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Primo tempo. Terza parte. Allegro spiritoso.
Wednesday 28 November 2007
 
Scritto da Lord Caedric Allen Aston,

 

Salve affezionati lettori, sono oltremodo lieto di sapervi interessati alla storia dei nostri neonati tanto da essere ancora qui insieme a me.

A volte capita ancora (a questo punto mi chiedo se me ne libererò mai) ch'io mi trovi... sensibile al tocco della solitudine, probabilmente persino la mia passione per le storie ha qualcosa a che vedere con essa.

Dopotutto chi ha tempo per ogni cosa, può anche permettersi di prestarne qualche istante alla solitudine, non credete?

 

Panta Rei... Omnia agunt... l'universo delle cose scorre, e ciò che chiamate tempo rappresenta questa sua natura.

Alcuni sono tuttavia affrancati da tale incessante marea, a loro è consentito osservarla, studiarla sino ad essere in grado di modificarne il corso e la velocità... costoro vengono chiamati il Destino, Parche dei fati degli uomini.

Fortunatamente non siamo costretti a scambiarci tra tutti un solo occhio!

 

L'Apu's Market non era molto distante dal Grace Hospital, nonostante questo impiegarono una buona mezzora per arrivare in zona a causa del traffico congestionato (provate voi a guidare una Limousine di 12 metri attraverso le principali arterie, stradali s'intende, di una qualsiasi grande città).

Gli animi parevano essersi calmati: Harle si agitava come al solito semisprofondata in uno dei divani (non è proprio il caso di chiamarli sedili), resa impaziente dalla possibilità di menare finalmente le mani come si deve (e diciamocelo: riscattarsi dalle recentissime brutte figure in quello che doveva essere il suo campo specifico, vale a dire la forza bruta), mentre Cäedric sedeva immobile, glacialmente calmo, gli occhi chiusi in totale concentrazione.

Samael si annoiava. Certo era scampato alla sicura lavata di capo del Ventrue, ma lo scampato pericolo (proprio perché scampato) gli pareva oramai cosa lontana e tutto sommato di scarsa importanza a fronte di ciò che riteneva di doversi aspettare: un noioso lavoro di recupero di qualche debole poveraccio senza la minima idea di cosa gli fosse successo e, probabilmente, con una gran sete.

Una cosa semplice, un lavoro facile...

Una volta giunti a destinazione, poterono appurare come la missione si complicasse già prima di iniziare: sul posto vi era una enorme calca di persone, una vera folla tra poliziotti, giornalisti e curiosi.

Per non destare eccessive attenzioni, Cäedric ordinò a Reginald di lasciarli a qualche isolato di distanza, recuperate le proprie armi i tre si accinsero quindi a tornare indietro.

 

Della mazza chiodata della nostra impetuosa Gangrel vi ho già accennato, una rielaborazione moderna del tema medievale ‘più grosso è, tanto meglio': una mazza da baseball di dimensioni non certo regolamentari, piuttosto rozzamente ricavata da quello che doveva essere stato un tronco di quercia, nella parte offensiva erano stati saldamente piantati grossi chiodi d'acciaio, a volte saldati gli uni agli altri per ottenere una maggiore robustezza.

E pensate amici che Harle era in realtà una ragazza piuttosto minuta, la sacca che conteneva la mazza era grande quasi quanto lei stessa!

L'arma più temibile a sua disposizione non era però quella... come tutti i Gangrel, vedrete che la nostra stessa Harle era lei stessa un'arma.

Quindi Samael che, a dispetto dell'aria piuttosto pacifica, sotto la giacca Versace custodiva gelosamente nientemeno che una Desert Eagle (Deagle per gli appassionati), una pistola semi automatica a gas di grosso calibro: di fattura israeliana, il meccanismo a vampa di ritorno consentiva il riciclo immediato dei gas dello scoppio, il che permetteva l'utilizzo di proiettili di gran lunga più potenti di quelli specifici per le tradizionali pistole semi-automatiche.

Naturalmente trattandosi dell'arma di un Toreador non poteva non essere la più... personalizzata possibile: interamente dorata, calcio in mogano finemente intagliato a motivi floreali e cane lavorato a mo' di rosa, tanto che a prima vista pareva quasi un articolo di gioielleria piuttosto che un'arma.

Infine il nostro Ventrue... che arma pensate possa brandire un cucciolo allevato in un castello da un cavaliere? La risposta è senza dubbio la più ovvia: Cäedric era infatti un maestro di spada, per di più ambidestro dalla nascita.

Ricordate le oltre trecento lame della sua collezione? Suo vanto era di saperle maneggiare tutte con notevole perizia, neanche a dirlo il giovane Richard era molto orgoglioso dell'evidente predisposizione del suo allievo.

Al fine di non dare nell'occhio più di quanto già non facesse, Cäedric solitamente portava con sé una coppia di katane ninja gemelle finemente decorate, leggermente più corte delle katane samurai e con lama priva d'incurvatura, leggere, resistenti, letali e... facili da dissimulare, in un fodero appositamente costruito in modo da sembrare una sottile custodia da clarinetto, portata a tracolla sulla schiena, in grado di custodirle entrambe. Le sfoderava parallelamente, una da sopra la spalla destra, l'altra dal basso, un movimento fluido che non richiedeva più di un paio di secondi. Rapido e letale.

