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Sesto Tempo, Conclusione. Ite Missa Est
Saturday 29 August 2009
 
Scritto da Lord Caedric Allen Aston,

Miei cari lettori, non sentite anche voi le campane annunziare la fine della funzione? Non indugiate...

Andate in pace, la Messa è finita.

La Messa cantata fu splendida e suggestiva, del resto il nostro Ventrue aveva ordinato (e quindi ottenuto) il meglio su piazza; fu uno spettacolo che rimase impresso alla maggior parte dei presenti per moltissimo tempo, tanto che al termine alcuni Toreador caduti in estasi dovettero essere rimossi fisicamente dai banchi.

La scaletta dei brani seguì la Messa di Requiem di Mozart, eseguita egregiamente sotto ogni punto di vista.

Harle se ne era andata molto presto, poco dopo la benedizione iniziale, sulle note del Kyrie, mentre Samael aveva seguito rapito ogni esecuzione, dimenticando persino di guardarsi intorno alla ricerca di materiale per eventuali pettegolezzi; persino Cassandra, che era una raffinata estimatrice di musica classica, non trovò nulla da ridire.

Di tanto in tanto la Tremere aveva osservato Cäedric senza farsi notare da lui: il Ventrue appariva profondamente concentrato, serissimo ed inamovibile. Cassandra lo vide seguire con attenzione tutte le fasi del rito, insieme a quello che doveva essere il suo Sire, e si domandò con una certa curiosità quale dovesse essere il credo del giovane nobile, teoricamente anglicano.

La ragazza notò anche come l'uomo alla sinistra di Sir Richard, il Primogenito Ventrue, Anthony Maxwell seguisse più che altro il concerto, mentre un'espressione vagamente sprezzante gli si dipingeva sul volto nei momenti in cui la sua attenzione andava alla Liturgia... lui sicuramente non era Cattolico, forse neppure Cristiano.

Cäedric non sapeva con esattezza quale fosse il suo stato d'animo. L'ultima volta che aveva presenziato ad un funerale era stato nel MCMXCVII, a quelli della Principessa di Galles, ma questo era diverso.

Per cominciare, più che un rito funebre era una commemorazione, inoltre ad essere ricordato era un suo amico, anzi, il suo amico, Henry.

Come avrebbe dovuto sentirsi? Triste? Malinconico? Solo..?

L'ultima volta che una morte lo aveva segnato era stato molti anni prima, quando i suoi genitori perirono in un incidente aereo; all'epoca la rabbia lo aveva preso e soffocato per anni, sino al suo incontro con Rochelle... ma ora Rochelle non c'era, non v'era consolazione, ne promessa di redenzione, nulla. Come si sarebbe dovuto sentire..?

Cassandra lo riscosse leggermente, la Messa era finita: "Un nuovo record, siamo insieme nello stesso luogo da ore e non abbiamo ancora litigato", era sorridente e, per una volta, non polemica. Nonostante tutto Cäedric iniziava ad apprezzarne la compagnia (a piccole dosi s'intende): "Questo perché in queste ore ci siamo parlati pochissimo", ciò detto il Ventrue si alzò per andare a ringraziare il prelato e Cassandra poté così guardarsi più liberamente intorno.

Samael stava entusiasticamente discorrendo con il suo Sire, il quale era impegnato ad asciugarsi vistosamente gli occhi (le avevano detto che il Primogenito Toreador aveva la lacrima facile); Anthony aspettava vicino all'entrata, la sua espressione le apparve indecifrabile, ma il suo sguardo era fisso sul suo Grand'Infante... chissà per quale ragione la cosa le parve... singolare.

Evidentemente il Primogenito stava aspettando... ma cosa?

La Tremere vide poi il suo stesso Gransire, Edward, raggiungere zoppicando (il suo lignaggio aveva seri problemi di deambulazione a quanto sembrava...) Richard Croft: "Mi domando se non sia il caso di avvicinarli per prevenire eventuali risse...", "A cosa ti riferisci?", Cäedric era tornato ed evidentemente lei aveva espresso i propri dubbi ad alta voce.

