| Scritto da Lord Caedric Allen Aston, |
Miei cari lettori, non
sentite anche voi le campane annunziare la fine della funzione? Non
indugiate...
Andate in pace, la
Messa è finita.
La Messa cantata fu
splendida e suggestiva, del resto il nostro Ventrue aveva ordinato (e
quindi ottenuto) il meglio su piazza; fu uno spettacolo che rimase
impresso alla maggior parte dei presenti per moltissimo tempo, tanto
che al termine alcuni Toreador caduti in estasi dovettero essere
rimossi fisicamente dai banchi.
La scaletta dei brani
seguì la Messa di Requiem di Mozart, eseguita egregiamente sotto
ogni punto di vista.
Harle se ne era andata
molto presto, poco dopo la benedizione iniziale, sulle note del
Kyrie, mentre Samael aveva seguito rapito ogni esecuzione,
dimenticando persino di guardarsi intorno alla ricerca di materiale
per eventuali pettegolezzi; persino Cassandra, che era una raffinata
estimatrice di musica classica, non trovò nulla da ridire.
Di tanto in tanto la
Tremere aveva osservato Cäedric senza farsi notare da lui: il
Ventrue appariva profondamente concentrato, serissimo ed inamovibile.
Cassandra lo vide seguire con attenzione tutte le fasi del rito,
insieme a quello che doveva essere il suo Sire, e si domandò con una
certa curiosità quale dovesse essere il credo del giovane nobile,
teoricamente anglicano.
La ragazza notò anche
come l'uomo alla sinistra di Sir Richard, il Primogenito Ventrue,
Anthony Maxwell seguisse più che altro il concerto, mentre
un'espressione vagamente sprezzante gli si dipingeva sul volto nei
momenti in cui la sua attenzione andava alla Liturgia... lui
sicuramente non era Cattolico, forse neppure Cristiano.
Cäedric non sapeva
con esattezza quale fosse il suo stato d'animo. L'ultima volta
che aveva presenziato ad un funerale era stato nel MCMXCVII, a quelli
della Principessa di Galles, ma questo era diverso.
Per cominciare, più
che un rito funebre era una commemorazione, inoltre ad essere
ricordato era un suo amico, anzi, il suo amico, Henry.
Come avrebbe dovuto
sentirsi? Triste? Malinconico? Solo..?
L'ultima volta che
una morte lo aveva segnato era stato molti anni prima, quando i suoi
genitori perirono in un incidente aereo; all'epoca la rabbia lo
aveva preso e soffocato per anni, sino al suo incontro con Rochelle...
ma ora Rochelle non c'era, non v'era consolazione, ne promessa di
redenzione, nulla. Come si sarebbe dovuto sentire..?
Cassandra lo riscosse
leggermente, la Messa era finita: "Un nuovo record, siamo insieme
nello stesso luogo da ore e non abbiamo ancora litigato", era
sorridente e, per una volta, non polemica. Nonostante tutto Cäedric
iniziava ad apprezzarne la compagnia (a piccole dosi s'intende):
"Questo perché in queste ore ci siamo parlati pochissimo", ciò
detto il Ventrue si alzò per andare a ringraziare il prelato e
Cassandra poté così guardarsi più liberamente intorno.
Samael stava
entusiasticamente discorrendo con il suo Sire, il quale era impegnato
ad asciugarsi vistosamente gli occhi (le avevano detto che il
Primogenito Toreador aveva la lacrima facile); Anthony aspettava
vicino all'entrata, la sua espressione le apparve indecifrabile, ma
il suo sguardo era fisso sul suo Grand'Infante... chissà per quale
ragione la cosa le parve... singolare.
Evidentemente il
Primogenito stava aspettando... ma cosa?
La Tremere vide poi il
suo stesso Gransire, Edward, raggiungere zoppicando (il suo lignaggio
aveva seri problemi di deambulazione a quanto sembrava...) Richard
Croft: "Mi domando se non sia il caso di avvicinarli per prevenire
eventuali risse...", "A cosa ti riferisci?", Cäedric era
tornato ed evidentemente lei aveva espresso i propri dubbi ad alta
voce.