 

Ma riprendiamo tosto la narrazione da punto in cui i nostri neonati, giunti infine ad un centinaio di metri dal market in questione, si bloccarono al margine di una nutrita folla di curiosi, calca che poco più avanti mutava in assiepamento di giornalisti (tra i quali potevano a malapena scorgere Stacy Brest gridare qualcosa di incomprensibile al suo operatore), a loro volta pressati sul cordone di sicurezza della polizia situato a poco meno di cinquanta metri dall'edificio.

Inutile vi dica che si trattava di cinquanta metri brulicanti di agenti...

"Oh mierda...", "Bhè io non mi sarei espresso negli stessi termini, però... qualche idea su come entrare?", gli occhi dei due compagni si volsero al Ventrue che, da parte sua, sembrava non averli nemmeno sentiti, preso com'era dall'analisi della situazione.

L'avvicinamento diretto era impossibile, persino folle considerando la concentrazione di poliziotti presenti: Cäedric non aveva conoscenze significative nelle agenzie di sicurezza (a differenza di altri suoi compagni di clan, in particolare di quelli compromessi in attività al limite della legalità) e dubitava fortemente che Samael, un gallerista viveur, potesse averne (di Harle neanche a parlarne, a meno che non si fosse trattato di secondini..), l'ipotesi era quindi da scartare.

Il Toreador e la Gangrel seguirono interdetti il Ventrue che, sempre senza degnarli di una parola, a passo spedito aggirò la folla sulla sinistra sino a raggiungere la fine dell'isolato: "Ma dove cazzo va?!", neanche a dirlo Harle era la più seccata, perché semplicemente non smollare qualche calcio ed entrare? Stupide complicazioni da finocchi Ventrue, assolutamente...

Dall'auto Cäedric aveva notato come la parte est dell'isolato fosse costituita per lo più da case e condomini, il cordone di sicurezza tagliava completamente fuori qualsiasi accesso da quella parte.

Il Ventrue sperava di poter sfruttare il fatto che il market facesse angolo ad ovest per aggirare l'isolato e raggiungere il market dal retro: "Troveremo un'entrata alternativa, ricordate: il nostro primo obiettivo è preservare la Masquerade, dobbiamo agire senza destare la minima attenzione".

"Ma ve?! Che frase profonda! Non dirmi che hai impiegato tutto questo tempo a pensarla?!", "Ciò che Harle intende dire è che, magari, sarebbe il caso di... definire una linea d'azione comune in modo da ottimizzare i tempi", li conosceva solamente da qualche ora, ma Samael aveva già compreso come la parte più faticosa del suo nuovo incarico sarebbe stata quella di creare la comunicazione, estorcendo con le tenaglie poche lapidarie frasi al Ventrue e frenando l'eccessivamente prolifica lingua della Gangrel.

Avevano oramai circumnavigato la folla e potevano vedere chiaramente tutto il lato ovest dell'isolato quando Cäedric si fermò a fronteggiare i compagni: dopotutto il discorso di Samael era sensato.

"L'edificio che comprende il nostro obiettivo ha in esso altri esercizi commerciali con annessi ingressi. Oltre alle abitazioni private presenti sul lato est, confinanti al market qui sul lato ovest come vedete vi sono un ristorante, un albergo ed un centro librario che, presumibilmente, occupa anche il retro del market".

"Guarda che ho afferrato il concetto! Passeremo da una di queste merde. Allora da dove iniziamo?", "Intuito animale Gangrel suppongo... ad ogni modo il ristorante per ora mi pare la scelta maggiormente plausibile... Samael?".

Il Toreador si sentiva attratto come una calamita verso il San Francisco Starshine Hotel, il prodigio a cinque stelle che quel barbaro Ventrue aveva chiamato semplicemente ‘albergo': "Si si certo, però... ehm, potremmo dividerci in modo da cercare una via più velocemente!", Cäedric non pareva molto convinto, era pur vero però che la rapidità era di estrema importanza, "Sia dunque, io e Harle proveremo al ristornate, tu...", "All'hotel! Si certo lasciate fare a me! Ci penso io!", troppo entusiasmo non era buon segno, d'altronde...

Fu così che ebbe inizio il piano A: ‘A'ggiramento-ostacoli-evidenti... 5.. 4.. 3.. 2.. 1.. action!

"Vedi se può esservi una via dal tetto, e sii rapido", Samael gli fece cenno di si mentre in tutta fretta si allontanava per raggiungere l'entrata dell'albergo.

Qualcosa però non andava, era come una voce che sussurrava al loro orecchio, la sensazione di non aver fatto una cosa importante... mha, qualunque cosa fosse, Cäedric non aveva tempo da perdere in riflessioni: Harle era già quasi all'entrata del ristorante!

