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Secondo tempo, prima parte. Stringendo, moderato.
Friday 28 March 2008
 
Scritto da Lord Caedric Allen Aston,

 

Lasciate che rinnovi i miei saluti a Voi cari amici, è oramai tempo di continuare la nostra storia, di narrare le vicende che coinvolsero i nostri coraggiosi neonati durante le lunghe notti che seguirono le loro prime missioni.

A Voi dunque, il sipario si alza sul secondo tempo della nostra opera...

 

Quella notte ci sarebbe stata una luna quasi piena, peccato che il cielo su San Francisco fosse velato e non promettesse a breve alcuna schiarita.

Erano trascorse alcune notti dalla formazione della Coterie e dai primi incarichi portati a termine con successo, nonostante tutto.

In quel lasso di tempo i nostri neonati si frequentarono relativamente poco, assorti come erano dal fare i conti con la loro nuova condizione di agenti attivi della Camarilla.

 

Harle aveva perso il lavoro.

Certo, lavare piatti in una friggitoria a poco prezzo non era proprio il massimo, tuttavia le permetteva di avere sempre (o quasi) qualche dollaro in tasca. Peccato che il padrone di quel buco puzzolente non gradisse le assenze ingiustificate del personale clandestino, come fu un peccato che la ragazza non potesse andare oltre un generico ‘mal di pancia' nel dare spiegazione della propria assenza.

Ma quella era la legge della strada e Harle l'aveva accettata molto tempo prima. E così, appena sveglia, la nostra cucciola Gangrel si interrogava su come procedere: "Non ho proprio voglia di cercarmi un altro lavoro! E poi, anche se lo trovo, lo perderò subito per queste missioni del cazzo... che palle! Verranno bene tempi migliori! Intanto devo inventarmi qualcosa per scucire soldi a quei due finocchi".

 

Samael era stato assai sorpreso dal trovarsi, la notte successiva al completamento della seconda missione, con un aspetto ben più etereo e ‘sovrannaturale' di quanto ricordasse: non solo la sua pelle era più liscia e pallida del consueto, ma in tutta la sua persona c'era qualcosa di nuovo e diverso che non sapeva spiegarsi.

"Sembro quasi Sua Simpatia... nhhhaaa, il principino di ghiaccio tocca vette di gelo inarrivabili credo per chiunque", con un sospiro il Toreador si lasciò sprofondare nella lussuriosa chaise long donatagli dal suo Sire, "Magari chiederò spiegazioni a Wilhelm, è un po' che non lo sento ora che ci penso... Devo assolutamente ringraziarlo per il bouquet ‘tripudio estivo' che mi ha inviato per congratularsi. Oh! Che soave accostamento di colori ed effluvi... tres charmant ouì!".

Proprio mentre cercava il proprio cellulare, le allegre note della Danza Ungherese echeggiarono dalle parti dell'armadio. Nota dopo nota, Brahms lo guidò sino al cassetto delle sciarpe color malva, "Oh! Chissà com'è finito qui..?".

Il giovane non fece in tempo ad accostare l'apparecchio all'orecchio, che fu raggiunto dai singulti disperati e così graziosamente inconsolabili del suo Sire: "Samaaaeeeel... d-dove seiii? Sono n-notti che...", una sonora soffiata di naso, "...non vieni a t-trovarmiiiii!".

Samael non fu sorpreso dal particolare ‘contegno' (o assenza di esso) del Sire, era infatti usuale che la sua, come dire, possente sensibilità lo sopraffacesse di tanto in tanto: "Wilhelm stavo giusto per chiamarti! Come stai..?", domanda sbagliata, "S-sono afflitoooo! O me tapinooooo!".

Il nostro neonato si schiarì la gola ricordando perché era consigliabile non domandare mai a Wilhelm come stesse durante una delle sue crisi: "Suvvia Wilhelm non piangere, dimmi cosa è accaduto", "Una tragediaaaaaaa!", anche quello non era una novità, "Ehm, già... non potresti essere un tantino più preciso?", i singhiozzi si fecero più acuti, "Muooioooo! Accorri al mio capezzaleeee!".