Con un cenno Cassandra
indicò i due Anziani poco lontano: "Mi è parso di capire che tra
loro non corra buon sangue", "No infatti, ma Sir Richard non
dissacrerebbe mai un luogo sacro con questioni personali. Piuttosto
vedo che Harle non è venuta", "Era qui all'inizio, ma deve
essersene andata poco dopo. Complimenti comunque, è stato molto
bello".
Il giovane rispose con
un cenno del capo, l'inedita tranquillità della sua conversazione
con Cassandra costituiva una piacevole distrazione dai suoi dubbi,
senonché una stranissima sensazione lo colse all'improvviso: un
movimento in alto, sulla cupola sovrastante l'altare, lo mise in
allarme. I suoi occhi non vedevano nulla, ma i suoi sensi vibravano
inequivocabilmente... pericolo.
"Vieni",
"Cosa..?", non c'era tempo per spiegare, quindi Cäedric prese
la Tremere per un braccio quasi trascinandola di forza sino a
raggiungere il loro compagno Toreador: "Samael! La cupola
sull'altare. Guarda.", "Oh si l'ho vista! E' uno splendido
esempio di neogotico...", "Auspex!".
Il tono d'urgenza
nella voce del Ventrue mise in allarme i due compagni che iniziavano
loro stessi a percepire come qualcosa non andasse.
Samael purtroppo non
riuscì a distinguere nulla, i suoi sensi erano probabilmente ancora
offuscati dalle sensazioni provate durante il concerto, Cassandra
invece era un altro discorso: "Cäedric posso... posso farlo anche
io".
La Tremere diresse il
suo sguardo potenziato dalla disciplina alla cupola sentendo su di sé
le aspettative dei compagni: di Samael che si stava agitando e di
Cäedric che, registrò, non le aveva ancora lasciato andare la mano.
Dapprima non distinse
che ombre lungo i fregi, poco alla volta però la vista le si schiarì
mostrandole una figura che avanzava verso di loro procedendo...
carponi sul soffitto?! Freneticamente Cassandra frugò tra le sue
conoscenze, ma non ricordò alcuna tecnica che permettesse di
avanzare sfidando la gravità... non in quel modo!
La ragazza non aveva
mai avuto un simile attacco di panico! Dismettendo Auspex e
combattendo contro il senso di vertigine che sempre le provocava,
Cassandra si volse verso Cäedric con l'intenzione di avvertirlo
del nemico e della necessità di uscire subito dalla Cattedrale.
Almeno lo avrebbe fatto se la voce avesse dato forma alle sue parole...
Per alcuni istanti il
Ventrue si trovò a fissare le labbra di Cassandra muoversi senza
produrre alcun suono, gli occorsero poi altri istanti per rendersi
conto che tutti i suoni erano scomparsi: una soffocante coltre di
silenzio assoluto era calata nella Chiesa.
Samael si rese conto
in quel momento di non aver mai provato il vero silenzio, l'assoluta,
totale, assordante assenza di qualsivoglia suono... una esperienza
che non gli piacque affatto. Vide Cassandra gesticolare animatamente
a Cäedric: indicava il soffitto e quindi la porta, sicuramente c'era
un problema... ne ebbe la conferma vedendo la Tremere compiere il
gesto universale della levata rapida di tacchi.
Scappare fuori. Lassù
c'è un pericolo. Quale fosse esattamente questo pericolo il
Ventrue non lo sapeva, ma che fosse necessario uscire in fretta era
indubbio.
Senza perdere altro
tempo indicò a Samael di prepararsi a sparare (una scommessa in
verità: non sapeva infatti se il Toreador fosse armato, ma lo
sperava dal momento che tutte le sue armi erano nella limousine, di
Harle non c'era traccia e Cassandra era visibilmente disarmata),
quindi corse verso il suo Sire ed Edward, afferrò Sir Richard e lo
spinse eloquentemente verso la porta dove già vedeva Antonius.
