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Un posto al buio X: Vacanze romane
Saturday 05 December 2009
 
Scritto da Samael,

Sono trascorsi mesi dall'ultima volta che "Un posto al buio" ha turbato la quiete dell'etere. Alcuni hanno temuto il peggio, ovvero che la mano tiranna del Principe fosse calata come una ghigliottina sulla testa di Ashlar. No, niente di tutto questo! Grazie a Caino, ben altri impedimenti hanno trattenuto la redazione dal produrre un nuovo episodio della vostra soap preferita.



Ash: ma cosa dici?! Impegni di coterie, mia cara. Ultimamente, ai piani alti si sono ricordati della nostra esistenza e delle nostre supposte capacità sul campo.

Alphie: beh, come faremo a gestire il malcontento degli ascoltatori? E' arrivata una valanga di email inferocite.


Ash: quale modo migliore di sdebitarci se non offrendo al pubblico una nuova succulenta, puntata. La prima puntata di un breve ciclo a tema. Come nella tradizione delle migliori soap operas, infatti, non possono mancare una manciata di episodi ambientati in Italia. Un'importante missione attende Edgar e i suoi compagni. Ma bando agli indugi, metettevi comodi. Ecco a voi il nuovo episodio, intitolato "Vacanze romane".


Roma non fa la stupida stasera (Rugantino)


Edgar si siede dall'altro lato della scrivania di Don Pietro, dissimulando il nervosismo. Si riaggiusta la cravatta, mentre attende che il suo Gransire faccia roteare la poltroncina per guardarlo in faccia. Finalmente, il flebile fuoco che arde all'estremità del suo sigaro compie un semicerchio nell'oscurità.


D: ben arrivatho, ragazzo. Steve ti ha parlatho della missione che voglio affidharthi?


E: mi è stato detto che devo recarmi in Italia per incontrare una persona molto importante.


D: thu sai quantho siano fondhamenthali le figure femminili all'intherno della famigghia, vero? Discrethe, rispetthose, onorabili, ma sopratthuttho sono coloro che custhodiscono la tradhizione, che thengono unita la famigghia e i suoi membri. Dhonna Maddhalena è una signora d'altri thempi, dhegna di rispettho e devotha a Santa Rossalia.


E: non me ne avevate mai parlato prima d'ora. Come mai?


D: perché mi ha mancatho di rispettho moltho thempo fa. Ora, thieniti forthe alla sedia, Edgar. In verithà, lei è mia figghia.


E: ma ma, Sir Steve...


D: è l'infanthe di quella lupa che si è ribellatha alla mia autorithà. L'ho ripudhiata per questho, ma ciò non l'ha tratthenutha dal divenire sempre più pothenthe nella mia pathria originaria. Così, abbiamo riallacciatho i rapporthi, perlomeno in nome della corthesia e del reciproco aiutho. E comunque, non è ammissibile che un picciottho prometthenthe come the non conosca quella santha donna. Lei ti raccontherà meglio di chiunque althro la sua sthoria e thi darà dhelle informazioni riguardo a un oggettho che dobbiamo assoluthamenthe trovare.


E: di quale oggetto state parlando?


Il viso di Don Pietro si fa cupo e solenne. Edgar rabbrividisce.


D: il registro conthabbile di Ferdinand von Geld. Il libro che conthiene thutthe le sue transazioni, thutthe le informazioni riguardanthi i suoi credhiti e i suoi affari. Thutte le coordinathe dei suoi conthi sparsi nei migliori paradisi fiscali. Otthenendolo , ci sarà possibile incastrarlo una voltha per thutthe, svelando i suoi oscuri disegni. L'abbiamo cercatho per decenni, sapendo che Ferdinand verga di propria mano questho volume, senza mai affidarsi complethamente ai nuovi strumenthi informathici. E' maniacale nel registrare ogni piccolo particolare, anche perché quel libro, o perlomeno le paggine più anthiche che lo compongono, possiedhono un alto valore affetthivo, in quantho dhono di una persona a lui...pthu, moltho cara.


E: la missione che mi porgete è davvero della vitale importanza e ne avverto tutto il peso. Spero di esserne all'altezza.


