-->
Secondo Tempo. II parte. A tempo. Moderato.
Friday 18 April 2008
 
Scritto da Lord Caedric Allen Aston,

 

I miei saluti affezionati lettori, bando agli indugi giacché sono particolarmente ansioso di riprendere la narrazione, soprattutto vista la situazione di estrema precarietà in cui avevamo lasciato la nostra sfortunata cucciola Gangrel...

 

Un Garou, un licantropo, un lupo mannaro, un lupino come venivano chiamati dai Fratelli. In altre parole una sentenza di morte definitiva con una certezza del novanta per cento, novantacinque in uno scontro uno a uno, novantanove in uno scontro uno a uno esclusivamente fisico.

Harle era ancora appesa al braccio di Marco, i suoi artigli le stringevano il collo in una morsa mentre il fiato del mannaro le faceva presagire un prossimo futuro di dolore: "Allora carne morta? Non dovevi fare qualcosa?", la ragazza non riusciva più a parlare, Marco continuò, "Come? Non ti sento, dovresti parlare un po' più forte, pregare magari!", rise ancora mentre la sua trasformazione proseguiva.

La Gangrel sapeva perfettamente che, se il lupino fosse riuscito ad assumere la forma definitiva (voi come immaginate un mannaro? Esattamente...), lei non avrebbe più avuto alcuna speranza.

"Nnghh!", "Ti ho detto di parlare più forte carne mor...agh! Maledetta!", con la forza della disperazione, Harle aveva colpito con una potente ginocchiata il gomito del licantropo.

Marco, sorpreso dalla mossa inaspettata, aveva allentato la presa quel tanto da permetterle di liberarsi, usare la porta della toilette come leva e calciare fuori l'avversario facendogli perdere l'equilibrio.

"Merda è la mia ultima occasione!", la Gangrel si lanciò sul licantropo con un calcio volante (ringraziando le cassette di Bruce Lee del fratello Nicolas), facendolo inciampare sul bidone dell'immondizia. Marco non ebbe il tempo di reagire, troppo preso com'era dal concentrarsi sulla propria trasformazione, e si ritrovò gli artigli della Bestia (questa volta tutti e dieci) nuovamente piantati nel torace: l'urlo, o meglio, l'ululato di dolore che gli sfuggì fece gelare il sangue ad Harle che, tuttavia, non perse la calma e tenne saldamente la presa.

Invece di tagliare solamente, la Gangrel fece in modo di lacerare il più possibile i tessuti del mannaro, provocandogli più dolore possibile  per avere una chance di fuggire. Marco stramazzò al suolo contorcendosi e cercando di disarcionare la ragazza, finchè il dolore non fu troppo per il suo fisico già provato dalla trasformazione interrotta e non vide più nulla.

Il licantropo aveva smesso improvvisamente di muoversi, il respiro accelerato ed irregolare, piccoli movimenti involontari degli arti... era svenuto.

"Madre de Dios! Gambe!", cogliendo saggiamente l'opportunità (le ferite infatti iniziavano già a rimarginarsi), Harle si lanciò fuori dal bagno, mimetizzando come poteva gli artigli lunghi venti centimetri, correndo all'impazzata fuori dalla metropolitana, con l'unico obiettivo di mettere più strada possibile tra lei ed il lupino.

 

"Ehm... Vostra Signoria?", "Si Reginald?", "Abbiamo un auto alle spalle che ci segue a fanali spianati, fanali che mi paiono... rosa, compiendo manovre per lo meno azzardate, Vostra Signoria. Potrebbe essere Mr Blackwood", Cäedric gettò uno sguardo alle proprie spalle vedendo che effettivamente l'autista aveva ragione.

Con un sospiro di esasperazione, il Ventrue ordinò a Reginald di accostare, cosa mai poteva volere il Toreador che non potesse attendere di arrivare alla Golden Tower?

Una bussata frenetica al finestrino segnalò la presenza trafelata di Samael: "Mio Dio che paura! Non credo di aver mai guidato così spericolatamente! Sembravo proprio il protagonista di quei telefilm anni 80 sulle auto, non pensi Cäedric?".

