| Scritto da Lord Caedric Allen Aston, |
Bentrovati infine miei cari lettori, è dopo una discreta pausa che torno a Voi con il proseguo della nostra storia, spero non sia stata troppo lunga, ma sapete com'è... il tempo è soggettivo.
Rompiamo dunque ogni indugio e torniamo alla narrazione.
Alla fine del nostro ultimo incontro avevamo lasciato la novella Coterie finalmente all'interno del market (dopo varia sequela di peripezie ed imprevisti più o meno esilaranti).
Cäedric fu il primo a riuscire nell'impresa violando l'inespugnabile fortezza...
Il giovane non fece in tempo a risalire dal tombino, quando fu assalito da un intensissimo odore di sangue: un rivolo cremisi colava lungo la scaletta di metallo rendendone viscidi i pioli.
Gli occhi sbarrati del cadavere di una donna furono la prima cosa che vide una volta uscito dalla condotta fognaria: spenti e vitrei lo fissavano da un viso contorto dal terrore... e per qualche spaventoso istante Cäedric si ritrovò nell'oscurità di una cella sotterranea, tanti anni prima, il cadavere martoriato di un'altra ragazza ai suoi piedi, il sangue ovunque, il battito sordo del terrore... ma fu solo qualche istante, poi il Ventrue riaprì gli occhi al presente.
Si trovava probabilmente nel retro del market, ciò che restava degli ostaggi era sparso un po' dappertutto, poteva distinguere almeno una ventina di corpi, ma era certo ve ne fossero altri proseguendo verso l'area riservata agli esercizi commerciali; molti cadaveri presentavano segni di morsi rabbiosi, una violenza cieca che nulla aveva a che vedere con il nutrimento, "Che sia in frenesia..? No.. sono troppi. Questo massacro è stato intenzionale...".
Proseguendo verso l'area negozi, il Ventrue iniziò a vedere anche i corpi senza vita degli agenti SWAT che aveva seguito, chiunque fosse il ‘nemico' (la missione aveva oramai cessato di essere un semplice recupero) doveva essere maledettamente pericoloso, "Eppure dovrebbe trattarsi di un neo abbracciato... com'è possibile? Che le informazione siano errate? Che non si tratti dello stesso uomo dell'ospedale? In ogni caso dovrò stare in guardia...".
Degli spari improvvisi interruppero il corso dei suoi pensieri. Cäedric avanzò più velocemente seguendo la scia di morte sino all'entrata di un negozio di fiori (o di ciò che ne rimaneva tra vetri frantumati e scaffali divelti), in cui entrò facendo attenzione a mantenersi non visto.
All'interno due SWAT, probabilmente gli unici superstiti della squadra, si stavano cautamente avvicinando ad un corpo riverso a terra, i fucili d'assalto spianati come se temessero potesse rialzarsi e sbranarli da un momento all'altro...
In condizioni normali il primo pensiero del Ventrue sarebbe andato alla necessità di preservare la Masquerade e, quindi, disporre dei due scomodi testimoni, ma... quelle non erano affatto condizioni normali, i suoi sensi erano sopraffatti da una fortissima sensazione di pericolo diffuso e soverchiante... quale era la minaccia?
Cercandola, Cäedric osservò con ancora maggiore attenzione la scena che aveva davanti, deciso a non tralasciare nessun particolare: gli agenti stavano commentando quanto era stato difficile ‘fare fuori quel maledetto bastardo', battute forzate, niente altro che un inutile tentativo di spezzare la tensione, "E' evidente che non proviene da loro il pericolo... eppure...".
Il corpo a terra era sempre immobile, riverso su una distesa di terriccio e cocci di almeno una dozzina di vasi distrutti, poco più a destra una pozza d'acqua si allargava alimentata da un tubo d'irrigazione divelto, il pavimento sarebbe stato sdrucciolevole in caso di lotta... ma lotta con cosa?
Gli SWAT erano a pochi passi dal corpo, quest'ultimo sempre immobile, tuttavia...
Le pareti del negozio erano occupate da scaffali e vasi di fiori, la maggior parte di essi giaceva in frantumi sul pavimento e, a meno che non si trattasse di piante carnivore mutanti (oh! La fantascienza!), fusti e fiori divelti non celavano alcun pericolo.