Mentre gli Anziani si
mettevano in salvo (Sir Richard si era caricato in spalla Wilhelm,
ancora troppo estasiato per compiere azioni complesse quali fuggire),
anche i nostri neonati si misero a correre lungo la navata per
raggiungere le porte.
Cäedric percepì lo
spostamento d'aria prima di sentire l'urto, ma non riuscì
ugualmente a schivare: cinque colpi alla schiena. Mettendo da parte
le fitte di dolore, registrò che dovessero essere armi da lancio,
probabilmente piccoli pugnali, non abbastanza comunque.
Ancora uno spostamento
d'aria, la seconda raffica non era però diretta contro di lui, ma
più a sinistra.
Il Ventrue non fece in
tempo ad avvertire Cassandra che la vide girarsi di scatto ed alzare
una mano in direzione dell'aggressore.
La Tremere correva
qualche passo dietro Cäedric, potè così vedere cosa lo aveva
colpito, ma soprattutto la direzione da cui gli oggetti venivano
scagliati, non fu quindi impreparata quando lo spostamento d'aria
alle sue spalle l'avvertì di essere il prossimo bersaglio:
fermandosi all'improvviso, si girò facendo appello alla disciplina
che rendeva unico il suo Clan, della quale seguiva la via del
Movimento della Mente.
"Shuriken!",
Cäedric vide le cinque stelle metalliche bloccarsi ad un palmo dalla
mano tesa di Cassandra e cadere a terra inoffensive, quel potere
doveva essere Taumaturgia, anche se non era certo di quale via si
trattasse. Con la coda dell'occhio vide che anche Samael si era
fermato qualche passo alle sue spalle ed in mano stringeva saldamente
la Desert Eagle: "Fortunatamente ho a che fare con un Toreador
profanatore di luoghi sacri", il pensiero l'avrebbe forse fatto
sorridere, non fosse stato per il dolore che lo infastidiva mentre si
liberava in fretta degli shuriken.
"Samael è
armato, Cassandra potrebbe difenderci... possiamo combattere! Se solo
avessi una spada...", i pensieri del Ventrue vennero interrotti
dal tremare del pavimento ai suoi piedi, le pietre si stavano
aprendo... che fosse un trucco del nemico?
Un'occhiata verso la
porta gli tolse questo dubbio: laggiù Edward Elric stava in piedi,
lo sguardo fisso su Cäedric, un braccio squarciato da cui il sangue
scorreva copioso penetrando tra le pietre del pavimento; le sue
labbra si muovevano salmodiando qualcosa che il giovane non aveva
tempo di capire.
Ai piedi del Ventrue
stava sorgendo una spada creata dalla Taumaturgia del Primogenito
Tremere, che Cäedric brandì ringraziando l'Anziano con un cenno
(era una scelta logica... lui era disarmato e da quel che sapeva di
lei era uno spadaccino migliore di Cassandra... eppure il gesto di
Elric lo aveva toccato): una spada bastarda perfettamente bilanciata...
la sua preferita.
Basta fuggire.
Il tutto era accaduto
in pochi istanti: all'interno della Cattedrale erano rimasti
solamente i tre infanti ed il nemico ancora nascosto, su tutto il
silenzio.
L'avversario si
mostrò all'improvviso lanciandosi giù dal soffitto per atterrare
in perfetto equilibrio pochi metri davanti all'altare: era un uomo,
abbigliato come un ninja, veste da combattimento nera con tanto di
cappuccio a celarne il volto.
"Per una volta che
arrivo in orario alla Messa!", Samael aveva preso posto alle spalle
dei compagni, più distanza c'era tra lui ed il bersaglio meglio
era, in fondo era solo uno...
Cäedric nel frattempo
avanzò di lato verso destra, allontanandosi progressivamente dai
banchi che ne avrebbero intralciato i movimenti; Cassandra fece lo
stesso, ma dalla parte opposta dato che stava cercando oggetti che
potessero esserle utili come armi... fortunatamente in una Cattedrale
neo gotica non aveva che l'imbarazzo della scelta!
