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Quarto tempo, II parte. Déjà vu...
Wednesday 06 August 2008
 
Scritto da Lord Caedric Allen Aston,

 

I miei rinnovati omaggi graditi ospiti, non fate complimenti Vi prego, oramai ci conosciamo bene non è forse così?

Come dite? Di me non conoscete neppure il nome? Suvvia cari lettori, cosa potrà mai essere un nome a fronte della storia che Vi narro? Quanto di più potrebbe darvi una simile miserrima nozione?

Ma se proprio insistete nel voler associare un nome alla mia narrazione, sia pure. Me ne sono stati dati talmente tanti che mi trovo a dover scegliere tra di essi il più adatto, dopotutto nomen omen...

Ebbene, chiamatemi Tiberius...

 

L'aria densa e salmastra riempì loro le narici non appena scesi dalla limousine del Ventrue. L'intera zona delle banchine era interdetta al transito da un cospicuo cordone di poliziotti, senza contare i giornalisti e la massa di tutti i curiosi sfaccendati che trovano la notte troppo interessante per trascorrerla dormendo... ma dopotutto come dar loro torto?

Abbandonata l'auto ad un paio di isolati di distanza e recuperate le proprie armi, i tre membri della Coterie si fecero strada quanto più vicino possibile al molo numero 4, dove a detta di Henry sarebbe attraccata la misteriosa nave.

"Pare si sia riunita la folla delle grandi occasioni!", disse Samael indicando i reparti speciali schierati oltre il cordone della polizia. La Gangrel gli rispose con un grugnito infastidito: dopo le sue disavventure con poliziotti e giornalisti aveva sperato di non dover più affrontare situazioni del genere.

Cäedric osservava la situazione vagamente irritato, una scomoda sensazione di déjà vu difficile da cancellare. Toltosi i guanti (ricordate il tocco gelido del giovane?), il Ventrue riuscì a farsi strada fino ad una passerella rialzata, seguito a fatica dai compagni.

Se non altro era un buon punto di osservazione: i giovani Cainiti si trovavano a sud della baia, i moli di attracco si allungavano di fronte a loro come braccia protese sull'acqua. Non vi erano navi ormeggiate nelle vicinanze, probabilmente erano state sgomberate dalla Guardia Costiera.

I tre poterono così constatare come la zona sigillata si estendesse anche ai moli 3 e 5, il cordone di polizia era una sorta di mezzaluna che bloccava qualsiasi accesso via terra alle banchine.

Cäedric abbandonò l'idea di raggiungere il molo via acqua non appena constatata la densità di motovedette in mare, "Non sarà facile. Harle, nascondi la tua arma in un luogo sicuro", la Gangrel guardò stralunata il Ventrue, "Che cazzo ti salta in mente?!".

Cäedric non aveva alcuna voglia di discutere; come la Gangrel non comprendesse l'ovvietà del suo ordine era per lui un mistero, decise quindi di ignorare l'imprevidente ragazza e concentrarsi sul modo di passare oltre la sorveglianza. Non c'era tempo da perdere: la Fortune era già in vista.

"Ho detto di no! Perché poi solo io devo lasciar qui le mie cose??", Samael tentò di rabbonire l'oltraggiata compagna spiegandole più volte come il portarsi dietro una mazza chiodata di quelle dimensioni (per quanto celata nella sacca) avrebbe potuto essere un problema non da poco a fronte della gran quantità di gente presente, "Un po' come all'Apu's Market, ricordi? Pensa se ti avessero filmata con quella cosa! Tutti i manicomi della zona avrebbero sguinzagliato i loro strizzacervelli sulle tue tracce!". Ancora la ragazza non pareva convinta, "Ma perché solo io e voi no?!", il Ventrue si stava allontanando, Samael doveva convincerla in fretta, "Bhè perché le nostre armi sono ben celate sotto i vestiti ecco perché!".

In pochi secondi l'espressione di Harle passò da incredula ad imbarazzata, "M-ma che carajo c'entra?? Maschilisti del cazzo!", figuratevi l'espressione del Toreador che, avvilito, rinunciò a ribattere e, prima di accingersi a seguire il Ventrue, prese la sacca dalla spalla di Harle (non con una certa difficoltà) e la fece rotolare sotto una catasta di pallet. 

Cäedric si era guardato intorno più volte alla ricerca di Henry, ma del Lasombra nessuna traccia, non rispondeva neppure al cellulare, "Tipico...".

Una sirena interruppe il corso dei pensieri del Ventrue: un'altra ambulanza venne fatta passare oltre il cordone di sicurezza, "Un'ambulanza... potrebbe esserci utile...", Cäedric non aveva ancora terminato il pensiero quando, senza parole, vide scendere dall'ambulanza appena passata niente meno che Henry East in persona!