Una cena a due non era la più credibile delle coperture trattandosi dei due neonati in questione, le occhiate oblique dei camerieri e degli avventori furono però sprecate sulla Gangrel, che non aveva certo tempo di preoccuparsi di tali inezie.

Minuzie di cui invece si preoccupava il Ventrue, che non perse tempo ad indirizzare la compagna verso la toilette: "Cerca di passare per l'impianto di aerazione. E sii silenziosa". Cari lettori vi prego di ricordare tale profetico avvertimento...

Così, mentre al tavolo Cäedric continuava a chiedersi cosa si fossero dimenticati di importante, Harle raggiunse il bagno, non mancando ovviamente di urtare un paio di camerieri nel breve tragitto. Aprendo la porta, per poco non ruppe il naso ad una ragazza che stava per uscire, un inizio niente male.

All'interno vi erano altre due ragazze che parlottavano tra loro intente a rifarsi il trucco,  era necessario che se ne andassero e la Gangrel non poteva aspettare che finissero con le loro ‘cose da donne': "Ehi ragazze come va?", le due si voltarono verso di lei con un'espressione sorpresa, "Gran bel locale eh? Si mangia alla grande qui!", un commento sprecato sulle filiformi ragazze in questione, "Ehm... si vabbè. AH!", le due ebbero un sussulto in risposta alla concitata esclamazione della nostra cucciola.

"E' qui fuori!", le ragazze iniziarono a preoccuparsi, eppure in un ristorante come quello non avrebbero dovuto ammettere degli squilibrati!

"Al tavolo! Si dai c'è quell'attore... massì dai! Quello figo che ha fatto quel film che è fuori adesso... come si chiama? Aiutatemi... dai quello biondo, che sta con la tipa con le labbra a canotto... come cazzo si chiama...", le ragazze avevano riposto velocemente i cosmetici e, molto lentamente, stavano aggirando Harle per raggiungere la porta.

"Ce l'ho sulla punta della lingua... eddai saprete bene il nome di un fottutissimo attore no?! AH! Si ce l'ho è..", ma le ragazze alla seconda esclamazione si erano già lanciate fuori richiudendosi velocemente la porta alle spalle, "E che cazzo, potevano anche rispondere quelle maleducate! Almeno si sono tolte dalle scatole".

La nostra Gangrel, facendo sfoggio di notevole buonsenso, procedette quindi a chiudere a chiave la porta del bagno e a perquisire l'ambiente in cerca della presa di aerazione. La trovò all'interno di una delle toilette, proprio sopra il water che utilizzò a mo' di scala: un paio di botte ben assestate bastarono a far cedere la grata di alluminio, anche se purtroppo non lo fecero certo silenziosamente, presente il rumore prodotto da un gong in un anfiteatro? Un'acustica perfetta purtroppo...

Simili piccolezze non fermarono certo la nostra intraprendente ragazza che, senza troppi complimenti, si issò nella condotta dirigendosi a colpo sicuro verso destra: il suo olfatto superiore le diceva che l'uscita doveva essere senza dubbio da quella parte, senonché... all'ennesima svolta del cunicolo, Harle non era più certa nemmeno di quale ‘parte' fosse quella che seguiva, finchè un intenso odore di cibo non la portò dritta dritta sopra le cucine.

Sbirciando dalla grata, la giovane fu testimone di scene che le ricordarono il perché non era mai stata una fan dei ristoranti: quando un cuoco raccolse una bistecca caduta a terra per rimetterla nel piatto, dopo averla accuratamente ripulita sputandovi abbondantemente sopra, Harle rabbrividendo fece velocemente dietrofront, dirigendosi in tutta fretta dove l'aria era meno satura.

Avete una vaga idea del frastuono prodotto da qualcosa di mediamente pesante che si sposta a tutta velocità in un condotto d'alluminio? No? Presente l'effetto ‘carica degli gnu'? Ebbene, qualcosa di vagamente simile. Sempre e comunque inezie per la nostra spericolata Gangrel!

"Questa volta ci sono, sbucherò fuori me lo sento!", ciò disse pochi istanti prima di uscire dalla condotta e ritrovarsi seduta sul medesimo water usato poco prima come scala, "Oh mierda...".

Cäedric la aspettava subito fuori dalla porta del bagno: "Si può sapere cosa diavolo hai combinato? Hai passeggiato con una grazia da pachiderma in lungo e in largo sul soffitto della sala! Tanto che il direttore ha chiamato in tutta fretta una squadra di disinfestazione!".

Mani sprofondate in tasca e sguardo seccato, la ragazza si diresse al tavolo ignorando lo sguardo tagliente del Ventrue: "Di lì non si passa, pensane un'altra genio dei miei stivali!".

Il cameriere osservò la singolare coppia tornare al proprio tavolo: parevano molto seccati entrambi, probabilmente avevano litigato... l'uomo disse qualcosa alla ragazza che pochi istanti dopo si alzò per andarsene.