Il soffitto della stanza era a cassettoni, luci al neon illuminavano l'ambiente di quella luce diffusa ed irreale presente nelle serre. Negli angoli della stanza (almeno nei due che il giovane poteva scorgere dalla sua posizione) erano fissati degli specchi che, sebbene crepati ed infranti, erano ancora ancorati ai sostegni. In ognuno dei loro frammenti era riflessa la medesima scena: gli agenti che puntavano i fucili tattici contro... contro cosa?!
"L'uomo a terra non si riflette... non ha riflesso negli specchi!", il Ventrue sapeva che vi erano Fratelli condannati a tale seccante imprevisto dall'abbraccio (provate Voi cari lettori ad evitare ogni singola superficie riflettente in cui possiate imbattervi...), ma sapeva anche che costoro erano un numero estremamente esiguo... nella Camarilla almeno...
Cäedric riconobbe nell'ansia strisciante che lo attanagliava il preludio della paura...
"La paura controllata a dovere è un aiuto prezioso per il guerriero", uno dei primi insegnamenti impartitigli dal suo Maestro quando era ancora un bambino; la conoscenza ed il controllo di sé erano fondamentali per Sir Richard, abilità in cui l'allievo indubbiamente eccelleva.
Ma in quel momento erano altre le parole del suo mentore che il giovane Ventrue sapeva di dover ricordare in fretta... l'assenza di riflesso... il Clan che non si riflette negli specchi...
Improvvisamente davanti ad i suoi occhi, le ombre all'interno della stanza iniziarono a tremolare, dapprima in modo leggero, quasi impercettibile, poi con sempre maggior forza, quasi volessero separarsi dagli oggetti cui erano legate. I sensi di predatore del nostro neonato vibrarono in risposta all'evidente pericolo, mentre la sua mente lavorava febbrilmente per ricordare... la paura... il controllo... la disciplina... la volontà... gli insegnamenti di Sir Richard... i Clan... il Sabbat... gli specchi... quale Clan, chi era il nemico??
Le ombre.
Lasombra.
"Se dovessi trovarti di fronte un Lasombra Cäedric, prendi in considerazione la ritirata".
Nel frattempo le ombre nel negozio parevano infittirsi sempre di più, come avessero vita propria. Alle spalle degli ignari agenti le loro stesse ombre si stavano deformando, stavano alzandosi dal pavimento, come osceni tentacoli di pece!
Troppo stupito per poter fare qualsiasi cosa, il nostro neonato non potè fare altro che continuare ad osservare mentre quelle cose attaccavano alle spalle gli SWAT, uccidendoli in pochi istanti come fossero bambole di pezza, il rumore delle ossa spezzate orribile a udirsi...
Il corpo a terra iniziò a muoversi.
Dapprima lentamente, poi a scatti, come un ragno che si riprende dopo essersi finto morto per attirare la preda...
Era un uomo bianco, sui trent'anni, il viso allungato incorniciato da capelli e barba lunghi, luridi di sangue e terriccio. Numerosi fori di proiettile gli costellavano il corpo, ma lo sconosciuto non pareva curarsene, una soddisfazione maligna evidente sul suo viso: "Poveri patetici idioti, credevate davvero di potermi fare anche solo il solletico con le vostre insulse armi?!". Ciò detto affondò senza esitazione le zanne nel più vicino dei due corpi, rimarginando così le proprie ferite.
Cäedric era come inchiodato sul posto, una marea di pensieri si agitavano nella sua mente, non ultima la considerazione di un'eventuale ritirata... il nemico era indubbiamente forte, aveva sangue potente, ma quelle erano cose che aveva anche il Ventrue. Inoltre, fuggendo il duello, Cäedric avrebbe mancato ai suoi doveri, fallito la missione che era sua responsabilità portare a termine, ma soprattutto avrebbe compromesso gravemente il proprio onore, un prezzo assolutamente inaccettabile.
La scelta non era data: avrebbe combattuto perché doveva, avrebbe combattuto perché lo voleva.
