| Scritto da Lord Caedric Allen Aston, |
Ben ritrovati cari lettori, non vi ho costretti ad un'attesa troppo lunga nevvero?
Sono stato di parola, ma non intendo rivendicarne completamente il merito, in realtà sono io stesso ansioso di continuare.
Accade così di rado ormai che desideri realmente fare qualcosa... che magnifica sensazione!
Ma non indugiamo oltre e proseguiamo con la narrazione.
Avevamo lasciato i nostri cuccioli in viaggio alla volta della dimora di Cäedric, giusto? Ebbene, a parte l'increscioso incidente a bordo dell'auto di Samael non vi furono ulteriori intoppi.
Toreador e Gangrel vennero testé introdotti al piano di rappresentanza della dimora del Ventrue, e mancò davvero poco che Samael non venisse colto da ripetuto stato d'estatico rapimento per questo o quel particolare (a partire dall'ascensore panoramico).
Alcune servitrici (cameriere è una parola che nella tradizionale Cornovaglia è di scarsissimo uso corrente... come? Non ci troviamo in Cornovaglia, ma a San Francisco? Vero, ma credete che ciò sia di seppur minima importanza per il tradizionalissimo Duca?) che accolsero Cäedric ed i suoi ospiti furono subito inquietate, oltre che dal fatto stesso di avere ospiti, dall'aspetto vagamente sinistro di Harle. Certo non fu d'aiuto il fatto che la Gangrel ne avesse subito fermata una chiedendole da bere con un tono tra il minaccioso e l'ammiccante.
"Harle, vi diffido dal ritenere che possiate liberamente disporre dei miei servitori. Igor, congeda tutti tranne Prudence, falla venire qui", "Come desidera Sua Signoria".
Una volta giunta la ragazza in questione, a Cäedric bastarono poche occhiate per verificare quanto gli interessava, ossia che Prudence aveva all'incirca le medesime misure di Harle.
"Prudence va allo studio di sartoria di mastro Arrighi e ordina una serie di abiti, prevalentemente non impegnativi a parte un paio di completi di rappresentanza. Forniscigli le tue misure e riferisci che li attendo non più tardi di due giorni da oggi. Puoi andare".
Una volta rimasti soli (a parte l'onnipresente Igor), l'attenzione del Ventrue tornò a focalizzarsi sui compagni (anche se questa è un'altra parola assai poco presente nel dizionario Ventrue in generale, di questo Ventrue in particolare): "Mi auguro, Harle, che una volta risolto l'increscioso problema del vostro abbigliamento non saremo più costretti a vedervi abbigliata a guisa di mendicante", "...mendicante? Perché cos'hanno che non va i miei vestiti?".
Come vedrete voi stessi cari lettori, pur essendo per certi versi un personaggio altamente spigoloso, Harle è decisamente la più innocente del gruppo, naïve all'inverosimile quando meno ve l'aspettereste, come in questo caso.
"Sono un ammasso di stracci indegno dell'appellativo ‘vestiti', inoltre...", "Quello che Lord Aston intende dire è che, dal momento che le nostre missioni saranno prevalentemente sotto copertura, sarà necessario indossare di volta in volta diverse mise oltre a... ehm, quella che utilizzate di solito. A tale proposito ha chiesto alla cameriera di procurarvene a sufficienza". Provvidenziale intervento di Samael, come sempre del resto.
"Mmm, quante cazzate!", ciò detto, per meglio accomodarsi nella poltrona su cui si era previamente installata, Harle posò alquanto indelicatamente i piedi sul tavolino di fronte facendo rabbrividire d'orrore lo stesso Toreador, che si voltò immediatamente verso Cäedric al fine di intercettarne la possibile reazione; ma Samael ancora non conosceva bene il nuovo compagno.
Dovete sapere cari lettori, che tra i Ventrue la manifestazione di qualsivoglia emozione di grande intensità è vista come una manifestazione di immaturità, se non di vera e propria debolezza (è quello il caso delle lacrime...Dio ce ne scampi ab aeternum!); per questa ragione trattando con i membri di questo Clan è sempre bene ricordare come spesso, dietro l'espressione immutata, stiano in realtà progettando la vostra protratta sofferenza, in modi che parrebbero fantasiosi persino ad uno Tzimisce. Come in questo caso.