"Ascoltami bene Harle, ora ti alzerai _senza_ rovesciare la sedia e ti dirigerai con il passo più leggero che ti riesce di fare all'uscita, lì mi aspetterai. Sono stato chiaro?", "Sè sè... che palle!".

Il cameriere comprese benissimo l'incresciosa situazione: la strana ragazza doveva aver piantato l'uomo senza mezzi termini, evidentemente capitava anche a quelli baciati dalla bellezza!       

Samael nel frattempo aveva fatto il suo ingresso nella magnifica hall dell'albergo, gioendo del gusto ricercato dell'arredamento, a partire dal magnifico pavimento a mosaico ricoperto qua e là da finissimi tappeti decorati nei toni del blu scuro: un'autentica gioia per gli occhi del nostro Toreador!

"Buonasera Signor...?", l'addetta alla reception non doveva avere più ventisei anni, una bella ragazza formosa dai tratti latini, la targhetta sull'uniforme recava scritto Gabrielle.

"Mi chiamo Blackwood, Samael Blackwood. Vorrei una stanza Miss Gabrielle, anzi se fosse possibile vorrei prenotare la suite per la notte", "Naturalmente Signor Blackwood, la suite presidenziale è disponibile, devo però chiederle il pagamento anticipato ed un documento", cose che Samael fornì subito, ansioso com'era di vedere la suite.

"Molto bene Signor Blackwood, le auguriamo di passare una magnifica nottata, chiami con il tasto zero per qualsiasi necessità", "Vorrei ben vedere...", pensò Samael, "...con quello che mi è costata la stanza avrei potuto comprarmi quel magnifico set di 65 swaroski per il freno a mano della macchina!".

Qualsiasi rimpianto avesse potuto avere il Toreador per la somma sborsata, svanì come neve al sole una volta che ebbe fatto il suo ingresso nella suite: un prodigio in stile impero, pacchiano quel tanto da sovraeccitare i sensi di qualsiasi esteta che si rispetti.

Ora miei cari lettori vi prego di ricordare quale fosse la situazione dei nostri neonati: si trovavano a dover quasi letteralmente combattere contro il tempo, dovendo innanzitutto escogitare un modo per entrare inosservati in un luogo presidiato da centinaia di possibili indesiderati testimoni, fatto ciò avrebbero dovuto risolvere il problema all'interno (qualunque esso fosse), il tutto sempre inosservati, ergo prima che chiunque altro riuscisse a giungere in loco.

Tic, tac, tic, tac.... Tempus fugit.        

E il nostro Toreador naturalmente era cosciente di tutto ciò. Ma allora probabilmente vi chiederete come mai, invece di controllare subito l'esistenza o meno di possibili vie di accesso dal tetto, si era perso nell'estatica ammirazione di un Monet, ‘Le ninfee'... una copia certo... ma così ben fatta, i colori così vivi...

Ma la missione era sempre la missione.

Fu con supremo sforzo di volontà che Samael distolse lo sguardo dalla tela di fronte a lui, quindi (coprendosi gli occhi per evitare di restare intrappolato da qualche altro pregiato pezzo d'arredamento) avanzò pressoché a tentoni verso la finestra dove sperava di trovare la scala antincendio, ma ecco che accadde l'imprevisto.

Un brivido di piacere lo percorse da capo a piedi sfiorando appena lo splendido copriletto in puro kashmir che ricopriva il sontuoso letto a baldacchino: i putti dorati delle sue colonne lo invitarono ad indugiare in quella raffinata sensazione di soffice eleganza, che si protrasse quando Samael scoprì le lenzuola di finissima seta accuratamente decorate, e i cuscini in piumino, e gli intarsi del baldacchino stesso... "Mon Dieu! Svengo...!".

Solo per qualche istante, giurò a sé stesso che avrebbe indugiato solo qualche istante, però... _doveva assolutamente_ sdraiarsi in quel tripudio di sfrenata lussuosità, era vitale!

Tic, tac, tic tac...

Nello stesso momento in cui Samael cedeva alla tentazione del baldacchino, Cäedric e Harle erano oramai fuori dal ristorante intenti a pensare alla prossima mossa: "Ma non è ancora tornato il deficiente?", "Pare di no...", di nuovo quella sensazione di aver tralasciato un particolare importante, "Bhè cazzo deve darsi una mossa! Chiamalo và..", "...".

Ora sapeva cosa aveva tralasciato, una sciocchezza potenzialmente fondamentale: i numeri di cellulare. Lui e il Toreador (giacché Harle doveva essere nullatenente) non si erano scambiati i numeri di cellulare, come fare a coordinare la loro azione a distanza senza quel misero particolare?

"Credo dovremmo fare a meno di lui per il momento e sperare che non commetta sciocchezze. Tuttavia non è il caso di perdere tempo. Suppongo Harle che le tue capacità atletiche siano superiori alla media...", "Si, e allora?", il Ventrue tacque alcuni istanti riorganizzando i propri pensieri.

La prima parte del piano A, il passaggio dal ristorante, era fallita, mentre della seconda parte, il passaggio dal tetto dell'albergo, non potevano avere notizie per il momento. La cosa più logica sarebbe stata mandare avanti la Gangrel e attendere il ritorno del Toreador per ovviare all'imperdonabile mancanza.