Con un cenno Cassandra indicò i due Anziani poco lontano: "Mi è parso di capire che tra loro non corra buon sangue", "No infatti, ma Sir Richard non dissacrerebbe mai un luogo sacro con questioni personali. Piuttosto vedo che Harle non è venuta", "Era qui all'inizio, ma deve essersene andata poco dopo. Complimenti comunque, è stato molto bello".

Il giovane rispose con un cenno del capo, l'inedita tranquillità della sua conversazione con Cassandra costituiva una piacevole distrazione dai suoi dubbi, senonché una stranissima sensazione lo colse all'improvviso: un movimento in alto, sulla cupola sovrastante l'altare, lo mise in allarme. I suoi occhi non vedevano nulla, ma i suoi sensi vibravano inequivocabilmente... pericolo.

"Vieni", "Cosa..?", non c'era tempo per spiegare, quindi Cäedric prese la Tremere per un braccio quasi trascinandola di forza sino a raggiungere il loro compagno Toreador: "Samael! La cupola sull'altare. Guarda.", "Oh si l'ho vista! E' uno splendido esempio di neogotico...", "Auspex!".

Il tono d'urgenza nella voce del Ventrue mise in allarme i due compagni che iniziavano loro stessi a percepire come qualcosa non andasse.

Samael purtroppo non riuscì a distinguere nulla, i suoi sensi erano probabilmente ancora offuscati dalle sensazioni provate durante il concerto, Cassandra invece era un altro discorso: "Cäedric posso... posso farlo anche io".

La Tremere diresse il suo sguardo potenziato dalla disciplina alla cupola sentendo su di sé le aspettative dei compagni: di Samael che si stava agitando e di Cäedric che, registrò, non le aveva ancora lasciato andare la mano.

Dapprima non distinse che ombre lungo i fregi, poco alla volta però la vista le si schiarì mostrandole una figura che avanzava verso di loro procedendo... carponi sul soffitto?! Freneticamente Cassandra frugò tra le sue conoscenze, ma non ricordò alcuna tecnica che permettesse di avanzare sfidando la gravità... non in quel modo!

La ragazza non aveva mai avuto un simile attacco di panico! Dismettendo Auspex e combattendo contro il senso di vertigine che sempre le provocava, Cassandra si volse verso Cäedric con l'intenzione di avvertirlo del nemico e della necessità di uscire subito dalla Cattedrale. Almeno lo avrebbe fatto se la voce avesse dato forma alle sue parole...

Per alcuni istanti il Ventrue si trovò a fissare le labbra di Cassandra muoversi senza produrre alcun suono, gli occorsero poi altri istanti per rendersi conto che tutti i suoni erano scomparsi: una soffocante coltre di silenzio assoluto era calata nella Chiesa.

Samael si rese conto in quel momento di non aver mai provato il vero silenzio, l'assoluta, totale, assordante assenza di qualsivoglia suono... una esperienza che non gli piacque affatto. Vide Cassandra gesticolare animatamente a Cäedric: indicava il soffitto e quindi la porta, sicuramente c'era un problema... ne ebbe la conferma vedendo la Tremere compiere il gesto universale della levata rapida di tacchi.

Scappare fuori. Lassù c'è un pericolo. Quale fosse esattamente questo pericolo il Ventrue non lo sapeva, ma che fosse necessario uscire in fretta era indubbio.

Senza perdere altro tempo indicò a Samael di prepararsi a sparare (una scommessa in verità: non sapeva infatti se il Toreador fosse armato, ma lo sperava dal momento che tutte le sue armi erano nella limousine, di Harle non c'era traccia e Cassandra era visibilmente disarmata), quindi corse verso il suo Sire ed Edward, afferrò Sir Richard e lo spinse eloquentemente verso la porta dove già vedeva Antonius.

Mentre gli Anziani si mettevano in salvo (Sir Richard si era caricato in spalla Wilhelm, ancora troppo estasiato per compiere azioni complesse quali fuggire), anche i nostri neonati si misero a correre lungo la navata per raggiungere le porte.