"Contieniti Darhendorf! Sei un Primogenito! Stai offrendo uno spettacolo indegno!", la voce apparteneva a qualcuno che evidentemente si trovava con il suo Sire, ma Samael non la conosceva, aveva tuttavia una nota di inflessibilità che gli ricordava il Ventrue: "Hai ospiti Wilhelm?", "S-sii, alcuni amici prontamente accorsi a v-vegliare le mie stanche membraaaa!", un'altra voce superò i singhiozzi, "Dacci un taglio con questo piagnisteo! Quanto ci vuole a dirgli di portare qui il suo culo in fretta?!", era una voce femminile, almeno in apparenza.

"Ma che razza di compagnie frequenta Wilhelm?! Sembrano quasi le mie...", pensò Samael, quindi assicurò il Sire che l'avrebbe raggiunto di lì a poco.

 

La fine di un altro giorno con i suoi fantasmi, l'inizio di un'altra notte nelle tenebre.

Cäedric non trovava misericordia ne in sonno ne in veglia, tale era il suo tormento. Niente che facesse serviva a distrarlo da esso.

Non faceva che pensare a lei, a Rochelle, e a quanto rivelatogli da Sir Richard, all'Abbraccio che nel Sabbat non lasciava immutati...

Le complicate figure che le lame tracciavano in aria divennero ad un tratto meno chiare, perdere la concentrazione significava infatti non vederle, perdere il controllo, non sapere cosa avrebbe fatto la propria arma, in definitiva non sapere cosa avrebbe fatto lui stesso.

"Dannazione!", il Ventrue scagliò con violenza una delle katane ninja verso il fantoccio da esercitazione che oscillò pericolosamente, la lama conficcata fino alla guardia nel suo petto di legno.

Cäedric in quelle notti non aveva praticamente mai lasciato la sua sala d'armi, se non in un paio d'occasioni per placare la sete, sperando che l'esercizio potesse aiutarlo a riflettere, ma così non era stato.

"Sua Signoria permette?", Igor attese un cenno del padrone per avvicinarsi, "E' giunto un messaggio via volatile da Lord Croft, permettete che riponga io le vostre armi", Cäedric assentì lasciando al maggiordomo tale incombenza e recandosi nella biblioteca.

Lì, sul pesante scrittoio in mogano, un piccolo rotolo di pergamena attendeva su un vassoio d'argento, Sir Richard non amava affidarsi alle modernità se poteva farne a meno.

"Salute Cäedric, raggiungimi alla dimora di Darhendorf. R.H.C.", il giovane si domandò per quale ragione il Sire volesse incontrarlo nella dimora del Primogenito Toreador; era in ogni caso una buona occasione per mantenersi occupato, questo era indubbio.

"Igor, esco", "Naturalmente Vostra Signoria", ciò significava che avrebbe avvertito Reginald, approntato abiti ed arsenale da esterno e riordinato la sala d'armi, il tutto mentre il padrone provvedeva alle proprie abluzioni.

Una volta salito al terzo piano, il Ventrue non potè tuttavia fare a meno di perdersi alcuni istanti in contemplazione del ritratto che sormontava il camino... finchè il dolore tornò a ghermirlo, come se ogni cosa accadesse nuovamente in quel medesimo istante.

Di certo avrete capito, cari lettori, chi fosse la madonna ritratta in quella tela: Rochelle De La Roche in tutto il suo splendore, il simbolo della ruota d'argento al collo e l'anello di Aston all'anulare sinistro... non aveva fatto in tempo a mostrarle quel quadro terminato, il ritrattista l'aveva consegnato troppo tardi.

A fatica il giovane tornò al presente, doveva prepararsi e raggiungere il Sire. Chissà che tale convocazione non avesse qualcosa a che vedere con i suoi trascorsi col Primogenito Toreador...

La dimora di Wilhelm Darhendorf, ufficialmente un eccentrico mercante d'arte (quando un Toreador si dedicherà a qualcosa di diverso saremo pericolosamente vicini alla fine dei tempi), si trovava nella zona residenziale della città, dove era possibile ammirare gli edifici (con annessi e connessi) più esageratamente fregiati dell'intera costa Ovest, e questo credetemi è riduttivo.

Ebbene cari lettori, in questa sublime ed esagerata cornucopia di sfavillante sfarzosità, la villa del Primogenito Toreador spiccava come la più eccessiva, la più sontuosamente decorata dell'intero quartiere: ad essa si giungeva dopo aver superato una recinzione di acciaio brunito e colonne di alabastro nero, alta due metri e lavorata a guisa di bosco, quindi le ampie curve del vialetto (ciottolato di marmo grigio al posto della ghiaia) costeggiate da statue e capitelli dal fine intarsio, conducevano alla villa vera e propria.