"Ebbene Harle, vedi la libreria? Essa occupa il retro del market, è quindi probabile che vi sia un modo per accedervi, forse dal tetto stesso. Il tuo compito sarà farti strada sino al tetto del centro librario, _senza_ attirare attenzioni indesiderate, e verificare l'esistenza o meno di un passaggio", la Gangrel non sembrava molto propensa, chissà che non avesse timore delle altezze...

"E mentre io sgobbo te che fai? Ti rigiri i tuoi bei pollici da damerino?", pazienza Cäedric, pazienza, "Attenderò qui il ritorno di Samael o un tuo eventuale segnale per raggiungerti".

A proposito di Samael, torniamo un istante dal nostro estasiato Toreador che, con un ulteriore ed immenso sforzo di volontà, era nel frattempo riuscito a staccarsi dal baldacchino traditore e a raggiungere la finestra. I pericoli del lusso sfrenato finalmente alle spalle, Samael riuscì finalmente a guadagnare le scale antincendio: "Uff uff, guarda cosa mi tocca fare... so per certo che finirò per sporcarmi. Chissà se è previsto un indennizzo per danni subiti in missione..".

Con una certa fatica (dovete infatti sapere che Samael non era affatto portato per le attività fisiche, un inutile spreco di tempo) il Toreador raggiunse il tetto dell'edificio, da lassù si trovò a godere di una scena particolarmente divertente, non fosse che rischiava di pregiudicare notevolmente l'esito della missione...

Lasciato il Ventrue, Harle si era diretta decisa sul retro della libreria: il negozio era chiuso quindi avrebbe dovuto raggiungere la sua meta dall'esterno. Un vicolo separava la parete della libreria stessa da quella dell'edificio vicino, la nostra Gangrel decise perciò di salire innanzitutto sul tetto di quest'ultimo sfruttandone le scale antincendio (scale che impiegò un po' ad afferrare, saltellando più volte senza esito).

Una volta raggiunto (in qualche modo) il tetto dell'edificio vicino, Harle si trovò di fronte alla necessità di spiccare un salto per raggiungere la libreria suo obiettivo; niente di più facile per un Gangrel, in fondo non era che qualche metro, una sciocchezza per le sue superiori capacità atletiche...

Detto fatto, Harle fece appello alle discipline del suo Clan e, concentrandosi, estrasse i letali artigli della Bestia, prese la rincorsa, uno scatto potente, un agile balzo e fu in aria... ad arrancare freneticamente!

Un errato calcolo delle distanze o l'intervento di una qualche divinità avversa? A voi cari lettori risolvere l'arcano.

Sta di fatto che la nostra cucciola riuscì a malapena a piantare gli artigli nel muro della libreria. Fu però incapace di fermare lo scivolamento verso il basso, producendo così un insopportabile frastuono tremendamente simile allo stridio di unghie su una lavagna.

Messi probabilmente in allarme dal tutt'altro che soave rumore, gli onesti contribuenti del palazzo accanto (quello appena lasciato da Harle) pensarono bene di avvertire la polizia, senonché si sa, al giorno d'oggi le notizie volano ed i primi a recepirle sono sempre i giornalisti...

Dalla strada, Cäedric osservò la Gangrel sparire nel vicolo dietro la libreria; del Toreador ancora nessuna traccia, tanto che iniziava a domandarsi se fosse il caso di andargli incontro, un'ipotesi che comunque scartò quasi subito, era infatti essenziale continuare a monitorare la situazione. Fortunatamente per loro, la situazione degli assedianti era ancora in fase di stallo, dall'interno tuttavia parevano non provenire più grida.

L'attenzione di Cäedric era fissa sull'ingresso del market, quando il suo udito periferico registrò la voce concitata di Stacy Brest qualche metro davanti a lui: "Cari ascoltatori ci è giunta ora una segnalazione secondo cui una free climber, probabilmente pazza o in qualche modo legata al terrorista barricatosi all'interno, si stia arrampicando sulla parete della libreria a fianco! Abbiamo già una troupe che si sta avvicinando dall'alto! Le notizie in tempo reale solo su CNN Breaking News!".

"Una pazza free climber... la libreria... non ditemi che... e questo rumore... non saranno... le pale di un elicottero! Dannazione!", il Ventrue per poco non ebbe una crisi di nervi vedendo un elicottero della CNN puntare un faro da stadio sul tetto della libreria!

Lo stesso spettacolo che si godette Samael da un'angolazione certamente migliore. Il Toreador vide Harle (molto chiaramente grazie all'illuminazione fornita dal faro CNN) risalire faticosamente lungo il muro, raggiungere il tetto dell'edificio e correre a zig zag tra i comignoli, tentando di seminare i giornalisti sino a scomparire alla sua vista: "Qualcosa mi dice che le cose non stanno procedendo come dovrebbero... sarà meglio che mi sbrighi, altrimenti chi lo sente Sua Simpatia!".