Cäedric percepì lo spostamento d'aria prima di sentire l'urto, ma non riuscì ugualmente a schivare: cinque colpi alla schiena. Mettendo da parte le fitte di dolore, registrò che dovessero essere armi da lancio, probabilmente piccoli pugnali, non abbastanza comunque.

Ancora uno spostamento d'aria, la seconda raffica non era però diretta contro di lui, ma più a sinistra.

Il Ventrue non fece in tempo ad avvertire Cassandra che la vide girarsi di scatto ed alzare una mano in direzione dell'aggressore.

La Tremere correva qualche passo dietro Cäedric, potè così vedere cosa lo aveva colpito, ma soprattutto la direzione da cui gli oggetti venivano scagliati, non fu quindi impreparata quando lo spostamento d'aria alle sue spalle l'avvertì di essere il prossimo bersaglio: fermandosi all'improvviso, si girò facendo appello alla disciplina che rendeva unico il suo Clan, della quale seguiva la via del Movimento della Mente.

"Shuriken!", Cäedric vide le cinque stelle metalliche bloccarsi ad un palmo dalla mano tesa di Cassandra e cadere a terra inoffensive, quel potere doveva essere Taumaturgia, anche se non era certo di quale via si trattasse. Con la coda dell'occhio vide che anche Samael si era fermato qualche passo alle sue spalle ed in mano stringeva saldamente la Desert Eagle: "Fortunatamente ho a che fare con un Toreador profanatore di luoghi sacri", il pensiero l'avrebbe forse fatto sorridere, non fosse stato per il dolore che lo infastidiva mentre si liberava in fretta degli shuriken.

"Samael è armato, Cassandra potrebbe difenderci... possiamo combattere! Se solo avessi una spada...", i pensieri del Ventrue vennero interrotti dal tremare del pavimento ai suoi piedi, le pietre si stavano aprendo... che fosse un trucco del nemico?

Un'occhiata verso la porta gli tolse questo dubbio: laggiù Edward Elric stava in piedi, lo sguardo fisso su Cäedric, un braccio squarciato da cui il sangue scorreva copioso penetrando tra le pietre del pavimento; le sue labbra si muovevano salmodiando qualcosa che il giovane non aveva tempo di capire.

Ai piedi del Ventrue stava sorgendo una spada creata dalla Taumaturgia del Primogenito Tremere, che Cäedric brandì ringraziando l'Anziano con un cenno (era una scelta logica... lui era disarmato e da quel che sapeva di lei era uno spadaccino migliore di Cassandra... eppure il gesto di Elric lo aveva toccato): una spada bastarda perfettamente bilanciata... la sua preferita.

Basta fuggire.

Il tutto era accaduto in pochi istanti: all'interno della Cattedrale erano rimasti solamente i tre infanti ed il nemico ancora nascosto, su tutto il silenzio.

L'avversario si mostrò all'improvviso lanciandosi giù dal soffitto per atterrare in perfetto equilibrio pochi metri davanti all'altare: era un uomo, abbigliato come un ninja, veste da combattimento nera con tanto di cappuccio a celarne il volto.

"Per una volta che arrivo in orario alla Messa!", Samael aveva preso posto alle spalle dei compagni, più distanza c'era tra lui ed il bersaglio meglio era, in fondo era solo uno...

Cäedric nel frattempo avanzò di lato verso destra, allontanandosi progressivamente dai banchi che ne avrebbero intralciato i movimenti; Cassandra fece lo stesso, ma dalla parte opposta dato che stava cercando oggetti che potessero esserle utili come armi... fortunatamente in una Cattedrale neo gotica non aveva che l'imbarazzo della scelta!

Il ninja si mosse ad una velocità incredibile, talmente rapido che Samael lo perse completamente di vista ("Lo diceva Wilhelm che mi sarei dovuto applicare di più nella velocità!"), ma non Cäedric che era avvezzo al combattimento ravvicinato: aveva previsto che il nemico lo avrebbe identificato come più pericoloso ed era preparato.

Il Ventrue schivò di lato l'affondo del lungo wakizashi, la cui lama stridette lungo la spada di sangue, un mezzo giro e fu di nuovo in guardia.