"Rimuovi. I. Piedi. Dal. Tavolo.", "Ok ok biondino, non c'è bisogno di incazzarsi. Quanto siete noiosi!".
L'espressione sul viso di Samael mi fu chiara come una pagina scritta: "Saranno lunghe, lunghissime notti quelle a venire... che lavoro stressante si prospetta!".
"Ebbene, è il caso di iniziare ad esaminare gli incarichi affidatici...", ciò detto Cäedric iniziò a sfogliare il fascicolo, "...questo è interessante: pare che quattro giorni fa un uomo, bianco, sui trent'anni, abbia fatto irruzione al pronto soccorso del San Francisco Grace Hospital in evidente stato confusionale, gridando di essere stato morso da un vampiro. Poche ore dopo scompare nel nulla lasciando dietro di sé i cadaveri di almeno quattro persone tra medici ed infermieri, pare assaliti a morsi e dissanguati".
Si erano fatti tutti molto attenti, del resto è comprensibile: se foste stati cresciuti all'assoluto, dogmatico, totale mantenimento di un segreto, come vi sentireste se il primo venuto andasse gridandolo ai quattro venti? Irritati quantomeno. Senza contare che quel episodio aveva tutta l'aria di essere uno scherzo da Sabbat.
Come dite? Cos'è il Sabbat? Ah! Chiedo venia, tendo sempre a non considerare il fatto che i miei interlocutori solitamente non hanno che una minima (nonché per lo più illusoria) conoscenza di ciò che li circonda.
E' quindi giunto il momento di aprire una brevissima parentesi su Sabbat e Camarilla, le due Sette maggiori rimaste a contendersi la supremazia spirituale, ma soprattutto politica, sul mondo dei Cainiti. L'argomento è ben più vasto di quanto comprenda la maggior parte degli stessi Fratelli, i nostri giovani in particolare ne hanno una visione nel migliore dei casi parziale, ma di solito decisamente distorta.
Vi dirò soltanto che la differenza fondamentale tra le due è ciò che ciascuna ritiene di sapere su di Noi.
A detta del Sabbat ce ne staremmo rintanati in luoghi inaccessibili della Terra, a tirare i fili dei nostri asserviti della Camarilla (cosa non del tutto errata, ma incompleta come vi accennai all'inizio), ma soprattutto non aspetteremmo altro che ridestarci dal torpore per cannibalizzare tutti gli altri Cainiti.
Una visione questa, consentitemi di dire, alquanto.. come dire... cinematografica: quale si aspettano sia il nostro grido di battaglia? ‘Ne rimarrà soltanto uno' ?
La Camarilla, invece, tra le due è quella maggiormente istituzionalizzata nonché integrata nel mondo delle Vacche.. pardon, intendevo nel mondo dei mortali. Al fine di proteggere i Cainiti ha optato per la via della segretezza, la Masquerade appunto, che protegge sempre e comunque a qualsiasi costo, oltre a mantenere in piedi una gerarchia ferrea e pietrificata piuttosto penalizzante per i più giovani.
Di Noi dicono di non curarsi, dove ‘dicono' è la parola chiave.
Entrambe le Sette si accusano vicendevolmente delle peggiori espressioni di barbarie, oscurantismo, paranoia, isteria, follia, e chi più ne ha più ne metta. E' una lunga lista di accuse e contraccuse, la cui empirica fondatezza il più delle volte è esigua, come due bambini che litighino da tanto tempo e tanto accanitamente da dimenticare persino il perché dei loro contrasti.
Naturalmente la realtà è più profonda e complicata di questo, non per nulla si tratta di parte del nostro grande gioco dalle variabili quasi infinite, ma non voglio tediarvi oltre con nozioni quasi ‘scolastiche'.