D: a questho ho già pensatho io. Sarai accompagnatho da persone fidathe che thi aiutheranno. Persone da me pagathe e convinthe a prestharti sosthegno. Il signor Logan O' Brian thi presterà aiutho, in quantho versatho in materia finanziaria.


E: ma Logan ha cercato di incastrarci in passato...


D: la paura, picciottho, è il mezzo migliore per guadagnarsi la fedeltà di un uomo. Oltre a lui, anche il signor Lawrence Poslow viaggerà con voi, in quantho parthicolarmenthe referenziatho. Logan mi ha inolthre introdhottho un therzo elementho che si occuperà della più bassa manovalanza. Tale Diego, un uomo fidhatho e obbedhienthe. Ora, prendi questo.


Don Pietro gli allunga una busta.


D: qui denthro sono conthenuthi i biglietthi dell'aereo e thutthi i conthatthi necessari. Farai prima scalo a Roma, per conoscere un mio caro amico, il Principe, nonché Cardinale di Sua Santhithà. La nostra famigghia è moltho devotha ed è saggio colthivare qualche amicizia in Vathicano.


E: vi ringrazio, signore.


Edgar si alza, bacia la mano offertagli da Don Pietro e si congeda.


D: ah, un'ulthima cosa. Questha missione deve rimanere segretha. La thua donna, quindi, deve esserne all'oscuro. Ti concedo, thutthavia, di portharthi dietro la thua cameriera.


Poco più tardi, Edgar cammina pensieroso lungo il perimetro del suo salone.


E: per fortuna che ora Hélène si trova alla Spa, e non rientrerà per le prossime quattro ore. Anzi, potrebbe rischiare di addormentarsi sul materassino della sala massaggi come l'altra volta, quando hanno dovuto nasconderla in fondo alla vasca di raccolta dei fanghi affinché i clienti e gli operatori diurni non si accorgessero di lei. Devo partire dunque subito, ma prima è necessario lasciare la casa in mani fidate. Signor Varuna!


V: eccomi qui, milord. Comandate.


E: signor Varuna, so che di lei posso fidarmi ciecamente. Devo assentarmi per qualche giorno da casa, per svolgere un'importante missione. Partirò fra poco per l'Italia per trovare un oggetto appartenente a quel farabutto di von Geld. Mia moglie deve rimanere all'oscuro di tutto.


V: che cosa le dirò quando rientrerà e non vi troverà in casa?


E: cosa si risponde solitamente in questi casi? Dille che sono sceso a comprare le sigarette.


V: come desiderate, signore. A proposito, poco fa ho visto la signorina Consuelo uscire di casa, trasportando un gran numero di valigie.


E: sì, si è occupata degli aspetti logistici della mia missione. Lei verrà con me e anche la sua assenza deve essere giustificata agli occhi di Madame. Ora devo proprio partire. Confido in lei, signor Varuna.


V: servirvi è un piacere, milord.


Per raggiungere l'aeroporto, Edgar non si fa accompagnare da Ambrogio in limousine. Ha infatti predisposto una partenza più che discreta, che non dia minimamente nell'occhio e non lasci traccia alcuna. Ecco perché Consuelo trasportò il bagaglio con le proprie forze fino al check-in. Edgar arriva qualche minuto più tardi, a bordo di un taxi, e nella sala d'attesa del gate incontra i suoi compagni di missione.


E: signor O'Brian, sono felice di ricevere i vostri servigi.


L: ho un debito nei confronti del suo Gransire e sono del tutto intenzionato a pagarlo.


E: ottimo, e lei, Diego, ho sentito parlare molto bene delle sue qualità.


D: le mie qualità, non sono certo una novità. E felice sono di metterle al suo servizio, specie se guadagno per permettermi qualche vizio.


E: anche lei, signor da Polenta. La sua presenza è una conferma di sicurezza.


La: sarà mio piacere occuparmi degli aspetti logistici.


Lawrence estrae dalla tasca quella che sembra un'American Express Platinum. Edgar la riconosce, è la carta di credito di Don Petronius e si domanda perché non l'abbia consegnato a lui.


E: non pensavo diffidasse delle mie capacità di gestione del denaro, come Sir Steve. Un giorno, tra l'altro, dovrò sollecitarlo a scongelare quel fondo d'investimento sottoscritto a mia nome in qualche banca di Ginevra.


