| Scritto da Lord Caedric Allen Aston, |
Cari lettori, bentrovati al proseguimento della nostra narrazione. Avevamo lasciato i nostri Infanti all'alba... mi correggo, al tramonto di una nuova missione, un duplice incarico in verità: indagare ufficiosamente sulla scomparsa di Cynthia Otherside, segreta sorella d'abbraccio di Samael, e sorvegliare ufficialmente l'annuale riunione dei Fratelli anarchici.
Difficilmente conciliabili dite? Un sospetto più che fondato in effetti...
Come la notte precedente, il cielo era velato da nubi alte ed evanescenti che lasciavano appena filtrare l'alone distorto della luna piena. Esse riflettevano le luci della metropoli dando l'impressione di trovarsi sotto una sorta di cappa luminescente.
Una leggera brezza carezzava le cime dei grattacieli, senza tuttavia raggiungere le strade che restavano prigioniere dell'atmosfera soffocante di una città perennemente insonne.
Vi erano solamente due luoghi, in tutta San Francisco, dove l'aria a livello del suolo non era saturata da quello strano miscuglio di smog ed umanità pulsante: la costa ed il Presidio National Park, il più grande parco della città, una zona boschiva che lambiva entrambe le sponde della baia.
Nella zona più vicina al centro, sulla sponda meridionale per intenderci, ogni anno aveva luogo il più grande e folle rave party di tutta la California. Per l'occasione i ‘visitatori' accorrevano da tutto lo stato, principalmente su rumorose motociclette cromate, per gridare con forza la loro insoddisfazione punk metal contro il sistema, oltre che per ubriacarsi, drogarsi ed intrattenersi nelle più turpi attività.
Una sorta di rivisitazione del tema antico del Carnevale, un mondo alla rovescia che per quattro giorni (e notti) all'anno veniva tollerato, tuttalpiù sorvegliato dall'esterno. In altre parole una sottile e relativamente innocua valvola di sfogo per le insoddisfazioni accumulate nei restanti trecentosessantuno giorni dell'anno.
Non c'è quindi da stupirsi del fatto che tale ricorrenza avesse il medesimo significato tanto per le vacche... pardon, per i mortali, quanto per i Cainiti: ai Fratelli anarchici, storicamente i meno inclini all'ordine ed i più recalcitranti tra i soggetti alla Camarilla (volendo seguire la definizione ufficiale), era concesso riunirsi mescolandosi ai loro equivalenti mortali ed agire a loro discrezione, almeno fintanto che non superavano i limiti concessi...
Limiti stabiliti naturalmente dalla gerarchia Cainita della Camarilla, tanto spregiata a parole eppur fondamentalmente rispettata nei fatti. L'essere garantiti nella loro anarchica lotta contro il sistema, seppur per breve periodo, era infatti un bene troppo prezioso per gettarlo alle ortiche in nome dell'ideale... il paradosso dell'ordine funzionale all'anarchia.
Contraddizioni che i più sciocchi non vedevano neppure, mentre i più avveduti fingevano di non notare.
Così ogni anno una cerchia di discreti ‘osservatori' svolgeva la loro funzione, mantenendosi ai margini del sottomondo caotico dell'anarchia, riconducendo all'interno dei limiti quanti inavvertitamente li superavano, come un'invisibile barriera tra il mondo ed il mondo alla rovescia.
"Finalmente siete arrivati! Avanti muovete il culo, c'è un sacco di lavoro da fare, soprattutto per voi!", ciò detto Raven spinse (o, vista la sua innata gentilezza, scaraventò) il più vicino dei neonati (Samael per la precisione) verso un gruppo di conifere alla sua sinistra ("Nooo! La resina sulla mia giacca punk Vivienne Westwood!!"), continuando poi ad abbaiare ordini al resto dei suoi sottoposti.
"Mi sa che dovrai buttarla quella Sammy!", apparentemente dal nulla era spuntato il sorriso sardonico di Henry, non che ciò contribuisse a rendere migliore l'umore dell'oltraggiato Toreador, "Taci! Non dirlo neanche per scherzo! E' un modello in serie limitatissima che non avrei mai messo sapendo che saremmo finiti in questo... questo... posto!".
Il Lasombra scoppiò a ridere rumorosamente, "Scusa ma cosa ti aspettavi da un parco? Il pratino inglese? Non siamo certo a casa del Lord qui presente!".
Cäedric si rabbuiò un istante, pensando alla verità in quelle parole pronunciate con tanta leggerezza, quella non era la sua casa, quella non era la sua terra, "Perché allora... perché sono qui..?".
"Coraggio, abbiamo un doppio lavoro da svolgere no? Che il Leader ci guidi dunque!", Henry guardava il Ventrue sorridendo, eppure i suoi occhi erano seri, tanto che Cäedric si domandò se gli avesse letto nel pensiero.
Il settore che Raven aveva assegnato loro era a nord, vicino al Golden Gate, e per arrivarci il gruppo fu costretto ad attraversare l'intero accampamento. I nostri neonati si trovarono perciò immersi fino al collo nel mondo alla rovescia: la maggior parte dei presenti erano mortali, di tutte le razze e di ogni età, la presenza dei Cainiti era circa trenta a uno, vale a dire che avrebbero avuto a che fare approssimativamente con poco più di un centinaio di anarchici, Bruja per la maggior parte.