Il ninja si mosse ad
una velocità incredibile, talmente rapido che Samael lo perse
completamente di vista ("Lo diceva Wilhelm che mi sarei dovuto
applicare di più nella velocità!"), ma non Cäedric che era
avvezzo al combattimento ravvicinato: aveva previsto che il nemico lo
avrebbe identificato come più pericoloso ed era preparato.
Il Ventrue schivò di
lato l'affondo del lungo wakizashi, la cui lama stridette lungo la
spada di sangue, un mezzo giro e fu di nuovo in guardia.
Cassandra intanto
aveva trovato ciò che cercava: la croce appesa dietro l'altare,
solido legno bordato in oro, sicuramente più leggera della croce
celtica in pietra, ma soprattutto più appuntita. La ragazza richiamò
a sé la concentrazione, registrando il fatto che Cäedric era appena
in grado di schivare i rapidissimi attacchi dell'avversario:
"Dannazione! Che velocità assurda! Devo rallentarlo in qualche
modo!".
Dapprima fu solamente
una leggera vibrazione, ma dopo pochi istanti la croce oscillò
paurosamente fino a staccarsi con uno schianto dai sostegni.
Il polverone distrasse
il ninja quel tanto da permettere a Cäedric di respingerne gli
assalti e guadagnare una posizione favorevole da cui passare
all'attacco: un cambio di mano sorprese l'avversario che fu
costretto ad indietreggiare per evitare il colpo portato con la
sinistra, spada e wakizashi erano legati, un confronto di forza che
avrebbe favorito l'arma più lunga e pesante (e quindi il nostro
Ventrue), senonchè il ninja si disimpegnò abilmente lanciandosi
letteralmente all'indietro, dimostrando così un'agilità pari
alla sua velocità.
Samael non sapeva che
diavolo fare! Quello saltava come un grillo impedendogli di mirare
con precisione: un paio di colpi erano già andati a vuoto e sparando
a raffica avrebbe rischiato di colpire Cäedric.
Era pesante, forse più
di quanto si aspettasse... ma non aveva importanza, gli avrebbe
semplicemente fatto più male. Cassandra attese il momento propizio
mantenendo la croce a mezz'aria, ed esso arrivò quando il ninja si
lanciò all'indietro: la croce lo colpì quasi in pieno giacché,
accortosi del pericolo, l'uomo in nero si era contorto nel salto,
toccando terra una frazione di secondo prima, cosa che gli permise di
sottrarsi alla punta acuminata dell'oggetto.
"Dannazione!",
Cassandra non ricordava di avere mai avuto tanta voglia di imprecare!
La giovane decise quindi di lasciare la croce troppo pesante a favore
di una delle lance impropriamente utilizzate come aste porta
bandiera.
Il cambio le fu
favorevole dal momento che la superiore maneggevolezza le consentì
di colpire il ninja al costato, nonostante la velocità di
quest'ultimo non fosse stata minimamente intaccata dalle ferite
superficiali infertegli sino a quel momento.
Una cosa però era
accaduta, i suoni erano ricomparsi, sebbene i nostri neonati fossero
troppo presi per accorgersene.
Il Ventrue iniziava a
guadagnare terreno: gli attacchi dell'avversario, per quanto
rapidi, non erano particolarmente ardui da fronteggiare una volta
compresa la tecnica. Il ninja mascherato utilizzava uno stile di
ninjutsu bastardo frammisto a tecniche di kempo di scuola tarda...
forte, ma non inaffrontabile, anche a fronte del lavoro di squadra
che i nostri neonati stavano portando avanti, senonché...
Cäedric era oramai
stabilmente in attacco e fu proprio questo a permettere
all'avversario di trovare un buco nella sua guardia: un affondo
dall'alto al basso durante un mezzo giro lasciò scoperta per un
istante la spalla del Ventrue, più che sufficiente...