Dal laghetto illuminato, ninfe di alabastro rivolsero a Samael il loro silenzioso saluto, mentre una struggente melodia bucolica veniva diffusa dagli altoparlanti strategicamente mimetizzati tra le foglie dei banani.

L'ampia veranda ed il suo colonnato (colonne corinzie in marmo bianco fregiate da spire di edera in rilievo) erano inondati dai petali violetti dei fusti di glicine che li costeggiavano: "Ma il glicine non fiorisce in primavera e in autunno..? Diavolo di un Wilhelm!", pensò il giovane Toreador perdendosi un istante nei ricordi del proprio passato, ricordi profumati dai fiori di un altro glicine in un altro luogo...

Il domestico che introdusse il giovane all'interno era vestito a lutto, come sempre accadeva durante le frequenti crisi di sconforto del Primogenito. Egli condusse Samael nel salotto adiacente allo studio privato di Wilhelm, informandolo che il suo Sire aveva ospiti e che lo avrebbe mandato presto a chiamare.

Se l'esterno della villa non vi è bastato cari lettori, ebbene l'interno soddisferà ogni vostro più sfrenato desiderio di ridondante opulenza: l'arredamento in stile eccentricamente rococò (il che significa che non v'era nulla che non fosse decorato all'eccesso dai più appariscenti fregi), le cesellature si sprecavano (persino sulle prese di corrente), il pavimento (dove non a mosaico) era ricoperto da ricchi tappeti dai colori caldi, essi riprendevano i toni degli affreschi sulle poche zone di muro non occupate da quadri ed arazzi. Non un singolo centimetro di superficie orizzontale era privo di soprammobile o di altra inutile, quanto estetica, suppellettile, mentre pesanti lampadari in cristallo di Murano ornavano i soffitti.

L'effetto d'insieme rasentava il soffocamento o, come sosteneva Wilhelm (e Samael con lui), l'estetico sfinimento.

In un simile tripudio il nostro neonato perse coscienza di sé fino a che una voce decisamente fredda non lo riscosse: "Sei qui anche tu", non una domanda, "Sua Simp... ehm, intendevo Lord Aston! Ma... cosa ci fate qui?".

Il Ventrue probabilmente non era di buon umore (non che la cosa sorprendesse Samael), il suo tono presentava infatti una lieve nota di fastidio: "Una domanda inutile. Sono evidentemente stato convocato. Il mio Sire è con il Primogenito.", il Toreador ricordò la voce dal tono inflessibile, "Vuoi vedere che si trattava davvero di un Ventrue? Del Sire del nostro Ventrue?? Oh! I fili del karma!".

 

Dallo studio del Primogenito non proveniva che un incerto brusio, di certo al suo interno si stava svolgendo una serrata discussione e Samael non poteva certo esimersi dall'indagare in proposito, quale Toreador si arrende di fronte ad una porta chiusa?

Il Ventrue lo ignorava, anzi pareva che cercasse di estraniarsi da ogni cosa presente nel salotto ("Tsk! Eremita privo di senso estetico!"), Samael potè così concentrarsi senza particolare difficoltà sulla disciplina che gli permetteva di ampliare a dismisura i propri sensi, l'Auspex.

Il suo udito ora poteva cogliere ogni più piccola vibrazione presente nella casa, anche la più lieve, distinguere il respiro di ognuno dei servitori, contare i loro battiti del cuore, percepire ogni singolo spostamento d'aria, ogni più leggero fruscio...

SBAM!!

"Questo è dannatamente inaccettabile!! Io esigo soddisfazione!! Non posso tollerare la sua presenza una sola notte di più!!".

La porta dello studio si era spalancata sbattendo con forza contro la parete, sortendo un effetto devastante sui timpani del nostro sfortunato neonato: era come se mille gong vibrassero all'unisono nella sua testa.

Cäedric vide un giovane uscire di slancio dalla porta spalancata, era evidentemente in preda all'ira e gridava all'indirizzo delle altre persone presenti nello studio: era appena più basso del Ventrue, interamente vestito di nero, come neri erano anche i capelli che gli ricadevano scompostamente sugli occhi.