Cassandra intanto aveva trovato ciò che cercava: la croce appesa dietro l'altare, solido legno bordato in oro, sicuramente più leggera della croce celtica in pietra, ma soprattutto più appuntita. La ragazza richiamò a sé la concentrazione, registrando il fatto che Cäedric era appena in grado di schivare i rapidissimi attacchi dell'avversario: "Dannazione! Che velocità assurda! Devo rallentarlo in qualche modo!".

Dapprima fu solamente una leggera vibrazione, ma dopo pochi istanti la croce oscillò paurosamente fino a staccarsi con uno schianto dai sostegni.

Il polverone distrasse il ninja quel tanto da permettere a Cäedric di respingerne gli assalti e guadagnare una posizione favorevole da cui passare all'attacco: un cambio di mano sorprese l'avversario che fu costretto ad indietreggiare per evitare il colpo portato con la sinistra, spada e wakizashi erano legati, un confronto di forza che avrebbe favorito l'arma più lunga e pesante (e quindi il nostro Ventrue), senonchè il ninja si disimpegnò abilmente lanciandosi letteralmente all'indietro, dimostrando così un'agilità pari alla sua velocità.

Samael non sapeva che diavolo fare! Quello saltava come un grillo impedendogli di mirare con precisione: un paio di colpi erano già andati a vuoto e sparando a raffica avrebbe rischiato di colpire Cäedric.

Era pesante, forse più di quanto si aspettasse... ma non aveva importanza, gli avrebbe semplicemente fatto più male. Cassandra attese il momento propizio mantenendo la croce a mezz'aria, ed esso arrivò quando il ninja si lanciò all'indietro: la croce lo colpì quasi in pieno giacché, accortosi del pericolo, l'uomo in nero si era contorto nel salto, toccando terra una frazione di secondo prima, cosa che gli permise di sottrarsi alla punta acuminata dell'oggetto.

"Dannazione!", Cassandra non ricordava di avere mai avuto tanta voglia di imprecare! La giovane decise quindi di lasciare la croce troppo pesante a favore di una delle lance impropriamente utilizzate come aste porta bandiera.

Il cambio le fu favorevole dal momento che la superiore maneggevolezza le consentì di colpire il ninja al costato, nonostante la velocità di quest'ultimo non fosse stata minimamente intaccata dalle ferite superficiali infertegli sino a quel momento.

Una cosa però era accaduta, i suoni erano ricomparsi, sebbene i nostri neonati fossero troppo presi per accorgersene.

Il Ventrue iniziava a guadagnare terreno: gli attacchi dell'avversario, per quanto rapidi, non erano particolarmente ardui da fronteggiare una volta compresa la tecnica. Il ninja mascherato utilizzava uno stile di ninjutsu bastardo frammisto a tecniche di kempo di scuola tarda... forte, ma non inaffrontabile, anche a fronte del lavoro di squadra che i nostri neonati stavano portando avanti, senonché...

Cäedric era oramai stabilmente in attacco e fu proprio questo a permettere all'avversario di trovare un buco nella sua guardia: un affondo dall'alto al basso durante un mezzo giro lasciò scoperta per un istante la spalla del Ventrue, più che sufficiente...

Cassandra non comprese immediatamente la ragione per cui Cäedric si era bloccato, le era parso infatti che fosse stato solo graffiato dal secondo pugnale del ninja, eppure tremava vistosamente in evidente difficoltà, "Che sia un qualche genere di veleno..?".

Una cosa era certa comunque, così non potevano continuare, lo scontro andava concluso: lasciando cadere il pugnale del Sacro Cuore che aveva trovato, la Tremere si concentrò invece su di un oggetto in particolare, potenzialmente più importante di qualsiasi arma, e pregò che Samael comprendesse le sue intenzioni.

Veleno Assamita, effetto immediato, dolorosamente simile a quanto aveva già provato solo poche settimane prima: le sue forze erano scemate in un istante, ogni muscolo del suo corpo era scosso da terribili crampi ed i suoi sensi erano ottenebrati dal dolore.

Ma il giovane Ventrue era molto più forte rispetto a qualche settimana prima, quella tecnica finale non era più sufficiente a sconfiggerlo: "Mi... dispiace... per te. Ma non è... abbastanza... come vedi... sono ancora... in piedi...".