"Chissà che pensava Dedalus quando ha affidato il controllo di un centinaio di Bruja strafatti e solitamente incazzati ad un Ventrue! Fossi in te mi preoccuperei Cäedric, anche perché è maledettamente evidente a quale Clan appartieni!", il Ventrue proseguì facendo poca attenzione alle parole di Henry: era infatti ben a conoscenza della millenaria rivalità che animava ‘la Feccia' nei confronti del suo Clan, "Millenni di sconfitte sono ardui da digerire".
Harle si sentiva decisamente a suo agio nella calca, non faceva che guardarsi intorno, eccitata dal trovarsi così vicina a quelli cui delle regole non fregava assolutamente nulla (almeno in apparenza).
La Gangrel aveva sempre provato una certa simpatia per le posizioni anarchiche, vi era ben più in sintonia rispetto al rigido protocollo della Camarilla, inoltre lei aveva sempre vissuto come voleva (almeno sino al momento dell'abbraccio) e la libertà era ciò che più le mancava della sua vita.
Non fosse stato per Raven, lei avrebbe già mollato quei palloni gonfiati della Camarilla da un pezzo, "Vivere come mi pare, nessuna cazzo di regola...", un flash di quanto accaduto qualche notte prima, il viso di uno dei Vili che aveva eliminato, la sorprese improvvisamente, "...nessuna merda di ordine...".
La giovane imprecò sommessamente, sputando come per togliersi dalla bocca un sapore amaro.
Samael dovette scartare di lato per evitare l'impatto della saliva impropriamente lanciata contro i suoi jeans, "Accidenti Harle! Sei femminile quanto un camionista! Dovremo comprarti anche la sputacchiera adesso?!", la Gangrel fece spallucce, "Come ti pare finocchio, così me la rivendo. E non fare quegli strilli da checca isterica! Poi non dire che non ti ho avvertito!".
Samael odiava quell'incarico ogni istante con maggiore intensità: non solo si trovavano in una selva che, più che ad un parco, somigliava ad una foresta scandinava, ma quel luogo dimenticato da civiltà e netturbini era anche popolato da neanderthal che non avevano ancora scoperto l'applicazione dell'acqua all'igiene personale! "St Mary delle Drug Queen[1] aiutami tu!".
Finalmente raggiunsero la zona in cui avrebbero fatto base: una piccola radura, relativamente separata dall'accampamento e dalla ressa, ideale per ‘osservare'.
"Molto bene ragazzi! Piantiamo le tende, letteralmente! Chi è che ha esperienza di campeggio? No, mi dispiace Cäedric, non ho trovato nessuna tenda a quindici piazze con mastio e torri annessi, però scavando lo scolo per la pioggia potremmo fingere di fare il fossato, cosa dici?", il Ventrue represse la voglia di alzare gli occhi al cielo, chiedendosi per quale ragione il Lasombra sembrasse divertirsi tanto a stuzzicarlo.
"Molla qua East, ci penso io alla tenda. Questi finocchi son cresciuti in mezzo ai cuscini di seta!", Harle non attese risposta sfilando lo zaino al Lasombra, i lavori manuali le piacevano, li trovava rilassanti.
Cäedric si guardò intorno per memorizzare la posizione quindi, dato un rapido sguardo alla cartina del parco, fu stupito dal vedere come la zona affidata al loro controllo fosse decisamente limitata, perché assegnare a quattro operativi il lavoro che uno soltanto avrebbe potuto svolgere senza problemi? A meno che...
"Raven ci ha voluti qui per un motivo, non è vero East?", Henry si era accomodato tranquillamente su di un tronco, osservando Harle combattere con l'intelaiatura metallica della tenda, "Tombola mio biondissimo amico! Diciamo che ci sono voci che danno per certa la presenza di un Branco nel parco al di là del ponte. Chissà che non sia quello che ci interessa...".
Il modo in cui aveva sottolineato le ultime parole dava ad intendere che sapesse molto più di quanto diceva; quanto e su cosa il Ventrue non avrebbe saputo dire, ma l'idea di essere così vicini al Sabbat lo elettrizzava. Improvvisamente ogni altra cosa era diventata secondaria, la missione ufficiale come svanita dalla sua mente, eclissata dalla mera possibilità di essere vicino a lei, "Rochelle...".
Henry stava ancora sorridendogli con quella sua aria misteriosa, tanto che Cäedric si domandò nuovamente se potesse leggergli nella mente: "Come vedi Cäedric, qui il lavoro può farlo anche uno solo...", era vero ed il Ventrue bruciava dalla voglia di attraversare il ponte, ma...
"Dividerci non è saggio. Sebbene non ritenga di dovercene preoccupare questa sera, noi tre abbiamo comunque ricevuto l'amaranto", il Lasombra sbuffò, "Uff! Come sei difficile, si direbbe quasi che tu abbia paura...", il Ventrue per tutta risposta gli indirizzò uno sguardo gelido, "Simili sciocche provocazioni non fanno onore al vostro compito, East".
Il Lasombra restituì l'occhiata, un mutamento d'espressione tanto repentino da lasciare interdetto il Ventrue, "E tu cosa credi di sapere del mio compito, Cäedric..?".
Poi, rapidamente come era comparsa, l'espressione gelida scomparì in favore del consueto sorriso sardonico, "Comunque il capo sei tu...".
Henry voleva andare, questo era evidente. Lo stesso valeva per lui, tuttavia poteva rivelarsi una mossa troppo azzardata...