In questo quadro non mancano i ‘dispetti' più o meno pesanti: abbracciare un poveraccio e liberarlo in mezzo alle Vacche senza minimamente prepararlo è, per l'appunto, un tipico scherzo da Sabbat.
Torniamo perciò agli eventi.
Osservando attentamente la foto del sospetto vampiro, a Samael parve di riconoscerne il volto: "Questa faccia non mi è nuova... ma certo! A costui ho venduto un quadro qualche settimana fa, un olio su tela da 30.000 dollari se non sbaglio, una deliziosa rappresentazione di...", "Il nome", Cäedric non aveva la pazienza di ascoltare la storia dell'opera.
"Ah già l'autore è Isaac Mendez, un talento genuino come pochi...", "Il nome del nostro uomo, non ce ne frega un cazzo del quadro", la pazienza di Harle era anche più sottile di quella del Ventrue. Samael fu perciò costretto ad interrompere le sue riflessioni artistiche ("Barbari privi di senso estetico!") e a concentrarsi sul nome del fantomatico acquirente, senonché... "Oh! Non me lo ricordo, che disdetta!".
"Cosa?! Ma se ricordi tutti i particolari del quadro, come fai a non ricordare chi ti ha firmato l'assegno?", "Harle non puoi comprendere i sentimenti di un amante dell'arte che si separa da un'opera che ha praticamente allevato, è come...", ancora inutili chiacchiere Toreador, un sommo spreco di tempo prezioso per il Ventrue, "Suppongo avrete un registro delle vendite in cui verificare l'identità dell'acquirente", "Naturalmente, avete ragione! Chiamerò la mia fidata assistente Wendy perché vada a controllare subito".
Dovete sapere cari lettori che il nostro Samael non era certo tipo da sbrigare la parte più noiosa del mestiere di gallerista, quella che comunemente chiameremmo ‘lavoro' per intenderci, quindi aveva assunto allo scopo una brillante fanciulla di New York, la nostra Wendy per l'appunto, l'aveva ammaliata con un buon stipendio (ma nulla di esagerato) e le sue maniere da Toreador, quindi le aveva tranquillamente affibbiato tutto il lavoro non svolto da lui (praticamente la totalità) sfruttandola senza ritegno.
Oltre alle varie ore di straordinario che le toccava fare, Wendy soprattutto non capiva perché diavolo il suo capo avesse preso la notte per il giorno e la chiamasse negli orari più assurdi, come in questo caso...
"Chi... diavolo...è...?", il respiro affannoso della ragazza e gli eloquenti rumori di sottofondo, avrebbero dovuto avvertire Samael che al momento Wendy era in altre faccende affaccendata, ma il Toreador non colse l'antifona: "Wendy cara, sono io. Senti dovresti andare in ufficio e controllare il nome dell'acquirente del quadro di Isaac che vendemmo un paio di settimane fa, l'olio su tela da 30.000 dollari, è urgente".
Wendy era incredula: "Cosaaa?? Ma lo sai che ore sono?? Avrei altro da fare che correre dall'altro capo della città a notte fonda per una cosa assurda che può tranquillamente aspettare domattina!!", il tono di lei era talmente aumentato di volume che, intendendo benissimo, Harle sghignazzò in direzione del Toreador, mentre Cäedric non potè evitare un sospiro di esasperazione per il modo dilettantesco in cui stavano procedendo.
"Ma Wendy! Ti sento stranamente astiosa, come mai cara? Domani mi racconterai tutto, però adesso devi trovarmi quel nome altrimenti potrei non scrivere il mio sull'assegno del prossimo stipendio, aspetto ansioso tue notizie cara", prima di chiudere la conversazione ciò che si udì fu un'imprecazione piuttosto pesante all'indirizzo di Samael che la ignorò, rivolgendosi quindi ai compagni "Non appena Wendy arriverà in ufficio sapremo tutto, anche l'indirizzo, dovremo solo aspettare", "Aspettare quanto?", "Bhè Cae.. Lord Aston, casa di Wendy è un po' distante dal centro, oltre al fatto che mi è parso di capire che lei fosse...ehm, en déshabille, comunque credo che in un paio d'ore sarà lì".