L'avversario era interdetto (probabilmente si aspettava di chiudere la partita con quel colpo), ma il suo stupore crebbe nel momento in cui si sentì sfilare il passamontagna dalla testa e, voltatosi di scatto a fronteggiare la nuova minaccia, si trovò a fissare gli splendenti occhi verde acqua di Samael.

Probabilmente li trovò affascinanti, ne studiò per lunghi istanti i riflessi che vi danzavano, rapito forse dalla loro sovrannaturale intensità, tanto da sentirsi irresistibilmente attratto dal loro possessore...

"Bene bene... parliamone caro amico ninja mascherato... è da maleducati attaccare così dei fedeli in Chiesa. Sono certo che converrete con me quando sostengo che non c'è alcun bisogno di ricorrere alla violenza... dico bene?".

Cassandra ringraziò la prontezza di spirito del Toreador che, non avendo fortuna con la pistola, aveva colto la possibilità che lei gli aveva offerto di soggiogare l'avversario.

Anche Cäedric si stava ricomponendo, i tremiti quasi domati, ed era di nuovo in guardia, pronto ad attaccare qualora l'incanto di Samael non fosse andato a buon fine. Cosa che in effetti non sapevano: il ninja, un uomo sulla trentina dai tratti molto comuni, se ne stava immobile a guardare il Toreador senza alcuna espressione riconoscibile sul viso.

Lo stesso Samael stava ancora valutando l'esito della propria mossa, quando accadde qualcosa che lo fece inorridire: dalle ombre dell'abside stava emergendo una figura alta e minacciosa... un inconfondibile (e rivoltante) Tzimisce!

"Ahhhh! Ci torturerà nella cattedrale di carne per decine di anni!!"

Cos'altro poteva ancora succedere?! Cassandra maledisse la sorte avversa vedendo avanzare da dietro l'altare quattro persone dall'aria poco amichevole: il primo era evidentemente uno Tzimisce, protuberanze cornee ne adornavano collo e spalle (disgustoso), a seguirlo una ragazza dallo sguardo allucinato la cui identità le fu chiarita da Samael: "Cynthia! Oh mio Dio!".

Così quella era la donna da rintracciare... beh almeno l'avevano trovata.

Dietro di loro vi erano altre due donne: la prima era alta, aveva occhi color porpora e lunghi capelli scuri, il viso era contorto in un ghigno di malevola soddisfazione, l'altra invece era piccola, poco più che bambina in verità, era evidentemente albina ed il viso mancava completamente di espressione.

Altri quattro nemici dalla pericolosità sconosciuta... fantastico! Cäedric stimò che il più pericoloso fosse lo Tzimisce, Samael avrebbe potuto (forse) occuparsi di Cynthia, mentre Cassandra avrebbe bersagliato le altre due, inoltre c'era la possibilità che il ninja fosse davvero sotto l'influsso di Samael.

Le speranze non erano molte, ma avrebbe tentato ogni strada: "Samael a te Cynthia, Cassandra la donna, al ninja l'albina, adesso!".

"Oh amico ninja! Quella bambina mi osserva con sguardo torvo e malevolo! Mi vuole del male, lo sento! Oh se solo tu potessi aiutarmi!", il ninja parve esitare qualche istante, quindi semplicemente scomparì nel nulla.

Samael non aveva tempo di interrogarsi, dovevano agire subito; era a distanza ottimale per sparare ed il suo bersaglio non sarebbe schizzato via come quel dannato ninja!

"Addio dunque Cynthia... ", disse con aria solenne, "...dell'eredità del nostro Sire non avrai neanche un misero paravento!".

Lo scoppio fu assordante, Cassandra e Cäedric inorridirono vedendo la Desert Eagle esplodere tra le mani del compagno: la fiammata lo travolse ustionandolo orribilmente, mentre le mani furono completamente polverizzate, braccia e petto dilaniati dalle schegge.