La: ho già distribuito ai nostri compagni un foglio contenente i particolari per questa missione.


E: ben fatto. Ne gradirei una copia anch'io, fra l'altro. Ma non posso certo chiedergliela apertamente. Devo dimostrare di essere IO il boss qui.


Don Petronius aveva fatto preparare un lussuoso aereo privato per raggiungere Roma. I suoi preposti possono dunque viaggiare in tutta tranquillità, senza preoccuparsi di atterrare dopo il tramonto nella capitale italiana.


La: che lusso, un jet privato. E avremo anche una pista di atterraggio tutta per noi. Dicono che Don Petronius intrattenga rapporti addirittura con il primo ministro italiano. Molto comodo, finché non avremo qualcosa di simile all'Anubi Airlines.


L'atterraggio avviene senza intoppi. Lawrence, soprendendo i suoi compagni di viaggio, comincia d'un tratto ad applaudire e a fare i suoi complimenti al pilota.


La: scusate, l'abitudine.


C: ho bisogno di sgranchirmi la schiena. Dov'è che hai prenotato l'albergo, mangiamaccheroni?


E: Consuelo, sii più educata. Avrei dovuto prendere con me il signor Varuna, lui si che sa servirmi.


Lawrence allunga un biglietto ai compagni e comunica loro che possono trascorrere la nottata come meglio preferiscono. Si ritroveranno all'albergo, l'Hilton, un paio d'ore prima dell'alba per decidere il da farsi. L'indomani notte, inoltre, prima di proseguire per la Sicilia, faranno visita al Principe di Roma. Appena fuori dall'aeroporto, in men che non si dica ognuna si dilegua nell'oscurità. A Consuelo viene applicato un braccialetto con microchip e gps, nel caso di perda. Lawrence aveva pensato davvero a tutto.


E: finalmente un po' di pace e solitudine. Orsù, ho intenzione di rimembrare la mia tappa romana del grand tour che ho compiuto in gioventù. Voglio respirare la stessa aria che hanno respirato gli imperatori, calpestare i fori imperiali e magari fare una piccola pausa di fronte alla curia, laddove il grande Giulio Cesare è stato brutalmente assassinato. Voglio saziarmi di storia e grandezza. Ma da dove cominciare?


Così Edgar inizia a girovagare, alla ricerca di un cornicione, un'epigrafe, un sanpietrino che gli ricordi, alla stregua della madeleine di Proust, dove si trovano i Fori Imperiali.


E: eh sì che dovevano essere da queste parti. Mi ricordo che la limousine ha girato di qua. Ma questa è zona a traffico limitato. Che indecenza, la gente per bene mica gira in limousine per fare a meno dei propri privilegi. Ah, ma certo, lungo il Tevere, giù di qui e...no, questa è la Cloaca Maxima...A quale umiliante destinazione è giunto il mio vagabondare senza guida. Oh, quanta mestizia...


?: an vedi sto cafone!


Una voce femminile, per quanto rauca e sgradevole, esplode alle sue spalle. Si gira immantinente e si trova davanti una ragazza di circa vent'anni, un po'in carne, vestita in maniera davvero indegna. La fanciulla indossa infatti un paio di jeans dalla vita molto bassa, dai quali fa capolino l'elastico fucsia delle mutandine. E' impossibile però dire cosa porta sotto quello striminzito bomberino che le fascia il petto generoso. Possiamo però notare il taglio a scodella dei capelli neri, squallida cornice a un'espressione più che scocciata, insolente.

Edgar si trova a suo malincuore costretto a rivolgerle la parola, attingendo al suo italiano stentato.


E: desiderate, signorina?


J: Jessika, con l'akkappa. E parla come magni. So spiccicare anch'io due parole d'inglese, eccheccazzo! Ma senti, ma che c'hai tu in quella testolina bionda, eh, della segatura? Ma pensi d'essere un turista in visita dar Papa?


E: signorina Jessika, mi confondete. Con chi ho il piacere di parlare?


J: se te fa piacere, non so, bello, ma io so' er Flagello. Non t'ha mai detto nessuno che bisogna presentarsi prima d'annà a zoccole per la città?