Il Lasombra era vestito come tutti gli altri paramedici, un ottimo travestimento non c'è che dire. "Henry...", come lo avesse udito, il giovane Lasombra guardò proprio nella loro direzione scorgendoli immediatamente, quindi fece loro l'occhiolino prima di gridare a squarciagola: "Agenti arrestate quei tre laggiù! Hanno appena tentato di varcare il cordone, metteteli sotto custodia immediatamente!".

 

Le imprecazioni di Harle si susseguivano in un rosario anglo-ispanico che avrebbe fatto rizzare i capelli ad un santo, Samael gemeva sconfortato malamente seduto al capo opposto del sedile, "Io l'ho sempre detto che di quello non c'era da fidarsi! Io ho sempre sostenuto che è un tizio losco ed inaffidabile! Ma voi no! Non ascoltiamo Samael, seguiamo Henry! Io l'avevo detto che ci avrebbe fregati! Io..".

"Silenzio!". Al Ventrue pulsavano le tempie, costretto com'era tra i due della sua cosiddetta Coterie, essi erano per lui una croce più grossa della più avversa delle situazioni!

I compagni, se non altro, parevano averlo ascoltato giacchè nella volante in cui erano rinchiusi era sceso un silenzio pressoché totale. Ben sapendo che non sarebbe durato a lungo, Cäedric ne approfittò per analizzare la situazione.

Dopo che Henry li aveva fatti scoprire erano stati presi in custodia da un gruppo di agenti, erano stati perquisiti (katane, fortunatamente ancora nascoste nel fodero/custodia e desert eagle giacevano ora nel cofano della stessa auto), quindi ammanettati e rinchiusi in una volante. Passata l'irritazione iniziale, il Ventrue non ci mise molto a trarre il lato positivo della situazione: il prossimo attracco della nave aveva distratto gli agenti (per cui si trovavano privi di custodia, per quanto imprigionati), ma soprattutto si trovavano all'interno del cordone di sicurezza, "Sempre una più del diavolo Henry...".

"Ascoltate. Siamo all'interno del cordone di sicurezza. Ciò che dobbiamo fare immediatamente è liberarci delle costrizioni e prepararci all'infiltrazione sulla nave. Harle, provvedi", la Gangrel si sporse verso il Ventrue, indubbiamente per chiedere una chiarificazione dell'ordine, ma Cäedric la precedette, "Rompi le tue manette, quindi fa lo stesso con noi. Subito.".

"Ah, ok... dunque, da che parte... oh al diavolo!", in grazia della sua notevole forza fisica, alla giovane Gangrel bastarono un paio di energici strattoni per divellere le manette a strangolo prima che queste potessero stringerle troppo i polsi, "Oh là! Sotto il prossimo, dai biondo!".

Harle si apprestò a dilaniare le manette del compagno, un paio di strattoni, nulla di più facile, persino lo spocchioso Ventrue avrebbe dovuto ringraziarla alla fine! Senonchè...

Chiunque altro avrebbe gridato, o quanto meno imprecato, invece la sola reazione del Ventrue all'acciaio che gli dilaniava i polsi fu un sibilo soffocato: alla Gangrel non erano bastate le proprie doti fisiche, le manette si richiudevano sempre più strette ad ogni strattone, l'acciaio ormai viscido del sangue che sgorgava dai tagli, "Cazzo! Perché perché non si rompono?? Cazzo cazzo cazzo! Mi dispiace aspetta, ora le rompo... oh mierda!".

Testimone dei ripetuti (e dolorosi) fallimenti della Gangrel, Samael decise che, nonostante la forza non fosse assolutamente il suo campo, tentare per conto proprio era sempre meglio che affidarsi ad Harle: il giovane Toreador si concentrò quindi al massimo, concentrando la propria vitae al fine di privilegiare la forza fisica e, per quanto scarse fossero le sue possibilità di riuscita, il tentativo andò a buon fine.

Massaggiandosi i polsi indenni, Samael scostò l'agitatissima Gangrel da Cäedric che pareva concentrare tutte le sue energie sul non gridare, i polsi oramai profondamente incisi dalla morsa delle manette, "Ehm, Harle è meglio che provi io con mezzi meno... potenzialmente dolorosi. Non è che avresti una forcina per capelli?". Cercando di mascherare la propria agitazione, la ragazza sbuffò allungando l'oggetto richiesto, "Non vorrai scassinarle con una forcina per capelli? Quelle cose succedono solo in telev..." - clack, clack - "Ecco fatto Cäedric! Oh quante cose utili si imparano in collegio!".