Cassandra non comprese
immediatamente la ragione per cui Cäedric si era bloccato, le era
parso infatti che fosse stato solo graffiato dal secondo pugnale del
ninja, eppure tremava vistosamente in evidente difficoltà, "Che
sia un qualche genere di veleno..?".
Una cosa era certa
comunque, così non potevano continuare, lo scontro andava concluso:
lasciando cadere il pugnale del Sacro Cuore che aveva trovato, la
Tremere si concentrò invece su di un oggetto in particolare,
potenzialmente più importante di qualsiasi arma, e pregò che Samael
comprendesse le sue intenzioni.
Veleno Assamita,
effetto immediato, dolorosamente simile a quanto aveva già provato
solo poche settimane prima: le sue forze erano scemate in un istante,
ogni muscolo del suo corpo era scosso da terribili crampi ed i suoi
sensi erano ottenebrati dal dolore.
Ma il giovane Ventrue
era molto più forte rispetto a qualche settimana prima, quella
tecnica finale non era più sufficiente a sconfiggerlo: "Mi...
dispiace... per te. Ma non è... abbastanza... come vedi... sono
ancora... in piedi...".
L'avversario era
interdetto (probabilmente si aspettava di chiudere la partita con
quel colpo), ma il suo stupore crebbe nel momento in cui si sentì
sfilare il passamontagna dalla testa e, voltatosi di scatto a
fronteggiare la nuova minaccia, si trovò a fissare gli splendenti
occhi verde acqua di Samael.
Probabilmente li trovò
affascinanti, ne studiò per lunghi istanti i riflessi che vi
danzavano, rapito forse dalla loro sovrannaturale intensità, tanto
da sentirsi irresistibilmente attratto dal loro possessore...
"Bene bene...
parliamone caro amico ninja mascherato... è da maleducati attaccare
così dei fedeli in Chiesa. Sono certo che converrete con me quando
sostengo che non c'è alcun bisogno di ricorrere alla violenza...
dico bene?".
Cassandra ringraziò
la prontezza di spirito del Toreador che, non avendo fortuna con la
pistola, aveva colto la possibilità che lei gli aveva offerto di
soggiogare l'avversario.
Anche Cäedric si
stava ricomponendo, i tremiti quasi domati, ed era di nuovo in
guardia, pronto ad attaccare qualora l'incanto di Samael non fosse
andato a buon fine. Cosa che in effetti non sapevano: il ninja, un
uomo sulla trentina dai tratti molto comuni, se ne stava immobile a
guardare il Toreador senza alcuna espressione riconoscibile sul viso.
Lo stesso Samael stava
ancora valutando l'esito della propria mossa, quando accadde
qualcosa che lo fece inorridire: dalle ombre dell'abside stava
emergendo una figura alta e minacciosa... un inconfondibile (e
rivoltante) Tzimisce!
"Ahhhh! Ci torturerà
nella cattedrale di carne per decine di anni!!"
Cos'altro poteva
ancora succedere?! Cassandra maledisse la sorte avversa vedendo
avanzare da dietro l'altare quattro persone dall'aria poco
amichevole: il primo era evidentemente uno Tzimisce, protuberanze
cornee ne adornavano collo e spalle (disgustoso), a seguirlo una
ragazza dallo sguardo allucinato la cui identità le fu chiarita da
Samael: "Cynthia! Oh mio Dio!".
Così quella era la
donna da rintracciare... beh almeno l'avevano trovata.
Dietro di loro vi
erano altre due donne: la prima era alta, aveva occhi color porpora e
lunghi capelli scuri, il viso era contorto in un ghigno di malevola
soddisfazione, l'altra invece era piccola, poco più che bambina in
verità, era evidentemente albina ed il viso mancava completamente di
espressione.