E: è giusto quello che avevo intenzione di fare, doma...Ma voi mi offendete! Io non calpesterei mai l'amore di mia moglie per i servizi di una...donna perduta.


J: macché perduta! Quelle se sanno far trovare, dairrettamme! Eccomunque, te voglio domani sera, appena apri gli occhi, vicino ar colonnato? Quello der cupolone, eh! E porta anche i tuoi compari.


E: sarà fatto, madonna.


J: ahò, non bestemmiare! Che già ce sta quella poco di buono ammericana in circolazione.


Detto ciò, il Flagello si allontana, sale su una Vespa che aveva parcheggiato a pochi passi da lì, e sfreccia nella notte. Nel frattempo, al civico numero 1 di via Condotti, alla prima stazione di quella via crucis di lusso, Logan aveva appena varcato la soglia del negozio capitolino di Dior.


L: Lawrence ha fatto molto male a incaricarmi di comprare un vestito per Consuelo e quella sciocchina non ha voluto fare l'acquisto di persona. Dovrà fidarsi del mio buon gusto per far bella figura dal Principe, domani. E intanto...compriamoci qualcosa con la carta di quella vecchia cariatide!


Dopo aver sbrigato velocemente l'acquisto per Consuelo, la commessa deve abituarsi a un ritmo di lavoro ben più elevato.


L: questo, questo e questo per Rupert quando si risveglierà. Al limite lo indosserò io. Che niente vada sprecato! A proposito, signorina, mi aspetti qui fuori dal camerino. Ho bisogno che...mi aiuti a mettere a posto il colletto della camicia.


Immaginandosi il kilometrico scontrino che la cassa avrebbe vomitato fuori, la ragazza acconsentirebbe a ben altre richieste. E' così che, senza punto protestare, lascia che sia lui a sistemare il suo colletto. Precisamente a sbottonarlo e a scostarlo dalla sua gola pulsante. Si lascia andare consenziente. Dopotutto, le piace essere presa dai clienti. E' la sua piccola mania, la mania di una donna così dolcemente complicata.

Un sapore delizioso si sprigiona sulle papille gustative di Logan. E' costretto a boccheggiare, sebbene non respiri, prima di rituffarsi nuovamente in quella corrente scarlatta. Un sangue così follemente delizioso. E finalmente dissettato, si perde negli occhi febbricitanti di quell'affascinante creatura, il cui nome è Anna


L: è tempo di chiudere il negozio e di passeggiare al chiaro di luna.


Concediamo ai novelli innamorati un po' di intimita e vediamo costa sta combinando Consuelo. La sete le divora le interiora, mentre si aggira per un lungo viale frutto dei gloriosi sventramenti tardottocenteschi, probabilmente Corso Vittorio Emanuele, le era sembrato di aver letto su una targhetta. Tuttavia, non riesce a decidersi ad attirare un mortale. Blackbird le aveva infatti detto che il sangue degli italiani emana uno sgradevole odore di aglio. Ragion per cui, Consuelo ritiene giusto entrare in un luogo dall'aria internazionale, assolutamente non corrotto dai pungenti odori della cucina italiana, vale a dire un Burger King.

Si siede vicina al lungo e sudicio bancone delle casse, aspettando che qualcuno si diriga verso le toilettes. Vede entrare due poliziotti, no, due carabinieri. Probabilmente hanno appena staccato. Si fermano di fronte alla cassiera dall'aria asonnata.


Carabiniere 1: cosa prendi, tu?


Carabiniere 2: quello che prendi tu.


Carabiniere 1: due caffé, signorina.


Carabiniere 2: due caffé anche per me, allora. Veloci però, che dobbiamo scappare.


Cassiera: sono già in macchina, praticamente.


Carabiniere 1: ah sì, allora torniamo là.


Stupefatta, Consuelo vede i carabinieri correre fuori, salire sulla volante posteggiata in doppia fila e schizzare via. Si alza e si incammina verso la toilette delle signore. Senza riflettere troppo si avventa su una ragazzina di quindici anni che attende la sua amica fuori dalla porta.


C: ah, questo sapore...non ci credo, anelli di cipolla!


Più tardi, nella meravigliosa cornice di Trinità dei Monti, adagiati languidamente sulla scalinata di Piazza di Spagna, Logan e Anna ascoltano sognanti il vibrante mormorio della città. Il rumore delle auto che si unisce al soffio della brezza.