Cäedric si lasciò sfuggire un sospiro di sollievo, mentalmente ringraziando se non altro la prontezza di spirito del Toreador che gli aveva evitato di perdere le mani sull'altare della consueta imperizia Gangrel. Fortunatamente non gli fu necessario utilizzare molte energie per guarire quei tagli, ne avrebbe avute a sufficienza per tenere sotto controllo la ben più grave ferita al petto.

Cäedric si stava ancora curando i polsi quando Samael percepì chiaramente un cambiamento di temperatura all'interno dell'auto, come se un freddo inaudito emanasse dal suolo fino a ricoprire l'intera vettura.

Allarmato, il Toreador cercò di aprire la portiera dell'auto, ma senza esito. La sua paura crebbe in modo esponenziale nel momento in cui un sottile strato di ghiaccio fece la sua comparsa risalendo lungo i finestrini dell'auto, "Ehm... Cäedric...!".

Il Ventrue aveva appena finito di riparare al danno causatogli da Harle, non aveva alcun bisogno di udire il tono allarmato del compagno da cui deduceva l'imminenza di un nuovo problema alquanto contingente, "Cos'altro c'è...".

"Ciao... ti va di giocare con me..?", una voce sottile, strascicata, ma per il resto indefinibile, carezzò l'orecchio di Samael come uno spiffero gelido. Per esperienza il Toreador oramai sapeva di essere il solo ad udirla, "No! No e poi no! Non mi è mai piaciuto giocare! A niente, a parte al dottore in collegio, ma comunque è qualcosa che non farei mai con te... qu-qualunque cosa tu sia!!".

Così dicendo il Toreador si avvinghiò al braccio del Ventrue, mentre persino Harle si era accorta della strana condensa gelata che andava ricoprendo l'auto, "Oh mierda... che cazzo succede qui?? Smettila coi giochetti rosso! Non è divertente neanche per un cazzo!".

Come se i problemi non fossero già abbastanza, a quanto pareva Samael era davvero perseguitato da entità spiritiche altrimenti invisibili. La cosa che inquietava maggiormente Cäedric era però che tali entità (qualunque cosa fossero), altrimenti immateriali ed intangibili, parevano trarre forza dalla vicinanza del compagno. Neanche a dirlo, questo li rendeva potenzialmente assai pericolosi...     

Se a tutto questo si aggiungevano una Gangrel sull'orlo di una crisi di nervi ed una ferita avvelenata non ancora guarita...

"Samael: lasciami il braccio e spiegati. Harle: non provare nemmeno ad infrangere quel finestrino, smonta il pannello interno dello sportello. In fretta, tutti e due.", il Ventrue non poteva permettere che il fragore del vetro richiamasse l'attenzione dei poliziotti, inoltre sapeva per esperienza come togliere dall'interno la sicura agli sportelli delle auto. Un'inaspettata fitta di dolore lo colse ricordando come, sin da bambina, Rochelle non amasse affatto essere rinchiusa in nessun luogo...

Mentre Harle armeggiava alacremente con gli artigli per staccare il pannello, Samael cercò di ignorare la richiesta insistente della cosa che pareva sussurrargli all'orecchio: "Non lo vedo come Samara, lo sento e basta, d-dice che vuole giocare e f-fa un fred-d-do cane!", si, lo avvertiva anche il Ventrue che aveva tuttavia bisogno di risposte più precise, "Dov'è?".

Rabbrividendo Samael provò a concentrarsi vincendo il ribrezzo che provava a quel contatto indesiderato, "Dove sei... avanti... se non mi dici dove sei non posso certo giocare con te!", lo spiffero che gli accarezzava l'orecchio traballò impercettibilmente, come se la cosa stesse ridendo... no, sogghignando.

"Ti piace giocare con l'acqua...?", terrorizzato, Samael si volse al finestrino, cercando di scorgere qualcosa oltre la patina di condensa che lo velava. Gli sembrò di vedere un'ombra tremolare sopra l'acqua, rasente al molo più vicino, a meno di cinque metri di distanza dalla macchina, "Cäedric è nell'acqua! Ci vuole affogare tutti!!".

"Nel qual caso avremmo assai poco di cui preoccuparci. Harle?", nonostante tutto la calma glaciale del Ventrue, per quanto irritante, per lo meno rassicurava i compagni maggiormente emotivi.

"Pork! Fatto! E ora..?", sporgendosi oltre la ragazza, Cäedric fece scattare la molla della sicura. Un click annunciò la loro ritrovata libertà.