Un paio d'ore di attesa, a casa del Ventrue, senza nulla da fare, tra quei tre... impensabile!
"Scolta mentre la tipa cerca il nome, perché non andiamo all'ospedale? Magari scopriamo qualcosa", nonostante tutto il suggerimento di Harle aveva senso, inoltre era certamente preferibile all'inazione completa, così quando anche Samael si disse d'accordo, Cäedric non vide ragione di non provare anche l'approccio diretto.
Una volta rivestita Harle con qualche capo trovato negli sterminati armadi di Cäedric, il gruppo decise quindi di recarsi al San Francisco Grace Hospital approfittando della comoda e spaziosa limousine del Ventrue (che fece immediatamente riporre la mazza di Harle nel baule).
A recarsi all'interno per primo sarebbe stato Samael, l'ascendente e la favella di quest' ultimo avrebbero potuto guadagnare più informazioni delle minacce di Harle o degli ordini di Cäedric.
Samael entrò quindi al Pronto Soccorso con l'intenzione di estorcere notizie al personale, fu però particolarmente sfortunato (come vedrete cari lettori, sarà una lunga serie di sfortune quella che si abbatterà sui nostri neonati quella notte) nell'incontrare la responsabile del reparto: una robusta e ferrea afroamericana, dal carattere ben più duro e meno malleabile di quanto si aspettasse il Toreador.
"Salve infermiera...", "Io qui sono la responsabile", "Ah... mi perdoni, comunque avrei bisogno di una informazione circa...", "Questo è un pronto soccorso non un banco informazioni, se lei non è moribondo o non ha un'assicurazione sanitaria, le consiglio di togliersi dai piedi".
I soliti trucchi non avevano funzionato, così Samael giocò la carta della disciplina ricorrendo alla soggezione di Ascendente: "In realtà vorrei proprio sapere ciò che può dirmi circa l'uomo che portato qui d'urgenza un paio di notti fa ha fatto una strage. Vorrei sapere tutto adesso sa?".
Ma fu inutile.
"Dannati giornalisti! Sicurezza!".
"Sicurezzaaaaaaa!!!!"
Ciò che videro Cäedric e Harle dalla macchina fu Samael portato fuori di peso da due nerborute guardie private e depositato senza troppi complimenti sul marciapiede, la Gangrel rise di gusto nel vedere come si alzava di scatto, guardandosi intorno e cercando di ridarsi un tono.
"Ebbene Harle, pare che le cose non siano andate bene. Ora prenderemo noi in mano la situazione: avete conoscenze informatiche?", "Ovvio, con chi credi di parlare?", Cäedric decise che d'ora in avanti avrebbe ignorato i modi della Gangrel (per quanto possibile), "In tal caso entrerete e, senza suscitare attenzioni eccessive, carpirete le informazioni che ci interessano da un qualsiasi elaboratore presente nella struttura", "Insomma entro, evito i rompicoglioni, becco un pc, e leggo le cose che ci servono", "Detto brutalmente, si".
La Gangrel accolse con gioia la possibilità di entrare finalmente in azione, Cäedric avrebbe distratto l'infermiera dell'accettazione mentre lei si sarebbe infiltrata.
Almeno questo era il piano, come le cose sarebbero dovute andare. Invece...
L'infermiera fu incantata dalla bellezza del giovane elegantemente vestito che le stava di fronte, sembrava uscito da un film, così... perfetto. Desiderava un'informazione... accidenti lei gli avrebbe dato ben altro! Ma... chi era quella ragazzina che cercava di passare in reparto? Accidenti era mai possibile che ‘access denied' fosse un messaggio così difficile da capire? Proprio ora che aveva un dio del genere davanti! Ma il dovere è dovere... "Mi scusi un istante... Ehi tu ragazzina, dico a te! Lì non si può entrare! Ma che...! Infermiera fermi quella ragazza con i capelli rossi! Accidenti mi scusi un attimo signor..?".