A: grazie Roma che ci fai piangere, e abbracciati ancora, grazie Roma. Dimmi Logan, capita anche a te di pensare che al di là del mare vive una città dove gli uomini sanno già volare?


L: so solo che io sto già volando insieme a te.


Anna si alza e prende Logan per mano.


A: annamo via, tenemose pe mano.


L: andare, già. Domani purtroppo devo andarmene. Il nostro sogno è durato poco.


A: quindi, a mezzanotte, me ne tornerò, simile a Cenerentola, là dove sono evasa?


L: e sarà la fine di una bella favola...Ma ti ricorderò sempre. Puoi fidarti a lasciarmi il cuore, nessun dolore lo sfiorirà.


Anna lo abbraccia fra lacrime di sangue.


A: oh Logan, stringimi forte che nessuna notte è infinita!


Ecco rivelato l'eterno dissidio fra amore e dovere. Un amore falciato sul nascere, sacrificato sull'altare delle responsabilità. Basta, la notte termina qui. Non si può aggiungere altro. E fu sera e fu mattina, direbbe Qualcuno. In realtà e fu mattina e fu sera.


C: maledetto finocchio! Non mi hai comprato un vestito, ma un profilattico!


Consuelo sbraita furente contro Logan, il quale la sta aiutando a indossare l'abito verde pistacchio comprato per lei la sera prima.


L: ma cara, è un Dior da 5000 euro. Pura seta e guarda che ruches...


C: ti ci puoi impiccare con les ruches. Non posso nemmeno piegarmi.


L: beh, speriamo che tu non debba farlo. Ecco, devi solo evitare di camminare come fai di solito, ovvero a gambe aperte. Tienle ben serrate, come un'educanda di ritorno dalla messa della domenica.


E: svelti, Sua Eminenza attende, sto cominciando a spazientirmi.


D: non sapevo che il Principe fosse un cardinale. A Roma mi pare proprio una carriera banale.


E: cercate tutti di essere educati. Che la Dea possa avere pietà di questi antiquati uomini in sottana rossa, certo, ma abbiamo una missione da compiere.


Lawrence non avrebbe fatto visita al Principe. D'altronde, lo conosceva molto bene e non c'era bisogno della sua presenza. Così, era uscito dall'albergo già da una mezzoretta, diretto Dio solo sa dove, non prima però di aver affittato una limousine per condurre gli altri membri del gruppo alle porte del Vaticano, proprio alla fine di Via della Conciliazione, dove il Flagello li sta attendendo spazientita.


J: de qua, lumaconi!


Li conduce attraverso il piazzale della grande basilica, fin dentro la chiesa stessa. Poi, dopo essere entrati in una porticina laterale, fa perdere loro il senso dell'orientamento, obbligandoli a seguirla in un dedalo di corridoi e passaggi segreti, finché non sbucano in un'ampia anticamera, di fronte a un alto e massiccio portone di noce.

Dopo pochi istanti ne esce un ragazzino con indosso una candida tunica da chierichetto. Tenendo gli occhi bassi fugge via, permettendo agli sconosciuti di entrare. E là, seduto su di una grande sedia imbottita di raso e dall'intelaiatura in legno laccato, li accoglie un uomo vestito di scarlatto, sulla cinquantina e dall'aspetto grossolano.


E: Principe Onofrio...


Prontamente, Edgar si inginocchia e bacia l'anello del Principe, subito imitato dai suoi compagni. Consuelo si inginocchia con la lentezza di una geisha, sudando sangue, ma il vestito regge e la farfalla non spezza la crisalide.


O: Edgar, duca anzi. Sono felice che Don Petronius ti abbia inviato da me. Un uomo di rare capacità, davvero, un uomo che stimo profondamente. Ma signor duca, che ce fa in mezzo a tutta sta canaglia!


Il Principe, con un ampio gesto della mano inanellata, indicò i suoi compagni.


O: e tu, dalla pelle di caffellatte, non star così riggida. Facce vedé 'ste bellezze nascoste! Mica tanto nascoste. Non per molto...


E: loro sono i miei fedeli compagni. Mi hanno accompagnato per aiutarmi a svolgere l'importante incarico affidatomi da Don Petronius.


