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Wednesday 19 December 2007 |
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Fate finta di ascoltare la colonna sonora di un film horror a caso, o di un thriller. Avete presente quelle melodie senza spessore, ricavate da un banale sintetizzatore, quei suoni bassi ed elettrici che si espandono e sembrano prolungarsi all'infinito. Qualche trillo acuto, poi ancora quella vibrazione cupa e ossessiva. Ebbene, nella mia mente riecheggiava quel suono, mentre chiudevo prudentemente l'anta dell'armadio, cercando di non provocare il minimo rumore. Trovarsi in casa di un assassino quando questi sta giusto rientrando, svelare il suo segreto e nello stesso istante percepire una voce flebile che sussurra "pericolo" al tuo orecchio, avvertire il respiro ansimante della paura sulla nuca e radunare i pensieri per trovare una via di fuga da quella situazione...ecco in quali frangenti mi trovavo.
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Saturday 15 December 2007 |
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Ero seduto in cortile, appoggiato al tronco di un'enorme e frondosa quercia, intento a sfogliare svogliatamente le pagine del libro di scienze. Il caffè che avevo bevuto poco prima non aveva sortito il suo effetto, dal momento che di minuto in minuto scivolavo in una veglia sonnecchiante, cullato dal cinguettare degli uccelli. L'erba appena tagliata emanava un profumo pungente, il sole spandeva un piacevole tepore a cui era impossibile resistere, ma...lo stridulo rumore di una frenata mi fece sobbalzare.
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| Scritto da Lord Caedric Allen Aston, |
La presente missiva è stata scritta da Cäedric in seguito ad eventi che nei resoconti non sono ancora stati trattati, presenta quindi diversi spoilers rispetto alla trama della cronaca.
Se la cosa non vi preoccupa, e avete a portata di mano un nutrito pacchetto di fazzoletti, buona lettura.
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Wednesday 12 December 2007 |
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“Spegni quella merda!” l’inconfondibile rumore di una
bottiglia contro la parete in casa Lavalle era cosa normale, soprattutto da
parte d’Ignacio.
Il piccolo Felipe cominciò a piangere spaventato mentre io
non me lo feci dire due volte e la radio era muta in meno di un minuto dalla
richiesta.
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Thursday 06 December 2007 |
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Ero sdraiato sul letto del prof di matematica, fumando e rimuginando su quanto Marie-Jeannette mi aveva rivelato la sera precedente. Il prof, che di nome faceva Jordan, era impegnato a vergare il prossimo compito in classe, seduto alla scrivania di fronte al proprio portatile. All'esterno, la pioggia tesseva un mormorante arazzo di suoni, rendendo quella notte ancor più suggestiva e pittoresca. L'unica fonte di luce all'interno della stanza era generata dal fuoco che crepitava nel camino, una luminescenza dorata e pulsante che tuttavia non riusciva a raggiungere gli angoli più lontani.
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Wednesday 28 November 2007 |
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| Scritto da Lord Caedric Allen Aston, |
Salve affezionati lettori, sono oltremodo lieto di sapervi interessati alla storia dei nostri neonati tanto da essere ancora qui insieme a me.
A volte capita ancora (a questo punto mi chiedo se me ne libererò mai) ch'io mi trovi... sensibile al tocco della solitudine, probabilmente persino la mia passione per le storie ha qualcosa a che vedere con essa.
Dopotutto chi ha tempo per ogni cosa, può anche permettersi di prestarne qualche istante alla solitudine, non credete?
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-Confessami i tuoi peccati, figliolo. -la voce del sacerdote mi giunse cavernosa e artificiosa, come di un giovane che tenta di emulare il timbro di un adulto.
L'operazione di pulizia della mia anima non durò nemmeno un minuto. Dopotutto, il mio cuore era bianco come la neve. Spassarmela con Marie-Jeannette poteva considerarsi un peccato? No, una reciproca elargizione di affetto, casomai. Bere birra e fumare nottetempo sul tetto in compagnia del prof di matematica, un uomo che ancora si credeva un adolescente, poteva essere inscritto al peccato capitale di gola? In fondo, non mi dissetavo ancora di sangue...
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| Scritto da Lord Caedric Allen Aston, |
De profundis clamavi
Dall'abisso invocai
J'implore ta pitié, Toi, l'unique que J'aime,
Du fond du gouffre obscur où mon cœur est tombé.
C'est un univers morne à l'horizon plombé,
Où nagent dans la nuit l'horreur et le blasphème.
Ti chiedo pietà, o mio unico amore,
dal tenebroso abisso in cui cadde il mio cuore.
E' universo penoso e privo di luce,
dove nell'ombra aleggiano blasfemia ed orrore.
(C. Baudelaire, Spleen et idéal)
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Wednesday 14 November 2007 |
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[Sigla di apertura: estratto di "Sex is not the enemy"dei Garbage. La musica si sublima in un rullo di tamburi. ]
Amici ascoltatori. Le frequenze di Radio Carmilla sono intasate questa sera. Mi è giunta voce che il suo successo è dilagato al di fuori del semplice recinto dei Toreador. Un geniaccio dell'elettronica ha costruito una specie di filtro vocale capace di decriptare il nostro eloquio sovrannaturale. Speriamo che gli umani non se ne impossessino. Ma come direbbe un vampiro molto famoso "Rivelatevi, rivelatevi, rivelatevi".
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Saturday 10 November 2007 |
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Din-don, din-don.
Avevo sedici anni e correvo affanosamente attraverso il cortile del collegio, mentre i rintocchi a lutto delle campane pulsavano come tamburi nella mia testa. Fu in quel giorno di cordoglio per tutto l'istituto che conobbi Padre Asrael, quando tutti gli studenti e i professori condividevano lo stesso stato d'animo per l'insaspettata e violenta morte del preside.
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| Scritto da Lord Caedric Allen Aston, |
Ben ritrovati cari lettori, non vi ho costretti ad un'attesa troppo lunga nevvero?
Sono stato di parola, ma non intendo rivendicarne completamente il merito, in realtà sono io stesso ansioso di continuare.
Accade così di rado ormai che desideri realmente fare qualcosa... che magnifica sensazione!
Ma non indugiamo oltre e proseguiamo con la narrazione.
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