Lui la guardò negli occhi e lei si sentì persa in quei pozzi dorati, totalmente in balia... ma di cosa? Doveva fermare la ragazza... o no? Cosa doveva fare...?
"Vattene."
Comando, anticamente la Voce del Comando, il fiore all'occhiello delle discipline Ventrue, l'ineluttabile Dominazione: un potere in grado di influenzare azioni e pensieri altrui secondo la propria volontà, potente ed impegnativo ad un tempo, qualcosa per cui Cäedric aveva, a detta del suo Sire, una predisposizione naturale.
L'infermiera che stava cercando di andare ad inseguire Harle si fermò, quindi semplicemente uscì dall'ospedale e se ne andò. Peccato non aver potuto fermare anche l'altra, ma a questo punto stava ad Harle seminarla, Cäedric non poteva fare più niente senza dare nell'occhio, quindi uscì dalla struttura raggiungendo Samael.
"Allora?", "Harle è dentro, spero che non crei commozioni eccessive".
Vana speranza? Giudicate voi cari lettori.
Harle si era allontanata di corsa non appena sentita l'infermiera gridare nella sua direzione, quindi per non dare nell'occhio pensò bene di fingersi malata: all'infermiera che l'aveva inseguita fece intendere di avere urgentemente bisogno del bagno. La donna la accompagnò in un bagno poco distante e, come previsto dalla sua professione, lì attese, pronta ad aiutare una ragazza che evidentemente doveva essere particolarmente costipata.
Senonchè Harle sperava che se ne andasse per sgattaiolare via e, vedendo che ciò non sarebbe successo, decise di ricorrere alle maniere forti: sfruttando la sua forza superiore contava di stordirla facilmente, fregarle il camice, lasciarla nel bagno deserto e proseguire la missione. Contava...
Il pugno che avrebbe dovuto stordire l'ignara infermiera (che oltretutto era di spalle) si infranse clamorosamente sull'anta della porta di una delle toilettes, l'infermiera vedendosi aggredita iniziò ad urlare e chiamare aiuto, tanto che già si udivano le prime commozioni all'esterno.
In tutto questo la nostra cucciola Gangrel non trovò nulla di meglio da fare che darsi alla fuga, fuori dal bagno e lungo i corridoi, travolgendo i malcapitati che le capitavano davanti, cercando di seminare il sempre più nutrito gruppo di inseguitori alle sue spalle. Per far ciò si infilò di slancio in uno degli sgabuzzini di servizio dove avrebbe dovuto attendere il calmarsi delle acque.
Ma come vi accennai pocanzi, la sorte non fu benevola con i nostri neonati: nella migliore tradizione dei peggiori telefilm ambientati negli ospedali, lo stanzino scelto da Harle era occupato da due medici intenti a faccende di carattere non propriamente medico.
I confusi balbettii di Harle non furono sufficienti a convincere i due che lei non li avrebbe certo denunciati alle autorità sanitarie e, come anche poco prima era successo, la stessa forza bruta di cui tanto si vantava risultò penosamente inefficace (ma capitela, la poverina si era parecchio agitata) a ridurre alla ragione il riottoso e ben piantato medico di colore.
Harle quindi fuggì di nuovo, incrociando nuovamente i suoi vecchi inseguitori, creandosene di nuovi, fino ad essere completamente accerchiata.
Che fare che fare?? Dov'erano quei dannati buoni a nulla dei suoi compagni quando servivano??
Ve lo dico subito cari lettori: erano nella limousine di Cäedric intenti ad osservare la commozione evidente anche dall'esterno, del resto non era molto normale vedere gente correre come pazzi nella hall seguiti da tutti gli agenti di sicurezza disponibili nell'area.
Inorriditi all'idea che la Masquerade potesse essere messa tragicamente in pericolo da quella pazza di una Gangrel ("Mai affidare incarichi di responsabilità ad un Gangrel, dannazione!"), i due decisero di ricorrere al linguaggio universale del dollaro.