Altri quattro nemici
dalla pericolosità sconosciuta... fantastico! Cäedric stimò
che il più pericoloso fosse lo Tzimisce, Samael avrebbe potuto
(forse) occuparsi di Cynthia, mentre Cassandra avrebbe bersagliato le
altre due, inoltre c'era la possibilità che il ninja fosse davvero
sotto l'influsso di Samael.
Le speranze non erano
molte, ma avrebbe tentato ogni strada: "Samael a te Cynthia,
Cassandra la donna, al ninja l'albina, adesso!".
"Oh amico ninja!
Quella bambina mi osserva con sguardo torvo e malevolo! Mi vuole del
male, lo sento! Oh se solo tu potessi aiutarmi!", il ninja parve
esitare qualche istante, quindi semplicemente scomparì nel nulla.
Samael non aveva tempo
di interrogarsi, dovevano agire subito; era a distanza ottimale per
sparare ed il suo bersaglio non sarebbe schizzato via come quel
dannato ninja!
"Addio dunque
Cynthia... ", disse con aria solenne, "...dell'eredità del
nostro Sire non avrai neanche un misero paravento!".
Lo scoppio fu
assordante, Cassandra e Cäedric inorridirono vedendo la Desert Eagle
esplodere tra le mani del compagno: la fiammata lo travolse
ustionandolo orribilmente, mentre le mani furono completamente
polverizzate, braccia e petto dilaniati dalle schegge.
L'onda d'urto
dell'esplosione scagliò all'indietro il povero Samael che ebbe
solo un istante per rendersi conto che un bossolo doveva avere
otturato la canna del gas, prima di crollare ad un passo dal torpore:
"I regali scadenti di Bagoa... ah! Che fine ingloriosa..".
Le cose andavano male,
con Samael fuori gioco la situazione si faceva disperata, tanto che
per un istante l'idea della ritirata sfiorò il Ventrue: avrebbe
potuto coprire Cassandra mentre lei soccorreva Samael, Sir Richard ed
Antonius di certo stavano tornando con i rinforzi (e questa era per
lui una certezza), tutto ciò che avrebbero dovuto fare era
guadagnare tempo.
"Basta. Non volterò
le spalle alla battaglia calpestando il mio onore", un'occhiata a
Cassandra mostrò al Ventrue che la stessa Tremere non avrebbe
considerato la ritirata un'opzione, a maggior ragione se lui fosse
rimasto a combattere, "Una donna decisamente ostinata...".
Fu allora che le porte
della Cattedrale si spalancarono per fare strada al Sire del Ventrue,
che fece irruzione brandendo un enorme spadone a due mani tre volte
più grande del normale: "Chiedo venia per il ritardo ragazzo,
spero che siate ancora interi".
Ora potevano vincere.
Tra i motivi che portavano il giovane a venerare il suo maestro vi
era anche l'abilità senza pari di quest'ultimo con la spada.
"Io mi occupo delle
due a destra!", Cassandra intendeva neutralizzarne una con
Dominazione e, preferibilmente, spingerla contro la compagna.
Cäedric a quel punto
decise di tentare il tutto per tutto, anche se tra lui e lo Tzimisce
si trovava la zona rialzata del presbiterio: tre gradini bassi e ampi
e l'altare che non poteva permettersi di aggirare.
La sua fu una mossa
improvvisa: prendendo la massima velocità possibile, il Ventrue
scattò verso l'altare usando i gradini come rampa. Con il quarto
balzo sarebbe calato sullo Tzimisce con una violenza tale da
tagliarlo in due.
La concentrazione
tenne a malapena a bada il dolore, che peggiorava con ogni movimento,
finchè un lieve cedimento della gamba sinistra, proprio al momento
di spiccare l'ultimo balzo, non permise a Cäedric di angolare con
precisione il colpo.
La lama sanguigna calò
con violenza estrema sullo Tzimisce, ma il colpo che doveva tagliarlo
in due finì invece per tranciarne le appendici cornee sul lato
destro, lasciandolo poco meno che illeso.