Consapevolezza e volontà, la Dignitas.
Le katane lasciarono il fodero senza un fruscio, il duello sarebbe stato arduo ed il giovane era consapevole del fatto che avrebbe potuto non vincerlo, tuttavia egli aveva oramai ritrovato la calma. Dopotutto vi era anche la possibilità che i suoi compagni lo raggiungessero, ma che ciò avvenisse o meno non aveva importanza: il combattimento iniziava in quel momento.
"Davvero rivoltante... una grossolana ed insensata opera di distruzione...", l'uomo si voltò di scatto in direzione dell'entrata, vagamente sorpreso osservò il nostro Ventrue uscire allo scoperto ed entrare nel negozio, lame sguainate ed un'espressione indecifrabile sul volto.
"Ma guarda guarda... ecco che arriva la cavalleria... uh uh uh un po' troppo tardi per questi poveracci non pensi?", lo stupore dell'uomo era durato pochi secondi lasciando il posto all'espressione arrogante e vagamente fanatica di poco prima, "Sei arrivato tardi mr Camarilla... ora come lo spiegherai ai tuoi superiori? Quasi quasi mi dispiace per te...".
La sua risata era sgradevole quanto la sua voce, Cäedric notò che per essere un neo abbracciato (sempre che le informazioni fossero esatte) sapeva un po' troppe cose: "Il classico, miserevole espediente Sabbatita per attirare l'attenzione non merita altro che lo scorno dovuto all'idiozia".
Intuendo di essere stato doppiamente insultato, l'uomo non tardò a replicare: "Senti che paroloni... vuoi vedere che mr Camarilla qui è un bastardo Ventrue..? Strano, mi hanno detto che di solito gli stronzi come voi preferiscono non sporcarsi le mani... ma sono contento, sarà doppiamente piacevole vederti sputare sangue in ginocchio!".
Cäedric decise che costui non meritava altra attenzione, non era che un fanatico addestrato ad arte dai cani del Sabbat, una volgare belva senza diritto di esistere (ricordate cari lettori ciò che vi dissi circa gli opposti schieramenti in cui militano i nostri giovani?): "Patetico...".
L'essere pressoché ignorato nelle proprie minacce non dovette essere gradito dall'uomo, giacchè l'aura minacciosa nella stanza parve intensificarsi: "Ti impalerò su di uno dei miei tentacoli, strapperò le tue viscere, quindi ti mozzerò la testa e la porterò in dono alla mia signora come prova della mia fedeltà! Preparati a morire Ventrue!!".
Accadde in pochi istanti: i due tentacoli d'ombra lasciarono cadere i cadaveri martoriati dei poliziotti per rivolgersi contro il Ventrue, parevano scivolare sul pavimento come compatte forme oleose, se lo avessero afferrato avrebbe avuto ben poche speranze.
Cäedric schivò l'affondo del primo balzando di lato, portandosi contemporaneamente fuori della portata del secondo che... "Ma dov'è finito..?!".
Ancora una volta furono i suoi sensi a salvarlo, pericolo... "Alle spalle!", il secondo tentacolo si era riformato alle sue spalle nel tentativo di mettere in essere la minaccia del suo padrone, "Probabilmente usando lamia stessa ombra...", reprimendo un brivido di disgusto, Cäedric schivò e colpì l'ombra, verificandone la consistenza.
Nel frattempo il Lasombra restava immobile, in assoluta concentrazione, una mano protesa in avanti, "Probabilmente è con quella che controlla i tentacoli, per farlo deve mantenere la concentrazione... devo impedirgli di farlo, attaccare i tentacoli non serve a nulla!".
Il Ventrue si apprestò quindi a passare all'attacco quando...
"Oh! Che orrore! Non c'è fine al sudiciume vedo...", "E fatti in là brutto idiota, fammi vedere anche a me!", Samael e Harle, senza alcun dubbio.
Facciamo un piccolo passo indietro; dovete infatti sapere, cari lettori, che i nostri due neonati ritardatari si erano scontrati poco prima, letteralmente... Harle era inciampata sul povero Samael mentre quest' ultimo tentava di uscire dal tombino senza sporcarsi irrimediabilmente la giacca di tweed. Insieme avevano poi seguito la scia di cadaveri e le voci provenienti dal negozio di fiori.