Fattosi trovare il numero da Igor, Cäedric ordinò quindi a Samael di telefonare immediatamente al Direttore della struttura ospedaliera, di spacciarsi per lui (al fine di ovviare alla sua scarsa diplomazia) e di... convincerlo a mettere sotto silenzio l'intera incresciosa faccenda con una cospicua donazione.
"Praticamente devo corromperlo", "...Si.", "Oh, non c'è problema!".
Samael, sotto le mentite spoglie di Lord Aston, telefonò perciò al direttore, tale Richard Webber, inventando per l'occasione una storia strappalacrime circa una sua lontanissima parente con evidenti turbe psichiche, che al momento stava creando qualche disagio all'ospedale, e di come sarebbe stato più che disposto a venire incontro ad eventuali bisogni dell'ospedale stesso, pur di evitare l'increscioso diffondersi di notizie su quella che comunque era parente di un nobile molto in vista.
Ma torniamo da Harle, che negli stessi istanti della telefonata si trovava accerchiata da decine di facce poco amichevoli. Non vedendo altre vie d'uscita, la nostra fantasiosa Gangrel semplicemente si lasciò cadere a terra fingendosi morta (anche se, essendo noi Cainiti, non è proprio esatto dire ‘fingendosi' dal momento che, effettivamente, siamo deceduti).
La finzione di Harle costò cara ai compagni, letteralmente: l'esserci di mezzo di un cadavere complicava notevolmente la situazione, il direttore non poteva se non assai difficilmente mettere a tacere la cosa, la burocrazia, le denunce necessarie... insomma, gli ingenti finanziamenti promessi dovettero trasformarsi in enormi donazioni (a cinque zeri per intenderci).
Cäedric promise al Direttore Webber che di lì ad un paio di settimane si sarebbe recato nel suo ufficio per concretizzare il suo ‘contributo volontario', in cambio il cadavere della ragazza ("Per il quale vi rinnovo le mie più sentite condoglianze Lord Aston") sarebbe stato prontamente affidato alle cure familiari senza rendere pubblica la cosa.
C'è da dire cari lettori, che questa disavventura finanziaria dovuta alla... spontaneità della nostra Harle, contribuì ad avvicinare notevolmente gli altri due neonati: se non altro per fare fronte comune alle spese, i due decisero infatti di istituire una sorta di fondo finanziario per la Coterie (del quale, ovviamente, Harle non avrebbe potuto disporre), Samael inoltre avrebbe assolto il compito di assistente/portavoce di Cäedric per ovviare ai suoi problemi relazionali.
Ma torniamo a noi, nel momento in cui un furgone mandato da Cäedric prelevava la salma della cara non definitivamente estinta, a Samael giunse la chiamata di Wendy: l'acquirente del Mendez in questione, tale Simon Prescot, si era presentato la mattina precedente per consegnare l'ultima parte del pagamento.
Mentre Wendy inveiva contro di lui per l'assurdità delle sue richieste, il cervello di Samael lavorava alacremente sull'informazione appena ricevuta: se Prescot era andato alla galleria la mattina precedente... non poteva essere il vampiro cui davano la caccia, responsabile della strage avvenuta ben 4 giorni prima!!
Facendo ben attenzione a non farsi udire dal Ventrue, Samael chiese conferma all'assistente: "Wendy! Ne sei assolutamente sicura? Ieri mattina??", "Si capo, e se tu ti fossi degnato di venire al lavoro ci avresti anche parlato! Ah... e per la cronaca: domani mi prendo la giornata libera e pagata, sono stata chiara??".
"E adesso cosa dico a sua simpatia per non farmi strozzare.... Dannata Wendy! Non poteva darsi una mossa??", così pensava il nostro Toreador mentre Cäedric si occupava di strigliare a dovere la Gangrel recuperata a carissimo prezzo.
"E' stato un gravissimo errore ritenervi in grado di assolvere un compito di tale assurda semplicità! Vi rendete conto del pericolo a cui avete sottoposto la Masquerade con il vostro inconcepibile comportamento?? Porre rimedio ai vostri disastri ci costerà una cifra immane!", "Bhè se voi due finocchi di merda non foste spariti probabilmente non sarei stata costretta a fare ciò che ho fatto! Avrei voluto vedere voi due inseguiti da tutto il fottuto ospedale!!".