Pazienza Cäedric, pazienza... "C'è un motivo per cui hai dovuto interrompere il nostro trasferimento in luogo più consono del ciglio di una strada?", il Toreador battè teatralmente il palmo della mano sulla fronte, "Ma certo! Pare che Harle abbia bisogno di noi, mi ha chiamato pochi istanti fa dicendo che era in fuga lungo l'autostrada", il Ventrue non credeva alle proprie orecchie!

"Quella pazza ha rubato un'auto??", Samael scosse vigorosamente la testa, "No no, niente di tutto ciò: pare stia correndo lungo l'autostrada! Credo sia meglio se andiamo entrambi a recuperarla, sinceramente non ho ben capito da chi stia scappando...".

Maledicendo silenziosamente la sorte avversa, Cäedric acconsentì al recupero della Gangrel: si sarebbero serviti dell'auto di Samael, nel caso la situazione dovesse rivelarsi eccessivamente imbarazzante.

"Dove... cazzo... sieteee??", la voce della ragazza gli giungeva a tratti alterni, pareva stesse correndo come se l'inferno stesso minacciasse di fagocitarla, "Abbiamo appena imboccato l'autostrada, direzione sud, all'altezza dell'ottantanovesimo miglio. La tua posizione e da cosa stai fuggendo", Cäedric aveva chiamato la ragazza mentre Samael guidava alla massima velocità (che si attentasse a tenere).

"Cazzo... ne soo! Lup... un fottuto mann...! Porca vaccaaa! Un c... ello... dice cento... tre!", con un po' di fortuna poteva trattarsi del centotreesimo miglio... o peggio.

Dopo un altro quarto d'ora (avevano appena passato il centotreesimo miglio), i due neonati videro la sagoma di Harle correre alla rispettabile media di 10 miglia orarie... in piena corsia di sorpasso!

Samael non fece in tempo ad accostare in corsia d'emergenza che la Gangrel spalancò lo sportello gettandosi dentro a capofitto: "Non fermarti idiota! Vai vai VAI!", il Toreador la accontentò, "Almeno chiudi lo sportello Harle!".

La ragazza ansimava come fosse in carenza d'ossigeno, gli occhi sbarrati correvano continuamente alla strada alle loro spalle, l'espressione stravolta.

"Harle ti spiace spiegare perché...", la Gangrel zittì subito Samael agitando freneticamente le mani, "Zitto cazzo! Non lo senti??", i due neonati tesero l'orecchio, ma non udivano nulla a parte il motore, "Harle. Spiegati. Immediatamente.", la buona vecchia diplomazia di Cäedric!

Non lo sentiva più, o no? Le bastava chiudere gli occhi un istante per ritrovarselo davanti, per udire di nuovo il riecheggiare dei suoi ululati, "Ve l'ho già detto maledetti finocchi! Un cazzo di lupino mi ha attaccata nella metropolitana!".

Alcuni secondi di assoluto silenzio seguirono l'affermazione della ragazza, quindi Samael si riscosse: "Un lupino..? Vuoi dire quelle cose grandi, grosse, pelose, sbavanti e ringhianti? In metropolitana?", "Cazzo si! Quante volte devo ripeterlo?? Credevo fosse un rocchettaro ubriaco, invece poi ha cominciato a diventare enorme e i miei artigli non gli facevano un baffo e..", Cäedric la interruppe, "Vuoi dire che avresti combattuto contro un mannaro in metropolitana, lui in trasformazione e tu ad artigli sguainati..? In metropolitana??".

Il Ventrue si era girato verso di lei con un'espressione (per quello che era possibile trattandosi di Cäedric) incredula, Harle scosse le spalle, "Si, ma non farti venire un ictus biondo, eravamo nei bagni e non ci ha visto nessuno", "Harle... se la metà di ciò che affermi fosse vero, e francamente ritengo che questa sia una storia talmente assurda da essere plausibile, nessuno avrebbe avuto bisogno di vedere. Sarebbe bastato avere orecchie per sentire!".

Samael a quel punto si rivolse sottovoce al Ventrue: "Suvvia, sarà stato un cane o un barbone, oppure un punkabbestia a spaventarla. Non c'è ragione di preoccuparsi, fingiamo di crederle. Un lupino, in metropolitana, ma via è assurdo!".