Lasciare tutti l'incarico di controllo e sperare che non accadesse nulla? Assurdo anche solo pensarlo.
Rinunciare a verificare l'eventuale presenza di Cynthia? Un'inutile spreco di un'ottima opportunità.
Rinunciare alla possibilità che al di là del ponte potesse esserci lei... impossibile!
Il Ventrue strinse il pugno intorno al ciondolo d'argento che portava al polso sinistro, la ruota, un amuleto di saggezza il cui significato, per il giovane, andava ben al di là di quello simbolico: "Rinunciare sarebbe insensato", tutti lo ascoltavano, "Harle, tu resterai qui. Hai i nostri numeri di cellulare. Dovessi venire attaccata, non esitare a chiedere supporto, non stiamo parlando di anarchici ubriachi, ma di letali assassini", la Gangrel rispose con un eloquente gesto d'insofferenza, pur lieta di poter rimanere vicino alla ‘festa' che tanto l'attirava.
"Noi intanto...", proseguì il Ventrue, "...ci recheremo al di là del ponte, dove indagheremo. Ci manterremo in contatto e torneremo il più presto possibile. Domande?".
Henry saltò in piedi battendo le mani, mentre Samael non appariva del tutto convinto, "Ho un pessimo presentimento su questa cosa e, tanto perché sia chiaro, mi sbaglio raramente io!".
I compagni erano partiti da una decina di minuti, lasciando Harle a combattere ancora una volta con l'incerata della tenda che non voleva saperne di stare al proprio posto.
"Serve una mano bellezza?", la Gangrel si voltò di scatto imprecando, non aveva sentito avvicinarsi i due che le stavano alle spalle.
"Ehi ehi, vacci piano bellezza, non sei una che va tanto per il sottile eh?", a parlare era stato il più vicino, un ragazzo piuttosto alto, atletico, un biker a giudicare dai vestiti, aveva capelli scuri legati in un codino ed un'espressione tutto sommato simpatica. Dimostrava poco più di una ventina d'anni, ma Harle non riuscì a farne una stima più precisa.
"Posso cavarmela, non sono una poppante!", le rispose il secondo uomo, "Avanti piccola, se non ci si aiuta tra Fratelli...".
Ecco perché non li aveva sentiti avvicinarsi, erano vampiri!
Il secondo uomo si avvicinò tendendole la mano, "Io mi chiamo Rey e questo stronzo qui è Rick. Sembra un idiota, ma quando lo conosci ti accorgi che effettivamente è proprio un idiota!". I due scoppiarono a ridere alla battuta; Rey era un afroamericano, anche lui biker, più basso del compagno, ma più massiccio fisicamente, le strinse la mano con forza.
"Bhe piacere. Io mi chiamo Harle", quei due le piacevano a pelle, finalmente della gente simpatica che non sembrava avere bastoni piantati in oscure regioni anatomiche!
Stringendole a sua volta la mano, Rick terminò di presentarsi: "Noi siamo un po' gli organizzatori della trasferta da Santa Cruz, un viaggio da paura che non ti sto a raccontare. E tu?", la giovane rispose un po' a disagio, "Bhè io sono di qui ecco... diciamo che sono qui per un lavoro".
I due uomini la guardarono sinceramente stupiti, "Sei uno dei controllori?? Ma dai! Non l'avrei mai detto! Senza offesa, ma non hai l'aria di avere una scopa infilata su per il culo!", la ragazza non riuscì a trattenere le risa, quei due erano proprio forti.
Vicino all'imboccatura del ponte trovarono alcune auto parcheggiate, tutte piuttosto anonime, oltre alla moto di Henry. Quest'ultimo frugandosi nelle tasche fece comparire un numero indefinito di chiavi, "Preferenze ragazzi?".
I tre optarono per una Taurus scura, l'ideale per non farsi notare sebbene Samael odiasse l'idea di servirsi di un mezzo tanto anonimo. Il ponte non era molto trafficato, i giovani se lo lasciarono alle spalle dopo appena una decina di minuti di viaggio. Il parco che si stendeva ai loro occhi non era molto diverso da quello della sponda meridionale: stessa vegetazione, stesso aspetto selvatico, sapevano però che era decisamente più vasto e, soprattutto, situato oltre la cintura di stretta sorveglianza.
Ciò significava che, in proporzione, il numero di pessimi incontri che avrebbero potuto fare era decisamente più elevato rispetto al resto della città, "Che gioia! Non vedevo l'ora di saperlo Henry! Perché non vi siete portati Harle invece di me??".
Samael procedeva dietro gli altri due, guardandosi continuamente le spalle (oltre a dove metteva i piedi, volendo preservare il più possibile gli anfibi di coccodrillo), Cäedric guardò storto il Lasombra che si divertiva a fomentare i timori del Toreador: "Harle nel caso è in grado di difendersi da sola, almeno per breve periodo. Tu sei più utile con me", Cäedric non sapeva quali doti di combattimento potesse avere Henry, tuttavia aveva sperimentato con mano quanto insidiose fossero le tecniche Lasombra, il loro gruppo avrebbe dovuto essere in grado di combattere.
Procedettero per quasi un'ora, addentrandosi sempre più nel folto della boscaglia, avanzavano lentamente, in silenzio, tendendo l'orecchio ad ogni suono che potesse tradire la presenza di qualcuno dei loro nemici.