Gli animi si andavano accalorando: "Non avreste dovuto avere tutto il dannato ospedale al vostro inseguimento dall'inizio! Che Gangrel siete se non sapete neanche seminare un'infermiera?!?", "Guarda che ci ho provato idiota di un Ventrue! Non è colpa mia se siete troppo inutili per esistere!", "Questo discorso non ha senso! L'unica.."- Samael provò ad attirare l'attenzione dei litiganti "Ehm...ragazzi, mi ha chiamato..", ma senza successo - "...cosa che avreste dovuto fare era nascondervi per qualche minuto!!", "Credi che non ci abbia provato: ho beccato due dottori che scopavano in un dannato sgabuzzino!!", "Questa è la cosa meno originale che abbia mai sentito!".
Samael a questo punto ritentò un po' più forte: "Ragazzi...Wendy ha chiamato e...".
"Non mi rompere le palle Ventrue dei miei stivali! Non me ne frega un cazzo di quanto hai dovuto sborsare, ti sta solo bene!", "Voi siete l'esemplare di Gangrel più inutile di cui abbia mai avuto notizia!".
Samael prese un bel respiro:"SIGNORI!!". I due litiganti all'unisono: "COSA??".
"Ha chiamato...", il cellulare di Cäedric squillò interrompendo l'ammissione di colpa del Toreador, saved by the bell.
"Cäedric Aston, mi chiedevo se stasera avessi degli impegni...", quella voce cinguettante era inconfondibile, ma come accidenti faceva lei ad avere il suo numero di cellulare?
"Anette, saremmo impegnati al momento, mi avete chiamato per qualche motivo in particolare?", pazienza Cäedric... pazienza... Il nostro Lord non era mai stato così vicino a perdere suddetta dote così tante volte in così poco tempo!
"Che peccato! Credo proprio che sarete costretti a rimandare: se ne hai la possibilità guarda adesso la CNN, pare che abbiamo un problema. Inutile dire che il Siniscalco si aspetta lo risolviate. A presto Cäedric, chiamami quando sei libero!".
Samael e Harle aspettavano osservando il Ventrue ritrovare magicamente la sua glaciale compostezza, ma qualcosa diceva loro che non doveva essere un buon segno.
Lo seguirono senza tentare di chiedere spiegazioni (Harle per la verità ci avrebbe provato, ma Samael provvidenzialmente la bloccò in tempo) all'interno della limousine.
"Reginald, CNN", "Come Vostra Signoria desidera".
Uno schermo al plasma fece il suo ingresso a lato dei divani, i tre neonati rimasero per cinque lunghi minuti ad ascoltare la voce concitata della giornalista che indicava un modesto market alle sue spalle, l'Apu's Market 24h, solitamente frequentato da casalinghe e ragazzini, ma ora circondato da un doppio cordone di poliziotti e giornalisti.
"CNN San Francisco Breaking News! Stacy Brest dall'Apu's Market! Pare che un uomo, bianco e sui trent'anni, abbia da poco preso in ostaggio gli avventori della struttura, dall'interno continuano a provenire urla assordanti e la polizia ancora non è riuscita a prendere contatto con il responsabile! Non si esclude si tratti di un atto terroristico! La situazione è molto difficile e non si hanno dati certi neppure sul numero degli ostaggi, ascoltiamo le dichiarazioni del Sergente Madison qui...".
Non vi era bisogno di sapere altro, non per i nostri neonati.
"Pare che dopotutto abbiamo trovato il sospetto. Reginald, al market della tredicesima strada, in fretta".
E su questo vi lascio cari lettori, sperando di avere destato in voi il germe della curiosità, lasciandolo rodere ancora per qualche tempo le vostre menti.
Cosa accadrà ai nostri inesperti cuccioli? Quali scioccanti rivelazioni (per non parlare delle epiche figuracce) li attendono?
A presto dunque, e ricordate che il tempo non è che una struttura della mente... la nostra naturalmente.
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