La questione finì per essere archiviata piuttosto in fretta, anche dal momento che Harle non volle più parlarne.

 

Mentre tornavano alla Golden Tower, il cellulare di Cäedric vibrò: "Cäedric Aston, mi mancava la tua voce, non vieni più a trovarmi?", pareva che Anette traesse un piacere esagerato dallo stuzzicare il giovane Ventrue, "Dovete comunicare qualcosa di particolare importanza Anette?", una risata cristallina, "Così splendidamente freddo, davvero affascinante mio caro! Comunque si, il Siniscalco desidera conferire al più presto con voi, c'è un nuovo incarico. A presto!".

La vaga irritazione del Ventrue non era passata inosservata ai due compagni, che restarono saggiamente in silenzio, "Samael al Palazzo Centrale, abbiamo una missione ufficiale, il resto dovrà attendere".

Harle, che non sapeva nulla dell'incontro a casa di Darhendorf, era confusa: "Che resto?", il Ventrue scosse le spalle, "Abbiamo un incarico ufficioso da svolgere, ma per i dettagli dovrai attendere", "Sappi che c'entra anche il tuo Sire", aggiunse Samael.

"Raven?! Cazzo... mi farebbe comodo parlar con lei. Scoltate andateci voi due da testa d'uovo, smollatemi in centro che devo trovarla", dopo un attimo di riflessione Cäedric acconsentì, così avrebbe evitato di dover spiegare lui l'intera faccenda.

Harle venne così lasciata alla dimora del Primogenito Toreador dove speravano si trovasse ancora lo Sceriffo, mentre gli altri due proseguivano alla volta del Palazzo Centrale.

"E quel maleducato del Lasombra? Non dovevamo incontrarci con lui?", Samael non trattenne una smorfia di fastidio nel riferirsi ad Henry, "Non ho modo di avvertirlo, in ogni caso le missioni ufficiali devono comunque essere svolte se non vogliamo destare sospetti. Credo sia abbastanza intelligente da comprendere".

Cäedric si sorprese a rimpiangere il rinvio della missione che l'avrebbe affiancato all'incomprensibile Henry East, non era certo usuale che una persona destasse il suo interesse, ma era anche vero che il Ventrue aveva ben altre motivazioni rispetto al Toreador.

Una nuova chiamata al cellulare distolse il giovane dai suoi pensieri. Rispose quasi aspettandosi di udire la voce di Henry: "Vostra Signoria...", era Igor, "...mi permetto di chiedervi di tornare alla Golden Tower al più presto. E' arrivato qualcosa... qualcosa che ritengo Vostra Signoria debba vedere subito", non era da Igor chiamare senza una ragione più che giustificata, "Si, arrivo".

Lasciato Samael a recarsi per primo all'incontro con il Siniscalco e recuperato Reginald, Cäedric si trovò ben presto nell'ascensore panoramico della sua dimora, ancora pochi istanti e avrebbe saputo cosa aveva a tal punto turbato il suo fedele servitore.

"E' giunto circa un'ora fa Vostra Signoria, l'involucro era aperto e non è arrivato attraverso i consueti canali postali", così dicendo il maggiordomo porse al Ventrue una busta piuttosto grande, priva di fronzoli, su di essa era vergato il suo nome: Lord Cäedric Allen Aston.

Con una sorta di vaga apprensione, il Ventrue aprì la busta estraendone il contenuto: un profumo molto intenso lo avvolse mentre osservava i petali scarlatti dell'amaranto nella sua mano.

 

"E così saresti tu il leader della Coterie...", Samael sopportava a fatica la vista ripugnante del Siniscalco che ora incombeva su di lui allungandosi sopra la scrivania, cercò di sprofondare più a fondo nello schienale imbottito della sedia per guadagnare preziosi centimetri, "Ehm... veramente...", il Nosferatu non gli dette il tempo di rispondere, si alzò improvvisamente iniziando a girare intorno al malcapitato Toreador, "Richiesi espressamente la presenza del responsabile della Coterie e della Coterie stessa... tu sei qui da solo, ergo qualsiasi debole mente sarebbe in grado di affermare che sì, incontrovertibilmente, tu saresti il leader. Così non fosse...", così dicendo si avvicinò a Samael, invadendone ancora una volta lo spazio, "...se disgraziatamente così non fosse, potrei anche ritenermi gravemente insoddisfatto...".