I due si guardarono per un istante, quindi lo sconosciuto uscì continuando a sbattere porte alle sue spalle, con somma agonia di Samael.

"Mi domando chi sia...", a rispondere a Cäedric fu il Toreador dal divano che aveva frenato la sua caduta, "Un maledetto maleducato senza ombra di dubbio! Oh! La mia povera testa! E se restassi offeso per l'eternità? Oh che orrore la malacreanza!".

Il Ventrue lasciò perdere ben presto le lamentele del compagno, sulla soglia dello studio era infatti comparso il suo Sire in persona, "Ave Cäedric, entra". L'espressione di Sir Richard era seria come di consueto, ma il semplice fatto che si trovasse personalmente lì indicava come la situazione dovesse essere particolarmente delicata.

Le supposizioni del giovane Ventrue vennero confermate quando riconobbe i presenti all'interno dello studio: Wilhelm Darhendorf sedeva accasciato dietro la propria scrivania Luigi XVI, piangendo fiumi di lacrime circondato da una cospicua scorta di fazzoletti di seta, affondava le mani nei capelli biondicci come volesse strapparseli (una scena decisamente indegna di un Primogenito per quanto concerneva il nostro Ventrue).

In fondo allo studio, appoggiata alla parete a braccia conserte, si trovava la donna più gigantesca che Cäedric avesse mai visto, la riconobbe immediatamente: Raven Winterheart, Primogenito Gangrel nonché Sceriffo della città, il Sire della sua compagna di Coterie, Harle. Lo Sceriffo vestiva di pelle morbida, jeans rinforzati da strisce di cuoio e un chiodo da motociclista a cingerle le possenti spalle, i capelli erano raccolti e celati da una bandana nera, lo sguardo era particolarmente truce sotto le folte sopracciglia scure.

Ma a sorprendere veramente il nostro neonato fu l'uomo tranquillamente accomodato sulla poltrona accanto al camino: Anthony Maxwell, meglio conosciuto come Antonius Maximus, Primogenito Ventrue, il suo Gransire in persona.

Antonius dimostrava un'età indefinita tra i cinquanta ed i sessant'anni, i capelli bianchi erano folti e tagliati corti alla moda romana, il viso segnato da rughe leggere e marcate su cui spiccavano occhi cerulei ed acuti, non era molto alto, ma aveva un fisico ben piantato. In vita, Cäedric ricordò, aveva comandato legioni, consigliato ed infine diretto Imperatori, plasmato la storia dell'Impero stesso...

Stupefatto (che il suo Gransire si mostrasse era infatti evento raro), Cäedric si inchinò all'Anziano attendendo un suo cenno per alzarsi: "Ave Puer, vieni avanti Grand'Infante, è da qualche tempo che non ci vediamo, sono lieto di sapere che le prime missioni affidate a te e alla tua Coterie sono state portate a termine con successo".

...missioni affidate a te..., Cäedric represse un brivido chiedendosi di quanto esattamente fosse a conoscenza il suo potente Gransire.

Appena entrato Samael si era subito diretto al fianco del suo Sire, il quale non aveva certo perso tempo ad avvinghiarsi al suo braccio, troppo scosso dai singhiozzi per parlare. Il giovane Toreador conosceva tutti i presenti tranne l'Anziano in poltrona e l'uomo alle spalle di Cäedric che li aveva fatti entrare, non ci volle comunque molto a capirne l'identità, Sire e Gransire (nonché Primogenito) del Ventrue... che allegra compagnia!

"Vi starete probabilmente chiedendo il motivo della vostra convocazione giovani Infanti...", a parlare era stato Antonius, una voce calma e ferma, profonda.

Fu subito chiaro a tutti chi avesse le chiavi dell'autorità: "Ebbene lasciate che vi rinnoviamo i nostri complimenti per le vostre prime missioni", nessuno dei neonati parlò, "Tuttavia, un'altra questione... scomoda si presenta oggi alla nostra attenzione", i singhiozzi di Wilhelm raddoppiarono d'intensità, ma Antonius proseguì ignorandoli, "Tale questione non è, tutto ciò di cui discorreremo è da ritenersi... ufficialmente inesistente, sono stato chiaro?", Cäedric assentì senza parlare, iniziava forse ad intuire il motivo della convocazione.