O: ah sì, vi auguro buona fortuna, allora. Ora, scusatemi, ma devo ritirarmi. Si prospetta una di quelle notti. Dopotutto, zompa chi campa, allegramente...


E: ma Principe, avrei il desiderio di conversare per qualche tempo con voi. E' mio dovere consoscere a fondo la rete di amicizie costruita in secoli e secoli di diplomazia dal mio gransire.


O: mi dispiace, figliolo, ma star sempre chiuso in sto palazzo è na tristezza.


E: vi prego, Principe, è mio preciso diritto chiedere udienza a Sua Eminenza. Abbiamo viaggiato molto per incontrarvi.


O: mi dispiace, ma io so' io e voi non siete un cazzo. E adesso lasciatemi annare a divertire.


Il Principe lascia la stanza senza una parola di più.


E: che persona spregevole...mi domando quale valore egli abbia agli occhi di Don Petronius.


STRAAAAP!!!!!


Un rumore agghiacciante provoca un tonfo al cuore immobile di Edgar. Non osa girarsi, non osa aprire gli occhi per constatare di quanta vergogna si è appena ricoperta Consuelo. Una pessima nottata, davvero. E' tempo di coprire l'ignuda, di risalire in limousine e di sfrecciare all'aeroporto. La missione è appena iniziata, ma lasciamo scendere il sipario.


[I migliori anni della nostra vita - Renato Zero


Pink: mmh, ma quanti stereotipi sugli italiani in questa puntata...


Ash: gli ascoltatori vogliono questo in una soap opera, altrimenti leggerebbero un trattato di sociologia, non pensi?


Pink: indubbiamente. Però sono certo che questo cambiamento di scenografia darà nuova linfa alla nostra già fortunata trasmissione.


Alphie: i nostri amici sono in brodo di giuggiole. Tralasciando i graditissimi complimenti, alcuni chiedono se mai uscirà una compilation con le sigla del programma. Elogiano la nostra scelta musicale.


Ash: ci si può pensare. Potremmo mettere in commercio un grazioso cofanetto con le registrazioni delle puntate, un booklet patinato e il cd con le sigle. Sarebbe un successo, soprattutto ora che Natale si avvicina. Che splendida idea regalo!


Pink: intanto pensiamo alla prossima puntata. Abbiamo ancora qualche piccola modifica da apportare.


Ash: lo scenario si sposterà a sud, in Sicilia, dove conosceremo un membro importante della famiglia di Edgar, ovvero Donna Maddalena. Saprà aiutarlo a trovare l'inestimabile libro mastro di Ferdinand? Lo scoprirete prossimamente. Radio Carmilla vi augura il buongiono!



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Postato il Caiya, 11-07-2012 08:53,
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Postato il ddgxstatic, 29-12-2011 04:18,
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Was playing a chronicle in whih I was the last Gangrel left in the city after the pack abbandoned it due to a betrayel on behalf of the Toreador Primogen that caused the final death of our ancient.After much work I was able to make her kidnap a little girl, daughter of a local Garou. She thus thought that she had the garou in her palm to go for the reign of her city. I was able to have a member of her clan nominated as Prince, but little did she know he was actually a Nosfe mole. After which I recuperated the little girl and had the Garou request she be handed over thus to avoid war.I was able to watch as she was ripped apart. Great revenge  
 
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Postato il mentosisgood, 17-12-2011 00:34,
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I use to run a Sabbat game that lasted several years. My girlfriend was playing a Malkavian Antitribu and a member of the Black Hand. After we had been playing for about a year/year-and-a-half, I began introducing two NPCs, a human child and a coldblooded vampire killer. I discussed these NPCs with the other players (up to 7 other players at times), and told them that they only existed in the Malks mind but to act like they were there (their interactions with the NPCs were also only in the Malks mind). For between two and three years, my girlfriend (the Malk player) didnt realize that these NPCs were in fact two personalities within her own mind. Slowly the player started to suspect, culminating in a scene where all three of her personalities sat in an abandoned schoolroom talking. The character never understood that these NPCs werent real, but it was a pretty big revelation for the player and resulted in some awesome scenes. 
 
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Postato il ouetwdfnomh, 14-12-2011 07:46,
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