Nonostante tutte le buone intenzioni, bastò un'occhiata a Samael per rendersi conto che le sue limitatissime capacità atletiche non gli avrebbero certo permesso di compiere i salti necessari a raggiungere il tetto del market, senza contare la scomoda presenza dell'elicottero CNN.

"Au diable! Tutta questa fatica per niente, adesso mi tocca ridiscendere per quella pulciosa scaletta!".

Mentre Samael prendeva nuovamente le scale per tornare a terra, Harle cercava di fuggire il faro della CNN riparandosi alla meglio tra comignoli e antenne, inutilmente come potrete ben immaginare. La nostra cucciola decise quindi di introdursi di forza all'interno approfittando della porta sul tetto, o per lo meno decise di provarci: una rincorsa potente e la prima spallata si infranse sulla porta senza smuoverla di un millimetro, stessa sorte per la seconda e la terza.

Fu nel corso della quarta che Harle notò la scritta pull in grandi lettere rosse stampata proprio sopra la maniglia...

"La puta que te pariò..!", con gesto di stizza la Gangrel aprì di scatto la porta (tirandola questa volta), fuggendo sì l'attenzione morbosa dell'elicottero, ma venendo altresì accolta da un coro di sirene d'allarme come non ne sentiva più dai tempi del centro scommesse!

"Maldiciòn!! Tutte a me?!", fu così che Harle trascorse la successiva mezz'ora correndo disperatamente su e giù per le scale di servizio della libreria, un'interessante andirivieni assolutamente insensato dettato probabilmente dal panico in cui era precipitata l'altrimenti indomita  Gangrel.

Ignaro del fatto che i suoi compagni erano ambedue impegnati nell'ascesa/discesa di varie scale, ed essendo la situazione oramai completamente fuori controllo (Stacy Brest aveva appena annunciato ai suoi ascoltatori che la pazza si era introdotta forzosamente nella libreria e che un imprecisato numero di poliziotti era stato deviato sul posto), Cäedric optò per un cambio di strategia pur non potendone avvisare gli altri: era chiaro che sulla Gangrel non poteva più contare, mentre il Toreador probabilmente era perso in contemplazione da qualche parte, non vedeva quindi altra soluzione che proseguire da solo.

Ed ebbe inizio il piano B, Cäedric, ‘B'asta-che-si-entri: 5.. 4.. 3.. 2.. 1.. action!

Il Ventrue si mosse per un avvicinamento diretto, ma miei Dei... quanto detestava le folle!

Con una certa difficoltà costrinse sé stesso ad immergersi nella calca plebea sgradevolmente fitta che lo separava dal cordone di sicurezza. Cäedric lottò contro il disgusto datogli dalla prossimità forzata per alcuni interminabili minuti, quindi si rese conto che non avrebbe potuto sopportare un solo istante di più pressato in quella bolgia di corpi dall'igiene quantomeno discutibile, così si tolse i guanti.

Perché, vi chiederete. Ebbene, non fu certo per sfidare a duello ogni ostacolo che intralciava il suo incedere,  non sarebbe stata saggia (e neppure rapida) come soluzione; in realtà il motivo era un altro.

Dovete infatti sapere che tra gli strali ultimi dell'abbraccio, due in particolare erano eredità di Cäedric: il primo era la condanna alla schiavitù degli incubi, una maledizione (eterna per forza di cose) ben più atroce di quanto possa sembrare in apparenza, ma della quale vi parlerò più avanti, mentre il secondo era il tocco gelido.

Che il nostro Ventrue fosse una persona fredda credo sia stato chiaro sin dall'inizio, ciò che ancora non sapete è quanto in realtà egli lo fosse letteralmente: le sue mani sottraevano il calore delle creature viventi.

Per ovviare a tale inconveniente, Cäedric portava sempre finissimi guanti di seta.

Sottrarsi a fonti di gelo bruciante è una mossa istintiva per gli umani, fu così che il giovane ottenne il desiderato effetto.

Una volta giunto però al cordone di sicurezza, Cäedric constatò come il numero dei poliziotti fosse troppo ingente perché un uso, anche reiterato, dei suoi poteri potesse essere efficace; non poteva permettersi di compromettere la segretezza della sua missione più di quanto già non fosse.

La sorte tuttavia fu, per una volta, se non benevola, almeno non avversa.

I sensi di Cäedric registrarono di movimenti ingenti e concitati al di fuori del cordone di sicurezza, verso ovest, probabilmente vicino al vicolo della libreria. Fu dunque lì che il Ventrue si diresse, arrivando in tempo per vedere l'ultimo agente SWAT calarsi nel tombino delle fogne.

Cambio di strategia: piano C, Cäedric, ‘C'osa-mi-tocca-fare: 5.. 4.. 3.. 2.. 1.. action!

Con un certo malcelato disgusto, il nostro riflessivo neonato si affrettò a seguire la squadra speciale dentro al tombino, avendo cura di non farsi scorgere né da loro né da eventuali curiosi. Certo, passeggiare nelle fogne era qualcosa di quantomeno disdicevole per un Ventrue (dovete sapere infatti che le fogne sono considerate universalmente ‘territorio' Nosferatu), sicuramente detestabile, ma nondimeno necessario data la situazione.