L'onda d'urto dell'esplosione scagliò all'indietro il povero Samael che ebbe solo un istante per rendersi conto che un bossolo doveva avere otturato la canna del gas, prima di crollare ad un passo dal torpore: "I regali scadenti di Bagoa... ah! Che fine ingloriosa..".

Le cose andavano male, con Samael fuori gioco la situazione si faceva disperata, tanto che per un istante l'idea della ritirata sfiorò il Ventrue: avrebbe potuto coprire Cassandra mentre lei soccorreva Samael, Sir Richard ed Antonius di certo stavano tornando con i rinforzi (e questa era per lui una certezza), tutto ciò che avrebbero dovuto fare era guadagnare tempo.

"Basta. Non volterò le spalle alla battaglia calpestando il mio onore", un'occhiata a Cassandra mostrò al Ventrue che la stessa Tremere non avrebbe considerato la ritirata un'opzione, a maggior ragione se lui fosse rimasto a combattere, "Una donna decisamente ostinata...".

Fu allora che le porte della Cattedrale si spalancarono per fare strada al Sire del Ventrue, che fece irruzione brandendo un enorme spadone a due mani tre volte più grande del normale: "Chiedo venia per il ritardo ragazzo, spero che siate ancora interi".

Ora potevano vincere. Tra i motivi che portavano il giovane a venerare il suo maestro vi era anche l'abilità senza pari di quest'ultimo con la spada.

"Io mi occupo delle due a destra!", Cassandra intendeva neutralizzarne una con Dominazione e, preferibilmente, spingerla contro la compagna.

Cäedric a quel punto decise di tentare il tutto per tutto, anche se tra lui e lo Tzimisce si trovava la zona rialzata del presbiterio: tre gradini bassi e ampi e l'altare che non poteva permettersi di aggirare.

La sua fu una mossa improvvisa: prendendo la massima velocità possibile, il Ventrue scattò verso l'altare usando i gradini come rampa. Con il quarto balzo sarebbe calato sullo Tzimisce con una violenza tale da tagliarlo in due.

La concentrazione tenne a malapena a bada il dolore, che peggiorava con ogni movimento, finchè un lieve cedimento della gamba sinistra, proprio al momento di spiccare l'ultimo balzo, non permise a Cäedric di angolare con precisione il colpo.

La lama sanguigna calò con violenza estrema sullo Tzimisce, ma il colpo che doveva tagliarlo in due finì invece per tranciarne le appendici cornee sul lato destro, lasciandolo poco meno che illeso.

L'espressione del Demone mutò ben presto dalla sorpresa preoccupazione, al ghigno di chi si appresta a gustare sangue: il Sangue Blu aveva puntato tutto su quel colpo e aveva perso, viste anche le sue condizioni la mossa si era rivelata troppo azzardata.

Cassandra vide il calante portato a due mani mancare il bersaglio principale e lasciare così Cäedric completamente scoperto e in balia della contromossa del nemico; lei stessa era troppo presa dalle due avversarie, sulle quali non aveva funzionato nulla, per poterlo aiutare. L'unica speranza, odiava ammetterlo, stava nel Sire del Ventrue con quella spada assurda, senonché... Sir Richard non c'era più.

Cäedric percepì la maligna soddisfazione del nemico e si preparò a sopportare i danni, che però non giunsero mai: lo Tzimisce era scomparso, così come Cynthia e le due sconosciute.

Cassandra si ritrovò a fissare sbalordita il Ventrue, la sola altra persona (a parte i resti di Samael) che potesse vedere nella Cattedrale.

"Notevole, davvero notevole, persino io ho impiegato un po' a scoprire il trucco! Per Giove Tonante! L'infante di Willy mi sembra messo male, dovremo occuparcene subito", ciò detto Antonius avanzò tranquillamente lungo la navata centrale, le mani intrecciate dietro la schiena ed un'espressione soddisfatta sul viso.

"Complimenti Infanti, avete dato buona prova di voi".

L'attenzione di Cäedric passò dai complimenti del suo Gransire alla figura di Sir Richard che emerse dall'ombra dietro l'altare recando... una testa mozzata!?