Improvvisamente si bloccarono. Dei rumori, da qualche parte davanti a loro. I giovani si mossero con ancora maggior cautela, avvicinandosi avendo cura di restare coperti dalla vegetazione.
Si udivano risate grossolane, esclamazioni concitate, il suono ritmico di qualche strumento a percussione, "Credevo che il rave si limitasse solamente alla parte meridionale del parco...", Henry guardò il Toreador, "E' così infatti... tieni Samael, prendi questi".
Il Lasombra passò al compagno due oggetti metallici rettangolari che avevano tutta l'aria di essere caricatori, "Come fai a..?", un gesto improvviso di Cäedric tagliò il discorso, avevano raggiunto il contatto visivo.
"Ma cosa...?", ai loro occhi si apriva una radura abbastanza ampia brulicante di attività, vi saranno stati almeno una ventina di individui, apparentemente impegnati a bere e ballare. Sarebbero potuti sembrare semplici anarchici, non fosse che tra di loro ne spiccavano alcuni ornati di vistose escrescenze cornee, Henry si abbassò ancora di più nei cespugli che li coprivano: "Tzimisce..! Abbiamo trovato il Branco...", per tutta risposta Samael rabbrividì, e non solo per il disgusto, "Io odio gli Tzimisce... non dovevano starsene solo nell'Europa dell'est??".
Gli occhi di Cäedric correvano da uno all'altro di quei volti, cercando febbrilmente, ma senza trovare l'oggetto dei propri pensieri. Un misto di sollievo e rammarico era appena calato su di lui quando, improvvisamente, la vide.
Henry lo bloccò di peso prima ancora che il Ventrue si rendesse conto di essersi quasi alzato, "Fermo! Apri gli occhi e osserva...", indubbiamente il Lasombra sapeva molte cose su di lui, ma Cäedric in quel momento non rifletteva, non pensava, non vedeva altri che Rochelle.
Era emersa dalla boscaglia alla loro sinistra, indossava un vestito da sera di un cupo colore viola, i capelli sciolti le ricadevano sulle spalle come un mantello di lucida ossidiana, in contrasto con la pelle innaturalmente chiara. Avanzò con sicurezza tra i membri del Branco, salutata da esclamazioni e bottiglie alzate, Henry sentì il Ventrue rabbrividire sotto la sua stretta, "Devi vedere Cäedric...".
Ad un tratto si fecero avanti alcuni Sabbatiti: trascinavano i corpi inerti di due persone, un uomo e una donna, che gettarono in due fosse diverse, tra le risa dei compagni.
"Quei poveracci sono stati appena abbracciati. Questo è il rito Sabbatita Cäedric... li seppelliscono vivi lasciandoli a scavarsi la via di fuga con le unghie mentre la Bestia li tortura, cossicchè una volta usciti, sempre che vi riescano, non abbiano in loro più nulla di umano...", le parole di Henry gli giungevano come da molto lontano, Cäedric si sentiva la testa scoppiare, il petto serrato in una stretta di gelida angoscia.
...Quello che devi comprendere, ragazzo, è che lei purtroppo è persa: l'Abbraccio nel Sabbat non è un'esperienza da cui si esca indenni, si viene profondamente, intimamente mutati, ogni sentimento è distorto ed avvelenato...
Le parole di Sir Richard si sovrapponevano a quelle di Henry, e l'immagine del freddo sorriso di lei mentre le fosse venivano riempite gli bruciava gli occhi, marchiandone a fuoco la mente. Il Ventrue ebbe un singulto, si sentiva soffocare sopraffatto dalla nausea.
Intanto uno Tzimisce con vistosi paramenti purpurei si era fatto avanti. Salmodiando qualcosa di incomprensibile rovesciò il contenuto di una bottiglia sulla terra smossa delle fosse, quindi gridò dando il via a quello che ai tre giovani nascosti appariva come una specie di rito orgiastico.
Bottiglie erano comparse dal nulla, il loro contenuto facilmente intuibile, mentre il battere dei tamburi si faceva sempre più forte e maniacale. I membri del Branco ballavano selvaggiamente, scambiandosi spesso bottiglia, Rochelle con loro.
"Questa è la Voulderie, la vitae in quelle bottiglie è tagliata con quella di ogni membro del branco in modo da creare un legame mistico che va oltre il semplice legame di sangue...", il Ventrue faticava a seguire le parole del Lasombra, faticava a connettere troppo impegnato a trarre profondi respiri che non gli portavano alcun sollievo. Al suo fianco Samael gemeva di disgusto.
Cäedric invocava col pensiero il nome di lei, come se servisse ad esorcizzare ciò di cui era testimone, come si trattasse di un incantesimo in grado di spezzare l'orribile malia in cui erano imprigionati, "Rochelle..!".
Anche Samael dovette trattenere il Ventrue, quando uno del Branco, lo stesso tizio barbuto del supermarket, prese Rochelle tra le braccia baciandola con foga, bacio che lei parve restituire con altrettanto trasporto.
Un gemito di dolore sfuggì al giovane che lottava per librarsi dalla stretta dei compagni, la Bestia in lui che ululava furiosamente il proprio oltraggio.
Henry iniziava a preoccuparsi, se Cäedric avesse continuato ad agitarsi sarebbero stati di certo scoperti, inoltre ne percepiva chiaramente il cambiamento dell'aura: stringeva i denti con tale forza da far sbiancare le gengive, le labbra tirate in un ringhio soffocato che lasciava scoperte le zanne più che evidenti, gli occhi dall'iride iniettata di sangue... il Ventrue era ad un passo dalla frenesia.