Per l'ennesima volta in quegli ultimi dieci minuti, il Toreador maledì la sua puntualità e l'ingiustificato ritardo di Cäedric. Il suo programma sarebbe stato attendere il Ventrue nella hall del Palazzo Centrale, senonchè Anette aveva voluto mandarlo immediatamente dal Siniscalco.

Ed ora lui era lì a mortificare il proprio senso estetico subendo le angherie (e la vista) del Nosferatu, mentre Cäedric era chissà dove ad occuparsi di fiori! La sua telefonata di qualche minuto prima aveva lasciato Samael senza parole: il Ventrue voleva infatti sapere se quella sera aveva trovato o ricevuto fiori, anzi no, un fiore particolare... "Ah, già. Voleva sapere se ho ricevuto un amaranto. Chissà poi perché!".

Wendy non si era rivelata entusiasta quando le aveva chiesto di andare a casa sua, per verificare la presenza di suddetto fiore, "Un altro mistero, in fondo è praticamente di strada dalla galleria a casa sua, la deviazione è di appena di venticinque miglia!".

Il Nosferatu stava ancora blaterando qualcosa sulle responsabilità, la puntualità, e altri biascichii che, come unico risultato, avevano quello di spruzzare il neonato di saliva ("Dannato obbrobrio! Lo sta facendo apposta!").

Fu la mezzora più lunga della vita di Samael sino a quel momento (almeno che lui ricordasse). Quando finalmente Anette annunciò l'arrivo di Cäedric, Samael aveva oramai consumato un pacchetto di fazzoletti nel tentativo di asciugare la disgustosa saliva di cui il Siniscalco continuava ad omaggiarlo.

"Chiedo venia per l'attesa", il giovane Ventrue era entrato a passo spedito come sempre, senza degnare (come sempre) di uno sguardo il compagno.

"Ma guarda, pare che il Duca abbia infine deciso di onorarci con la sua augusta presenza", le parole di Dedalus grondavano sarcasmo quanto le sue fauci grondavano saliva; Cäedric non si sedette accanto a Samael restando prudentemente fuori gittata, "Una questione imprevista mi ha costretto a posticipare l'arrivo qui".

Il Siniscalco schioccò la lingua con impazienza, "Non accetto scuse Ventrue, il tuo comportamento è inaccettabile. Che razza di leader manderebbe in sua vece un Toreador da un Nosferatu?! Sappi che il tuo lignaggio non ti garantisce alcun trattamento speciale! E lo stesso vale per te Toreador!", Dedalus continuò su quella linea ancora per qualche minuto, finché (soddisfatto di aver sufficientemente mortificato i nostri neonati) si risedette.

"Abbiamo un incarico da affidare, ancora una volta con mia somma preoccupazione, alle vostre incapaci mani: come spero sappiate, da domani notte e per le quattro notti seguenti, in città vi sarà un raduno di Anarchici, Brujia per lo più. Approfitteranno del bivacco annuale dei loro equivalenti tra le vacche. Ebbene, lo Sceriffo ed i suoi collaboratori sono i responsabili del monitoraggio, ma gli effettivi sono comunque limitati, per questo voi li affiancherete. Domande?".

"No", Cäedric si avviò verso l'uscita tallonato da Samael ("Finalmente!"), quando il Siniscalco li fermò: "Ah Ventrue... non sono ammessi errori", Cäedric non si voltò neppure, "Una precisazione superflua".

Una volta arrivati nel parcheggio, Cäedric incalzò il Toreador: "Allora Samael? Hai ricevuto un fiore di amaranto questa notte?", "Veramente Wendy non mi ha ancora richiamato... oh! Un messaggio, vediamo... ‘Hai dimenticato di pagare la bolletta del gas... non sapevo avessi l'abbonamento a L'Uomo Vogue... e sì: avevi una busta davanti alla porta con un fiore rosso dentro', soddisfatto Cäedr...".