"Cinthya Otherside è scomparsa", il Primogenito Toreador si accasciò ancora di più sulla sedia, sorreggendosi all'Infante che non aveva idea alcuna di quello che stava succedendo, chi diavolo era questa Cinthya?! E cosa centrava con Wilhelm e tutti gli altri Primogeniti?!

Intuendo la confusione del giovane Toreador, Sir Richard si rivolse a Cäedric: "Il giovane Blackwood sembra confuso, ritengo sia il momento di spiegargli di cosa stiamo parlando ragazzo".

Il Ventrue non si era sbagliato, Cinthya Otherside era infatti una questione a lui affatto nuova, il motivo per cui Wilhelm Darhendorf gli doveva probabilmente la vita.

"Due anni orsono il Primogenito Toreador ruppe una Tradizione: colto dalla sete, per poco non uccise la sua vena prediletta, per evitarle tale destino egli la abbracciò in segreto. La donna si chiamava Cinthya Otherside e venne tenuta nascosta da allora in poi", Samael ascoltava incredulo le parole dell'altro neonato chiedendosi continuamente come fosse stata possibile una cosa simile e perché lui, Samael, l'infante predestinato di Wilhelm, non ne sapesse nulla.

"Non è possibile, io... io non ne sapevo nulla! Wilhelm come hai potuto tacermi una cosa simile?? E soprattutto perché Cäedric Aston, un Ventrue, lo sa?!", dalle sue spalle la voce rauca di Raven lo fece sobbalzare, "E dacci un taglio pivello, nel caso non te ne fossi accorto siamo tutti nella stessa merda per colpa di quel piagnisteo ambulante!", "P-perdonamiii Raaaveeeen! Mi dispiaceeeee!", "Ebbasta ho detto! Arriviamo al sodo Ventrue".

Un cenno di Sir Richard esortò Cäedric a continuare: "L'Abbraccio senza permesso è punibile con la morte ultima di Sire ed Infante. Alcune spie vennero a conoscenza del segreto del Primogenito e tentarono di rapire la ragazza e denunciare il fatto. Io glielo impedii", "Vuoi dire che è una cosa che si sa?? O mio Dio! Che ne è stato delle spie??", il Ventrue rispose in tono impassibile, "Gli eliminai sul posto e ricondussi la ragazza. Nessuno oltre a loro ne era a conoscenza".

Samael sentì Wilhelm annuire sul suo avambraccio: "Quindi mi state dicendo che non solo ho una sorella illegittima d'abbraccio, ma che q-questa ragazza ora è sparita?? Com'è possibile se nessun altro lo sapeva??".

"C-cinthyaaa è... è scappataaaaa!", Antonius riprese la parola quando le soffiate di naso di Wilhelm lo permisero: "Pare che la ragazza abbia lasciato il suo nascondiglio, non è chiaro se in modo totalmente spontaneo, e si sia unita ad un Branco del Sabbat".

Il Branco è, cari lettori, qualcosa di paragonabile alla Coterie nella Camarilla: un gruppo di Cainiti legati tra loro (in modo tuttavia ben più stretto rispetto alla Coterie) che operano in comune perseguendo determinati scopi.

La menzione del Sabbat aveva per un istante completamente catalizzato l'attenzione di Cäedric, possibile che...?

"Concludendo Infanti, come immaginerete non è questione di cui possano occuparsi dei Primogeniti, spetterà quindi a voi indagare ufficiosamente sull'incresciosa faccenda e... risolverla in un modo o nell'altro", era evidente come la cosa dovesse assolutamente restare segreta, inoltre Cäedric sospettava di trovarsi al centro dell'ennesima prova impostagli dai propri Siri, "Mi chiedo se l'Agogè finirà mai...".

I pensieri del giovane vennero interrotti da Raven: "Quel tizio che se n'è andato urlando come un ossesso si chiama Henry East, vi farà da appoggio", Cäedric ebbe un flesh dell'espressione angustiata del giovane sconosciuto, qualunque fosse la sua angoscia di certo non riguardava la seconda infante del Primogenito Toreador, ma per il momento non era questione fondamentale.

"Come posso mettermi in contatto con lui?", rispose Sir Richard, "Lo farà Henry, ad ogni modo sappi che egli è un Lasombra antitribù sotto la protezione di Antonius, ciò ti basti per il momento".