"Devi calmarti! Controlla te stesso e doma la Bestia! Se ci scoprono adesso saremo morti prima che tu possa anche solo sfiorarla! Pensaci! E' questo che vuoi??", a fatica Cäedric riprese il controllo di sé, stringendo nuovamente le catene della Bestia che pure restava più furiosa che mai, "Io... li ucciderò... li ucciderò tutti a partire da quel bastardo!".
Samael guardò sorpreso il Lasombra, "Ma tu come fai a sapere.., insomma che c'entra Cäedric con quella donna?", Henry scosse la testa, non era proprio il momento di dare quel genere di spiegazioni, non con il Ventrue così al limite.
Se avesse stretto di più il pugno avrebbe frantumato il ciondolo. Fu questa consapevolezza che lo portò a rilassare i muscoli e a recuperare il pieno controllo di sé, mentre nutriva la Bestia del suo odio, calmandola e sopendone per il momento l'urgenza.
Di fronte ai loro occhi la follia continuava: Raphael ("Che la sua lurida anima possa essere dannata al più profondo dei gironi infernali!") continuava a baciare Rochelle che ad un tratto lo allontanò per bere lunghe sorsate da una di quelle bottiglie; gli altri membri del Branco facevano circa le stesse cose, in modo via via più frenetico, finchè ad un segnale dello Tzimisce vestito di porpora tutto tacque.
Henry non si aspettava minimamente di vederlo. Per lo meno non in quel Branco e soprattutto non in quel momento. Non era preparato a sopportarne la vista, a riudirne l'odiata voce...
Un uomo era apparso come dal nulla: abbastanza alto, sulla quarantina, capelli biondi e ben curati, vestito sobriamente. Avanzava sorridendo verso il centro della radura dove erano le fosse: "Fratelli in sangue e spirito, salute a voi! Prepariamoci ad accogliere nuovi Fratelli, presto... molto presto... non li sentite anche voi ansimare? Folli di terrore sotto metri di nuda terra? Non li sentite anche voi disperare arsi dalla sete? Non li sentite anche voi??", grida di approvazione si levarono alla sua invocazione.
"Cäedric... ora è il tuo turno di trattenermi...", la voce del Lasombra si era fatta ancor più bassa, Henry tremava in preda ad un'ira senza fine, scosso dalla sete di sangue, del sangue di quell'uomo che non avrebbe mai perdonato, uno degli uomini che più aveva amato e rispettato al mondo, suo fratello d'abbraccio nonché assassino del loro stesso Sire... Frederic Walker Von Croy.
Samael non si capacitava della situazione assurda in cui erano andati a cacciarsi: era appiattito tra i cespugli, mimetizzato alla meno peggio a pochi metri da un Branco di folli sanguinari, con due compagni che si trovavano a turno sull'orlo della frenesia per questo o quel motivo misterioso, impossibilitato persino a scappare, "Ma cosa ho fatto di male??", pensò aggrappandosi più saldamente al santino di St Mary.
L'uomo porse una mano a Rochelle che la prese senza esitazione, dopo aver scostato senza tante cerimonie il proprio infante: "Rochelle mia cara, un ottimo lavoro come sempre. Non potrei desiderare Infante migliore di te!".
I tre giovani si bloccarono.
"Tu conosci quell'uomo, non è vero Henry??", Cäedric stringeva il braccio del Lasombra costringendolo a prestargli attenzione, "Si...", sibilò Henry di rimando, "...conosco quel cane molto bene... Frederic Walker Von Croy", ogni parola era come sputata fuori con disgusto.
Cäedric scolpì quel nome nell'odio più profondo, quello era il responsabile di tutto, quello era il cane che aveva dannato Rochelle all'inferno eterno, che l'aveva presa, sepolta viva, distrutta e ricostruita... era lui!
La festa riprese come poco prima, fortunatamente anche Henry era riuscito a domarsi, nonostante l'odio provato per quell'uomo minacciasse di soffocarlo.
"Ciao, ti ricordi di me?", Samael si girò di scatto, gli era parso che qualcuno gli parlasse all'orecchio, una voce familiare, "Dove l'ho già sentita..?".
"Sono io. Non puoi avermi dimenticata, io ti penso sempre sai? Sei l'unico che può aiutarmi...", il Toreador iniziava ad agitarsi sempre di più, come se non avesse già abbastanza problemi, sentiva anche le voci!
"Non sono una voce! Sono io, ci siamo già incontrati...", Samael represse un brivido ricordando in che occasione aveva già udito quella voce: di fronte all'Apu's Market sulla tredicesima, lo spirito (o il fantasma, non sapeva bene come chiamarlo) di una bambina con tre occhi gli era apparso dicendogli un mucchio di cose che non aveva ben capito.
"Vedo che ti ricordi di me", ogni altra cosa intorno a lui era come scomparsa lasciando ai suoi occhi solamente l'immagine della bambina, esattamente come la ricordava: non dimostrava più di dieci anni, capelli scuri sciolti sulle spalle, grandi occhi castani, di cui il terzo proprio in mezzo alla fronte.
