,
suo padre decise di tenerlo fuori dagli "affari di famiglia",
lasciandogli coltivare liberamente le sue aspirazioni. La cosa si
rivelò molto proficua per la sua formazione, tanto che dopo solo
sedici anni di vita era già un pianista quasi completo, nonché
fiore all'occhiello del suo conservatorio.
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Preludi
[Nota del Master: Questo pezzo è prodotto da Bob, un ospite della nostra cronaca. Il png da lui interpretato è risultato così... piacevole che si è offerto di scrivere due righe per noi. C'è anche altro, che arriverà quando il resoconto relativo alla sua comparsa sarà on-line.]
Entrate
miei ospiti, dovete davvero essere molto interessati alla mia storia,
se per venire a sentirla siete venuti fin qui: nel buco del culo
dell'inferno, attraverso canali pieni di ratti, escrementi e
quant'altro. Dunque per premiare il vostro coraggio, nonché il
vostro stomaco, non mi resta altro che saziare la vostra fame di
conoscenza. Mettetevi pure comodi e che il racconto abbia inizio...
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Ho sempre invidiato la luna.
Il suo isolamento, la sua autonomia sono il suo grande fascino. Essa non elargisce e non pretende, non commercia con il mondo, esaurisce le sue passioni in sé stessa.
Tuttavia è una banale sfera che si erge talvolta ad irridere il destino degli uomini, conscia della sua naturale superiorità.
Ho sempre trovato insensata la sua ambizione a rivaleggiare con il sole, l'astro nascente, il padre della vita; ma questa è la sua forza, regina di un mondo di tenebre, tacita cospiratrice ed infine.... vincitrice.
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PROLOGO
Qual è il giorno più importante nella vita di una persona?
La nascita? La maggiore età? Il matrimonio?
Risposte legittime, ma false giacchè una verità è che il giorno più importante nella vita di ognuno è il giorno in cui questa ha termine.
Un'altra verità è che la morte fa paura: un terrore antico ed irrazionale tanto quanto inutile, non ha infatti senso temere l'inevitabile.
I saggi lo hanno sempre saputo, mentre gli sciocchi hanno sempre evitato di pensarvi, come se l'ignorarne l'esistenza bastasse ad esorcizzarla.
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Il frangersi continuo della marea sugli scogli, le onde della risacca, il soffio del vento dal mare, sulle rocce, nei boschi...
Questi sono i suoni uditi dai miei antenati, al momento della nascita e al momento della morte.
E' sempre stato così.
Fu così anche nel mio caso.
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Regardez-moi...
Il pubblico freme in sala. Le luci si spengono lentamente, lasciando calare una penombra vellutata e carica di tensione per lo spettacolo a venire. Le signore emettono risolini di eccitazione. I signori si appoggiano allo schienale, pronti e concentrati. Il silenzio si diffonde come foschia invisibile. Tutto tace. Il sipario si apre. Un accenno di vaudeville. Un lampo di burlesque. Un soffio di tragedia e una pennellata di commedia. Allungate la mano e accettate questo piccolo assaggio della mia vita. Una dolce goccia di vissuto scivola languida nella vostra gola. Gustatevi il mio ardente monologo. Spero che lo spettacolo sia di vostro gradimento.
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Lavalle.
Avete mai sentito parlare di un certo Juan Lavalle? No? Beh, tanto meglio. Cosa c'entra tutto questo?
Mi chiamo Cynthia Lavalle, e sono nata a New York.
Secondo mio padre, noi siamo lontani discendenti di questo famigerato condottiero dell'indipendenza Argentina, il nostro paese di origine. Con questo non cerco di darmi delle arie, ma fa sempre un certo effetto quando qualcuno vuole sapere i cazzi miei a tutti i costi.
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