Un antitribù Lasombra?? Cäedric celò la propria agitazione mentre la parola Lasombra riecheggiava nella sua testa come un mantra: "Sia. La ragazza è ancora in città?", "Si, abbiamo notizia dell'attività di alcuni Branchi, come sapete anche voi, non sappiamo a quale si sia unita, ma per certo è in città".

Dovete sapere miei cari lettori, che le vicende dei Clan sono decisamente più complicate rispetto a quello che i loro membri tentano di far credere. Se, per esempio, chiedeste ad un Anziano della Camarilla su chi in effetti governa la Setta, egli vi risponderebbe ‘su tutti i Cainiti, che lo vogliano o meno', quando in realtà è risaputo come il Sabbat si ponga in netta antitesi rispetto alla Setta principale.

Qualcosa di simile accade anche per molti Clan. Accade piuttosto sovente infatti, che taluni membri di un Clan ufficialmente schierato con una delle parti in causa, decidano di passare alla fazione opposta. Costoro vengono detti Antitribù dalle proprie correnti maggioritarie e, per quanto sincere possano essere le loro intenzioni, tendono ad essere emarginati e guardati con sospetto dai membri della Setta cui si uniscono.

Odiati visceralmente dalla ‘corrente maggioritaria' del proprio Clan ed emarginati dagli altri compagni di Setta, gli Antitribù vivono esistenze tuttalpiù miserevoli, a meno di non godere della protezione di Fratelli potenti ed influenti, come nel caso di Henry East.

Ma su questo torneremo, la storia personale di Henry è infatti lunga ed interessante, e forse ve ne parlerà lui stesso.

Dopo qualche altra delucidazione al giovane e confuso Toreador, i neonati lasciarono la dimora di Darhendorf, era tempo di rintracciare Harle ed iniziare le indagini.

Nel parcheggio della villa, sotto il pergolato di rampicanti intrecciati, Cäedric e Samael trovarono qualcuno ad attenderli: il giovane di poco prima, Henry East.

"Salve ragazzi! Vorrei dirvi che mi dispiace per poco fa, ma non è così, ero decisamente alterato. Comunque io sono Henry, Henry East. Chiamatemi Henry. Non c'è bisogno vi presentiate, so benissimo chi siete: Samael Blackwood, Infante di Wilhelm, e Cäedric Allen Aston, Infante di Sir Richard e Grand'Infante di Antonius, il vecchio ti ha detto chi sono vero? Scommetto che non ti ha detto tutto, ma del resto non lo fa mai, dovresti saperlo anche tu ormai. Che ne dite di fare un salto da me?".

Alcuni istanti di silenzio seguirono il monologo di Henry, mai Samael aveva sentito qualcuno parlare così veloce (il che è tutto dire)!

Cäedric da parte sua era ancor più stordito dall'inusitata parlantina, oltre che moderatamente irritato dalla familiarità con cui quello sconosciuto lo trattava, e... un attimo... aveva chiamato Antonius vecchio??

Samael non aveva alcuna intenzione di seguire quel maleducato dalla parlantina facile a casa sua e non si premurò di mascherare la sua avversione all'idea: "Non mi sembra proprio il caso! Vostra Simpatia io rintraccio Harle, sperando che non abbia perso il cellulare che le ho comprato".

Il Toreador era così alterato che si era lasciato sfuggire il suo nomignolo personale per il Ventrue; all'udirlo Henry fu preda di un attacco di riso compulsivo che non riuscì a soffocare in tempo, mentre Cäedric tentava invano di visualizzarsi altrove, sulla cima di una montagna deserta, un luogo ove poter preparare in pace la protratta sofferenza del Toreador e del loro nuovo ‘appoggio'.

"Ritengo prematura una simile familiarità. Per tale ragione declino il vostro invito signor East. Samael, comunica ad Harle di raggiungerci alla Golden Tower, lo stesso vale per voi due".

Henry aveva oramai domato le risa, tuttavia continuava ad avere un'aria divertita ben diversa da quella che il Ventrue gli aveva visto solo un'ora prima: "Suvvia Cäedric, se mi chiami ‘signor East' finirò col sentirmi vecchio! In fondo ho appena qualche secolo sulle spalle! Comunque ci sto, sono davvero curioso di vedere la tua torre d'oro, sei uno monocromatico eh? Bhe anche io come vedi!".