"Questo cane Ravnos se la cavava bene con il chimerismo, ma era piuttosto scadente nel combattimento. Sconfiggerlo è stato facile una volta compreso il trucco", "Il trucco...?", i due neonati continuavano a fissare increduli la testa mozzata finchè Sir Richard non la lanciò ad Antonius, mostrando un'indifferenza che fece rabbrividire Cassandra.

"Tutto ciò che è accaduto qui, a cominciare dal silenzio assoluto, non è stato altro che un'illusione molto sofisticata creata da questo bastardo, probabilmente molto esperto nella disciplina del chimerismo. Per rendersene conto bastava uscire dal suo raggio d'azione. Ad ogni modo mi congratulo nuovamente con voi per il coraggio e la prontezza che avete dimostrato. Ah, Cäedric...", lo sguardo del Primogenito si fissò sul suo Grand'Infante, "Honor puer. Niente di meno da un Ventrue della nostra stirpe".

Ciò detto Antonius fece rotolare con noncalance il macabro trofeo all'interno di un sacco (chissà poi da dove l'aveva tirato fuori..) e tornò sui propri passi per dare indicazioni al codazzo dei ‘rinforzi' che stavano entrando nella Cattedrale.

Richard posò compiaciuto una mano sulla spalla del suo Infante: "Bravo Cäed! Sono fiero di te! Non preoccuparti, anche le ferite che avete subito sono un'illusione, tranne quelle dell'infante di Wilhelm che si è procurato da solo. Tra pochi istanti starai meglio. Andiamo figlio, qui si occuperà di tutto Antonius".

I giovani erano ancora scossi, ma seguirono l'Anziano all'esterno. Come aveva promesso Richard, il dolore era scomparso e le forze erano tornate all'infante Ventrue... meglio così, ad attenderlo nelle notti successive vi erano ben altre prove, tuttavia Cäedric non poteva che sentirsi vagamente sollevato per aver trovato un compagno: "Cosa c'è?", Cassandra non amava essere studiata, men che meno dal Ventrue-cocco-del-Sire, "Nulla...", la Tremere non ne era certa, ma per un istante le era parso che Cäedric le sorridesse.

Qui si conclude il sesto tempo della nostra storia, andate in pace cari amici. Vi attenderò con ansia alla prossima levata del sipario...


Commenti utenti (9) File RSS dei commenti
Postato il Maggie, 15-07-2012 12:37,
1. fJJCZhjKKATO
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Postato il seshalie, 28-12-2011 00:34,
2. quUgXZpXy
I use to run a Sabbat game that lasted several years. My girlfriend was playing a Malkavian Antitribu and a member of the Black Hand. After we had been playing for about a year/year-and-a-half, I began introducing two NPCs, a human child and a coldblooded vampire killer. I discussed these NPCs with the other players (up to 7 other players at times), and told them that they only existed in the Malks mind but to act like they were there (their interactions with the NPCs were also only in the Malks mind). For between two and three years, my girlfriend (the Malk player) didnt realize that these NPCs were in fact two personalities within her own mind. Slowly the player started to suspect, culminating in a scene where all three of her personalities sat in an abandoned schoolroom talking. The character never understood that these NPCs werent real, but it was a pretty big revelation for the player and resulted in some awesome scenes. 
 
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Postato il ghttlax, 17-12-2011 00:34,
3. VpLfQkAMKiFxbEI
The following took place in a series of LARPs which were the very first of my life, more than a decade ago:I was a Toreador Antitribu belonging to a pack whose loyalty was for the Lasombra Bishop Nicolás Sánchez de Ibiza. There were three other Bishops in the city at that time fighting politically to become the leaders of the Sabbat in Madrid. Those other Bishops had their respective supporters. However, my pack was the most astute, the most hardworking and the most resourceful. We managed to strengthen Bishop Ibizas position that much that the Camarilla took over Madrid& as Ibiza was actually an undercover Camarilla agent. Of course, as astute as my pack was, we didnt have a clue about that. 
 
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Postato il sdxqosyjdn, 13-12-2011 11:54,
4. GadPXdduOEp
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Postato il Mircea, 12-12-2011 04:51,
5. HcwTnzaujRDuj
Smack-dab what I was looikng for-ty!
 
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