"Non ho molto tempo Samael, tu devi aiutarmi! La mia missione non può aspettare oltre...", il Toreador si sentiva vagamente a disagio a conversare con uno spirito, senza contare che l'espressione di quella bambina era decisamente inquietante, "Sentiamo bambina, che missione devi compiere?", "Devo salvare il futuro che altrimenti non si darà, devo sacrificarmi per mondare la stirpe di Caino dai suoi peccato mortali, è necessario ma... non ho più un corpo... tu sei il solo che possa aiutarmi...".
La parola sacrificio ed il rammarico dello spirito per la sua incorporeità, misero in allarme il Toreador che istintivamente cercò di allontanarsi da lei, "E come potrei aiutarti io bambina? Sono solo un gallerista Toreador come tanti altri! Di certo potrai trovare aiuti ben più determinanti del sottoscritto!".
Lo spirito iniziò ad avvicinarsi lentamente, "No... io ho bisogno di te... fammi entrare...", il Toreador incrociò le braccia stizzito, "Ma anche no, cara bambina fantasma!".
Lo spirito emise come un soffio rabbioso e Samael si trovò a provare il dolore alla testa più intenso che avesse mai patito, era come se la bambina cercasse di forzare il passaggio nei suoi pensieri, anche a costo di maciullarli, "Fammi entrare...", "Per... quanto... trovi noioso... ripetermi... ma anche no!".
Improvvisamente il Toreador si era messo a mugolare, scosso da tremiti convulsi e apparentemente incontrollabili. Sembrava preda di una crisi epilettica, non rispondeva ai compagni e, quel che è peggio, minacciava di far saltare il loro nascondiglio.
Preso dal panico, Henry fece appello ai suoi poteri in modo che un sottile velo di tenebra rendesse l'oscurità intorno a loro più impenetrabile, mentre Cäedric (l'unico ad essere vicino a Samael, trovandosi in mezzo ai due compagni) lo tratteneva fisicamente, smorzandone gli scatti e tappandogli la bocca.
Era tuttavia evidente che non sarebbe riuscito a trattenerlo a lungo, così Henry gli sibilò di stordirlo, un forte colpo in testa avrebbe potuto interromperne la crisi. Non avendo altre idee, Cäedric seguì il consiglio del Lasombra, cercando di non fare un danno eccessivo al compagno...
Samara (così Samael aveva ribattezzato lo spirito della bambina) improvvisamente interruppe il proprio attacco, svanendo come se avesse rinunciato, mentre il dolore alla testa si concentrava in un punto specifico sulla tempia destra e sugli occhi del Toreador calava la tenebra.
Samael aveva smesso di agitarsi, apparentemente svenuto. Il pugno di Cäedric non aveva lasciato altra traccia che un ematoma sulla tempia, ma pareva aver assolto il suo scopo.
Dopo qualche minuto, il Toreador rinvenne per apprendere di aver avuto una specie di crisi, "Cäedric è terribile! Io vedo la gente morta...", il Ventrue lanciò un'occhiata gelida al compagno che si era avvinghiato al suo braccio, "Non è il momento per simili sciocchezze Samael, avrai avuto un'allucinazione. Ora sta zitto prima di farci scoprire!".
Fortunatamente, la commozione avvenuta al riparo dei cespugli sembrava essere passata inosservata ai membri del Branco.
"Molto bene miei Fratelli in sangue e spirito, il nostro compito qui è finito per ora. Se i nostri nuovi fratelli saranno degni, domani notte si uniranno a noi! Gloria a noi Fratelli!", altre esclamazioni seguirono le parole di Von Croy, quindi il Branco iniziò a disperdersi finché nella radura non restarono che Rochelle, lo stesso Von Croy e Raphael.
Von Croy si era accomodato tranquillamente su di un ceppo, parlando sommessamente con Rochelle. Il terzo, Raphael, era rimasto in piedi poco distante, lo sguardo a metà tra il fanatico e l'adorante fisso sulla donna, fomentando sempre più l'odio di Cäedric ("Maledetto... ti strapperò gli occhi... molto, molto lentamente...").
Henry aveva un brutto presentimento, perché Frederic era rimasto? Perché congedare il Branco, ma non Infante e Grand'Infante?
A proposito di quella donna... Richard ed Antonius avevano ragione, era la stessa responsabile delle ingenti perdite subite dalla Camarilla negli ultimi mesi sulla costa Ovest. Avevano anche ragione su di un altro punto: a quanto pareva, Cäedric non l'aveva affatto dimenticata e questo poteva rivelarsi un problema molto serio...
Rochelle De La Roche, il punto debole dell'erede dei suoi protettori, Infante di Frederic... questo era qualcosa che nessuno si aspettava, "Non può essere una semplice coincidenza...".
"Trovo piuttosto maleducato spiare riunioni a cui non si è stati invitati, dico bene... Enrico?".
L'Anziano Lasombra non si era mosso, limitandosi a farsi udire chiaramente dai tre giovani, sino a quel momento ignari di essere stati scoperti, "Davvero credevi che non mi fossi accorto della vostra presenza? Pensavi seriamente di usare le nostre tecniche sotto il mio naso senza che io me accorgessi? Mi deludi fratellino...".
Henry non riuscì a trattenere un'imprecazione, ecco perché non se n'era andato! Avrebbe dovuto saperlo che non sarebbe riuscito a passare inosservato... Frederic era sempre, sempre stato tre passi avanti a lui...