"Dannazione!", il Ventrue si lasciò sfuggire una semi imprecazione che preoccupò Samael non poco, "Perché..? Non ti piace il rosso?", Cäedric lo fulminò con lo sguardo: "Non dire sciocchezze! Possibile che tu non abbia idea di che significa??".

Samael scosse il capo con aria confusa, alchè il Ventrue cercò di riguadagnare la propria calma e spiegare la situazione al compagno: "L'amaranto ha un significato particolare nella società dei Fratelli, un significato incontrovertibile", "Ah si? E quale? Mi pare significhi amicizia o qualcosa del genere...", un gesto interruppe Samael, la voce di Cäedric si fece bassa, "Significa morte. E' una sentenza di morte".

L'Amarantus è esattamente questo cari Lettori, la notifica di una sentenza di morte, da eseguirsi entro la settima notte ad opera del Clan degli Assamiti, gli Assassini.

"Qualcuno ha parlato di profumati fiorellini rossi, noti per portare un bel po' di sfiga?", sorpresi, i neonati si voltarono verso il nuovo arrivato, Henry East: "Mi avete tirato un bel bidone prima, e dire che ci siamo appena conosciuti, ma vi perdonerò dall'alto della mia immensa magnanimità! Allora dicevate di un fiorellino..?".

Cäedric osservava il parcheggio tentando di capire da dove poteva essere saltato fuori il Lasombra, quest'ultimo lo guardava con un gran sorriso sulle labbra, appoggiato con noncuranza alla coda della sua limousine, dava l'impressione di divertirsi un mondo.

"Entrambi. Con tutta probabilità anche la Gangrel. E' necessario stabilire un piano d'azione. Questa volta nessuna deviazione, vi attendo tutti alla Golden Tower, anche voi Signor East".

 

La notte volgeva quasi al suo termine quando i nostri neonati ed Henry finalmente si riunirono nella dimora del Ventrue.

Harle, rintracciata da Samael, era stata avvertita da Raven circa entrambe le missioni, ufficiosa ed ufficiale. La ragazza era stata sollevata dal fatto che almeno la sua Sire le credesse senza riserve circa la questione del mannaro: Raven le aveva infatti gentilmente ricordato come fosse importante mascherare la propria identità di Cainiti, esattamente al fine di prevenire episodi come quello, quindi si era assicurata che la lezione non potesse essere mai più dimenticata.

Potete quindi immaginare, cari lettori, come la nostra cucciola così ammaccata fosse ben poco entusiasta all'idea di ‘definire un piano d'azione', quelle sciocchezze Ventrue non facevano certo per lei, tutto ciò che desiderava era un po' di meritato riposo!

Ad ogni modo, il riposo avrebbe dovuto attendere.

"Per la miseria Cäedric, tu si che ti tratti bene! Peeerò!", Henry si guardava intorno con aria allegra, le mani intrecciate sulla nuca e, pur essendo molto ‘aperto' nelle sue manifestazioni, Cäedric notò come si curasse bene dall'essere invadente (a differenza di Harle ad esempio): guardava senza toccare, si muoveva dando l'impressione di prestare attenzione ad ogni cosa, "Costui rispetta il dominio, si muove come un ospite. La sua educazione non è stata comune...".

"Scolta biondo, qui sta per venir su il sole, mi spieghi come cazzo faccio a tornare nel mio buco?", Cäedric ponderò un istante la sensata obiezione della Gangrel, prima di fare un cenno ad Igor: "Igor, appronta le stanze degli ospiti", "Come Sua Signoria desidera. Se posso permettermi, la stanza del Toreador e ‘la cuccia' sono approntate, il Signor East ha qualche preferenza?".

Tutti i presenti erano ammutoliti, non avrebbero mai pensato infatti che il Ventrue si offrisse addirittura di ospitarli (non possiamo certo biasimarli, Cäedric non era certo un tipo amichevole).

Prima di rispondere al maggiordomo, Henry si rabbuiò un istante, cosa che non passò inosservata a Cäedric: "Ehm... no, direi di non avere preferenze... a parte, si ecco, se fosse possibile non avere specchi intorno", "Sarà fatto Signor East".