"Poi mi dirai dove hai imparato questi trucchetti biondo, svaligiavi macchine per caso?!", ignorando la domanda, Cäedric procedette con le istruzioni: "Usciremo uno alla volta. Harle, tu andrai in avanscoperta raggiungendo la banchina numero 5. Cerca un modo di salire sulla Fortune da lì. Non toccare l'acqua per nessuna ragione".

Per una volta la giovane obbedì senza protestare, di questo almeno il Ventrue le fu grato. Senza fare rumore e senza attirare attenzioni indesiderate, Harle raggiunse la copertura di alcuni container da dove avrebbe poi raggiunto la banchina.

Samael fece per scavalcare Cäedric e seguirla, ma il compagno lo fermò: "Aspetta", il Toreador non voleva restare un solo minuto di più bloccato in quella dannata auto con un fantasma che gli alitava sul collo, "Ma che dici! Fammi..!". Cäedric lo spinse di nuovo sul sedile fulminandolo con lo sguardo, "Aspetta.".

Qualunque cosa fosse, l'entità seguiva Samael e, per essere pericolosa, doveva trovarsi vicino a lui (almeno così supponeva il giovane Ventrue): lasciando ad Harle il vantaggio della distanza era possibile che lo spirito non la ostacolasse.

"Noi prenderemo un'altra strada", nonostante tutto non poteva lasciare il Toreador a sé stesso, inoltre loro due avevano bisogno di recuperare le proprie armi dal bagagliaio dell'auto: "Scendi e mantieniti basso, cerca di aprire il bagagliaio come hai scassinato le manette. Ignora l'entità, non può nuocere", il tono era certo e rassicurò Samael, sebbene in realtà Cäedric non avesse idea delle effettive possibilità di simili spiriti.

Velocemente quindi il Toreador scivolò fuori dall'auto, facendo finta di non sentire il brivido di eccitazione che pervadeva la cosa ogni volta che muoveva per sbaglio un passo verso l'acqua.

La serratura era appena scattata quando una voce raggelò il malcapitato, "Fermo! Come hai fatto ad uscire?! Non muoverti e mani bene in vista!". Il sollievo che provò rendendosi conto che si trattava di due poliziotti e non del fantasma, parve fuori luogo persino allo stesso Samael, "Ehm... come dire brav'uomini... è una specie di magia!", "Smetti di fare il pagliaccio maledetto bastardo! Voltati!", mani rudi lo strattonarono ed il giovane si trovò faccia a faccia con uno dei ‘nuovi amici' conosciuti la sera precedente al Rainbow.

Anche il poliziotto, un uomo piuttosto piacente dai tratti latini, lo riconobbe non riuscendo a mascherare un certo imbarazzo. Sfruttando l'occasione favorevole, Samael decise di ricorrere alla disciplina che già una volta lo aveva salvato da una situazione similmente scomoda (per quanto di carattere... diverso, come spero ricorderete).

Lo ‘sguardo terrificante' anche questa volta non lo tradì: i suoi occhi parvero mutare colore ed aspetto, divenendo più torbidi ed oscuri, pozzi minacciosi da cui non si poteva non fuggire in preda al panico più assoluto.

Improvvisamente, il secondo poliziotto vide il collega bloccarsi per un istante, quindi ritrarsi come da Satana in persona e fuggire lasciando persino cadere la pistola! Incapace di spiegarsi un simile comportamento, sfoderò l'arma puntandola dritta alla fronte del sospetto "Che cazzo hai fatto maledetto irlandese?!? Non ti muovere o ti faccio saltare le cervella!".

Samael aveva sperato che l'effetto del suo potere condizionasse entrambi i poliziotti, ma così non era stato e la situazione rischiava di peggiorare in modo irrimediabile, sia perché quel becero agente stava per chiamare rinforzi, sia perché alle spalle dell'uomo il Toreador poteva vedere chiaramente l'ombra della cosa sogghignare, librandosi sull'acqua che pareva ribollire, "Ma dov'è Sua Simpatia quando serve??".

Un tocco leggero sulla spalla, il poliziotto si voltò leggermente e subito il suo sguardo venne catturato da occhi dorati come non ne aveva mai visti, erano così tanti i riflessi in essi che non poteva che osservarli rapito, incapace di pensare ad altro, incapace di pensare a qualsiasi cosa, come fosse dominato da quello sguardo d'oro liquido...

"Tuffati", immediatamente l'uomo obbedì gettandosi di testa nelle acque infestate, senza curarsi se non troppo tardi delle nefaste conseguenze. Prima di affondare, l'uomo riemerse un paio di volte gridando il suo terrore a pieni polmoni, creando l'esatto diversivo necessario ai due giovani Cainiti per recuperare le armi e guadagnare la copertura di altri container.