"Io lo sapevo che sarebbe andata così e ve lo avevo anche detto!", Samael maledì per l'ennesima volta quella sfortunata serata che, iniziata nel peggiore dei modi (la sua giacca irrimediabilmente macchiata di resina), minacciava di finire anzitempo, così come le loro stesse esistenze.
I tre giovani si alzarono uscendo dai cespugli, sotto gli occhi compiaciuti di Frederic: "Enrico! Ti trovo bene, ma evidentemente non molto migliorato rispetto all'ultima volta...", la voce dell'anziano aveva un tono compiacente, come spiegasse ovvietà ad un bambino disobbediente, "...così non fosse, non ti avrei scoperto immediatamente. Ma lasciamo stare, che ne dici di presentarmi i tuoi amici? Poi potremmo fare due chiacchiere ricordando i bei vecchi tempi...".
"Non ho nulla di cui discutere con te, assassino e traditore del tuo sangue!", il giovane Lasombra fremeva di rabbia troppo a lungo repressa, l'altro lo sapeva e non mancava di trarne perversa soddisfazione, "Che parole forti ragazzino... no, non sei proprio migliorato, neppure nei modi. Che direbbe il nostro Sire di fronte a tale malacreanza?".
Von Croy osservò con soddisfazione il volto di Henry contorcersi in una maschera d'odio selvaggio, avvertiva la tensione permeare le ombre che li circondavano, sentiva pulsare la sete di sangue del Lasombra più giovane e ne traeva il massimo compiacimento.
Se Cäedric non l'avesse afferrato saldamente per un braccio, Henry si sarebbe lanciato alla gola di Frederic, "Sto bene, non perderò il controllo, so che è quello che vuole lui".
Il Ventrue aveva seguito solo in parte il discorso tra i due Lasombra, la sua attenzione era solamente per Rochelle: il suo sguardo non aveva ancora lasciato gli occhi di lei, tradendo l'intensità dei sentimenti che il giovane provava in quel momento. La ragazza sembrava sorpresa di vederlo, per un istante il suo sguardo non era stato di ghiaccio...
Samael osservava gli intensi scambi di sguardi con un misto di timore e curiosità, domandandosi se non fosse il caso di fare lo stesso con il terzo membro del trio Sabbatita (bastò poi gettare un'occhiata alla brutta copia di Hercules, che era Raphael, per dirimere rabbrividendo tale dubbio). Il Toreador tastò con apprensione la tasca della giacca, sentendo la sagoma dei due caricatori datigli da Henry.
"Ma guarda che piacevole coincidenza! Cäedric Allen Aston, il prezioso Infante di Richard... spero che il mio vecchio amico stia bene, quanta nostalgia ho delle nostre antiche scorribande...", l'attenzione del giovane passò da Rochelle a Von Croy, cui rivolse uno sguardo colmo dell'odio più intenso, mentre la Bestia strattonava le proprie catene...
"Non sei un tipo di molte parole eh? Rochelle me lo aveva detto. A proposito! Non siete contenti di rivedervi? Su, non fate i timidi! Potrete ringraziarmi con comodo, in fondo se non fosse stato per me non vi sareste incontrati mai più...", il Ventrue sentì il fiele salirgli alle labbra, come osava quell'essere spregevole farsi gioco di quanto avesse di più prezioso al mondo??
Raphael interruppe improvvisamente il monologo del Gransire, non gradendo affatto la piega che stava prendendo il discorso, e soprattutto non gradendo l'intensità degli sguardi tra la sua Sire e l'odioso Ventrue con cui aveva già combattuto una volta: "Lasciate che me ne occupi io! Li massacrerò tutti! A partire da quel bastardo Ventrue..!".
Il Lasombra compì due grandi errori, il primo fu quello di interrompere il Gransire, il secondo quello di partire all'attacco senza attenderne l'ordine preciso. L'ombra parve solidificarsi all'improvviso nello spazio tra Rapahel e Cäedric, il Lasombra si trovò catapultato con forza molti metri più indietro.
"Se c'è una cosa che detesto è la malacreanza... come prova di Infante potevo anche trovartene uno migliore mia cara, me ne dolgo profondamente. Ma torniamo a noi...", l'attenzione di Von Croy tornò ai tre giovani di fronte a lui, "Cäedric, Enrico e... tu devi essere l'Infante di Wilhelm, ti chiederei di portargli i miei saluti, ma non so se ne avrai l'occasione".
La noncuranza con cui parlava Von Croy gelò il sangue nelle vene di Samael, quasi quanto l'evidente manifestazione di potere di qualche istante prima.
"Una fortuna davvero insperata! Ditemi giovani Infanti... cosa esattamente credete di sapere dei vostri Siri?", "Non ascoltate nulla di quanto uscirà dalle sue labbra! E' un bugiardo e niente altro che uno sporco traditore!", Henry fremeva sopraffatto da rabbia e timore, timore che la lotta che si prospettava sarebbe stata ancor più insidiosa di quanto non si aspettasse.
"Nulla di ciò che puoi dire mi interessa Von Croy...", la voce di Cäedric era bassa e pervasa di gelida minaccia, una promessa di morte che fece sorridere l'anziano, "Quale odio... quale splendida intensità... davvero molto interessante. Ora capisco perché Richard ha rischiato il bacio del Sole pur di averti...".