Niente specchi... era logico, i Lasombra non si riflettono negli specchi. Il Ventrue ricordò il combattimento con Raphael, prima dell'arrivo di... "Lasombra...".

Cäedric scosse la testa ritornando al presente: "Ebbene, domani notte ci dirigeremo per prima cosa al parco del Golden Gate, lì prenderemo contatto con lo Sceriffo", Henry annuì poi aggiunse, "A questo proposito, ho saputo che un branco opera in quella zona. Potremmo approfittarne per svolgere qualche indagine ufficiosa...".

"Vi è poi un'altra questione, potenzialmente fastidiosa. Questa notte, Harle, a me e a Samael sono stati recapitati due fiori di amaranto scarlatto...", la Gangrel sbuffò (si sa che l'ora della nanna rende i cuccioli piuttosto permalosi), "E allora? Capirai che me ne frega dei vostri ammiratori finocchi!".

Samael intervenne al fine di evitare spargimento di sangue: "Non si tratta di ammiratori Harle, pare che la consegna di questo fiore sia una specie di sentenza di morte!", la ragazza si fece un poco più attenta, ma non di molto, "Ah si? E a me?", "Ma come?? Non ti preoccupi neanche un po' dei tuoi compagni di Coterie donna senza cuore??".

"Mi sa tanto, Cäedric, che nessuno di loro due abbia chiaro cosa comporti l'aver ricevuto l'amaranto", il Ventrue non poteva che essere d'accordo con Henry, "L'Amarantus è un preavviso di morte ad opera del Clan Assamita, spero di non dovervi ricordare che si tratta dei migliori assassini della progenie di Caino. Entro sette notti subiremo il loro attacco, dovessimo sopravvivere guadagneremmo il diritto all'esistenza di fronte a tutto il loro Clan, diversamente... non dovremo più preoccuparcene. In ogni caso Harle, considerando i fatti, è assai probabile che tu stessa ne abbia ricevuto uno".

Come ragionamento non faceva una piega, Harle dovette convenirne: "Cazzo... questa non è decisamente la mia nottata! E quindi, che facciamo?", "Attenzione. Presteremo somma attenzione a chiunque ci si avvicini. Inoltre non ci allontaneremo troppo gli uni dagli altri. Nascondersi non serve, quindi ci prepareremo. Ritengo comunque improbabile che l'attacco possa esserci già domani notte...", Samael non ne appariva convinto, "E perché Cäedric?", "Perché lo scopo dell'amaranto è gettare la vittima nel panico, costringerla a meditare sui propri sbagli, indurre in essa il pentimento tramite il terrore. Lo scopo, più della fine stessa, è l'attesa della fine".

Henry battè un paio di volte le mani all'indirizzo del Ventrue, "Ben detto, certo che ne sa di cose il pupillo di Richard! Saprai anche che si contano sulle dita di una mano i sopravvissuti all'amaranto...", Cäedric non si scompose limitandosi a gettare un'occhiata gelida al Lasombra, "Ne sono a conoscenza".

Per quanto ‘aspettare e vedere' non fosse ciò che più rassicurava Samael, era comunque la miglior linea d'azione possibile; così deciso i neonati si ritirarono in vista dell'alba oramai prossima. Ognuno trovò nella propria stanza esattamente ciò che gli serviva (sfrenato rococò per Samael, un camino ed una comoda stuoia nella ‘cuccia'), persino Henry ne fu più che soddisfatto.

 

Come sapete, Cäedric non riposava al primo piano, ma al terzo; così, congedatosi dagli ospiti, là si ritirò. L'idea di dormire tuttavia non lo allettava (come ricorderete il suo sonno non era propriamente ristoratore), decise così di approfittare del poco tempo a disposizione per informare il suo Sire dell'amaranto ricevuto.

"Cäedric, a cosa devo la tua chiamata su tali moderni mezzi di comunicazione? Ci siamo visti poche ore orsono...", Cäedric fu quasi divertito dall'avvertire l'irritazione nel tono del Maestro, ben sapendo quanto poco amasse i telefoni cellulari, "Chiedo venia Maestro, ma c'è qualcosa che dovete assolutamente sapere", Sir Richard si fece attento, "Parla ragazzo".