Grazie al cielo, il tratto che dovette compiere era breve e la traversata procedette senza intoppi. Ad accogliere il nostro giovane Ventrue all'uscita (all'interno del market finalmente) fu però qualcosa che gli gelò il sangue...

Ma torniamo al nostro Toreador che avevamo lasciato intento a riguadagnare il livello stradale.

"Ma dove diavolo si saranno cacciati? Anzi, Harle probabilmente sta scappando dalla polizia, quindi... dove diavolo è Sua Simpatia?! Sta a vedere che ha preso su e ci ha lasciati qui!", Samael girovagò per qualche tempo intorno alla folla cercando inutilmente di scorgere Cäedric. Non trovandolo decise che probabilmente il Ventrue, da buon leader che era, aveva trovato il modo di entrare e non si era degnato minimante di avvertirli: "Dannato misantropo! Ma ti farò vedere di cosa è capace Samael Blackwood!".

Ed ecco la prima variante al piano B, Samael, ‘B'asta-che-si-entri: 5.. 4.. 3.. 2.. 1.. action!

"Dunque come potrei entrare in quel dannato, e tra l'altro così tremendamente piccolo borghese, supermercato...", riflettendo il nostro Toreador iniziò a farsi anche lui strada nella calca: "Ma questa gente non ha uno straccio di lavoro?!".

Una volta raggiunto il cordone di sicurezza si trovò di fronte allo stesso inalterato problema: come superare tutti quei poliziotti?

Sfoderando l'inarrestabile favella per il quale era diventato il gallerista più famoso di San Francisco naturalmente.

Non chiedetemi come, ma il trucco gli riuscì alla perfezione, tanto che un paio di agenti si fecero da parte per lasciarlo passare, ma... la sorte aveva evidentemente altri piani.

Pocanzi vi ho accennato agli strali che l'abbraccio aveva lasciato a Cäedric, ebbene quella notte Samael scoprì di essere afflitto da una particolare eredità: l'essere un tramite tra i piani dell'esistenza, un medium se preferite.

Il Toreador fu assalito da un improvviso ed inarrestabile stato di trance: una visione di straordinaria intensità gli mostrò una bambina vestita di bianco, non doveva avere più di dieci anni, che lo osservava con i suoi tre occhi, il terzo posizionato esattamente al centro della fronte.

"Tu... io ho bisogno di te... la mia missione, non può... aspettare oltre...", la sua voce gli arrivava all'orecchio da lontano, flebile eppure perfettamente udibile, "... Sappi che sei fatto per essere disfatto... sei il bianco agnello, il candido sacrificio; sei la parte più grande della Generosità di Caino e sulle tue spalle grava il suo più grande peccato, perché io solo tra i figli di Caino ho domandato perdono all'Altissimo, e sono stato visitato dai peggiori Demoni infernali. Quei serpenti mi mordevano in sonno. Quei vermi repellenti, che succhiavano il mio sangue. Da loro ho appreso come trarre il cupo dal sangue, le ferite dalla carne, il male dall'anima.
E benché io possa morire, tu, mio infante, vivrai.
Apri il tuo Occhio, e guarda il vero mondo, e sappi che ciò che fai adesso servirà a guarire la generazione futura
".

So cosa state pensando cari lettori, ebbene posso assicurarvi che Samael non ne sapeva molto di più in proposito, decise perciò di archiviare le misteriose parole della visione nel momento stesso in cui essa iniziò ad offuscarsi.

All'esterno della psiche del Toreador, la trance si era manifestata come un gravissimo attacco di convulsioni, immaginate quindi le reazione dei presenti quando Samael crollò a terra contorcendosi ed urlando come un ossesso (sempre per non attirare eccessive attenzioni).

Soccorso prontamente dall'equipe medica presente sul posto, il nostro sfortunato neonato non riuscì a riaversi prima che il dottore presente constatasse l'assenza di battito cardiaco; parimenti non riuscì ad approfittare della sorpresa dei paramedici, al vederlo riaversi come nulla fosse, per svincolarsi dalle loro cure: "Signore dobbiamo portarla assolutamente in ospedale, lei non può alzarsi, stia giù!", "Ma no dottore, le assicuro che sto bene...", i paramedici erano sempre più sconvolti, "Ma come sta bene? Ha appena avuto un attacco epilettico con arresto cardiaco! Potrebbero esserci complicazioni..", "Mi creda non ce ne saranno, sto benissimo".

Il dottore non sapeva più come trattenerlo, "Ma potrebbe persino morire!", "Si tranquillizzi, è un'eventualità... come dire, remota glielo assicuro! Uh uh... non si preoccupi mi succede spesso di avere convulsioni critiche e arresti cardiaci. Oh! Deve essere lo stress!".

Sghignazzando, Samael lasciò gli stupefatti medici e, come se nulla fosse, si allontanò.