Era davvero difficile credere che l'uomo di fronte a lui fosse un Lasombra antitribù pluricentenario, tuttavia Cäedric ne era incuriosito, avrebbe anche potuto essergli utile, dopotutto era un Lasombra come lei... "Chissà che Sir Richard non pensasse qualcosa del genere, ammesso che si sia trattato di una sua idea, in caso contrario gli scenari possibili si fanno molteplici, mi è difficile credere alle coincidenze...".

Il Toreador interruppe il ragionamento di Cäedric, pareva che Harle non avesse denaro sufficiente a pagarsi il taxi, alchè il Ventrue sbottò: "Nel 1972 è stata inaugurata la metropolitana, magari Harle troverà utile questa informazione", Samael era attonito, "Sua Simpatia... ha fatto una battuta! Per quanto sostanzialmente limitata ed acida certo... ma pur sempre una battuta! La Gehenna si avvicina!".

Henry rise ancora, "Mi sa che mi divertirò con voi!".

Ciascuno sul proprio mezzo di trasporto (che per Henry era una motocicletta) i tre giovani si apprestarono a raggiungere la dimora del Ventrue al fine di elaborare un piano.

Peccato che le cose non vadano sempre come preventivato.

 

"Cäedric dice che nel 1972 è stata inaugurata la metropolitana e si augura altresì che tu possa trarre giovamento da tale informazione", click, comunicazione chiusa.

Il Rosario di imprecazioni della nostra simpatica cucciola andò perso al Toreador, ma migliorò un poco il morale di Harle.

La nostra ragazza aveva comunque un problema da risolvere: non solo le mancavano i soldi per il taxi, ma non aveva neppure quelli per la metro! I suoi ultimi fondi erano stati investiti in una maglietta dei Motorhead che faceva orgogliosa mostra di sé al posto di quella lisa e stinta che portava di solito (era dei Linkin Park o degli Slipknot, non si capiva più...).

"Farmela a piedi diventa lunga... che palle! Mi toccherà alleggerire qualche sfigato dei soldi per la merenda, anche se sono un po' arrugginita non sarà certo una cosa difficile giù in metropolitana!", le ultime parole famose cari lettori.

La metropolitana di San Francisco era affollata come ad ogni ora del giorno e della notte, nessuno pareva dormire nella città perla della costa ovest. La nostra Gangrel si aggirava nella folla cercando di individuare l'allocco di turno a cui scucire un paio di dollari per il biglietto (e magari, già che c'era, qualcosa di più).

Dopo una decina di minuti Harle individuò il bersaglio perfetto, "Sfigato rocchettaro a ore dodici, a giudicare dalla bottiglia di birra in tasca pure ubriaco. Perfetto!", in realtà la scelta della giovane poteva prestarsi a maggiori critiche: innanzitutto l'uomo era alto quasi mezzo metro più di lei, fisico imponente e abbigliamento di chi è abituato a non farsi troppi scrupoli nel trattare con gli estranei, i capelli biondi gli scendevano sciolti ben oltre la cintola, come assai lunga era anche la barba intrecciata alla moda vichinga, occhi chiari e freddi che decisamente non apparivano velati dai fumi dell'alcool.

Insomma, avesse riflettuto qualche istante di più, Harle avrebbe probabilmente scelto un diverso bersaglio per il suo tentativo di borseggio, ma tant'è. La nostra cucciola non era proprio un tipo riflessivo.

"Ehi bello! Hai progetti per la serata? Ti andrebbe di suonare qualcosa di diverso dal basso che ti porti dietro?", l'uomo la guardò (dall'alto in basso) per qualche istante, studiandola con un'attenzione che avrebbe dovuto mettere sul chi vive la ragazza.

Dopo aver tratto alcuni profondi respiri ("Mha... avrà la sinusite!"), l'uomo sorrise  mostrando denti bianchissimi: "Perché no? Chiamami Marco", Harle scosse le spalle, "Come ti pare. Si va in bagno?", ancora l'uomo acconsentì.

Entrarono nei bagni della stazione, una volta assicuratisi di essere soli, Marco chiuse a chiave la porta alle sue spalle: "Grande serata stasera, o sono io ad essere particolarmente fortunato, o sei tu ad essere particolarmente sprovveduta... carne morta!", Harle si voltò di scatto iniziando a percepire il pericolo, "C-come hai detto scusa??".