"Siete in ritardo", Cäedric non tolse gli occhi dal nemico, notando con una certa soddisfazione che la concentrazione del Lasombra era alquanto diminuita.
"Conciso come sempre Sua Simpatia...", pensò Samael (guardandosi bene dal darvi voce).
"Ecche cazzo! Potevi anche lasciarci detto da dove entravi biondino! Ho fatto una fatica bestia...", e non solo quella, ma non era necessario che il Ventrue lo sapesse e le facesse un'altra predica...
"Suppongo che sia quello il nemico?", Samael si era fatto da parte per lasciar avanzare Harle, la nostra cucciola era infatti impaziente di dimostrare (soprattutto a sé stessa) la propria forza e riscattare così la pessima serata.
Il Lasombra eruppe in una risata: "Così il Ventrue ha la retroguardia! Cos'è li avevi persi? Non credere che cambi qualcosa! Avrò solamente più teste da portare in dono alla mia signora!".
"Tu parli troppo...", l'obiettivo di Cäedric era l'avversario, dei tentacoli poteva occuparsi Harle, mentre Samael lo avrebbe aiutato a distanza: "E' un Lasombra, controlla le ombre come armi. Harle occupati dei tentacoli, Samael colpisci lui".
Harle si lanciò in avanti, verso il Lasombra naturalmente ("Al diavolo il Ventrue! Ho smesso di prendere ordini!"), mentre Samael armò la Desert Eagle mantenendosi a distanza di sicurezza ("Ecco perché amo le armi da fuoco!").
Il tentativo di Harle si infranse su una colonna-tetacolo che le era sbucata improvvisamente davanti: diametro e consistenza apparentemente superiori a quelli dei tentacoli precedenti, che parevano dissolti.
"Sciocca Gangrel... tuttavia, pare che per mantenere quel grosso tentacolo abbia dovuto rinunciare agli altri, bene... non gli darò il tempo di concentrarsi nuovamente!", il Ventrue chiuse le distanze portando un affondo diretto con la destra, diretto al braccio del Lasombra che riuscì però a schivare.
Stava già per riguadagnare la concentrazione necessaria ad evocare altre ombre (almeno così pensava Cäedric), quando il Ventrue lo sorprese con il secondo attacco consecutivo portato dalla sinistra, diretto non più al braccio, ma al petto.
"Dannazione!", il Lasombra era arretrato verso la parete di qualche passo, la vistosa ferita al petto sanguinava copiosamente. Il Ventrue di nuovo in guardia, dalle sue spalle degli spari, pallottole fischiarono intorno a lui dirette contro il nemico, Samael aveva decisamente una buona mira.
Ma il Lasombra era ancora troppo veloce, deviò un paio di proiettili richiamando un piccolo tentacolo, mentre schivò gli altri gettandosi a lato. Harle nel frattempo era sempre occupata dalla colonna d'ombra che pareva essere praticamente infrangibile, i suoi artigli scivolavano su di essa senza lasciarvi alcun danno.
Cäedric sapeva di dover continuare ad attaccarlo, senza dargli il tempo di curarsi, quindi si slanciò nuovamente verso l'avversario, un montante obliquo con sinistra... parato, seguito a brevissima distanza da un affondo diretto con la destra... deviato.
Altri spari, graffi che si aprivano sulle spalle del Lasombra, ma niente di più.
Ed eccoli nuovamente... tentacoli, il Ventrue fu obbligato ad arretrare per schivarne il colpo di frusta.
L'uomo ansimava, Cäedric partì per un nuovo attacco, taglio orizzontale con la destra... un graffio sull'addome, niente di più. Calante diretto con la sinistra... deviato da un tentacolo.
Altri spari, una strana litania proveniente dal Lasombra, quindi il buio.
Cäedric vide la tenebra calare sui propri occhi all'improvviso, come una fascia oscura che gli impediva di vedere qualsiasi cosa... cosa diavolo era quel potere?!