Frederic si alzò, muovendo qualche passo verso Cäedric. Il Ventrue sentì sussultare i compagni alle sue spalle, tesi in previsione di un eventuale attacco, ma lui non si mosse: il duello non sarebbe cominciato subito, lo leggeva negli occhi dell'anziano, Von Croy aveva ancora qualcosa da dire.
"Quegli occhi sono proprio di Edward, non c'è dubbio... ma lo sguardo, la postura, tutto il resto è di Richard. Il mio vecchio amico ha fatto davvero un ottimo lavoro con te, peccato che non si sia minimamente curato dei tuoi desideri...", Cäedric non riuscì a cogliere il senso di quel discorso, suo padre si chiamava Edward, ma non aveva i suoi occhi, non aveva mai visto nessuno con l'iride dorata. Il giovane accantonò le farneticazioni del nemico, non doveva permettergli di confonderlo, "Questo non ti riguarda...".
Frederic era assai abile nel confondere gli avversari: frammenti di verità, schegge di bugie, sapientemente mescolati a creare affreschi del tutto verosimili, ma visibili solo in parte, quel tanto da destare il paziente tarlo del dubbio.
"Tu dici? Io non ne sarei così sicuro, giovane Ventrue... a meno che tu non abbia deciso personalmente di abbandonare la donna che dicevi di amare...", il Lasombra colse con soddisfazione il lampo negli occhi di Cäedric (il cui sguardo era corso immediatamente a Rochelle), aveva toccato le corde giuste.
"Ma no...", continuò Von Croy, "...vedo che le mie parole sono ingiuste. E' evidente come sia sincera la tua devozione verso Rochelle, tuttavia non hai idea della sofferenza cui l'hanno condannata le crudeli decisioni di Richard ed Antonius...", il Lasombra sapeva esattamente cosa dire per colpire in modo perfetto e spietato, la cadenza delle parole, la gestualità, ogni cosa di lui era studiata e confacente allo scopo.
Tutte cose che Henry sapeva benissimo, tuttavia non riuscì ad avvertirne il compagno, giacchè Frederic lo precedette: "Io non sono come loro. Ora siete qui, di nuovo insieme, non è forse questo che desideri... per sempre..? Io posso offrirti tutto ciò che Richard ed Antonius ti hanno tolto, devi solo accettare di seguirmi".
Cäedric fremeva, tutte le parole di Von Croy erano andate a segno, ma non come si sarebbe auspicato il Lasombra, "Se davvero pensi ch'io possa crederti, sei un folle. Dei miei desideri non sai nulla, e per ciò che hai fatto a Rochelle da me non avrai altro che odio e morte... esattamente come il tuo patetico grand'infante!".
Samael tirò un sospiro di sollievo, il tentativo di corruzione ai danni del compagno sembrava irrimediabilmente fallito, tuttavia la situazione continuava a non essere granchè favorevole, anzi.
Frederic non si scompose per il rifiuto ricevuto, aveva altre risorse ben più persuasive di quella, una gliel'aveva involontariamente fornita lo stesso Ventrue...
All'improvviso dal nulla comparve un tentacolo d'ombra, talmente rapido che nessuno dei presenti avrebbe potuto far nulla per evitarlo. In meno d'un istante, Raphael pendeva ad un metro da terra, il tentacolo saldamente avvinghiato al suo collo.
"Comprendo benissimo l'antipatia verso questo buono a nulla, non è altro che un irrispettoso spreco di vitae. Puoi disporne come meglio desideri, Cäedric...".
"Tu sei un pazzo!", Henry aveva assistito impotente alla comparsa del tentacolo d'ombra, avvertendo solo troppo tardi il richiamo della disciplina, il piano di Frederic era talmente chiaro da dargli i brividi, non conosceva ancora abbastanza il Ventrue da sapere per quanto ancora avrebbe resistito alle proposte del nemico.
"Dici che sono pazzo Enrico? Proprio tu che baciavi la terra dove camminavo... non ti facevo così ingrato fratellino. Mi deludi...", v'era stato un tempo in cui quelle due parole avevano da sole il potere di gelargli l'anima... ma quel tempo era finito per sempre nel giorno in cui Frederic aveva commesso il più atroce dei peccati.
"Deludere un traditore macchiatosi del più orrendo dei peccati... è quanto di meglio io possa fare nella mia esistenza!!", Frederic parve rabbuiarsi, "Parli come sempre di ciò che non sai, povero sciocco! Non ti ho forse insegnato che ogni cosa è relativa?! I peccatori di ieri sono i santi di domani!".
"Tu hai commesso diablerie sul nostro Sire!!", la voce di Henry si era fatta un ruggito, Frederic invece rispose senza cambiare tono, un'espressione serissima sul volto, "Fu lui a chiedermi di farlo Enrico, tu non avresti mai avuto né il coraggio né la forza di assumerti un tale peso".
La Diablerie è il più grave nella gerarchia dei peccati per la quasi totalità dei Cainiti (a parte alcune importanti eccezioni, come gli Assamiti per esempio), essa consiste nell'infliggere non solo la morte ultima, ma l'estinzione definitiva da questo piano d'esistenza. La vittima viene letteralmente assorbita dal carnefice attraverso la sua vitae, di modo che di lei non resta più nulla, neppure l'anima.
Nel frattempo, mentre aveva luogo il confronto tra Henry e Frederic, Rochelle si era avvicinata ai due neonati...
[1] Il celeberrimo santino di Madonna, gentile omaggio di Pink Tiger
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