Marco aveva posato il basso in un angolo (ne era infatti decisamente geloso), e in quel momento si ergeva tra Harle e la porta, ossia tra la giovane e la sola via d'uscita. Nella sua postura c'era qualcosa di diverso ed inquietante che la giovane si sorprese a notare solo in quel momento: era più alto o sembrava solo a lei?

L'uomo fece qualche passo in avanti, le sue movenze erano più sciolte e possenti rispetto a poco prima, quasi ferine: "Mi hai sentito carne morta, devi proprio essere una novellina, quasi quasi mi dispiace per te!", la sua risata rimbombò nella stanza, persino il suo viso appariva diverso, i denti più lunghi...

"Cazzo! Non sarai micca un vampiro anche te!?", Marco si bloccò emettendo una sorta di cupo ringhio, "Non osare paragonarmi agli abominii come voi carne morta! Morirai lentamente per aver osato insultare un Garou della stirpe di Fenrir!".

Quasi non lo vide arrivare, ma di certo sentì le costole incrinarsi sotto il pesante pugno dell'uomo che la scaraventò contro la parete come fosse stata una bambola di pezza: "Ma cosa diavolo è questo..?!", la sua risata risuonò ancora, questa volta più bassa e minacciosa, "Avanti carne morta, speravo di divertirmi di più con te! E' tutto qui quello che sai fare?!".

L'ira divampò nel petto della giovane, come osava prenderla in giro quel... quel... quello?!

"Te la farò vedere io barbone rocchettaro che non sei altro, non mi frega di cosa cazzo sei... ti aprirò come una tortillas e con i tuoi capelli unti ci farò uno scendiletto!", mentre parlava gli artigli della bestia fecero la loro comparsa, lunghi, affilati e bramosi di sangue. Con un grido selvaggio la Gangrel si lanciò su Marco con l'intenzione di tagliarlo in due, forse lo colse di sorpresa perché non fece in tempo a schivare, "Ti ho preso!".

La forza che Harle aveva messo nel colpo avrebbe dovuto dilaniarlo, egli invece era ancora in piedi, arretrato appena di qualche passo e sorrideva (mostrando oramai una fila di zanne di tutto rispetto), mentre le cinque unghiate sul suo torso si rimarginavano a velocità impressionante! In pochi secondi di esse non v'era più traccia se non nella maglietta stracciata!

"Ma cosa cazzo sei..?!", Harle iniziava ad avere paura (una cosa che odiava), ne sentiva l'aspro sapore bruciarle la gola.

Marco si mosse ad una velocità inimmaginabile, e la Gangrel si trovò a penzolare ad un metro da terra, appesa per il collo alla mano di lui, schiantata all'interno di una toilette: "Siamo duri di comprendonio eh carne morta? Hai di fronte a te un Garou della stirpe di Fenrir, comprendi e assapora fino in fondo il sapore della paura... peccato tu non abbia reso più interessante la caccia!".

I tratti del viso di lui si stavano deformando, come se si stesse trasformando sotto i suoi occhi, la peluria sul viso più fitta, zanne e un... "Un muso?!? Garou, Garou, Fenrir, Fenrir, dove l'ho già sentito?? Non era una specie di lupo gigante?? Oh... Mierda!!".

 

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Harle era in una situazione disperata da cui non vedeva via d'uscita, era sola nel bagno di una stazione della metro, e tra lei e la sola via di fuga stava un Lupo Mannaro in pieno corso di trasformazione.  

 

Che ne sarà di Harle? E' davvero giunta la fine per lei o riuscirà a cavarsela nonostante tutto?

E chi è in realtà Henry East? Cosa ha realmente a che fare i nostri neonati?

Domande su domande che dovranno attendere il proseguimento della nostra storia.

A presto dunque cari lettori...  



Commenti utenti (3) File RSS dei commenti
Postato il Jonas, 11-07-2012 04:50,
1. LDHSBhXTOx
It was an amazing wokhrsop, Nicole! Miss E asked me immediately to paint her nails when she spotted my doorprize win! lol Thank you so much for being such a wonderful hostess, teacher, photographer, and friend. I am excited to read through everything again and explore through my lens!
 
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Postato il Harle, 29-03-2008 09:57,
2. ...
Cacca sotto che sembro...
 
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Postato il Samael Blackwood, 29-03-2008 08:00,
3. ...
Io non ho un Sire, sono orfano e non ho mai conosciuto la mia famiglia di non-morti. E se anche avessi un Sire, l'ho ripudiato.
 
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