Il giovane raccontò ogni cosa al Sire, senza omettere alcun particolare, neppure l'ombra dei propri sospetti circa il mandante: "Maestro... credete che sia... lei?", Sir Richard sospirò, "Non saprei Cäedric. In ogni caso desidero che usi molta prudenza d'ora in poi, la questione è molto seria e l'incarico di sorveglianza agli anarchici racchiude infiniti rischi potenziali", "Ne sono cosciente Maestro. Tuttavia nascondersi non serve, è un vostro insegnamento", una pausa prima che il Ventrue più anziano parlasse di nuovo, "Già. Sei più di un ottimo allievo Cäed, non ho alcuna intenzione di perderti, ricordatelo bene".

Cäedric sorrise tra sé e sé, Sir Richard era infatti per lui molto più di un maestro: "Lo farò" ...padre.



Commenti utenti (3) File RSS dei commenti
Postato il Caedric Allen Aston, 21-04-2008 20:59,
1. Competenze
A tale riguardo, Siniscalco, mi vedo costretto a rammentare alla Vostra Persona come, in effetti, non possano esser mossi appunti o rimostranze di sorta all'operato della mia Coterie. Verba volant, effecta manent. 
Concordo tuttavia con Voi laddove affermate come "lagne e piagnistei" siano deprecabili... da qualsiasi Clan provengano, siano essi afflitti da un'eccessiva ricerca dell'estetica, o dall'assoluta mancanza di essa. 
Vale Siniscalco.
 
» Rispondi a questo commento

Postato il Dedalus Audax, 21-04-2008 13:52,
2. Ah si?
L'unico requisito per svolgere l'incarico occupato dalla Mia Persona è la competenza per poterlo fare, oltre che lo stomaco per affrontare le lagne e i piagnistei dei poveri ed incompresi Toreador di turno. Competenza che non ho riscontrato nemmeno nella misura minima per essere ritenuta sufficiente nella Vostra cosiddetta "Coterie".
 
» Rispondi a questo commento
» Vedi le 2 risposte

Postato il Samael Blackwood, 18-04-2008 17:52,
3. ...
My heart belongs to Daddy! cantava Marilyn Monrore. :p  
Comunque, mi meraviglio di come sia possibile che la carica di Siniscalco possa essere concessa a persone di così sgradevole aspetto. E' una carica pubblica e ciò implica una presenza in pubblico, e tale presenza deve essere piacevole.
 
» Rispondi a questo commento

Aggiungi il tuo commento



mXcomment 1.0.9 © 2007-2026 - visualclinic.fr
License Creative Commons - Some rights reserved

 

Menu principale
Home
Benvenuto!
News
Resoconti sessioni
Preludi
I Personaggi della storia
Giu' la Masquerade!
Galleria
Sezione download
Link
Firma il nostro guestbook
Disclaimer & Credits

Unisciti al nostro gruppo su Facebook
Iscriviti al nostro gruppo su Facebook!

Ti aggiorneremo in occasione dell'uscita di un nuovo pezzo Smile

Copyright White Wolf Publishing, Inc.
Copyright White Wolf Publishing, Inc.
Login Form





Password dimenticata?
Copyright

 

Vampire: The Masquerade (and, by extension, this site as a derivative work) is Copyright White Wolf Publishing, Inc.

© 2008 CCP hf. All rights reserved. Reproduction without the written permission of the publisher is expressly forbidden, except for the purposes of reviews, and for blank character sheets, which may be reproduced for personal use only. White Wolf and Vampire: The Masquerade are registered trademarks of CCP hf. All rights reserved. Vampire: The Masquerade is trademark of CCP hf. All rights reserved. All characters, names, places and text herein are copyrighted by CCP hf.

Per l'Italia il traduttore e distributore è 25 Edition. Tutti i diritti sulle eventuali porzioni di manuali riportate come citazione sono riservati.

I testi originali prodotti e proposti su questo sito che non incorrono nelle due precedenti categorie sono opera di fan per altri fan, non c'è scopo di lucro, e sono rilasciati sotto Licenza Creative Commons.
Creative Commons License