Il Ventrue momentaneamente stordito, lasciò al Lasombra il tempo di occuparsi anche della Gangrel, che subì la stessa sorte del compagno: una fascia di tenebra calò sui suoi occhi, la nostra cucciola tuttavia fece appello alla propria vista animale potenziata, riuscendo in tal modo a mantenere una qualche capacità visiva, seppure ridotta, che le permise di continuare comunque a lottare.
"E ora a noi due, preparati!", il Lasombra stava rivolgendosi contro il Toreador (vagamente inquietato dal volgere degli eventi), quando fu sorpreso da un nuovo attacco del Ventrue.
La cecità più assoluta lo aveva stordito per alcuni lunghissimi secondi, ma la vista non era tutto nel combattimento ravvicinato, troppe volte Sir Richard l'aveva fatto combattere bendato per non saperlo: doveva tenere l'avversario nel raggio delle sue spade e lo svantaggio sarebbe stato minimo.
Aveva osservato bene l'ambiente circostante, poteva muoversi a memoria, inoltre il Lasombra era particolarmente rumoroso... si poteva riuscirci, per lo meno avrebbe guadagnato del tempo a Samael.
Una ampia falciata obliqua ascendente con la destra... una leggera resistenza, un'imprecazione, l'aveva sfiorato. Doveva assolutamente chiudere la distanza prima che il nemico uscisse dal raggio d'azione, doveva impegnarlo in modo serrato, ma... la battaglia li aveva portati nella parte della stanza dove il pavimento era ricoperto di acqua e terriccio, viscido come l'olio.
Il piede destro perse aderenza bloccando lo slancio del Ventrue ed obbligandolo a combattere per mantenere il proprio equilibrio. Il nemico non si fece scappare l'occasione.
Un fortissimo colpo di frusta all'addome scaraventò indietro Cäedric di parecchi passi, mozzandogli il respiro (in modo figurato s'intende), la situazione prendeva rapidamente una piega nient'affatto favorevole ai nostri neonati, senonchè...
Un singolo sparo. Il sibilo del proiettile che passava vicinissimo all'orecchio destro di Cäedric. Il Lasombra improvvisamente immobile. Un foro esattamente in mezzo agli occhi. Un tiro perfetto.
"Bull's eye!", Samael flettè il braccio portandosi la canna della Desert Eagle all'altezza delle labbra, soffiandoci elegantemente sopra, "A dopo gli autografi miei cari!".
Il Lasombra era crollato a terra, faccia in giù, il tentacolo che impegnava Harle dissolto, ma i nostri neonati non ebbero tempo di riprendersi quando, preponderante ed improvvisa, una seconda aura calò sull'intera stanza.
Improvviso e ben più veloce dei precedenti, un tentacolo ghermì Cäedric, imprigionandolo tra le sue spire come un enorme serpente. Il Ventrue ancora accecato non ebbe alcuna possibilità di schivarlo.
Samael vide almeno mezza dozzina di tentacoli levarsi dal pavimento: due di essi avevano afferrato il Ventrue, mentre gli altri ondeggiavano minacciosamente all'indirizzo suo e di Harle, anch'ella sempre accecata: "Qualcosa mi dice che le cose si stanno mettendo male...".
"Sparagli Samael! Finiscilo!", Cäedric tentava invano di allentare la stretta, le braccia completamente immobilizzate. Samael ed Harle però non potevano muoversi circondati com'erano da altri tentacoli. Che fare..?!
Non vedeva nulla, non poteva muoversi dal collo in giù, presumibilmente i suoi compagni si trovavano in condizioni simili... ma com'era possibile che il Lasombra steso a terra ad un passo dal torpore avesse simili poteri?!
"No... non è lui... ma allora chi..?".
Tac... tac... tac... tac...
Un ticchettare sul pavimento, stava avvicinandosi, il padrone dell'altra aura stava entrando nella stanza indossando indubbiamente un paio di tacchi alti...
Chi sia la donna misteriosa, che accadrà ai nostri neonati...
Sono tutte cose che vi svelerò... ma non adesso.
A presto dunque cari lettori, che il tempo non abbia su di Voi il sopravvento (non prima di terminare la nostra storia almeno).
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