Cäedric non avrebbe voluto ricorrere a simili metodi, ma la Fortune era oramai attraccata e non potevano più permettersi di perdere tempo: sfruttando la commozione ed il trambusto provocati dall'uomo in acqua, puntò direttamente al molo 4 tallonato dal compagno. Con un po' di fortuna, l'entità sarebbe stata ancora occupata...

Nessuno parve badare a loro, le grida del poliziotto in acqua erano assordanti. La squadra medica (ivi compreso Henry) non si vedeva, le ambulanze deserte, quelli che non erano saliti a bordo, erano accorsi a soccorrere il poveretto, come tutti gli altri.

Rapidamente e senza incidenti, Cäedric e Samael guadagnarono la passerella della nave dove un tremendo odore di sangue assalì i loro sensi...

 

Harle nel frattempo aveva raggiunto la banchina del molo 5, assistendo all'attracco della grande nave cargo. Da dove si trovava tuttavia non riusciva a trovare alcuna via che le permettesse di raggiungerla, per lo meno non senza toccare l'acqua. Tra la cucciola Gangrel e lo scafo della Fortune si trovavano almeno una decina di metri di nulla sospeso sull'acqua.

Percorse la banchina per quasi tutta la lunghezza prima di udire un forte splash seguito da numerose grida: un uomo era caduto in acqua alla base del molo e stava evidentemente affogando, senza dubbio con la complicità del nuovo amico di quell'inutile Toreador!  

"Come cazzo faccio ad arrivare a quella maledetta nave?? Volando?? Se solo conoscessi un po' di più Proteide... Raven non me l'ha ancora insegnata quella tecnica figherrima...", imprecando la giovane si rese conto di non avere alcuna possibilità di salire a bordo da quella posizone, non evitando l'acqua, "Chissà che pensava quel brutto finocchio... ‘vai al molo 5' gne gne! Mi giro i pollici! Merda... mi tocca tornare indietro, che palle!".

Risoluta, Harle tornò sui propri passi attenta a non attirare attenzioni eccessive (si avvicinò alla piccola folla di poliziotti e medici che all'inizio della banchina cercavano di soccorrere l'uomo in acqua gridando ‘aiuto! Uomo in mare!'), quindi deviò passando all'ombra di alcuni container vicini al cordone di sicurezza.

L'attenzione era ancora per la maggior parte concentrata sull'affogato, ma già alcuni agenti stavano riprendendo il loro posto a sorveglianza del molo 4. Qualunque cosa intendesse fare, la ragazza doveva farla ora: sarebbe stato necessario un piano studiato, attento ad ogni dettaglio, sottile...

"Madre de Dios! Enricheeee! Fatemi passare! Es mi primo! Enrichee!!", ciò che videro i più che sorpresi poliziotti, fu una ragazza sbucata apparentemente dal nulla lanciarsi correndo all'impazzata su per la passerella della Fortuna, gridando frasi incomprensibili in spagnolo e agitando convulsamente le mani verso il cielo. Un piano quanto mai sottile, nella migliore tradizione Gangrel senza dubbio.

Harle guadagnò il ponte prima che chiunque degli agenti potesse rendersi conto appieno della situazione, da quanto sapeva ogni nave doveva avere delle scialuppe sotto cui nascondersi. Fu fortunata, la sua cultura televisiva non l'aveva tratta in inganno: rapida come un felino, riuscì a farsi scivolare sotto una delle scialuppe di poppa prima che gli agenti riguadagnassero il contatto visivo. Li aveva seminati, e tutto da sola!

Sogghignò pensando alla genialità del suo piano, quando qualcosa vicino a lei si mosse: pareva non essere stata l'unica ad aver eletto quella scialuppa a dimora temporanea...



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Postato il Henry East, 09-08-2008 07:15,
1. su su ragazzi...
... non vi siete divertiti, in fondo? Cos'è la non-vita senza un po' di pepe...? :roll
 
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» Vedi le 1 risposte

Postato il Caedric Allen Aston, 07-08-2008 13:20,
2. .....
Più che lo spirito di cameratismo, a temprarsi è il mio spirito di sopportazione...
 
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Postato il Samael Blackwood, 07-08-2008 13:03,
3. ...
E'in queste situazioni che si tempra lo spirito di cameratismo di una buona coterie. :p Harle, la prossima volta che corri come un'invasata incontro alla Madonna di Guadalupe vorrei riprenderti.
 
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Postato il Harle, 07-08-2008 10:57,
4. Unf
Mai che finiamo in uno yacht infestato.
 
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