"Che disdetta... devono avermi trasportato fuori dal cordone di sicurezza mentre ero incosciente, tutto da rifare dannazione! E poi... chi, o cosa, era quella bambina? Spero non si tratti di nuovo di uno dei giochetti di Bagoa... oh! Ci penserò poi... forse".

Mentre così rifletteva passeggiando, ad un tratto inciampò in qualcosa: qualcuno aveva scoperchiato un tombino senza curarsi di richiuderlo, dannati netturbini vandali, chiunque sarebbe potuto precipitare nelle... dal fetore doveva trattarsi proprio delle fogne. Che schifo, passavano proprio vicinissimo a dove le persone andavano a fare acquisti, che inciviltà!

"Un momento... i tombini non si aprono da soli... non certo nelle zone residenziali... vuoi vedere che... o no, non dirmi che è passato di qua! Oh nooo!", piangendo calde lacrime per i suoi splendidi mocassini di coccodrillo, Samael inaugurò la prima variante al piano C: ‘C'osa-mi-tocca-fare: 5.. 4.. 3.. 2.. 1.. action!

Procedette ad occhi quasi chiusi, rifiutandosi di pensare a cosa esattamente produceva quella specie di risucchio oleoso ad ogni passo che faceva, "Ma sarà poi passato davvero di qui Cäedric? E se non è passato di qui e io sto danneggiando il mio splendido abbigliamento per niente?? Uffa, questo è un lavoro da Gangrel! Io non posso sguazzare nel guano! Mondo ingiusto e crudele!".

Il nostro affrantissimo Samael raggiunse l'uscita all'interno del market una ventina di minuti dopo Cäedric...

E Harle? Che ne era stato della nostra cucciola preferita?

In qualche modo era riuscita ad uscire dalla libreria (emulando alcune scene del film ‘Trappola di Cristallo') e a tornare in strada: "Ma porc! Al diavolo gli stupidi piani del biondino! Mi sono davvero rotta i ç#**%£&! Ora faccio a modo mio!".

Detto fatto, dopo aver rinunciato a spacciarsi per un improbabile agente FBI, Harle decise di approfittare della confusione oramai creatasi e dell'allentarsi del cordone di sicurezza (parte dei poliziotti era stata mandata ad inseguirla nella libreria ed era ancora là a cercarla) per lanciarsi verso l'irruzione diretta.

Piano B, Harle, ‘B'otte-da-orbi: 5.. 4.. 3.. 2.. 1.. caricaaaaaa!!

Fendendo come una lancia folla e polizia, la nostra indomita Gangrel si lanciò in avanti verso l'entrata, con l'evidente intenzione di penetrare all'interno del market sfondando la vetrata, il tutto vale la pena ricordare sempre in diretta CNN.

Come nelle più osannate pellicole di Hollywood, la folla come un sol uomo trattenne il respiro seguendo la travolgente carica di Harle: "Ma chi è?!", "Cosa vuole fare?!", "E' una pazza!?", "E' un alieno?!", "Una terrorista??".

Su tutte spiccò la voce stentorea di Stacy Brest, "No. E' un'eroina d'America!".

Di certo sarebbe stata una scena epica, lo sarebbe... se la vetrata non avesse resistito all'urto e se di conseguenza l'eroina in questione non si fosse stampata su di essa come un moscerino sul parabrezza di un'auto.

Dalla sua posizione di vantaggio, stampata sulla vetrata come un francobollo sulla busta, Harle potè vedere ed apprezzare l'utilità della porta a vetri, aperta, ad appena poche decine di centimetri alla sua destra.

Piano C, Harle: ‘C'#%£!-la-porta.

E con tutti i neonati, finalmente è proprio il caso di dire, all'interno del market vi lascio cari lettori, sperando che le numerose disavventure dei nostri cuccioli abbiano allietato voi come a suo tempo allietarono me.

Purtroppo però il tempo delle risate spensierate è oramai finito.

Ciò che attendeva all'interno del market fu sconvolgente sotto molti aspetti... era il terrore, era il dolore...

La tragedia, mie cari lettori, è dopotutto la più alta forma d'arte, non ne convenite?



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Postato il Henry Heast, 30-11-2007 14:50,
1. ahah
Samael... vuoi _davvero_ metterti nelle mani del governo...? Non hai che da chiedere... 8)
 
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Postato il Samael Blackwood, 30-11-2007 11:48,
2. Ohoh
Altro che masquerade...Samael vorrebbe affidarsi alla protezione testimoni dell'fbi e sparire dalla circolazione per la vergogna subita.
 
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Postato il Harle, 30-11-2007 08:18,
3. Infatti
Aspetto ancora il mio stipendio per la comparsa :cry
 
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Postato il Stefano, 30-11-2007 02:59,
4. Gabry, non immaginavo...
... o meglio, non ricordavo che fossi divenuta parte del cast occasionale della cronaca :)
 
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Postato il Harle, 29-11-2007 09:50,
5. Pft!
ehmmm ok....no comment, lol.
 
» Rispondi a questo commento

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