L'espressione del
Demone mutò ben presto dalla sorpresa preoccupazione, al ghigno di
chi si appresta a gustare sangue: il Sangue Blu aveva puntato tutto
su quel colpo e aveva perso, viste anche le sue condizioni la mossa
si era rivelata troppo azzardata.
Cassandra vide il
calante portato a due mani mancare il bersaglio principale e lasciare
così Cäedric completamente scoperto e in balia della contromossa
del nemico; lei stessa era troppo presa dalle due avversarie, sulle
quali non aveva funzionato nulla, per poterlo aiutare. L'unica
speranza, odiava ammetterlo, stava nel Sire del Ventrue con quella
spada assurda, senonché... Sir Richard non c'era più.
Cäedric percepì la
maligna soddisfazione del nemico e si preparò a sopportare i danni,
che però non giunsero mai: lo Tzimisce era scomparso, così come
Cynthia e le due sconosciute.
Cassandra si ritrovò
a fissare sbalordita il Ventrue, la sola altra persona (a parte i
resti di Samael) che potesse vedere nella Cattedrale.
"Notevole, davvero
notevole, persino io ho impiegato un po' a scoprire il trucco! Per
Giove Tonante! L'infante di Willy mi sembra messo male, dovremo
occuparcene subito", ciò detto Antonius avanzò tranquillamente
lungo la navata centrale, le mani intrecciate dietro la schiena ed
un'espressione soddisfatta sul viso.
"Complimenti
Infanti, avete dato buona prova di voi".
L'attenzione di
Cäedric passò dai complimenti del suo Gransire alla figura di Sir
Richard che emerse dall'ombra dietro l'altare recando... una
testa mozzata!?
"Questo cane Ravnos
se la cavava bene con il chimerismo, ma era piuttosto scadente nel
combattimento. Sconfiggerlo è stato facile una volta compreso il
trucco", "Il trucco...?", i due neonati continuavano a fissare
increduli la testa mozzata finchè Sir Richard non la lanciò ad
Antonius, mostrando un'indifferenza che fece rabbrividire
Cassandra.
"Tutto ciò che è
accaduto qui, a cominciare dal silenzio assoluto, non è stato altro
che un'illusione molto sofisticata creata da questo bastardo,
probabilmente molto esperto nella disciplina del chimerismo. Per
rendersene conto bastava uscire dal suo raggio d'azione. Ad ogni
modo mi congratulo nuovamente con voi per il coraggio e la prontezza
che avete dimostrato. Ah, Cäedric...", lo sguardo del Primogenito
si fissò sul suo Grand'Infante, "Honor puer. Niente di
meno da un Ventrue della nostra stirpe".
Ciò detto Antonius
fece rotolare con noncalance il macabro trofeo all'interno di un
sacco (chissà poi da dove l'aveva tirato fuori..) e tornò sui
propri passi per dare indicazioni al codazzo dei ‘rinforzi' che
stavano entrando nella Cattedrale.
Richard posò
compiaciuto una mano sulla spalla del suo Infante: "Bravo Cäed!
Sono fiero di te! Non preoccuparti, anche le ferite che avete subito
sono un'illusione, tranne quelle dell'infante di Wilhelm che si è
procurato da solo. Tra pochi istanti starai meglio. Andiamo figlio,
qui si occuperà di tutto Antonius".
I giovani erano ancora
scossi, ma seguirono l'Anziano all'esterno. Come aveva promesso
Richard, il dolore era scomparso e le forze erano tornate all'infante
Ventrue... meglio così, ad attenderlo nelle notti successive vi
erano ben altre prove, tuttavia Cäedric non poteva che sentirsi
vagamente sollevato per aver trovato un compagno: "Cosa c'è?",
Cassandra non amava essere studiata, men che meno dal
Ventrue-cocco-del-Sire, "Nulla...", la Tremere non ne era
certa, ma per un istante le era parso che Cäedric le sorridesse.
Qui si conclude il
sesto tempo della nostra storia, andate in pace cari amici. Vi
attenderò con ansia alla prossima levata del sipario...
Commenti utenti (9)
|
|
|